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Paesaggio nel Parco Nazionale del Circeo

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Una romantica veduta in lontananza del Promontorio del Circeo (vedi: “Lazio, i luoghi del mistero e dell’insolito”), dalle spiagge che fronteggiano il Lago di Fogliano, a poca distanza da Latina: uno scenario emblematico del Parco Nazionale del Circeo.

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Spiaggia di Capoportiere presso Latina

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La bella spiaggia di Capoportiere, a poca distanza da Latina e dal Lago di Fogliano. Sullo sfondo la sagoma inconfondibile del Circeo. Con questa immagine così solare salutiamo i nostri lettori augurandogli un buon Ferragosto. Anche il nostro blog va “in vacanza”: ci rivediamo a fine mese!


Promontorio del Circeo dalle dune di Caprolace

 Circeo-Veduta dalle dune di Caprolace

Tutelate da uno storico parco nazionale, le dune fra il Lido di Latina e il promontorio del Circeo bordano uno dei tratti più integri e suggestivi del litorale laziale. Offrono magnifiche vedute sui numerosi laghi costieri e soprattutto sul Promontorio del Circeo che si staglia all’orizzonte con la sua mitica silhouette, che riprodurrebbe, secondo la leggenda, il profilo della Maga Circe. Il Circeo è un luogo colmo di fascino e mistero: per saperne di più si faccia riferimento alla nostra guida “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.


Alla scoperta delle città megalitiche del Lazio

Il Lazio tra Rovine della città di Norba, torrione megaliticoi suoi tanti tesori archeologici conserva diversi esempi di mura “megalitiche” o “poligonali”. Si tratta di gigantesche mura difensive erette in diverse città dai popoli italici, del tutto simili a quelle ben più famose Cori, mura megalitichedi Creta, Micene e delle civiltà pre-colombiane: grandi massi calcarei scolpiti e posizionati in maniera da creare veri e propri mosaici di megaliti, che una leggenda vuole siano opera dei giganti ciclopi. Il nostro itinerario alla scoperta deiSegni, tratto di mura megalitiche più rilevanti esempi di questi imponenti resti archeologici ha inizio dall’antica città di Norba, nei pressi di Norma (LT). Posta su un alto terrazzo di roccia sulle pendici dei Monti Lepini, si staglia imponente sulla Pianura Pontina; vi si accede da un varco Castel San Pietro romano, mura megaliticheaffiancato da un grande torrione cilindrico, altissimo esempio del genio ingegneristico dell’antichissimo popolo dei Volsci. Si raggiunge poi la vicina Cori (LT) caratterizzata dalla presenza all’interno dell’abitato di mura poligonali che palesano, nella propria stratigrafia, almeno tre epoche costruttive. Sempre sui Monti Lepini, ma nel loro versante ciociaro, si erge Segni (RM) ove un interessante percorso lungo le suggestive mura conduce alla celebre Porta Saracena, ritratta spesso nei dipinti dei viaggiatori del Grand Tour. Da qui si attraversa la Valle del Sacco e, risalendo le pendici dei Monti Prenestini, si visitano Palestrina (RM) e Castel San Alatri, porta medievale e megalitica Pietro Romano (RM): entrambi custodiscono resti di mura megalitiche. Proseguendo alla volta della Ciociaria tre tappe sono fondamentali e si collocano come le più interessanti per scoprire questi ruderi fantastici, ossia Ferentino (FR), Alatri (FR) e Veroli (FR). Queste città conservano straordinari resti di mura megalitiche, ognuna con le sue peculiarità in special modo rispetto alla forma delle porte principali. Civita Vecchia di Arpino,Acropoli, mura poligonaliL’itinerario si chiude ad Arpino (FR), la città natale di Cicerone. All’apice del paese si erge la Civita, perimetrata dalle mura megalitiche nelle quali si apre una splendida porta a sesto acuto, che permette l’accesso a quella che fu l’acropoli di Arpino, Ferentino, Acropoli, particolare delle mura megalitichesuccessivamente rioccupata da un villaggio medievale. Per saperne di più, il lettore può far riferimento alla guida Lazio, i luoghi del mistero e dell’insolito (Eremon Edizioni, 2006), dove troverà tutte le notizie relative alla storia, le leggende, i luoghi e le informazioni per raggiungerli.  

APPUNTI DI VIAGGIO

Periodi consigliati: tutto l’anno.

LINK UTILI:

Video “La bussola di pietra”.


I castelli perduti del Lazio e i loro segreti (2011)

Leggende popolari, l’arte e la letteratura, e in tempi più recenti il cinema, hanno raccontato i manieri in rovina come luoghi magici e misteriosi, consegnandoli per sempre all’immaginario collettivo. Nel Lazio i ruderi di rocche, castelli e fortezze costituiscono un elemento importante nel patrimonio monumentale: e non potrebbe essere altrimenti in una regione sempre al centro delle vicende umane, che a lungo dovette proteggere la “città eterna” da invasioni d’ogni sorta e che al contempo fu teatro dei feroci scontri fra le casate della nobiltà capitolina. La guida, nel tracciare un itinerario dedicato ai “fortilizi perduti” del Lazio, vuol porre in evidenza la loro straordinaria varietà architettonica e paesaggistica: dalle solitarie e silenziose rocche della Tuscia, con i loro panorami mozzafiato, ai ruvidi e turriti castelli della Sabina e del Cicolano, spesso incastonati in scenari fiabeschi; dalla sognante e malinconica Ninfa, persa in un angolo stupendo dell’Agro Pontino, alle possenti fortezze della Ciociaria, situate alle pendici di maestose montagne. Percorrere questo Lazio spesso “dimenticato” equivale a riscoprire una terra dal fascino incomparabile, che offre una miriade di paesaggi “antichi” in cui le rovine storiche sono un elemento costante. La guida, scritta da due profondi conoscitori del territorio laziale, fornisce indicazioni precise e dettagliate su come raggiungere i luoghi, spesso isolati ed altrimenti difficili da visitare; particolare attenzione è inoltre conferita ai dintorni e alle possibilità escursionistiche dei siti descritti, nonché alle tradizioni artigianali, al folklore e ai prodotti enogastronomici delle diverse zone, al fine di suggerire veri e propri itinerari turistici di uno o più giorni.

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Lazio. I luoghi del Mistero e dell’Insolito (2006)

Il Lazio è la regione dei mille paesaggi e dei mutamenti improvvisi, delle civiltà arcaiche e dell’antichissima presenza umana. E’ una terra dalle emozioni forti e sottili allo stesso tempo, estremamente eterogenea e in larga parte ancora sconosciuta ai più; per questo lontana, nel complesso, dalle facili etichette e dai banali stereotipi del turismo moderno. Esiste poi un Lazio diverso, affascinante e inesplorato, spesso ignorato dalle guide e che tuttavia non mancherà di sorprendere il viaggiatore curioso e avventuroso. Isole galleggianti, laghi che scompaiono e riappaiono periodicamente, impronte di santi, demoni e miscredenti, simboli e chiese templari. Poi ancora, presenze spettrali, città morte e castelli infestati, acropoli ciclopiche, voragini impressionanti e grotte arcane, percorsi iniziatici scolpiti nella roccia, avvistamenti ufo. Sono, queste, soltanto alcune delle suggestioni del Lazio segreto, che in questo libro ci proponiamo di svelare al lettore. La guida descrive in maniera approfondita ben 50 località, suddivise in 5 itinerari corrispondenti ad altrettante aree storico-geografiche della regione, con indicazione dettagliate su come arrivare sul posto e su come elaborare itinerari di più giorni. E’ presente inoltre un’appendice che elenca altri numerosi siti “misteriosi” ed “insoliti” che è possibile abbinare alla visita di quelli principali, per un totale di quasi 100 siti citati. I testi sono redatti in un linguaggio assieme diretto e colto che non mancherà di affascinare il lettore, introducendolo in modo perfetto alla scoperta di luoghi magici e arcani.

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