Archivi tag: alta valle del sacco

Nebbia nella Valle del Sacco da Piglio

Una suggestiva visione della Valle del Sacco immersa nella nebbia mattutina autunnale dal borgo di Piglio, nell’Alta Ciociaria.


San Vito Romano-Castello Theodoli

La straordinaria struttura “a spigolo” del Castello Theodoli a San Vito Romano (di origine medievale ma ristrutturato nel Seicento), vista dal basso, ai piedi del cosiddetto “scoglio”. Domina uno dei borghi più spettacolari e meno conosciuti del Lazio, che meriterebbe una seria politica di valorizzazione e promozione.


Uva del Cesanese del Piglio

Tempo di vendemmia fra le vigne del Cesanese del Piglio docg, forse il migliore rosso del Lazio, ormai apprezzato a livello internazionale.


Piglio-Via delle Piagge

Le irte scale di Via delle Piagge, nel cuore del borgo di Piglio, in Ciociaria, noto per il suo vino rosso Cesanese.


Paliano-Porta Napoli

La Porta Napoli a Paliano, uno dei principali e migliori accessi al centro storico.

La Torre della Mola de’ Piscoli

La Torre della Mola dei Piscoli – oggi facente parte di un “monumento naturale” – svetta nell’antico paesaggio della campagna di Paliano.


Serrone-Rocca Colonna

Serrone-Rocca Colonna, scorcio panoramico 1 RCRLB

Simbolo del paese, la Rocca Colonna domina Serrone, all’estremo nord della Ciociaria. Il fortilizio, di cui rimane poco oltre alla torre, si sviluppa alle pendici del Monte Scalambra e offre un bellissimo panorama sull’Alta Valle del Sacco.


Torre dei Piscoli-Veduta

Valle del Sacco-Torre dei Piscoli, veduta 2 RCRLB.JPG

La solitaria e romantica Torre della Mola dei Piscoli (o de’ Piscopi) emerge dal bel paesaggio agreste dell’Alta Valle del Sacco, a pochi chilometri da Paliano.


Paesaggio dei Monti Prenestini presso San Vito Romano

Mti Prenestini-Panorama presso S. Vito Romano 1 RCRLB.jpg

Fra Sette e Ottocento la zona di Olevano Romano e i Monti Prenestini fu presa “d’assalto” da pittori e letterati di tutta Europa, ammaliati da un paesaggio dal largo respiro, variato e pittoresco, punteggiato da borghi dall’aspetto arcano; in tempi molto più recenti anche Pasolini e Piovene ne decantarono le suggestioni. Oggi il territorio ha subito importanti alterazioni – soprattutto con l’espansione moderna dei paesi – ma nel complesso, in una veduta d’insieme, non appare così diverso da quello visibile nei dipinti del Grand Tour. Il panorama magnifico della foto si ammira dalla stupenda strada che collega Olevano a San Vito Romano e ci sorprende per la bellezza dell’Alta Valle del Sacco corrugata dalle colline capricciose di Olevano, Serrone e Paliano, con lo sfondo azzurrino dei Monti Affilani ed Ernici.


Valle del Sacco-Tenuta de La Polledrara

Valle del Sacco-Tenuta de La Polledrara 1 RCRLB.JPG

L’Alta Valle del Sacco intorno a Paliano, al confine fra Ciociaria e Campagna Romana, conserva per buona parte un paesaggio agrario “dai grandi spazi”, grazie alla sopravvivenza di estese tenute nobiliari, secondo una strutturazione del territorio che per secoli caratterizzò l’intero territorio intorno a Roma. Fra queste la Tenuta de La Polledrara merita una menzione speciale per la particolare integrità e per la cura che ne hanno i proprietari attuali, eredi dei Colonna. Nella zona sono numerosi ruderi antichi e medievali, come la pittoresca Torre dei Piscoli, già ben visibile dall’ottimo agriturismo che costituisce il cuore della tenuta.


Panorama da Paliano

Paliano-Panorama 1 RCRLB.JPG

Un bellissimo panorama da Paliano, cittadina “cerniera” fra la Campagna Romana e la Ciociaria, ricca di vedute notevoli e sorprendenti ma poco conosciute.


Presepe “a grandezza naturale” di Serrone

Serrone-Presepe a grandezza naturale 1 RCRLB.JPG

Una delle simpatiche “scene” del presepe con statue a grandezza naturale che viene allestito in questo periodo natalizio a Serrone, nell’Alta Valle del Sacco. I pittoreschi vicoli del borgo diventano così lo sfondo di questa rievocazione della vita e dei mestieri di un paese ciociaro della prima metà del ‘900. 


Per me la Ciociaria é il canto delle cicale

Serrone-Scorcio dall'alto 1 RCRLB

Torno in una nostra casetta in un paese dell’alta Ciociaria per vari motivi dopo ben due anni, a luglio. La maggior parte del miei ricordi da queste parti é in estate. Per me la Ciociaria é il canto delle cicale. Sono i campi gialli e assolati e le verdi foreste dei monti; è il profumo della macchia e dei fiori mediterranei sulle pietraie che guardano a sud e ad ovest. Sono i paesi umili che ti spiano dall’alto; é il vociferare nei vicoli in un dialetto antico e certe volte incomprensibile mentre l’odore del cucinato all’ora di pranzo si spande nell’aria. Ecco le prime cose che mi vengono in mente quando penso a questa terra tanto bella quanto tormentata. Sará che vi ho passato alcuni dei momenti piú indimenticabili della mia vita. Sono le cose piú semplici a rimanerti dentro per sempre, se l’animo é ben disposto a dargli il giusto valore.

LB


Panorama da Olevano Romano

Olevano Romano-Panorama dalla rocca RCRLB

Noto per il vino rosso “Cesanese”, un’eccellente doc che in questi ultimi anni sta vivendo una riscoperta, Olevano Romano fu una delle mete predilette del Grand Tour nei dintorni di Roma, come testimonia il Bosco della Serpentara, da duecento anni ritrovo di artisti ed intellettuali europei. Ancora oggi il borgo, pur ingranditosi in modo eccessivo, offre panorami splendidi su un territorio – l’Alta Valle del Sacco – rimasto piuttosto integro e, come detto, dedito all’agricoltura, soprattutto vitivinicola. Il paese è sfiorato dall’itinerario “Borghi e paesaggi segreti della Ciociaria: parte 1”.