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Faggio secolare alle pendici del Monte Gennaro

Mti Lucretili-Mte Gennaro, Valle Cavallera 1 RCRLB.JPG

Un annoso faggio con i suoi rami contorti, quasi a formare una creatura uscita da una fiaba. E’ un’immagine ricorrente nell’ombrosa Valle Cavallera, alle pendici del Monte Gennaro, nel Parco Regionale dei Monti Lucretili: immagini di montagna e d’incanto “a balcone” su Roma e la sua Campagna.


Campagna ai piedi di Montelibretti

Mti Lucretili-Campagna ai piedi di Montelibretti RCRLB

Uno scorcio primaverile della bellissima campagna che circonda il borgo di Montelibretti, alle pendici dei Monti Lucretili. Leccete, uliveti terrazzati e alberi da frutto formano il tipico paesaggio bucolico della Sabina Romana. 


Mura del Castiglione di Palombara

Palombara Sabina-Castiglione 1 RCRLB

Le mura del Castiglione di Palombara Sabina, luogo di straordinario fascino, sulle pendici dei Monti Lucretili. Ci troviamo nella Sabina Romana, in una zona ricca di ruderi medievali (vedi Stazzano Vecchio). Per saperne di più riguardo al Castiglione: “I castelli perduti del Lazio e i loro segreti”.


Il “borgo perduto” di Stazzano Vecchio

Luogo segreto e dimenticato, il paese “fantasma” di Stazzano Vecchio sorge in una solitaria valletta della Sabina Romana, nelle vicinanze del borgo agricolo di Stazzano, frazione di Palombara. Immersi fra boschi, ulivi e ciliegi a perdita d’occhio che danno forma ad una campagna magnifica, i pittoreschi ruderi rimangono invisibili dalla Via Maremmana Inferiore.

Stazzano Vecchio-Panorama 1 RCRLB

Del resto, tutt’oggi Stazzano Vecchio non è citato né tanto meno descritto su nessuna guida turistica dedicata al Lazio, complice anche la condizione di “proprietà privata”che caratterizza il sito (malgrado l’accesso sia di fatto libero tranne che per il castello) e che non permette una sua fruibilità da parte del pubblico. Difficile peraltro arrivarci a causa della mancanza di indicazioni sulla strada: informazioni dettagliate a riguardo si trovano nel nostro libro “I castelli perduti del Lazio”.

Stazzano Vecchio-Veduta da lontano RCRLB

Scarse anche le fonti storiche sul sito: la sua antropizzazione dovrebbe risalire all’epoca costantiniana mentre le fortificazioni vennero realizzate nell’Alto Medioevo, forse per iniziativa della non lontana Abbazia di Farfa, e successivamente ristrutturate dai Savelli e dagli Orsini. Del castello rimangono l’antico mastio quadrato e quattro torri circolari con un fossato sul lato dell’abitato.

Stazzano Vecchio-Castello Orsini, scorcio fra gli alberi RCRLB

Stazzano Vecchio-Castello Orsini, maschio RCRLB

Stazzano Vecchio-Castello Orsini, torrione circolare RCRLB

Dopo un periodo di declino durato secoli, causato anche da una serie di epidemie malariche, Stazzano venne abbandonato definitivamente per via del terremoto del 24 aprile 1901, calcolato all’VIII grado della Scala Mercalli, l’ultimo di una fitta lista di scosse storicamente documentate dal XVIII al XX secolo.

Stazzano Vecchio-Ruderi 2 RCRLB

Stazzano Vecchio-Ruderi 1 RCRLB

La visita alle rovine di Stazzano Vecchio e al suo maniero risulta estremamente piacevole ed interessante in virtù della bellezza dell’ambiente naturale e della relativa integrità del tessuto urbano originario, in cui si riconoscono bene la zona absidale della diroccata Chiesa di Santa Maria e i due corsi principali, bordati da edifici in vario stato di degrado.

Stazzano Vecchio-Vicolo 2 RCRLB

Stazzano Vecchio-Vicolo 1 RCRLB

Un’escursione al Parco Naturale dei Monti Lucretili può completare degnamente una gita a Stazzano Vecchio, magari puntando proprio sulle emergenze storiche e architettoniche dell’area protetta: a tal proposito imperdibili sono le passeggiate che raggiungono le rovine di Montefalco presso Monteflavio e quelle, spettacolari, del Castiglione di Palombara Sabina, anche al fine di avere una visione d’insieme dell’intensa urbanizzazione che in epoca medievale ebbe questo territorio e di cui rimangono copiose vestigia.

APPUNTI DI VIAGGIO
Periodi consigliati:
aprile (per le fioriture di ciliegio) e maggio; l’autunno inoltrato per i colori della campagna.
Link utili:
Strada dell’olio della Sabina 
Parco dei Monti Lucretili


Rovine del Castiglione presso Palombara Sabina

Palombara Sabina-Castiglione, cinta muraria 1 RCRLB

I suggestivi ruderi del Castiglione, presso Palombara Sabina, alle falde del Monte Gennaro. Si tratta di uno dei “manieri perduti” più affascinanti del Lazio, notevole esempio di castrum alto-medievale (forse longobardo). Per saperne di più si faccia riferimento al nostro libro “I castelli perduti del Lazio”.


Paesaggio dei Monti Lucretili da Valbona di Orvinio

Orvinio-Santuario della Madonna di Valbona, panoramaL’incantevole paesaggio autunnale dei Monti Lucretili dal Santuario della Madonna di Valbona nei pressi di Orvinio, piccolo centro inserito nel club dei “Borghi più belli d’Italia“.