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Proceno: fra Medioevo e Rinascimento

Nel borgo di Proceno si mescolano il linguaggio medievale – esemplificato dal Castello, oggi Bisoni Cecchini – e quello rinascimentale – simboleggiato da Palazzo Sforza. Ma anche nelle campagne l’atmosfera austera della Via Francigena si sovrappone a quella emanata dall’ordine e dall’armonia “umanistica” del paesaggio procenese, in un mix fra storia e natura di elevatissimo valore storico, culturale ed estetico. Qui nella foto, una vista suggestiva di Proceno dal magnifico tracciato della “variante” della Francigena, sempre più frequentato ed apprezzato dai pellegrini.


La Grotta del Brigante Bracherosce

Situata ai piedi di Castel Cellesi, la Valle delle Ferriere – o meglio la Valle del Rio Chiaro – è uno dei gioielli paesaggistici e naturalistici della Teverina Viterbese e riserva numerose sorprese: una di queste è la cosiddetta “Grotta del Brigante Bracherosce”, inquietante e  minaccioso intrico di cavità…


La Chiesa del Santo Sepolcro a Castel Cellesi

La seicentesca chiesa cimiteriale di Castel Cellesi, dedicata al Santo Sepolcro di cui conserva alcune reliquie e una piccola ricostruzione al suo interno, voluta dal conte Francesco Cellesi nel 1703. A lungo questa modesta cappella fece parte di un itinerario di pellegrinaggio cattolico, ormai poco frequentato. Dalla terrazzino della chiesa si gode uno splendido panorama sulla Teverina mentre discendendo dal viale di cipressi si apprezza il profilo del borgo di Castel Cellesi. 


La Cascata del Molinaccio al Rio Chiaro

Via auguriamo Buon Santo Stefano con un’immagine della pittoresca Cascata del Rio Chiaro, perla sconosciuta situata nella selvaggia e misteriosa Valle del Ferriere, nei pressi di Castel Cellesi e a poca distanza dall’agriturismo – nostra “struttura amica” – del Molinaccio al Rio Chiaro.


Orizzonti dell’anima

Un paesaggio “pulito”, nitido, vuoto di qualsiasi “infezione”: sempre più una rarità in un’epoca caratterizzata da distruzioni “colorate” di “green”… Non solo. La pulizia di quest’orizzonte – sulle colline della Teverina Viterbese – diviene spunto per “ripulire l’anima”, oggi troppo immersa in visioni ristrette e parziali oppure schiacciata da eventi che sembrano prendere una piega drammatica. Punti di vista. La verità è che la bellezza – ben espressa da questo paesaggio iconico del Lazio, con le linee ondulate ed orizzontali della Tuscia e il Soratte sullo sfondo – può esser percepita solo da chi è puro nello spirito mentre rimane del tutto trasparente a chi sia sospinto per lo più da interpretazioni materialistiche e meccanicistiche dell’esistenza. In questo momento più che mai la lotta fra il Bene e il Male è lotta fra la divinità e la spiritualità della bellezza e della libertà da un lato (l’uomo che è specchio di Dio), e dall’orrore e dalla schiavitù del tecno-scientismo dall’altro (l’abominio del transumano). Scegliamo da che parte stare: tertium non datur.


La romantica Torre Alfina

L’autunno è il periodo più suggestivo per visitare la romantica Torre Alfina, con il suo castello e i suoi sfuggenti panorami. Per saperne di più: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito – vol. 1”.


Castel Cellesi tra i cipressi

Lo slanciato campanile in mattoni e i tetti del piccolo borgo di Castel Cellesi, nella Teverina, si intravedono sullo sfondo di un filare di cipressi: si tratta di un’appartata e graziosa frazione di Bagnoregio, che noi abbiamo definito la “piccola Burano della Tuscia” per via delle sue caratteristiche casette colorate che ricordano quelle del celeberrimo villaggio lagunare veneto. Attorniata da una dolce e solare campagna, e amatissima dai nord-europei, sta vivendo una stagione di riscoperta grazie anche alla vicinanza con la “super-visitata” Civita.