Archivi tag: boschi

Luce magica nei boschi di Civitella d’Agliano

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La magia di un sentiero nella splendida campagna della Teverina, tra vigneti, campi coltivati ​​e boschi di querce: qui siamo una valle del borgo di Civitella d’Agliano, arroccato fra i calanchi e il Tevere.

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Al mattino, a Poggio Nibbio

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Le romantiche visioni di Poggio Nibbio, uno dei luoghi più suggestivi e panoramici dei Monti Cimini, lungo l’antico tracciato montano della Via Francigena.


In cima a Rosa Crepante

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Esplorare la misteriosa Selva del Lamone in estate può essere assai difficile per via dell’umidità, del caldo e degli insetti e appare quasi simile all’inoltrarsi in una foresta mesoamericana. Anche se non è certo la stagione più indicata, questo magnifico bosco, posto ai margini settentrionali della Maremma Laziale, offre comunque un ottimo riparo nelle torride giornate di luglio e di agosto. Qui siamo un cima a Rosa Crepante, da cui si apre uno straordinario panorama verso Montalto di Castro: questo sito dal nome curioso altro non è che un grosso ammasso naturale di pietre vulcaniche, il più suggestivo forse fra le varie formazioni geologiche di questo tipo presenti nel Lamone.


Nel bosco di Oriolo

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Uno scorcio dello splendido bosco misto alle porte di Oriolo Romano, nel Parco Regionale dei laghi di Bracciano e Martignano, che custodisce un importante esempio di faggeta depressa.


Nella faggeta del Monte Semprevisa

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Le faggete attorno alla Semprevisa, vetta dei Monti Lepini, in inverno, ricolme di neve.


Veduta romantica di Rota

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L’autunno inoltrato sulla Tolfa lascia senza fiato. Le infinite sfumature della vegetazione donano al paesaggio un aspetto romantico e vagamente malinconico. La strada fra Civitella Cesi e Rota permette velocemente di inoltrarsi da nord in questo scenario selvaggio ove l’impatto delle opere dell’uomo è rimasto bassissimo. Ad un certo punto la visione del borgo-castello di Rota, con ai suoi piedi il Fiume Mignone, dà l’impressione di ammirare un dipinto del XVIII secolo. 


Nella Selva Cimina a novembre

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Torniamo anche quest’anno, a novembre, nell’incantevole faggeta del Monte Cimino, presso Soriano, per godere il foliage in uno dei boschi più belli d’Italia, apice dell’antica Selva Cimina che tanto incuteva timore ai legionari romani. Anche se i colori non sono quelli del 2015, lo spettacolo e soprattutto l’atmosfera misteriosa rimangono notevoli.


Castagneto a novembre sui Monti Cimini

Monti Cimini-Castagneto presso Poggio Nibbio

Lo splendore dei castagneti dei Monti Cimini a novembre: nella foto ci troviamo nella località Poggio Nibbio, in una zona che offre panorami mozzafiato. Tutta l’area dei Cimini è caratterizzata da suggestioni romantiche e luoghi misteriosi: per saperne di più si faccia riferimento alla nostra guida “Lazio, i luoghi del mistero e dell’insolito”.


Ode a novembre sui Monti Cimini

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Novembre è la metafora della vita: tanto bella quanto fugace; tanto preziosa che non bisogna perder tempo nel coglierne l’essenza. Così a novembre la natura regala spettacoli emozionanti e gratuiti di cui tutti possiamo godere ma le giornate sono cortissime e spesso, per chi come me ama camminare e fotografare, si fa una corsa contro il tempo. Novembre è mese per spiriti forti e puri, impavidi nel volersi emozionare nel profondo. E’ il momento più romantico dell’anno. Non è bucolico, radioso e gioioso come la primavera. E’ una bellezza malinconica, e rapida nel morire. Non tutti possono capirlo o amarlo. I superficiali lo odiano addirittura. Novembre è mese scomodo, è come la verità che si vuol negare: la pura bellezza nell’innocenza strugge soltanto chi sa vederla. Ed inesorabile fugge via. Carpe diem.

LB


Autunno nei boschi del Monte Cimino

Qui di seguito alcune immagini di come si presenta fra ottobre e novembre la Faggeta del Monte Cimino (che ospita per la verità anche altre specie arboree, in primis castagni): uno spettacolo magnifico da non perdere assolutamente.

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Mti Cimini-Mte Cimino, massi vuclanici 1 RCRLB

Mti Cimini-Mte Cimino, panchina 1 RCRLB

Mti Cimini-Mte Cimino, foglie di castagno 1 RCRLB

Mti Cimini-Mte Cimino, foglie miste 1 RCRLB

Mti Cimini-Mte Cimino, torre della cima 1 RCRLB

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Faggeta simbruina presso Fonte Moscosa

Faggeta presso Fonte Moscosa

Le faggete dei Monti Simbruini, nell’Alta Valle dell’Aniene, possiedono un grande fascino. Fitte e maestose, costituiscono, assieme a quelle dei contigui Ernici, una delle aree di faggio più estese d’Europa. In autunno si può ammirare il magnifico foliage delle foreste dei Simbruini, arricchito anche dalla presenza di aceri e carpini.


Faggeta sui Monti Lepini presso il Monte Erdigheta

Bosco presso Pian della Faggeta

E’ poco noto ma il Lazio è terra di vaste foreste, soprattutto faggete e leccete. Qui siamo sui Monti Lepini a poca distanza dall’altopiano carsico di Pian della Faggeta, ove monumentali boschi di faggio danno vita a paesaggi misteriosi e affascinanti.


La Caldara di Manziana

Oggi raccontiamo di un luogo dove chiunque può sentirsi ancora un esploratore: la Caldara di Manziana. Siamo nella Tuscia Romana, all’interno del Parco Naturale Regionale del complesso lacuale di Bracciano e Martignano. Una zona, questa, formatasi attraverso le eruzioni e le esplosioni dell’antico Vulcano Sabatino: tracce ben visibili ne sono le colline coniche e i famosi laghi di Bracciano e Martignano, ma non solo. Difatti la cosiddetta Caldara di Manziana è un residuo dell’estinto sistema vulcanico. Essa si estende su una vasta conca dove la fa da padrona una distesa di fanghi in ebollizione per via delle esalazioni gassose d’anidride solforosa, la stessa che spinge in superficie numerose polle d’acqua, che fuoriesce a circa 20°.

Paesaggio della Caldara

Tra il borbottio delle numerose polle, una di esse in particolare rapisce l’attenzione, dalla quale gorgoglia una gran quantità di acqua che viene spinta energicamente a diverse decine di centimetri da terra.

Polla principale

A cornice di quest’area è una torbiera che conserva al suo interno chissà quali misteri … Il tutto forma un romantico paesaggio che può far insorgere un senso di desolazione ma che in realtà è ricco di vita ben nascosta all’interno dei boschi che contornano la conca ribollente.

Scenario desolato della caldara

È singolare la presenza di un boschetto di betulle, alberi notoriamente originari dei Paesi nordici, e di cui non si conosce con precisione il motivo per il quale siano stati impiantati in un ambiente tipicamente mediterraneo.

Boschetto di betulle

Un posto così peculiare non poteva rimanere immune da miti e racconti leggendari. Per via della credenza, perpetuatasi nei secoli scorsi, secondo cui l’acqua sulfurea avesse proprietà miracolose, di narra che la caldara fosse luogo d’incontro di maghi e alchimisti fra i quali addirittura il celebre Cagliostro. Che le acque sulfuree abbiano proprietà curative, questo è certo e quindi tali leggende potrebbero avere un fondo di verità. In definitiva, si tratta senz’altro di una meta da non perdere, anche per la bellezza dei suoi diretti dintorni. A cominciare dall’intricata selva monumentale detta “della Manziana” che inizia proprio nei pressi della Caldara; inoltre l’omonimo borgo, dal cui belvedere si può godere un fiabesco affaccio sul Castello Orsini-Odescalchi di Bracciano e sul sottostante lago.

Il panorama da Manziana

Non lontani da qui sono infine i vetusti resti della romana Via Clodia, della quale riemergono alcuni tratti ben conservati e immersi in un piacevole paesaggio rurale.