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Grifone sulla Duchessa

Un’immagine di magnifica wilderness sui Monti della Duchessa: un grifone in volo, scena che infonde un senso di grande libertà.


Le grotte segrete del Fiora

La Valle del Fiora è una delle valli più uniche e spettacolari del Lazio. Non “paradisiaca” come quella del Mignone, ha tuttavia un aspetto misterioso e a tratti minaccioso che affascina e lascia talvolta irretiti. Una delle sue caratteristiche meno note è la presenza di numerose grotte, alcune delle quali abitate in epoca preistorica. Si aprono spesso nelle bancate di travertino, che creano situazioni ambientali stranianti per la zona, vicine a quelle di montagna e non certo alla Tuscia. Ecco nell’immagine una magnifica grotta – nei pressi di Vulci – al cui interno scorre un ruscello formando una serie di vasche naturali di acqua limpidissima. Fuori di essa, una cascata scroscia con fini rivoli simili a capelli sino al Fiume Fiora, che a sua volta si fa largo fra enormi massi. Uno spettacolo sublime che ci rammenta ancora una volta quanto sia straordinaria l’Etruria e in particolare la Maremma Laziale.


Il ponte in ferro di Luni sul Mignone

Il caratteristico ponte in ferro che scavalca il Fiume Mignone visto dall’Altopiano di Luni, luogo di insediamenti protostorici. Faceva parte della ferrovia Capranica-Civitavecchia, dismessa molti decenni fa. Oggi la sede ferroviaria è l’unico accesso possibile (con fuoristrada) a questo magnifico sito archeologico e paesaggistico. Auspichiamo la sua trasformazione almeno parziale in una pista ciclabile, come sta accadendo per altre ex-ferrovie sparse per l’Italia, al fine di valorizzare e rendere fruibile in modo sostenibile una zona ancora incontaminata e di straordinario potenziale turistico, vanto del Lazio e dell’intera Etruria.


La Cascata della Paternale

La Cascata della Paternale è il momento culminante dell’avventurosa risalita dell’omonimo fosso, tributario del Fiora, a poca distanza dall’Eremo di Poggio Conte. E’ formata sostanzialmente da due piccoli salti posti su due piani sovrapposti che creano un effetto molto pittoresco. Per saperne di più degli itinerari possibili in questa magnifica zona: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito – vol. 1”.


Nel cuore selvaggio dei Lepini

Ad aprile, lentamente, la vegetazione sui Monti Lepini muta dalla veste invernale a quella primaverile, prima della grande “esplosione” di verde che avverrà ai primi di maggio. Qui ci troviamo in una delle zone più interne, selvagge e misteriose dei Lepini, ossia a metà strada fra il Campo di Segni e il Campo di Montelanico, ove fitte foreste di faggio, acero e quercia lasciano più in basso spazio ai lecci e alla macchia mediterranea.


La Cascata del Salabrone

Nel cuore di una delle aree collinari più selvagge ed intatte del Lazio, a ridosso della Selva del Lamone e a poca distanza da Castro e da Farnese, la splendida Cascata del Salabrone è rimasta a lungo un “luogo segreto”. Segnalata ormai da evidenti cartelli turistici, oggi è invece divenuta meta di scampagnate e persino di bagnanti, che nella stagione estiva amano tuffarsi nel suo limpido laghetto. Ciò nonostante meriterebbe una maggiore valorizzazione, visto che è del tutto assente qualsiasi tipo di manutenzione della zona e di servizio ricettivo: di certo costituisce una meravigliosa scoperta per chi visita questo estremo lembo di Tuscia nord-occidentale in un’atmosfera quasi di “wilderness”.


La Cascata della Ferriera a Castel Cellesi

La Teverina è terra straordinaria, ricchissima di sorprese di ogni tipo. Una di queste è la stupenda Cascata della Ferriera, a valle di Castel Cellesi (Bagnoregio), raggiungibile tramite un facile sentiero, curatissimo dai volontari del luogo e immerso in una natura incontaminata.


Atmosfere wild sulla Tolfa

Atmosfere di wilderness sui Monti della Tolfa, su uno dei crinali che scendono dal Monte Tolfaccia, in un brumoso giorno di fine aprile.


L’antico vulcano Cimino

Dalle incontaminate praterie di Marcolino, presso Bomarzo (ai margini della Riserva Naturale di Monte Casoli e del Monumento Naturale di Corviano), si apre una delle più belle viste della Tuscia sui Monti Cimini, che emergono con le loro pronunciate forme vulcaniche. Le ultime luci della giornata marcano i canaloni tra le foreste di faggi e castagni, creando un’atmosfera pittorica che ricorda certi dipinti del Corot nella Campagna Romana.


Rosacrepante

Uno dei luoghi più onirici del Lazio, ossia il cratere lavico di Rosacrepante, caos di pietre vulcaniche che si apre nel cuore della buia e solitaria Selva del Lamone, un tempo rifugio di bande brigantesche.


Nella Solforata di Pomezia

Scenari stranianti si aprono esplorando la Solforata di Pomezia, angolo dal sapore “fantasy” a pochi passi dai capannoni di una ben più prosaica zona industriale.


Oltre i confini…

Nella Valle dei Calanchi di Bagnoregio la realtà supera l’immaginazione, portandoci in dimensioni oniriche: ecco la famosa “Cattedrale”, vista dal Piano di Sant’Antonio. Tutt’intorno, come “lame”, i calanchi creano situazioni asperrime, completamente inospitali e irraggiungibili per l’uomo.


Buona Pasqua dalla Valle delle Meraviglie

Un’immagine senza tempo e senza bisogno di commenti per augurarvi una buona Pasqua, foriera d’amore, pace e riflessioni. Qui siamo nella magnifica Valle dei Calanchi di Bagnoregio (in procinto di essere dichiarata “patrimonio dell’umanità dall’Unesco) sul crinale della “via delle creste”, aereo percorso che attraversa una parte della vallata regalando scorci mozzafiato. Per saperne di più su Bagnoregio e i suoi dintorni, riguardo agli aspetti più suggestivi si consiglia la nostra guida “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.


Sulle rocce degli Ernici presso Campocatino

Le rocce del crinale di Monti Ernici, nei pressi di Campo Catino.


L’Infernaccio: retrospettiva

Voltarsi e guardare indietro l’Infernaccio dalla forra, mentre si avanza… Uno spettacolo di vera wilderness! Questa valle è uno dei nostri luoghi del cuore nonché uno dei siti più segreti e suggestivi della Tuscia, “pozzo senza fine” in tal senso, come ampiamente descritto nella nostra nuova guida. Di certo, con il suo nome, quest’immagine è perfetta per Halloween…


Nella Valle del Simbrivio

I colori festosi dell’autunno nella Valle del Simbrivio contrastano con l’atmosfera tetra di questi giorni, in cui ombre grigie sembrano allungarsi sulle nostre vite e sulle nostre libertà fondamentali…


Sul Torrente Subissone

Il Torrente Subissone, lungo il Sentiero del Fiore (a valle di Torre Alfina) crea angoli magici dove par quasi di potersi aspettare la comparsa del “piccolo popolo”… Per saperne di più su Torre Alfina: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.


Autunno pieno a Campominio

Ancora i colori dell’autunno nella Valle del Monte Autore…


Faggeta autunnale ai piedi di Monte Autore

Questo è il periodo di massimo splendore nelle faggete del Centro-Italia: uno spettacolo (gratuito) da non perdere! Qui siamo sui Monti Simbruini, alle falde del Monte Autore. La speranza è di poter godere della bellezza della natura e della vita all’aria aperta, cose ESSENZIALI per un’esistenza piena e sana, in un momento drammatico in cui qualcuno, senza alcun motivo valido ed inoppugnabile, vorrebbe privarcene.


Persi fra i monti del Cairo

I selvaggi crinali del poderoso massiccio del Cairo, che domina l’Abbazia di Montecassino. Qui siamo nei pressi del solitario Campo del Popolo, altopiano carsico fra i più suggestivi della Ciociaria, a cavallo fra Val di Comino e Valle del Liri.