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Il Casale di Malborghetto

Posto al diciannovesimo chilometro della Via Flaminia, sulle dolci colline alla destra orografica della Valle del Tevere, lo stupendo Casale di Malborghetto è il risultato di svariate sovrapposizioni storiche e architettoniche. Edificato nel Medioevo sui ruderi di un arco quadrifronte d’epoca tardo-romana, suggella un angolo incantato della campagna a nord di Roma. Passeggiando lungo i resti dell’antico basolato e ammirando il prezioso contesto paesaggistico, ci si può immergere in un’atmosfera che rievoca con decisione la memoria del passaggio di illustri personaggi come di più modesti pellegrini e viaggiatori. Si rivive così uno di quei deliziosi “quadretti” del Grand Tour che dipingevano un Lazio bucolico e allo stesso tempo romantico.


Rovine di Torre Raminga

Risalendo dall’Agro Romano orientale verso le pendici dei Monti Prenestini, a poca distanza da Gallicano e in direzione di Poli, si ergono solitarie le rovine di Torre Raminga, affiancate da un vecchio casale: dominano un paesaggio collinare di rara bellezza, simile a un giardino in cui si alternano prati, boschi e frutteti, punteggiato qua e là da ruderi e monumenti di svariate epoche. Tali amene alture celano invero selvaggi valloni, ancora per certi versi “segreti” – malgrado la stretta vicinanza con Roma -, tuttavia in tempi recenti divulgati dalle ottime guide escursionistiche dell’amico Luigi Plos (nella collana “Luoghi segreti a due passi da Roma”).


Salendo verso San Vito Romano

Le colline dell’Alta Valle del Sacco, fra Olevano e San Vito offrono un paesaggio bucolico e pressoché intatto. La curiosità è la comparsa della pietra arenaria, rara nel Lazio, soprattutto in una zona in cui prevale il calcare dei Monti Prenestini. E’ bellissimo perdersi sulle stradine che attraversano questi aspri colli, in un mondo rurale e silenzioso che sorprenderebbe chi non conosce bene il territorio intorno a Roma.


Il Fiume Cremera nella Valle del Sorbo

Noto per la battaglia del 13 febbraio del 477 a. C. fra Etruschi e Romani, combattuta proprio sulle sue sponde, l’esile Fiume Cremera solca l’amena Valle del Sorbo, cuore “turistico” del Parco Regionale di Veio. Per saperne di più sugli itinerari della zona, alla ricerca degli aspetti meno noti: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.


I Colli Albani dall’Agro Romano

Colli Albani-Veduta presso la Via Nettunense 1 RCRLB

In questa rassegna di panorami laziali estivi non potevano mancare i Colli Albani, una delle zone più amate dai romani. Qui uno scorcio assolutamente inedito ma bellissimo, ripreso dall’Agriturismo il Borgo di Ariccia, luogo situato nei pressi della trafficata Via Nettunense eppure sorprendentemente tranquillo, circondato dai vigneti. Oltre alla cittadina di Ariccia, nel verde dei boschi, si scorgono alcune caratteristiche colline coronate da pini che ospitano antichi casali e siti storici poco conosciuti.


Zagarolo-Porta di San Martino

Zagarolo-Porta S. Martino RCRLB

Ingiustamente sottovalutato per decenni, il centro storico di Zagarolo è ricco di elementi artistici barocchi di alto livello: vi invitiamo a riscoprirlo!


Campagna romantica nella Bassa Valle del Tevere

Sulla strada che collega la Flaminia, all’altezza di Sant’Oreste, a Nazzano e quindi alla Via Tiberina, si attraversa un paesaggio sorprendentemente integro, a tratti magnifico, che già preannuncia nelle forme e nelle atmosfere quello della Sabina. Un territorio unico, a due passi da Roma, eppure tuttora non soltanto sconosciuto ma sempre a rischio di folli e criminosi progetti fotovoltaici o di nuove e sempre incombenti urbanizzazioni.  Un periodo perfetto per assaporare questo scenario è senza dubbio il tardo autunno e l’inizio dell’inverno quando le querce, arrossendo, creano assieme ai campi ora verdi ora arati, una tavolozza di colori straordinaria.

Campagna fra Velletri ed Aprilia

Agro Romano-Campagna fra Velletri e Aprilia (loc. 5 Archi) 1 RCRLB.JPG

Un ameno quadretto agreste fra Velletri ed Aprilia, in località Cinque Archi, laddove la Campagna Romana sfuma nell’Agro Pontino. Terra un tempo di grano e oggi di grandi coltivazioni di kiwi, frutta ed ortaggi, non bisogna dimenticare la sua antica vocazione viticola che dà a vita ad ottimi vini e a scorci paesaggistici interessanti.


Campagna presso San Vittorino

Agro Romano-Campagna fra S. Vittorino e Gericomio 1 RCRLB.JPG

Gli splendidi panorami agresti che si godono dalla lunga strada che da San Vittorino, piccola frazione ad est di Roma, va in direzione della suggestiva località di Gericomio.


Torre dei Piscoli-Veduta

Valle del Sacco-Torre dei Piscoli, veduta 2 RCRLB.JPG

La solitaria e romantica Torre della Mola dei Piscoli (o de’ Piscopi) emerge dal bel paesaggio agreste dell’Alta Valle del Sacco, a pochi chilometri da Paliano.


Castello di San Vittorino Romano

S. Vittorino-Castello 1 RCRLB

Uno scorcio del pittoresco castello di San Vittorino Romano: risalente al X secolo e costruito in blocchi di tufo, sorveglia un malandato borgo da troppo tempo in attesa di un giusto recupero. Siamo nell’estrema propaggine orientale del Comune di Roma, il cui centro dista una trentina di chilometri. Malgrado la vicinanza ad una delle aree più degradate della Capitale – la periferia est -, qui a San Vittorino si ormai in piena campagna, quasi isolati, in un paesaggio rurale che si sviluppa improvviso ed inaspettato appena oltrepassata la borgata di Giardini di Corcolle, procedendo sulla via di Poli. Davvero una chicca non soltanto storica ma anche ambientale e sociologica di Roma, che conferma la complessità e le contraddizioni della realtà romana, i suoi vizi e le sue virtù. San Vittorino fra l’altro è la “porta” del cuore del cosiddetto “Agro Romano Antico”, secondo una bella definizione di Italia Nostra, ed è nota agli escursionisti per la magnifica forra del Fosso di Ponte Terra, che si apre ai bordi del paese, caratterizzata da cascate e una vegetazione addirittura selvaggia.


Veduta di Sant’Oreste dal Monte Soratte

S. Oreste-Veduta dal Mte Soratte 3 RCRLB

La classica veduta di Sant’Oreste dal crinale del Monte Soratte, con lo sfondo delle verdi colline della Bassa Valle del Tevere.


Valle del Sorbo-Cascata dell’Inferno

Valle del Sorbo-Cascata dell'Inferno 1 RCRLB.JPG

L’amena e bucolica Valle del Sorbo, frequentatissima ed amata dai gitanti, oltre il Santuario della Madonna del Sorbo cambia aspetto. Si riveste infatti completamente di boschi e si stringe in un vallone selvaggio, custode di angoli suggestivi e “segreti”: uno di questi è la Cascata dell’Inferno, che scroscia nei pressi della confluenza di un torrente nel Cremera.


Laghetto nella Solforata di Pomezia

Solfatara di Pomezia, primo lago 1 RCRLB.JPG

Uno dei laghi della Solforata di Pomezia (detto erroneamente “solfatara”), ai margini meridionali della Riserva Naturale di Decima-Malafede, su Via dei Castelli Romani. Si tratta di un luogo unico nel suo genere, almeno nel Lazio: in tempi antichissimi risorgenze vulcaniche diedero vita ad alcuni specchi d’acqua che da sempre affascinano l’uomo. Il sito fu infatti noto già ai Romani, ai quali ispirò miti e leggende. In tempi recenti la zona venne utilizzata anche come cava. Oggi è uno scenario inquietante e misterioso, reso ancor più straniante per la stretta vicinanza con la città e con le aree industriali di cui costituisce una sorta di improvviso mondo “altro”.


Paesaggio dei Monti Prenestini presso San Vito Romano

Mti Prenestini-Panorama presso S. Vito Romano 1 RCRLB.jpg

Fra Sette e Ottocento la zona di Olevano Romano e i Monti Prenestini fu presa “d’assalto” da pittori e letterati di tutta Europa, ammaliati da un paesaggio dal largo respiro, variato e pittoresco, punteggiato da borghi dall’aspetto arcano; in tempi molto più recenti anche Pasolini e Piovene ne decantarono le suggestioni. Oggi il territorio ha subito importanti alterazioni – soprattutto con l’espansione moderna dei paesi – ma nel complesso, in una veduta d’insieme, non appare così diverso da quello visibile nei dipinti del Grand Tour. Il panorama magnifico della foto si ammira dalla stupenda strada che collega Olevano a San Vito Romano e ci sorprende per la bellezza dell’Alta Valle del Sacco corrugata dalle colline capricciose di Olevano, Serrone e Paliano, con lo sfondo azzurrino dei Monti Affilani ed Ernici.


Vicolo di Nazzano

Nazzano-Vicolo 1 RCRLB

Un vicolo nel borgo di Nazzano, in cui si insinua una calda luce invernale. Affacciato su uno dei tratti più belli dell’intera Valle del Tevere, questo piccolo paese a nord di Roma sorprende per i sui panorami mozzafiato, il suo centro storico medievale e il poderoso Castello Savelli.


Abbazia di Sant’Andrea in Flumine

Abbazia di S. Andrea in Flumine-Veduta 1b RCRLB.jpg

Situata poco a nord di Roma, su un terrazzo fluviale del Tevere in vista delle colline della Sabina, la bellissima Abbazia di Sant’Andrea in Flumine si nasconde discreta e defilata dallo sguardo distratto dei migliaia di automobilisti che percorrono l’A1 ogni giorno e resta incredibilmente fuori da ogni circuito turistico. Eppure è uno dei tanti tesori artistici ed architettonici del Lazio che non si può non conoscere: malgrado la vicinanza con l’autostrada, né il paesaggio né l’atmosfera sembrano risentirne più di tanto ed anzi il luogo emana una forte spiritualità. Edificata nel VIII secolo dai carolingi su un’antica chiesa del VI secolo, tuttora ammirabile, fu una delle grandi abbazie imperiali benedettine nei dintorni di Roma, come la vicina Farfa. Oggi la splendida location è utilizzata per i matrimoni e aperta alle visite.


Valle del Sacco-Tenuta de La Polledrara

Valle del Sacco-Tenuta de La Polledrara 1 RCRLB.JPG

L’Alta Valle del Sacco intorno a Paliano, al confine fra Ciociaria e Campagna Romana, conserva per buona parte un paesaggio agrario “dai grandi spazi”, grazie alla sopravvivenza di estese tenute nobiliari, secondo una strutturazione del territorio che per secoli caratterizzò l’intero territorio intorno a Roma. Fra queste la Tenuta de La Polledrara merita una menzione speciale per la particolare integrità e per la cura che ne hanno i proprietari attuali, eredi dei Colonna. Nella zona sono numerosi ruderi antichi e medievali, come la pittoresca Torre dei Piscoli, già ben visibile dall’ottimo agriturismo che costituisce il cuore della tenuta.


Veduta di Paliano al tramonto

Paliano-Veduta da Piglio al tramonto 1 RCRLB.JPG

Veduta di Paliano al tramonto, da Piglio. Colli sovrapposti e paralleli, linee oblique di boschi che si intersecano fino a coronarsi con la grande Fortezza dei Colonna. I rari campanili gareggiano con i cipressi qua e là. Il profilo di questo borgo dalle vecchie case cadenti è semplice ma elegante. Lo sfondo si sfuma al tramonto lasciando intravedere fertili terre coltivate o lasciate al pascolo, spesso antiche tenute nobiliari. Chiude il paesaggio il Vulcano Laziale nel suo versante morfologicamente più tormentato. Un dipinto creato non dalla mano di un artista famoso ma da lavorio della natura, della storia e degli antenati. Una bellezza da godere gratuitamente dalle terrazze dei paesi circostanti, in particolare da Piglio, Serrone ed Olevano.


Panorama da Paliano

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Un bellissimo panorama da Paliano, cittadina “cerniera” fra la Campagna Romana e la Ciociaria, ricca di vedute notevoli e sorprendenti ma poco conosciute.