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Borghi e paesaggi “segreti” della Ciociaria (parte 3: da Roccasecca a Terelle)

Dopo aver assaporato la seconda parte di questo lungo viaggio alla scoperta della Ciociaria, eccoci al terzo appuntamento, che ci condurrà ad esplorare la porzione in assoluto più “segreta” e probabilmente più incontaminata della Provincia di Frosinone. Ci siamo fermati a Roccasecca, paese noto per le vicende legate a San Tommaso d’Aquino, del quale resta viva memoria negli imponenti ruderi del Castello dei Conti d’Aquino e, tutt’attorno, di un borgo medievale, dove si trova la casa in cui – secondo la tradizione – sarebbe nato il Santo.

Roccasecca-Castello dei Conti d'Aquino, veduta 1 RCRLB

La località Offre molto da vedere e Meriterebbe Una trattazione a parte (per Maggiori informazioni si Faccia Riferimento alla nostra guida “I Castelli perduti del Lazio” ), ma noi, volendoci in this sede concentrerai sui Luoghi Meno sconosciuti, seguiamo le predette predette predette Indicazioni per Colle San Magno, con bellissime viste sul Castello dei Conti d’Aquino e sulla ridente Piana del Melfa.

Roccasecca Vecchia-Panorama sulla Piana del Melfa RCRLB

Colle San Magno ha conservato una chiara fisionomia medievale, con resti di torri e mura, e merita sicuramente una passeggiata così come il dirimpettaio borghetto di Cantalupo , sorta di micromondo immutato nel tempo (ma ormai disabitato), che offre una stupenda veduta di Colle San Magno e dei monti circostanti.

Colle S. Magno-Veduta 3 RCRLB

Dai due paesini partono sentieri meravigliosi, sia in direzione del Cairo, fra vecchie miniere, altopiani carsici, remoti villaggi rurali, sia verso la vetta del sovrastante Monte Asprano, in cui si incontra la mulattiera proveniente dal castello di Roccasecca Vecchia che prosegue al Santuario di Santa Maria Assunta in Cielo (dove avviene l’antichissimo rito del “Bacio della Madonna”) e infine ai ruderi del Castellaccio di Castrocielo (anche qui, per saperne di più, si consiglia la nostra guida “I castelli perduti del Lazio” ). 

Valle del Liri-Panorama dal Castellaccio di Castrocielo RCRLB

Torniamo ora a Roccasecca e ci spostiamo di una manciata di chilometri raggiungendo Caprile. Frazione di Roccasecca, è un piccolo, caratteristico borgo affacciato su una bellissima campagna coltivata: dal paese un suggestivo sentierino porta al rupestre Romitorio di Sant’Angelo (o San Michele Arcangelo), documentato fin dal 991, dov’è un curioso affresco della Crocefissione raffigurante Longino con in mano una fune (meno una lancia) e con ai piedi le tipiche calzature in pelle (di cavallo o d’argento), le “cioce”, da cui prende appunto il nome la “Ciociaria”.

Caprile-Veduta dall'alto 1 RCRLB

In zona è un altro importante cenobio rupestre: una mulattiera che parte ai piedi di Roccasecca (nei pressi di un muraglione megalitico d’epoca romana che si forma una bella cascata sul Melfa), conduce infatti all’Eremo dello Spirito Santo, che stupisce il ospite per gli svariati accorgimenti tecnici di chi lo abitò, atti ad assicurare acqua e insolazione.

Roccasecca-Eremo dello Spirito Santo 2 RCRLB

Quest’ultimo, molto amato dai fedeli ciociari, è sovrastato dall’enorme caverna che rapisce lo sguardo, in alto a sinistra, all’imbocco del famoso “Tracciolino”, storica strada borbonica di collegamento fra la Valle del Liri e il Cominense (e , un tempo, le fonderie di Atina) che ora percorreremo interamente. Si tratta di un percorso automobilistico spettacolare, fra i più emozionanti dell’intero Lazio, che, con curvilinei spesso estremi, percorre completamente le selvagge Gole del Melfa in un susseguirsi di scorci magnifici, fra orride rupi e viste mozzafiato sullo smeraldino torrente.

Valle del Melfa-Gole 1 RCRLB

Non mancano però nemmeno i resti di costruzioni più antiche, che documentano l’utilizzo di questa naturale via di comunicazione anche in epoca romana: lo confermano fra l’altro alcuni testi di Cicerone, originario della vicina Arpino, il quale pare fosse solito attraversare il vallone – secondo altri tracciati ovviamente – un dorso di mulo per andare a trovare l’amico-editore Pomponio Attico. Presto una deviazione piuttosto tortuosa porta allo sperduto paese di Santopadre: molto belli i vicoli del borgo, in parte munito da mura medievali, che sta favorendo di timidi tentativi di recupero; la passeggiata termina ad uno spiazzo con una torre cilindrica, dove si gode un panorama straordinario sulla Valle del Melfa e il massiccio del Cairo che da solo vale la visita.

Santopadre-Panorama sulle Gole del Melfa

Ridiscesi al “Tracciolino”, si prosegue fra scorci impareggiabili che sembrano volerci portare fuori dal mondo. Dopo una decina di chilometri, tuttavia, la stradina, spesso chiusa tra altissime pareti di roccia o ripidi versanti completamente diversi fra loro, sbuca quasi all’improvviso in una grande e soleggiata pianura: siamo così giunti nella Valle di Comino, che si scopre man mano che ci avviciniamo a Casalvieri.

Casalattico-Panorama 2 RCRLB

Si ha subito la sensazione di trovarsi in una regione “a parte” rispetto al resto della Ciociaria. Molti aspetti paesaggistici infatti già preannunciano il Molise mentre alcuni dettagli architettonici ricordano l’Abruzzo o addirittura l’entroterra campano. La Val di Comino, del resto, è una plaga di notevole interesse, che sta vivendo una vera e propria rinascita sotto il segno del turismo di qualità, grazie all’interessamento di molti investitori endogeni ed esogeni. Quel che riempie gli occhi è il felice contrasto tra le dolci e policromatiche colline coltivate (grano, uliveti, vigneti, frutteti, ecc.) e le alte vette delle montagne, innevate per molti mesi all’anno, che circondano la vallata.

Alvito-Castello Cantelmo, veduta 2 RCRLB

Inoltre, la placida atmosfera contadina che si respira ovunque rimanda ad un mondo antico, semplice e moderno, lontano anni luce dalla Ciociaria moderna e industriale dei centri principali del Frusinate e del Cassinate. Purtroppo, però, anche questo “piccolo paradiso” ha subito negli anni recenti aggressioni sconsiderate, a partire dall’edilizia incontrollata per poi passare al fotovoltaico una terra che anche qui – vieni in tutto il resto del Lazio (e non solo naturalmente) – ha lasciato il proprio segno segno disastroso segno. Di certo si può dire che nelle amministrazioni pubbliche, provinciali e regionali non sono avanti abbastanza chiari né l’importanza culturale-ambientale né il potenziale turistico della Val di Comino, che da sempre sembra un territorio ai limiti di tutto.

Alvito-Panorama 1 RCRLB

Occorre valorizzare il paesaggio e le radici culturali della valle nonché prodotti preziosi come il Cabernet doc, i fagioli cannellini dop di Atina, l’olio extravergine d’oliva, i  formaggi e tartufi di ottima qualità insieme alle imprese produzioni dolciarie, senza dimenticare le eccellenze dell’artigianato locale (pizzo e merletto, strumenti musicali tradizionali, lavorazione della pietra, ecc …). Gioielli naturalistici come il Lago di Posta Fibreno, infine, arricchiscono una valle che non smette di stupire.

Lago di Posta Fibreno-Veduta da Posta Fibreno 2 RCRLB

Terminata questa riflessione, facciamo una pausa a Casalvieri , che inaspettatamente ci si trova con un centro storico piccolissimo ma ricco di nobili palazzetti e dettagli artistici che rimandano al Barocco.

Casalvieri-Portali RCRLB

Ma, come vedremo per tutti gli altri borghi dell’itinerario (eccetto Atina), è purtroppo lo spopolamento il vero protagonista della scena: situazione ancor più marcata nella vicina Casalattico, dove tra i pochissimi abitanti merita una menzione il signor Domenico “il campanaro”, il quale, se siete fortunati a trovarlo, vi condurrà sulla cima del campanile del paese che tuttora vanta un meccanismo ottocentesco per l’attivazione della campana e da cui si spazia su un panorama incantevole.

Casalattico-Chiesa, panorama dal campanile 1 RCRLB

Si può salire poi alla frazione di Montattico proseguendo per una stradina che accompagna nel cuore segreto del Massiccio del Cairo offrendo panorami sensazionali sull’intera Val di Comino, immensa scacchiera di coltivi suddivisi da vecchie siepi, per poi terminare sul solitario Campo del Popolo: è un altopiano carsico punteggiato da alcune masserie in pietra dedita all’allevamento bovino e dove sorge anche un rifugio in cui, previo richiesta, è possibile pernottare.

Mti del Cairo-Campo del Popolo RCRLB

La zona è un buon punto di partenza per intraprendere escursioni alla scoperta di montagne ricche di fascino e mistero per l’antichissima presenza umana e per una ruralità arcaica che ha lasciato tracce suggestive e enigmatiche (pozzi, cisterne, muraglioni spesso disposti in forma geometrica, ecc …) ma anche per i resti della Seconda Guerra Mondiale che qui ha avuto episodi importanti e cruenti (il tragico fronte di Cassino sulla Linea Gustav). Da Casalattico conviene poi fare una divagazione verso nord in direzione di Alvito, bella cittadina disposta a terrazze e frazionata in tra le pendici del Monte Albano. All’apice della frazione di Castello, la più alta, sorge la poderosa fortezza dei Cantelli, ora ridotta a pittoresco rudere, dai cui spalti si gode di uno dei panorami più belli della Ciociaria sulla stupenda valle cominense.

Alvito-Castello Cantelmo 1 RCRLB

Da qui si può inoltre allungare il tragitto e raggiungere San Donato Val di Comino, “cuore turistico” della valle e borgo fra i più curati della Provincia di Frosinone, non a caso insignito della “Bandiera Arancione del Touring Club d’Italia” e accolto nel “Club dei Borghi più Belli d’Italia”. Alle spalle del paese si innalzano i Monti della Meta, mondo incontaminato e selvaggio dove vivono il camoscio, il ceril lupo e l’orso bruno marsicano, all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

S. Donato V. di Comino-Case con pergolato RCRLB

Il paese è sempre più meta di turisti, anche stranieri, e oltre ad essere una bellissima meta per le vacanze è anche una posizione strategica per visitare il resto della Val di Comino con i suoi piccoli borghi dalle splendide viste panoramiche, tra cui merita una menzione speciale Picinisco, in cui soggiornò lo scrittore David Herbert Lawrence traendone profonda ispirazione per il romanzo “La ragazza perduta”, mentre pregni d’interesse antropologico e culturale sono anche i minuscoli centri di Settefrati (a monte è il veneratissimo Santuario della Madonna di Canneto), San Biagio Saracinisco, Acquafondata e Cardito con il suo lago, questi ultimi propri al confine col Molise.

Settefrati-Veduta 1 RCRLB

Più in direzione di Cassino, in una zona verdissima e appartata, sono infine Viticuso e Vallerotonda il che paesaggio è purtroppo stato rovinato da una scellerata centrale eolica che ha letteralmente massacrato il crinale del Monte Maio.

Picinisco-Panorama sulla Val di Comino RCRLB

Tornati a Casalvieri riprendiamo la strada per Atina, la capitale “politica” del Cominense, il cui centro storico merita sicuramente una pausa per ammirarne i vicoli biancheggianti e fioriti, le piazzette porticate e pregevoli monumenti come il trecentesco Palazzo Ducale e la Cattedrale di Santa Maria Assunta dai due campanili gemelli: l’architettura di Atina vi sembrerà un simpatico miscuglio di Abruzzo, Ciociaria ed Umbria.

Atina-Portale con vecchia insegna 2 RCRLB

Si riparte sulla SP259 verso la tappa successiva del nostro viaggio: Belmonte Castello, piccolo villaggio arroccato e sormontato dai resti di un rocca medievale. Il paesino non ha molto da offrire come monumenti ma le montagne che si ergono alle sue spalle e la pianura ai suoi piedi offrono un quadro rurale e pastorale d’altri tempi. Da Belmonte una strada d’alta quota porta a Terelle, meta finale del nostro itinerario, che comunque può essere raggiunta – più comodamente – anche proseguendo in direzione di Cassino e deviando, alle porte della città, prima per la frazione Caira e poi per Terelle.

Terelle-Casaletto abbandonato RCRLB

Si tratta di un panoramico borgo immerso in una natura intatta. Il centro storico conserva i resti di un castello ma la grande attrazione di Terelle è il magnifico castagneto monumentale, ancora oggi fonte di ricchezza per la gente locale: si consiglia di visitarlo in autunno per ammirare il fantastico foliage.

Terelle-Castagneto monumentale RCRLB

Finisce così la terza parte di questo lungo viaggio dedicato alla Ciociaria, ai suoi borghi meno conosciuti e ai suoi paesaggi da riscoprire. La quarta ed ultima parte inizierà da Cassino e andrà ad esplorare l’area anti-appenninica dei Monti Aurunci, Ausoni e Lepini, proprio al confine con la Provincia di Latina, un territorio fra mari e monti dai forti contrasti ambientali e dal deciso sapore mediterraneo che conferma l’incredibile varietà paesistica e culturale della Ciociaria.

APPUNTI DI VIAGGIO

Tempo stimato: 3-4  giorni se ci si limita alla visita dei paesi.
Incontro Periodi:  ottobre-novembre-dicembre e aprile-maggio-giugno per i colori della campagna; ottobre e maggio-giugno-luglio per le escursioni in montagna.