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Panorama da Calcata Vecchia

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Suggestivo panorama da Calcata Vecchia sulla selvaggia Valle del Treja, rivestita di boschi di querce e macchia mediterranea. Al centro la collina di Narce, che, nel folto delle selve, cela un antichissimo insediamento falisco.

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La Valle del Treja da Calcata Vecchia

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La Valle del Treja in questi giorni inizia a colorarsi dei toni caldi dell’autunno: un meraviglioso gioco cromatico che va ad impreziosire il paesaggio già spettacolare della vallata. Su tutto ciò si staglia come una visione il borgo di Calcata Vecchia, da cui è scattata la foto.


Attraverso l’Agro di Vejo lungo la “Strada dei Parchi”

Dopo la strada fra Sant’Oreste e Ponzano Romano, torniamo sulle colline immediatamente a nord della Capitale per scoprire un altro itinerario di grande fascino. Tramite la Via Cassia Bis in pochi minuti si giunge a Campagnano Romano, uno dei paesi più sottovalutati della Provincia di Roma benché colmo di interesse architettonico. Da qui ci si inoltra lungo SP 14/a nella porzione più meridionale dell’Agro Falisco, tutelata dal Parco Regionale di Veio: siamo su una delle cosiddette “Strade dei Parchi” e dopo pochi chilometri il nastro d’asfalto inizia a correre solitario e tranquillo in aperta campagna, fra boschi e coltivi ed aperture panoramiche sempre più ampie. Arrivati a un bivio si può proseguire verso Morlupo e la Flaminia attraverso il “cuore” dell’area protetta; noi però continuiamo per Magliano Romano sulla SP 18/b fino a sbucare sulla strada che collega Calcata e Flaminia, ormai in Provincia di Viterbo. In ogni caso si può godere uno dei paesaggi più suggestivi del Lazio, che ha mantenute quasi inalterate le caratteristiche della Campagna Romana decantata dai viaggiatori del Grand Tour: vasti e ininterrotti spazi “orizzontali” la cui apparente “immobilità” è rotta soltanto da greggi di ovini e da bovini dalle grandi corna. Il fotografo o il semplice viaggiatore potrà quindi avvalersi di un ambiente assai poco trafficato in uno scenario “alla Corot”, davvero per intenditori, tanto bello quanto tuttora pressoché sconosciuto nonostante il prestigio artistico di cui godette fra Sette e Ottocento.

Campagnano Romano-Piazza, scorcio 1 RCRLB

Agro Vejentano-Paesaggio presso Magliano Romano 5B RCRLB

Agro Vejentano-Paesaggio presso Magliano Romano 11 RCRLB

Agro Vejentano-Paesaggio presso Magliano Romano 6 RCRLB

Agro Vejentano-Paesaggio presso Magliano Romano 10 RCRLB

Agro Vejentano-Paesaggio presso Magliano Romano 3 RCRLB

Agro Vejentano-Paesaggio presso Magliano Romano 1 RCRLB

Agro Veientano-Pascolo presso Magliano Romano RCRLB

Agro Vejentano-Paesaggio presso Magliano Romano 4 RCRLB

Agro Veientano-Campagna presso Magliano Romano 1 RCRLB

Agro Vejentano-Paesaggio presso Magliano Romano 8 RCRLB

Agro Vejentano-Paesaggio presso Magliano Romano 12 RCRLB

Agro Vejentano-Paesaggio presso Magliano Romano 9 RCRLB

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Il mondo fantastico di Calcata

Lo scenario offerto dalla Valle del Treja, in particolare nel punto in cui vi si affaccia il borgo di Calcata, è uno dei più splendidi e intatti paesaggi laziali. Siamo nella Bassa Tuscia, a poche decine di chilometri da Roma, per la precisione nell’ancora sconosciuto Agro Falisco, terra di profondi valloni che interrompono una pianura fatta di bucolici pascoli e ordinati noccioleti. Si arriva solitamente a Calcata tramite brevi deviazioni sulle statali Cassia e Flaminia, ma la strada più bella e meno trafficata per raggiungerla è quella che partendo da Campagnano, e passando per Magliano Romano, attraversa una campagna ancora “antica”, situata a cavallo fra due aree protette, il Parco di Vejo e il Parco Regionale della Valle del Treja.

Calcata-Veduta

La vista improvvisa dello sperone su cui si erge il piccolo villaggio, che in primavera e in estate appare come una penisola rossastra in un mare di smeraldo, rapisce lo spettatore e lo proietta in un’epoca indefinita, ove alle suggestioni ispirate dalla natura si aggiungono quelle di un’Età di Mezzo magica e arcana. Sulle vicine rupi poi, celati tra i meandri della vegetazione, sono i resti di insediamenti medievali (come quello di Santa Maria) e falisci (Pizzo Piede, Narce, ecc.), che aggiungono ulteriore interesse alla zona.

Calcata-Panorama

Al borgo vecchio si accede da un’unica porta che si apre tra le fortificazioni e che conduce alla pittoresca piazzetta, sulla quale prospetta il Castello degli Anguillara e dove sono posti tre curiosi troni di tufo. Da qui si snoda un dedalo di strette viuzze, che, talvolta attraversando buie arcate conducono tutte al ciglio del profondo precipizio, il quale rende, a sua volta, Calcata uno dei migliori esempi di paese “fortificato naturalmente”.

Calcata-Porta del borgo

Ricoperte da licheni e costruite in muratura o scavate nel tufo, le case si presentano come modeste e rustiche dimore ove si possono osservare sia antichi portali che resti di profferli. Ad esse si alternano, poi, buie cantine e silenziose grotte, adibite dagli estrosi abitanti a deliziose botteghe o a laboratori artigianali ed artistici. Il borgo è infatti popolato per lo più da artisti e artigiani, alcuni dei quali vennero fin dagli anni ’60 da diverse parti del mondo occupando il paese ormai completamente abbandonato dai Calcatesi, preoccupati, questi ultimi, dalla sua presunta instabilità. Quel che fino ad allora era definito il “paese che muore” (appellativo questo già della più nota Civita di Bagnoregio) ebbe così un’inaspettata quanto repentina “resurrezione”.

Calcata-Piazzetta

Calcata-Portali

Calcata-Casa nel borgo

Il silenzio e la solitudine delle viuzze, i romantici panorami aperti sul vuoto, il suono dolce e costante delle acque del Treja, le irte rupi che chiudono l’orizzonte: sono queste le suggestioni indefinibili che ancor oggi offre questo angolo segreto e nascosto d’Italia, antico punto d’incontro fra Etruschi, Falisci e Romani. Un luogo incantato reso ancor più affascinante dalle leggende che da sempre tracciano la storia di Calcata Vecchia. Una credenza assai diffusa è che il sito ove ora sorge l’abitato di Calcata Vecchia ospitasse un’ara falisca in cui si compivano misteriosi riti magici e propiziatori, forse legati ad arcaici culti astrali. Riti che, pare, vennero ripresi negli anni ’70-’80 del Novecento e che furono reiterati fino a poco tempo fa in qualche grotta nelle forre sottostanti.

Calcata-Vicolo de Il Granarone

Un’altra particolarità di Calcata è legata ad un “reperto” custodito fino a pochi decenni or sono presso la chiesa parrocchiale, e citato anche da documenti risalenti all’Ottocento. Esso consisteva nella più incredibile tra tutte le sacre reliquie: il prepuzio di Gesù. La storia attorno a tale reliquia è alquanto curiosa e animata: per saperne di più si faccia riferimento alla nostra guida “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.

Calcata-Vicolo 2 RCRLB

A dire il vero negli ultimi anni Calcata ha purtroppo perso un po’ della sua vivacità artistica: molti artisti ed intellettuali sono andati via per vari motivi, mentre l’età che avanza per i “pionieri” di quaranta anni fa non è controbilanciata da un “ricambio” generazionale; gli abitanti “stabili”, insomma, sono sempre di meno. Trattorie e attività ricettive abbondano in uno spazio fin troppo esiguo ma l’offerta artistica ed artigianale è divenuta assai minore che in passato. Inoltre non si è riusciti a risolvere l’enorme problema dell’afflusso sbilanciato e disarmonico dei visitatori, che alterna il sovraffollamento di certi week-end al “deserto” durante il resto della settimana.

Calcata-Madonnina 1 RCRLB

Calcata-Particolare con piccione

Forse Calcata sta diventando “fuori moda”? Forse si è definitivamente spenta quell’utopia di un “mondo ideale” che qui tanto venne perseguita in passato e che spinse a viverci? Fatto sta che una vera rinascita del borgo dovrebbe passare dalla riscoperta delle radici più autentiche del territorio, nonché dalla valorizzazione delle sue straordinarie valenze ambientali e archeologiche. E di certo tutto l’Agro Falisco, di cui Calcata è il cuore, se tutelato e reso fruibile nel suo complesso (si pensi al tracciato della Via Amerina), potrebbe non solo offrire spunti per una vera e propria vacanza, superando il misero “mordi e fuggi” delle gite domenicali “da abbuffata” e sviluppando un turismo di livello più alto, ma attrarre anche nuovi residenti alla ricerca di una maggiore qualità della vita, rivitalizzando così i paesi della zona che oggi rischiano di morire davvero.


Panorama da Calcata sulla Valle del Treja

Panorama da Calcata

Un panorama mozzafiato dal borgo medievale di Calcata. La Valle del Treja si staglia davanti agli occhi del visitatore ricoperta dai suoi boschi selvaggi e misteriosi che celano tesori archeologici falisci e medievali.