La nobiltà decadente di Montecalvello, dimora segreta di Balthus

Ci troviamo nel cuore della Teverina Viterbese, in quella parte della Valle del Tevere che segna per qualche decina di chilometri il confine fra Lazio ed Umbria, in un suggestivo paesaggio ora dolce ora segnato da aspri calanchi. Giungere a Montecalvello è molto semplice facendo l’A1. Si esce al casello di Attigliano, si prende per Bomarzo, si attraversa il fiume entrando nel Lazio e si prosegue brevemente sulla SP Valle del Tevere in direzione di Civitella-Castiglione. Ad un certo punto un’indicazione a sinistra per Grotte di Santo Stefano permette di inoltrarsi in una campagna dall’aspetto “antico”, fra terre arate e verdi colline rigate da calanchi argillosi; superata la chiesetta rurale della Madonna dell’Aiuto, si inizia a risalire il colle fino ad arrivare al piccolo borgo, odierna frazione di Viterbo.

Campagna con nebbia

La storia di questo minuscolo insediamento fortificato è tuttora poco chiara. Si pensa che la sua edificazione avvenne tra il 774 ed il 776 su ordine del re longobardo Desiderio, ma le uniche notizie certe si hanno soltanto dalla prima metà del Duecento, quando il castello risulta sotto la potestà della viterbese famiglia ghibellina dei Calvelli, donde deriva l’attuale toponimo. Venne poi la signoria dei Monaldeschi del ramo del Cane, cui succedettero nella prima metà del Seicento i Pamphili con la figura di Donna Olimpia Maidalchini, la potente cognata del papa Innocenzo X, nel 1664 i Raimondi e poi i Doria-Pamphili.

Porta d'accesso

Montecalvello-Veduta da Piantorena bn RCRLB

Passato più recentemente in altre mani, nel 1970 il castello fu infine acquistato dal conte Balthasar Klossowski de Rola, pittore franco-polacco contemporaneo celebre con il nome di Balthus, la cui famiglia ne è tuttora proprietaria. Questo grande artista, dall’animo raffinatissimo, fu definito dall’amico Federico Fellini “un signore del Rinascimento”: e la percezione di arcana bellezza che si ha in molti luoghi del Lazio, dove visse per anni, lo colpiva profondamente.

Montecalvello-Porta interna bn RCRLB

Montecalvello-Arco con chiesetta bn RCRLB

Corridoio ad archi

Del resto, visitare Montecalvello significa, al di là delle frasi fatte, compiere un viaggio a ritroso nel tempo. Il castello, varcata la porta d’accesso, appare un luogo musealizzato in cui gli elementi della “modernità” non hanno mai avuto accesso. Come nella non lontana Civita Bagnoregio, vi si può avere la visione quasi perfetta di un villaggio del XVI secolo pervenutoci praticamente intatto.

Montecalvello-Piazza Castello 1 bn RCRLB

Nessun abitante fisso, o almeno così ci è parso, tranne forse un guardiano e i suoi gatti. Un guardiano per un paese? Strano, si potrebbe pensare. In realtà Montecalvello non è un “normale” paese ma un vero e proprio borgo-castello privato, in cui le poche abitazioni erano e sono esclusivamente a suo servizio: si vedono una chiesetta (dedicata a Santa Maria), alcune costruzioni in cui risiedevano gli operai che lavoravano per i proprietari e il grandioso palazzo signorile, elegante rifacimento quattro-cinquecentesco di un maniero più vetusto, che all’interno custodisce affreschi e mobili preziosi. L’angolo più affascinante è senza dubbio Piazza Castello, una sorta di corte interna ove prospettano la facciata del palazzo e quelle di casette assai più dimesse con i loro rustici portoni.

Montecalvello-Piazza Castello 3 bn RCRLB

Montecalvello-Piazza Castello 2 bn RCRLB

A Montecalvello, insomma, ci si trova immersi in un luogo rimasto fermo all’epoca rinascimentale (di cui si scorgono i dettagli di grottesche all’interno di una loggia affacciata sul vuoto), che emana quella “nobile decadenza” così tipica di certi centri della Tuscia cimina (Bomarzo, Vignanello, Caprarola, Soriano, ecc…). E’ un’attrazione che può essere fatale per lo spirito imbevuto di letture o ascolti romantici, ma che può addirittura respingere coloro i quali siano estranei a quel tipo di formazione culturale e di gusto estetico. Montecalvello è di certo inadatto a chi voglia “divertirsi” nell’accezione più pragmatica del termine: non ci sono negozi, non ci sono ristoranti; nulla, nemmeno un bar.

Montecalvello-Grata bn RCRLB

Montecalvello-Palazzo, finestre rinascimentali bn RCRLB

Loggetta rinascimentale

Montecalvello-Palazzo, stemma bn RCRLB

Anche il paesaggio offre sensazioni romantiche. Affacciandosi dalla piazza, si scopre un intricato bosco misto dai toni vagamente malinconici, la cosiddetta “Macchia di Piantorena”, ove un tempo sorgeva il villaggio etrusco-romano di Torena. Da lato opposto del borghetto, invece, un piccolo giardino su cui svetta una torre permette di godere una vista molto più ampia verso il Tevere, con i querceti che in basso lasciano il posto ad ordinati campi coltivati. Si scorge anche una robusta torretta sul pendio a noi prospiciente, segno che nel Medioevo la zona dovette essere munita e presidiata da una fitta rete di fortilizi.

Ingresso ai sotterranei

Per carpirne l’essenza, bisognerebbe andare a Montecalvello in una di quelle fredde mattine di nebbia autunnale, quando l’atmosfera è irreale e quasi ci si dimentica di essere nel XXI secolo. Alla vista si uniscono l’udito e l’olfatto, in un’osmosi di sensi difficile da provare nel vivere quotidiano: l’odore denso delle antiche pietre di tufo, pregne di umidità, convive con quello di piccoli camini accesi, di muschi e alberi dalle mille sfumature che invadono l’aria; su tutto domina il silenzio. E l’abbandono, la solitudine che ci circondano divengono occasione per pensieri e sensazioni speciali.

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10 responses to “La nobiltà decadente di Montecalvello, dimora segreta di Balthus

  • alessio

    ma l’ingresso a questo borgo è libero? bisogna chiedere un permesso o pagare qualcosa?
    saluti e grazie

  • Amedeocalanca

    Nelle case adiacenti abitava ma madre ed io negli anni ’50 andavo a scuola con i maestri Mario Franceschini E Giuseppe Benigni che venivano da Grotte con la Lambretta del maestro Mario nella bellissima chiesetta abbiamo ricevuto la Comunione e Cresima io ed i mio fratelli e come non ricordare don Filippo Lazzari che veniva con la sua moto a celebrare nella Chiesetta?

  • Falasci Alfredo

    Negli anni 70 stavo spesso a Montecalvello perchè studiavo insieme ad un mio amico. In quel periodo il grande pittore Balthus era Presidente dell’Accademia di Francia a Roma e spesso era a Montecalvello. Ricordo una persona squisita e disponibile, molto attaccata al luogo ed alle poche persone che ci vivevano. Era facile incontrare la moglie giapponese passeggiare per la via principale in kimono attirando lo stupore delle persone che passavano in macchina sulla stessa via. In quel periodo il castello fu teatro di un grande avvenimento mondano legato al cinema con una scenografia fantastica , sbandieratori e menestrelli , oltre a tanti famosi attori.

    • illaziodeimisteri

      Speriamo che il castello possa risorgere, visto che attualmente appare davvero abbandonato o quanto meno poco valorizzato. Anzi al portale d’ingresso sono stati affissi un cartello stradale con divieto d’accesso e un cestino per i rifiuti, tutti oggetti che ovviamente deturpano la struttura artistica dello stesso portale e che potrebbero essere posti più avanti, verso la strada e non come sono ora attaccati al portale. Ciò ci dà un senso di trascuratezza, soprattutto da parte delle amministrazioni preposte, che non si può tollerare nel 2015.
      Grazie Alfredo della testimonianza, che ci conferma come questo luogo così appartato abbia tante storie da raccontare e come ci siano molte persone ad esso legate.
      Gli Autori

      • Emanuele Poletti

        Chiedo scusa buongiorno, il castello e l’intera location è a dir poco fantastica, mi chiamo Lele Poletti e mi occupo di intrattenimento per bambini e famiglie, vorrei sapere se vi è un riferimento un indirizzo mail, un cognome, un numero da poter contattare per proporre un piccolo progetto per bambini proprio all’interno del cortile. lascio volentieri la mia mail per ogni eventuale contatto: lelepoletti@tiscali,it

      • illaziodeimisteri

        Purtroppo non abbiamo contatti. Sappiamo che la proprietà è degli eredi Balthus. Cercheremo di informarci meglio. Grazie, un cordiale saluto.

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