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Veduta crepuscolare di Carpineto Romano

Una veduta crepuscolare di Carpineto Romano, borgo posto nel cuore dei Monti Lepini e ricco di testimonianze dell’antica presenza dei Cavalieri Templari.


Fra le rovine di Chia

Fra le tenebrose rovine di Chia in una fredda serata di fine autunno. Per un itinerario completo sulla zona: “Lazio. i luoghi del mistero e dell’insolito”.


Il miracolo di Sant’Angelo di Roccalvecce, il “paese delle fiabe”

Fino a non molti fa anni andare “da turista” a Sant’Angelo – recondita frazione di Viterbo in direzione del Tevere – poteva considerarsi un evento praticamente impossibile: fuori da ogni itinerario, spesso nemmeno segnato sulle carte stradali né citato da alcuna guida, questo minuscolo centro non sembrava certo avere la benché minima speranza di attirare qualcuno. A dire il vero, in quel tempo niente affatto lontano neanche le vicinissime e splendide Roccalvecce e Celleno Vecchia erano meta di visite, se non da parte di una nicchia di “intenditori”. Ma Sant’Angelo non aveva – e non ha – le valenze monumentali e paesaggistiche di questi due borghi dirimpettai e anzi capitarci per puro sbaglio equivaleva ad “ammirare” uno dei paesi – almeno apparentemente – più anonimi dell’intera Tuscia, non fosse per la graziosa Chiesa di San Michele Arcangelo, d’impianto medievale. Un villaggio trascurato e mezzo abbandonato, senza neppure un bar. Un pianto, insomma.

Veduta di Sant’Angelo, immersa in un incantevole contesto paesaggistico
Uno scorcio delle case del paese
Una vecchia casa
Una delle numerose cantine
Particolare di un’abitazione
Un’Ape, il “classico” veicolo dei nostri paesi assieme alla Panda 4×4…
La Chiesa di San Michele Arcangelo
Roccalvecce vista da Sant’Angelo
Lo splendido panorama da Sant’Angelo

Poi avvenne il miracolo: incredibilmente, nel giro di due-tre anni il “brutto anatroccolo” (tanto per citare uno dei quadri presenti) si era trasformato (quasi) in un cigno. A quello che oggi è famoso come “il paese delle fiabe” ed è meta di turisti da tutta Italia, sembra in effetti che sia venuta a trovarlo una “fata madrina”, tanto è straordinaria la sua metamorfosi. In realtà questo “incantesimo” è stato compiuto da un colpo di genio del presidente dell’Associazione ACAS, Gianluca Chiovelli: recuperare le fatiscenti abitazioni del paese tramite murales che ne abbellissero le facciate, concepiti sul tema delle fiabe tradizionali. In poco tempo questa magnifica intuizione ha portato qui artisti giovani e altri già affermati, che man mano con le loro pitture – e il trend è più vivo che mai – hanno reso Sant’Angelo simpatico, intrigante, unico.

Biancaneve e i Sette Nani
Scaramanzie…

Altri murales e dettagli vari
Work in progress…

Ovvio che i bimbi siano i più affascinati da un luogo simile ma anche per noi adulti passeggiare fra le vie del borgo – seguendo un apposito percorso segnalato – significa fare un tuffo nei ricordi dell’infanzia fra i nostri personaggi del cuore, da Pinocchio al Cappellaio matto, da Don Chisciotte a Peter Pan. Le opere sono oggettivamente di alto livello e nel loro genere alcune possono essere considerate dei capolavori. Come non rimanere stupiti di fronte alla trasformazione di banali case moderne in dimore che sembrano uscite da un racconto dei fratelli Grimm o di Andersen? O alla vista di alcuni murales davvero splendidi come, giusto per citarne qualcuno al volo, quelli che descrivono classici del calibro di “Hansel e Gretel”, “Il brutto anatroccolo”, “La piccola fiammiferaia”, “Alice nel Paese delle meraviglie” e “Il Piccolo Principe”, oppure “L’albero delle matite”, opera dedicata ad una filastrocca del grande Gianni Rodari?

Alice nel Paese delle Meraviglie: particolari
La piccola fiammiferaia
Cenerentola
Il brutto anatroccolo
Don Chisciotte

Hansel e Gretel
Il piccolo principe
La bella addormentata

La Bella e la Bestia

Peter Pan
Pinocchio
Pinocchio e Civita di Bagnoregio

L’Albero delle matite

Ma il miracolo di Sant’Angelo non si ferma qui. Con l’affluire insperato di turisti sono nate diverse attività commerciali, fra cui una bella trattoria (sempre piena – bisogna prenotare), un negozietto di souvenir e addirittura dei b&b! La rapida fama di Sant’Angelo ha poi richiamato investitori che hanno acquistato (a due soldi) gli edifici storici del borgo, ristrutturandoli con gusto e contribuendo così alla rinascita del luogo – oltre a stuzzicare, con un’inaspettata “new entry”, il mercato immobiliare della Teverina. In brevissimo tempo si è creata dal nulla – e dal basso – una microeconomia attualmente in crescita laddove non esistevano speranze occupazionali. Segno, questo, che la “bellezza” (insita nell’arte, nella cultura, nel paesaggio) paga sempre e che la frase che a molti potrà suonare trita e ritrita, cioè che “l’Italia potrebbe vivere di turismo”, non è una chiacchiera da bar: bisognerebbe ricordarlo a quegli amministratori che remano quotidianamente contro alla valorizzazione e alla promozione (non parliamo della tutela, per carità) del territorio… Ma questa è un’altra storia.

La Fabbrica di cioccolata
La Spada nella roccia
Una riflessione
Scalinata con pensieri
Mostra contadina: ricordi
Segnavia del CAI

Fatto sta che la triade Sant’Angelo-Roccalvecce-Celleno è venuta a formare – in uno spazio ristretto – un itinerario artistico, enogastronomico e paesaggistico di notevole qualità che va ad aggiungersi alla ben più blasonata – e poco distante – triade di Orvieto, Bolsena e Bagnoregio. Ed è solo l’inizio. Un’ottima segnaletica escursionistica ha finalmente, dopo un lunghissimo oblio, reso fruibile lo stupendo scenario rurale e naturale che circonda questi tre paesi (a proposito: rimarrete incantati dai panorami che all’improvviso si aprono fra i murales…), caratterizzato dall’alternarsi armonioso di boschi, campi coltivati e frutteti, tra cui spiccano i rinomati ciliegi della zona. Andateci ai primi di aprile e rimarrete senza parole (ma pure a dicembre con i colori dell’autunno inoltrato non si scherza); andateci a giugno e vi leccherete i baffi. In ogni caso non mancherete di divertirvi e… di sognare…

APPUNTI DI VIAGGIO

Periodi migliori: 

marzo, aprile, maggio e giugno; ottobre, novembre e primi di dicembre.

Strutture consigliate: 

b&b Castello Costaguti (Roccalvecce)

Agenzie immobiliari in zona:

Le Case Belle (Celleno)

Link:

https://it-it.facebook.com/acasassociazione2017

https://culturability.org/bandi/bando-culturability-2020/Partecipante?pid=55

https://bussoladiario.com/2020/11/santangelo-di-roccalvecce-paese-delle-favole.html


Trevinano nell’autunno inoltrato

Uno scorcio a fine novembre di Trevinano, all’estremo nord del Lazio.


Celleno Vecchia, al calar delle tenebre…

Dopo il tramonto, al calar dell’oscurità, il fascino sinistro di Celleno Vecchia arriva al suo apice… Per saperne di più: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito” – vol. 1.


Nemi fra le sacre selve

Nel cuore dei Colli Albani, la pittoresca Nemi appare immersa nelle selve in antichità consacrate alla dea Diana.


Soriano nel Cimino dall’alto

La classica vista di Soriano nel Cimino dall’ostello posto sulla strada per la Faggeta monumentale, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. La compatta spirale del borgo, coronato dalla Rocca degli Orsini, si staglia su un paesaggio ubertoso e lavorato dall’uomo. Luoghi di straordinario fascino: per saperne di più si consiglia la nostra guida “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.


Rocchette tra le fronde

Rocchette incorniciata dai colori autunnali novembrini: uno dei borghi più suggestivi ed appartati della Sabina Tiberina, cuore di un itinerario che va a toccare altri luoghi pregni di mistero e sempre con una forte impronta medievale. A dominio di questo ameno paesino immerso nel verde si staglia la mole poderosa del Castello di Rocchettine, uno degli innumerevoli “castelli perduti” sparsi fra i colli e i monti del Lazio.


Bolsena-Scorcio dalla Rocca Monaldeschi della Cervara

Uno scorcio dalla Rocca Monaldeschi della Cervara a Bolsena con la neoromanica Chiesa di San Salvatore, costruita nei primi del Novecento dall’architetto Luigi Codini, autore, fra le altre cose, della splendida Villa Aliotti a Roma.


Roccalvecce: prima dell’oscurità, nell’ora blu

Nel cuore della Teverina, il piccolo borgo di Roccalvecce si illumina al calar delle tenebre in una serata d’inizio novembre. Alle sue spalle si intravede Sant’Angelo, noto come il “paese delle fiabe” per via dei numerosi murales che lo rendono unico nel suo genere. Un’immagine metaforica del momento oscuro, appunto, che sta passando la nostra Italia, schiacciata da una politica che non è più minimamente rappresentativa della sovranità e degli interessi del popolo.


Case nel borgo di Civitella d’Agliano

Uno scorcio delle antiche case del borgo medievale rupestre di Civitella d’Agliano, nella Valle dei Calanchi.


Vicolo a Blera

Blera è un pittoresco centro della Maremma Viterbese. Molto meno curato e “turistico” di quello della vicina Barbarano Romano, offre comunque scorci suggestivi. Il paese è al centro di una zona affascinante e misteriosa a livello storico-archeologico-paesaggistico: per saperne di più si consiglia la nostra guida “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.


Le case di Cartore, ai piedi della Duchessa

Situato nel Comune di Borgorose al confine con l’Abruzzo, apparentemente “fuori dal mondo” ma in realtà a poca distanza dall’A24, il borgo di Cartore è un minuscolo e incantevole borgo, completamente ristrutturato, punto di partenza ormai “classico” per le escursioni sugli splendidi Monti della Duchessa.


Nel Quartiere Castello a Bolsena

Il Quartiere Castello è il più antico di Bolsena e il più apprezzato dai turisti, soprattutto stranieri, per la tranquillità e le atmosfere medievali.


Sermoneta spunta dal basso

Le antiche case di Sermoneta spuntano dalla macchia mediterranea, viste dall’area della Fiera di San Michele. Spicca il maschio del Castello Caetani, simbolo del paese. Sermoneta sarà una delle protagoniste del vol. 2 della nuova edizione di “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”, che uscirà fra non molto, dopo il grande lavoro effettuato in quest’ultimo anno di studi, ricerche, perlustrazioni e reportage fotografici. Stay tuned!


San Vito Romano-Castello Theodoli

La straordinaria struttura “a spigolo” del Castello Theodoli a San Vito Romano (di origine medievale ma ristrutturato nel Seicento), vista dal basso, ai piedi del cosiddetto “scoglio”. Domina uno dei borghi più spettacolari e meno conosciuti del Lazio, che meriterebbe una seria politica di valorizzazione e promozione.


Maenza-Panorama dal Loggia dei Mercanti

Arroccato sulle pendici meridionali dei Lepini, il borgo di Maenza è una piacevole sorpresa per i visitatori, con il suo poderoso castello (fondato nel XIII secolo dai misteriosi Conti di Ceccano) e con i suoi vicoli pittoreschi. Uno dei punti più caratteristici è senz’altro la Loggia dei Mercanti, una vera e propria “piazzetta coperta” che offre un bel panorama sulla Piana dell’Amaseno. Dall’arco-belvedere, inoltre, volgendo lo sguardo in basso a sinistra sul muretto, si può notare uno degli svariati esemplari di “Triplice Cinta” presenti sulle antiche pietre del paese, simbolo dalle valenze esoteriche diffusissimo nel Lazio meridionale.

Veduta di Norma

Norma distesa lungo la sua possente rupe calcarea a strapiombo sulla Pianura Pontina: appena fuori dal borgo è la “città morta” di Norba.


Veduta settembrina di Bomarzo dal Piano di Sipicciano

Una veduta insolita di Bomarzo, dalla poco conosciuta Piana di Sipicciano, punto di partenza per avventurose passeggiate nella wilderness della Valle del Vezza. Da qui il borgo appare nella sua forma più elegante, perfettamente inserita in un contesto paesaggistico intatto.


Vicolo notturno di Fiuggi Vecchia

Un vicolo notturno nel pittoresco borgo di Fiuggi Vecchia.