Alatri: la “città dei Ciclopi” e dei simboli templari

Posta nel cuore della Ciociaria, su una collina alle pendici dei Monti Ernici, Alatri si presenta come una delle città d’arte più nobili e affascinanti del Lazio meridionale. Un fascino che le è dato dalla mirabile convivenza degli elementi monumentali arcaici e di quelli risalenti alle epoche successive, in particolare al Medioevo. E’ universalmente conosciuta come la “città dei Ciclopi” per l’eccezionale stato di conservazione di uno dei maggiori esempi di architettura antica in Italia, vale a dire l’Acropoli della Civita, vero simbolo delle “città megalitiche” laziali,  a cui da sempre sono legati misteri e leggende.

Alatri-Porta Maggiore

In epoca pre-romana Aletrium fu una potente roccaforte degli Ernici – l’antico popolo che dominava gli omonimi monti – e una leggenda romana vuole che fosse una delle “città ciclopiche” tutte inizianti per “A” (Arpino, Arce, Atina, Anagni e, appunto, Alatri), fondate nel XIII sec. a. C. dal mitico popolo dei Pelasgi, diretti discendenti del Dio Saturno, secondo una disposizione che rimanderebbe ad alcune costellazioni zodiacali.

Porta medievale su base megalitica

A questo remoto passato risalgono la cinta muraria in opera megalitica e l’imponente Acropoli di forma trapezoidale detta anche Civita. Senza dubbio si tratta del monumento più rappresentativo di Alatri, quello che da sempre stimola e colpisce la fantasia del visitatore. Non a caso essa divenne meta privilegiata del Grand Tour sette-ottocentesco e trovò gli elogi dello storico tedesco F. Gregorovius che le dedicò sentite parole in Passeggiate romane.

Acropoli, targa a Gregorovius

Il mistero aleggia ancora in questi luoghi ed infatti il visitatore meravigliato dalla perfezione con cui si compone il mastodontico mosaico di macigni irregolari non fa a meno di chiedersi come i nostri avi siano riusciti a realizzare tale opera. La Porta Maggiore o dell’Areopago, ad esempio, è costituita da un architrave costituito da un unico masso calcareo dal peso di 27 tonnellate, per peso seconda soltanto alla Porta dei Leoni di Micene.

Porta Maggiore

Lungo le mura ciclopiche ci s’imbatte più volte in curiosi bassorilievi che rimandano ad antichi culti misterici di cui ormai si è persa la memoria. Il più importante è senza dubbio un bassorilievo, sito nelle immediate vicinanze di Porta San Pietro, un tempo Porta Bellona, raffigurante il Dio Saturno.

Porta S. Pietro, Dio Saturno

La divinità, metafora della devozione per la terra, porta con sé una falce, attrezzo agricolo la cui creazione è addirittura accreditata al popolo ernico. Nei pressi di Porta Minore sono invece tre simboli fallici, anche queste immagini legate ai culti sacrali degli Ernici e delle civiltà pre-cristiane (si possono ritrovare sugli Arcazzi di Anagni e lungo la Via Sacra che conduce sulla cima del Monte Cavo presso Rocca di Papa).

Scorcio della città dall'Acropoli

La pietra ha conservato numerosi altri simboli, come scritte, croci e numerose triplici cinte e centri sacri. Questi ultimi simboli possono essere rinvenuti nel rosone della Chiesa di Santa Maria Maggiore, sui gradini della Chiesa San Francesco, sul portale di San Silvestro e Santa Lucia nonché sui muretti della scalinata che sale al Duomo di San Paolo.

Duomo, facciata

La cattedrale, che s’impone in cima all’acropoli, nasconde un altro mistero, ossia quello legato al miracolo dell’ostia incarnata.

Chiesa di S. Francesco, Triplice Cinta

Alatri è dunque una cittadina ricca di leggende e misteri che conserva le tracce di culti arcaici, ma un altro dei motivi per cui è degna di essere visitata è la ricchezza architettonica e la suggestione del suo tessuto urbano, con bifore, trifore, archi a sesto acuto, voltoni, scalinate, ecc.: non abbiamo certo descritto nei particolari tutte le attrazioni di Alatri e invitiamo i nostri lettori ad andare a scoprirla con i propri occhi, smarrendosi nel tempo sospeso degli stretti vicoli e delle stradine selciate e ammirando la grandiosità delle opere umane ivi racchiuse: da non perdere, partendo da Porta Maggiore, la passeggiata nella zona delle cosiddette “Piagge” fino almeno alla Chiesa di San Silvestro.

Alatri-Chiesa di S. Maria Maggiore

Sono infine da ricordare i suoi dintorni: il Lago di Canterno, Fumone, Veroli e gli stessi Monti Ernici, tutti luoghi per i quali si rimanda alla nostra guida “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”. Del resto la Ciociaria è una regione la cui storia si perde nella notte dei millenni e non basta un fugace accenno per esaurire i motivi di una sua attenta esplorazione.

APPUNTI DI VIAGGIO

Periodi migliori: tutto l’anno.

Strutture consigliate: Ristorante “Tre Grana”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: