Il Revòtano di Roccantica

Sulle pendici dei Monti Sabini, nei pressi del grazioso borgo di Roccantica, si trova uno straordinario “monumento naturale”. E’ il cosiddetto “Revòtano”, una gigantesca voragine carsica di circa 250 metri di diametro, fra le più grandi dell’Appennino, la cui profondità non è stata ancora accertata. E’ visibile sin da lontano come una larga depressione fra le leccete che ricoprono questo versante montano.

Il Revòtano

Difficile è raggiungerlo: all’oggi, purtroppo, non esiste un sentiero ben segnato che guidi l’escursionista nell’intrico di selve con la massima sicurezza; del resto, i fianchi strapiombanti della dolina si aprono improvvisamente nel bosco e possono costituire un serio pericolo. Questo luogo romito mantiene però intatto il fascino che da sempre possiede, e al quale è legata un’antica leggenda popolare. Si narra infatti che dove si trova il Revòtano sorgesse, in un’epoca imprecisata, il nucleo originario della medievale Roccantica: a causa della scarsa religiosità dei suoi abitanti, il villaggio sarebbe sprofondato dando vita all’immenso inghiottitoio. Forse fu anche il carattere maestoso e solitario del Revòtano e delle valli che lo circondano ad attrarre sin dall’Alto Medioevo gruppi di monaci o singoli eremiti, come testimoniano i molti cenobi sorti nella zona: se ne conoscono almeno due, San Leonardo e l’assai venerato San Michele. Entrambi molto affascinanti, i due eremi,  scavati nella nuda roccia, narrano di un antico connubio fra le forze dello spirito e quelle della natura, molto diffuso nel Lazio.

Il Revotano con un scorcio di Roccantica fra i boschi

Una visita a Roccantica non dovrebbe quindi tralasciare i suoi splendidi dintorni. Ma mentre San Michele è piuttosto frequentato, San Leonardo rimane ben più sperduto, poiché, come per il Revòtano, anche in questo caso manca la segnaletica. La solitudine di questi luoghi è comunque un motivo di attrazione particolare per chi abbia gusti avventurosi e voglia godere di spazi di natura integra e selvaggia, non ancora toccata dal turismo di massa, ritrovando così atmosfere e sensazioni di arcana bellezza. Per saperne di più, il lettore può far riferimento alla guida Lazio, i luoghi del mistero e dell’insolito (Eremon Edizioni, 2006).

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