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Le Casette di Cottanello: una cartolina dal passato

Come un borgo da fiaba, il minuscolo villaggio pastorale abbandonato delle Casette di Cottanello si adagia fra i pascoli dei Monti Sabini formando una vera e propria “cartolina dal passato”. Un luogo bellissimo, dichiarato recentemente “paesaggio rurale storico” dalla Regione Lazio.


Montattico, una gemma nel verde

Come una gemma segreta incastonata nel verde: Montattico è un remoto borgo della Val di Comino occidentale, che la tradizione vuole sorto sul sito di una villa appartenuta a Tito Pomponio Attico, amico (nonché editore) di Cicerone. L’area del paese è caratterizzata da numerosi pozzi per la raccolta dell’acqua piovana. Posto alle pendici del Monte Cairo, questo piccolo villaggio dà accesso al mondo di wilderness di Campo del Popolo e degli altri aspri altopiani carsici, solcati da antichissimi tratturi.


Sui Prati di Cottanello

La poesia dei Prati di Cottanello, dichiarati “paesaggio rurale storico” dalla Regione Lazio, con lo sfondo del villaggio pastorale delle “Casette” (a 900 m. s. l. m.).


Campo Soriano e la Rava di San Domenico

Subito fuori dal “borgo alto” di Terracina (la parte più antica del centro storico), una stradina – già ben segnalata lungo la Via Appia con cartelli recanti il nome di “Camposoriano” – conduce in una valle che ci trasporta immediatamente in un’altra dimensione. Dopo pochissimi chilometri, infatti, ci si lascia alle spalle l’immagine del confusionario abitato moderno della Terracina “bassa” e, superata una grossa cava di calcare, terrazzamenti composti da scenografici muretti a secco ci accompagnano, salendo di quota, in un susseguirsi di uliveti, vigneti e alberi da frutto. La valle di Campo Soriano è ormai vicina, stretta dai due versanti dei Monti Ausoni, dove la macchia mediterranea la fa da padrona. Appena giunti sull’altopiano, colpisce la presenza tra i coltivi di grandi massi calcarei dalle forme irregolari, che allo stesso tempo inaspriscono e caratterizzano il territorio: si tratta dei cosiddetti “hum” o “faraglioni terrestri”, di cui, ad un certo punto della valle, s’incontra l’esemplare più importante nella zona, visibile sin da lontano. È un masso calcareo dalla forma davvero unica: alcuni lo vedono simile ad un “carciofo”, altri, volendogli attribuire un appellativo più ridondante, lo hanno definito la “Cattedrale”, ma per i locali è conosciuto come la Rava di San Domenico.

Monumento naturale di Camposoriano

Il fatto è che l’enorme scoglio cambia davvero forma e dimensione percepita a seconda del punto di vista. Uno dei migliori luoghi dal quale osservarlo è un ordinato campo d’ulivi che pare proprio culminare in questo gigante alto circa quindici metri. Poco distante da qui è una cava rinaturalizzata i cui grandi massi estratti e abbandonati non stonano con la natura del luogo, davvero sorprendente. E lo è ancor di più se si pensa che sia stata la sola lunga azione erosiva dell’acqua a compiere tale opera. C’è da dire che un po’ ovunque lungo i sentieri dei Monti Ausoni è facile incontrare inghiottitoi e doline; caratteristici sono inoltre i “karren” o “campi carreggiati” che rendono a volte difficile l’incedere; non lontane da qui sono infine le spettacolari Grotte di Pastena. Per la sua straordinarietà geologica e paesaggistica, è stato istituito già da molti anni il “Monumento Naturale di Campo Soriano”: il fascino innegabile della vallata sta nel suo essere rimasto appartato e scarsamente visitato nonostante la vicinanza con una città popolosa come Terracina. Una passeggiata in questi luoghi offre la sensazione di essere fuori dal mondo, e merita certamente il nostro interesse quale piccolo “paesaggio fantastico” tutto ancora da scoprire.