Archivi tag: provincia di roma

Rota, solitaria… nell’incanto

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I centri abitati sui selvaggi Monti della Tolfa sono rarissimi. Oltre ai due paesi di Tolfa ed Allumiere, vi sono infatti soltanto alcuni villaggi, spesso nemmeno segnati sulle carte stradali: è il caso di Rota, uno dei borghi più romantici e solitari della Tuscia, purtroppo privato e non visitabile. Si innalza sopra un dolce colle nei pressi del Fiume Mignone, in una zona di importanti ritrovamenti archeologici etruschi. Colpisce chi percorre la Braccianese-Claudia con il suo perfetto inserimento in un paesaggio rimasto completamente intatto.

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Panorama dal Santuario di Allumiere

Allumiere-Santuario della Madonna delle grazie, panorama 1 RCRLB

Dal Santuario della Madonna delle Grazie ad Allumiere si apre uno dei più straordinari panorami del Lazio: le verdi pendici dei Monti della Tolfa sfumano nell’immensa distesa di dolci colline dell’Etruria Viterbese, che si auspica possa presto far parte di un grande Parco agricolo e archeologico, mentre più sulla sinistra si può ammirare la costa tirrenica da Civitavecchia all’Argentario (qui non inquadrata). Guardando questo paesaggio, quasi deserto e di una bellezza surreale e solenne, viene da pensare a quanto siano ridicole diciture puramente burocratiche come la “Città metropolitana di Roma” e a come esse siano irrispettose delle caratteristiche e delle vocazioni dei territori rurali: altro che “metropoli”, qui siamo in una delle zone meno densamente abitate d’Italia!


Aspra e selvaggia Tolfa…

Mti della Tolfa-Paesaggio sulla S.Severa-Tolfa RCRLB.jpg

Il paesaggio aspro e selvaggio, solenne e silenzioso dei Monti della Tolfa. Dietro a tale selvaticità, tuttavia, l’occhio attento e l’animo sensibile sapranno scorgere un’armonia e una grazia straordinarie, nei colori, nelle forme dei rilievi, negli stessi animali che popolano queste magnifiche colline.


Campagna fra Velletri ed Aprilia

Agro Romano-Campagna fra Velletri e Aprilia (loc. 5 Archi) 1 RCRLB.JPG

Un ameno quadretto agreste fra Velletri ed Aprilia, in località Cinque Archi, laddove la Campagna Romana sfuma nell’Agro Pontino. Terra un tempo di grano e oggi di grandi coltivazioni di kiwi, frutta ed ortaggi, non bisogna dimenticare la sua antica vocazione viticola che dà a vita ad ottimi vini e a scorci paesaggistici interessanti.


Fra terra e cielo sui Monti della Tolfa

Mti della Tolfa-Quercia sul Sentiero del Biancone 1 RCRLB

Un albero solitario si innalza su un arido pascolo settembrino dei Monti della Tolfa, che le piogge faranno presto rinverdire.


Campagna presso San Vittorino

Agro Romano-Campagna fra S. Vittorino e Gericomio 1 RCRLB.JPG

Gli splendidi panorami agresti che si godono dalla lunga strada che da San Vittorino, piccola frazione ad est di Roma, va in direzione della suggestiva località di Gericomio.


Panorama da San Polo dei Cavalieri

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Il borgo medievale di San Polo dei Cavalieri, sulle pendici dei Monti Lucretili, si affaccia  sulla Valle dell’Aniene verso Tivoli e Roma con un panorama di sorprendente bellezza.


Roma-Palatino, scorcio dal Circo Massimo

Roma-Palatino, scorcio dal Circo Massimo 1 RCRLB

Roma: uno scorcio dal Circo Massimo verso il Palatino, sulla cui sommità sorgono i grandiosi resti dei palazzi imperiali. Con l’arrivo di settembre torna la voglia di visitare i monumenti e i centri storici…


Castello di San Vittorino Romano

S. Vittorino-Castello 1 RCRLB

Uno scorcio del pittoresco castello di San Vittorino Romano: risalente al X secolo e costruito in blocchi di tufo, sorveglia un malandato borgo da troppo tempo in attesa di un giusto recupero. Siamo nell’estrema propaggine orientale del Comune di Roma, il cui centro dista una trentina di chilometri. Malgrado la vicinanza ad una delle aree più degradate della Capitale – la periferia est -, qui a San Vittorino si ormai in piena campagna, quasi isolati, in un paesaggio rurale che si sviluppa improvviso ed inaspettato appena oltrepassata la borgata di Giardini di Corcolle, procedendo sulla via di Poli. Davvero una chicca non soltanto storica ma anche ambientale e sociologica di Roma, che conferma la complessità e le contraddizioni della realtà romana, i suoi vizi e le sue virtù. San Vittorino fra l’altro è la “porta” del cuore del cosiddetto “Agro Romano Antico”, secondo una bella definizione di Italia Nostra, ed è nota agli escursionisti per la magnifica forra del Fosso di Ponte Terra, che si apre ai bordi del paese, caratterizzata da cascate e una vegetazione addirittura selvaggia.


I Colli Ceriti dalla Necropoli della Banditaccia

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I bellissimi Monti Ceriti, visti dalla Necropoli della Banditaccia presso Cerveteri: una degna cornice paesaggistica ad un sito “patrimonio dell’Umanità”.


Valle del Sorbo-Cascata dell’Inferno

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L’amena e bucolica Valle del Sorbo, frequentatissima ed amata dai gitanti, oltre il Santuario della Madonna del Sorbo cambia aspetto. Si riveste infatti completamente di boschi e si stringe in un vallone selvaggio, custode di angoli suggestivi e “segreti”: uno di questi è la Cascata dell’Inferno, che scroscia nei pressi della confluenza di un torrente nel Cremera.


Paesaggio ai piedi del Monte Guadagnolo

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Man mano la primavera, sorniona ma inesorabile, giunge ad inverdire boschi e campi mentre l’esplosione di fiori è ovunque. Qui un ameno paesaggio pastorale, tipico del Lazio, ai piedi del Monte Guadagnolo, località raggiungibile tramite la magnifica strada da Capranica Prenestina.


Grotte di Palazzolo

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Uno degli antri delle misteriose Grotte di Palazzolo, a poca distanza da Rocca di Papa ed Albano, a balcone sul Lago di Castel Gandolfo. Vicine ad un convento medievale, queste cavità furono utilizzate come miniere di pietra nel periodo romano e medievale ma alcuni studiosi ipotizzano per esse anche la funzione di prigioni in epoche imprecisate. Da sicure fonti storiche è documentata la frequentazione della zona da parte di bande brigantesche nel Sette-Ottocento. In tempi recenti invece questi spechi hanno ospitato, a quanto pare, messe sataniche e altri riti similari: per tale motivo negli ultimi anni l’accesso in auto al piazzale del monastero è stato giustamente vietato, limitando quindi la possibilità di frequentazioni inopportune delle stesse grotte, che rimangono viceversa visitabili con una bellissima e panoramica passeggiata.


Laghetto nella Solforata di Pomezia

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Uno dei laghi della Solforata di Pomezia (detto erroneamente “solfatara”), ai margini meridionali della Riserva Naturale di Decima-Malafede, su Via dei Castelli Romani. Si tratta di un luogo unico nel suo genere, almeno nel Lazio: in tempi antichissimi risorgenze vulcaniche diedero vita ad alcuni specchi d’acqua che da sempre affascinano l’uomo. Il sito fu infatti noto già ai Romani, ai quali ispirò miti e leggende. In tempi recenti la zona venne utilizzata anche come cava. Oggi è uno scenario inquietante e misterioso, reso ancor più straniante per la stretta vicinanza con la città e con le aree industriali di cui costituisce una sorta di improvviso mondo “altro”.


Sguardo dal Lungotevere

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Un delizioso scorcio architettonico romano dal Lungotevere…


Paesaggio dei Monti Prenestini presso San Vito Romano

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Fra Sette e Ottocento la zona di Olevano Romano e i Monti Prenestini fu presa “d’assalto” da pittori e letterati di tutta Europa, ammaliati da un paesaggio dal largo respiro, variato e pittoresco, punteggiato da borghi dall’aspetto arcano; in tempi molto più recenti anche Pasolini e Piovene ne decantarono le suggestioni. Oggi il territorio ha subito importanti alterazioni – soprattutto con l’espansione moderna dei paesi – ma nel complesso, in una veduta d’insieme, non appare così diverso da quello visibile nei dipinti del Grand Tour. Il panorama magnifico della foto si ammira dalla stupenda strada che collega Olevano a San Vito Romano e ci sorprende per la bellezza dell’Alta Valle del Sacco corrugata dalle colline capricciose di Olevano, Serrone e Paliano, con lo sfondo azzurrino dei Monti Affilani ed Ernici.


Roma-Guardando “in su” da Via dei Riari

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Uno sguardo verso l’alto, in una tranquilla mattinata di gennaio, in direzione delle terrazze dell’orto botanico e del Gianicolo, dalla discreta Via dei Riari a Trastevere, che – fatto poco noto – fu un luogo di ritrovo di grandi artisti ed intellettuali negli anni ’60 del Novecento (Pasolini, Guttuso, Moravia, Carlo Levi, Riccardo Tommasi Ferroni ed altri), negli studi del pittore romano Carlo Quattrucci al n.48. 


Scorcio romano da Ponte Umberto I

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Una classica veduta sul magnifico paesaggio urbano di Roma da Ponte Umberto I.


Roma-Scorcio dal Ponte Sant’Angelo

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Ponte Sant’Angelo è uno dei siti più suggestivi e romantici della Città Eterna. Di origine romana e poi più volte restaurato, assunse le forme odierne con l’intervento del Bernini nel 1669. A lungo segnò il passaggio di supplizi ed orrori: oggi vi aleggiano leggende di fantasmi, in particolare quello di Beatrice Cenci che fu decapitata proprio di fronte a Castel Sant’Angelo l’11 settembre 1599. 


Campagna pontina presso Nettuno

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La semplicità dell’Agro Pontino in inverno, intorno alla Pineta della Campana, dove oltre alla curiosa coltivazione di prati sportivi e agli splendidi pini, spiccano querce e sughere: si tratta di uno dei pochi scampoli di campagna integra rimasti fra Aprilia e Nettuno, reso affascinante dalla presenza di un consistente tratto di basolato romano relativo all’antica Via Astura, che probabilmente univa Velletri ad Anzio.