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Sacro Speco-Panorama su Santa Scolastica e Subiaco

S. Speco-Panorama su S. Scolastica e Subiaco 3 RCRLB

Il suggestivo panorama dal Monastero del Sacro Speco su Santa Scolastica e Subiaco. Questa, assieme alla valle di Rieti, è l’altra “valle santa” del Lazio: se a Rieti è il messaggio di San Francesco ad aver lasciato il suo segno, qui a Subiaco e dintorni è stata l’opera infaticabile di San Benedetto e dei suoi monaci ad aver tracciato una delle pagine più gloriose della storia dell’Occidente e della cristianità.

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Cavalli bradi sui Monti Simbruini

Mti Simbruini-Fondi di Jenne 5 RCRLB

Una tipica scena novembrina sui Monti Simbruini…


Proto-Surrealismo al Sacro Speco

Monastero del S. Speco-Affresco 1 RCRLB

Tutti conoscono il Sacro Speco di Subiaco per la figura di San Benedetto, per la sua architettura rupestre, per il suo suggestivo paesaggio. Ma questo monastero abbarbicato su una falesia a strapiombo sulla Valle dell’Aniene è anche uno straordinario “serbatorio” della pittura medievale del Lazio e del Centro Italia. Nella foto vediamo un singolare affresco in un angolo seminascosto, nei pressi della cappella che custodisce il rarissimo ritratto di San Francesco: vi si ammirano immagini macabre e quasi surreali, che fanno pensare ad uno stile vicino a quello di Bosch piuttosto che alla scuola umbro-laziale, che invece segna principali i cicli pittorici del sito.


Autunno inoltrato sui Fondi di Jenne

Mti Simbruini-Fondi di Jenne, paesaggio 7 RCRLB.JPG

Una tipica scena bucolica su uno degli altopiani dei Monti Simbruini, nella fattispecie i Fondi di Jenne.


Laghetto della Val di Canneto

Mti della Meta-Val di Canneto, laghetto 1 RCRLB.JPG

Il placido laghetto ai piedi del Santuario di Canneto, nel cuore dei Monti della Meta.


Cartore, ai piedi della Duchessa

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Ai confini fra il Cicolano e l’Abruzzo, il bucolico villaggio di Cartore è il punto di partenza privilegiato per escursioni sugli splendidi Monti della Duchessa, appartenenti al massiccio del Velino, e all’omonimo lago.


Nella Val di Canneto ad ottobre

Mti della Meta-Val di Canneto, paesaggio 1 RCRLB.JPG

Compresa nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, e nota per un venerato santuario di origini antichissime, la Val di Canneto, nel Comune di Settefrati, offre un paesaggio alpestre ed è stata recentemente sottoposta ad un riuscito intervento di valorizzazione ambientale. Assai frequentato è il sentiero che sale alla magnifica località di Tre Confini, ove in questo periodo si può ascoltare il bramito dei cervi in ​​amore ed avvistare interni branchi di questi animali selvatici. Altro motivo di interesse è il foliage delle faggete che sta per raggiungere il suo massimo.


Settefrati: un “paese-presepe”

Settefrati-Veduta 1 RCRLB.JPG

Una sorpresa sulle montagne della Val di Comino: è il borgo di Settefrati, che appare tra prati e boschi come un vero “paese-presepe” …


Campagna sabina presso Scandriglia

Scandriglia-Paesaggio presso il paese 1 RCRLB.JPG

La magnifica campagna sabina nei pressi del borgo di Scandriglia, ad ottobre. Siamo ai margini del Parco Regionale dei Monti Lucretili, luogo ricolmo di storia, in cui l’ambiente naturale si sposa perfettamente con un paesaggio rurale intatto e dal sapore antico.


Mulino sul Lago di Posta Fibreno

Lago di Posta Fibreno-Mulino 1 RCRLB

Un romantico mulino ad acqua si specchia nelle limpide acque turchesi del Lago di Posta Fibreno in uno scorcio senza tempo …


Sguardo romantico verso il Lago di Vico

Lago di Vico-Veduta 7 RCRLB.JPG

Il classico, grandioso panorama dalla pedana per il parapendio sullo splendido Lago di Vico. Luogo pregno di classicità, questo ampio bacino vulcanico si apre nel cuore dei Monti Cimini, in un’antica caldera, e la leggenda vuole che venga creato da Ercole, adirato dall’arroganza degli abitanti della città che ivi sorgeva.


Torre Alfina, come in una fiaba

Torre Alfina-Scorcio notturno 1b RCRLB.JPG

Uno scorcio notturno del fiabesco Castello di Torre Alfina, che domina uno dei borghi più incantevoli del Lazio, perso in un severo altopiano dell’Alta Tuscia.


Laghetto nella Selva di Paliano

Selva di Paliano-Laghetto, scorcio 1 RCRLB.JPG

Uno scorcio ameno nel laghetto principale della Selva di Paliano, oasi naturalistica fra Paliano e Colleferro.


Sguardo verso l’Isola di Santo Stefano

Isola di Ventotene-Panorama verso l'Isola di S. Stefano 1 RCRLB.JPG

La misteriosa Isola di Santo Stefano con il suo poderoso carcere borbonico – costruito, si dice, con criteri esoterici – vista da Ventotene. Settembre con le sue temperature più miti è perfetto per visitare le isole pontine, non rinunciando al bagno nelle acque cristalline ma potendone apprezzare meglio le bellezze naturalistiche.


Sulle rive del Lago di Posta Fibreno

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Uno degli angoli più meravigliosi della Ciociaria e dell’intero Lazio: il Lago di Posta Fibreno. Questa magnifica e limpidissima risorgenza ai piedi dei Monti Marsicani – nota fin dall’antichità per un’isola galleggiante di torba (la “Rota”) citata anche da Cicerone e da Plinio il Vecchio – ammalia i visitatori sempre più numerosi e gli escursionisti che percorrono i rilassanti sentieri della riserva naturale.


Panorama da San Polo dei Cavalieri

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Il borgo medievale di San Polo dei Cavalieri, sulle pendici dei Monti Lucretili, si affaccia  sulla Valle dell’Aniene verso Tivoli e Roma con un panorama di sorprendente bellezza.


Panorama da Calcata Vecchia

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Suggestivo panorama da Calcata Vecchia sulla selvaggia Valle del Treja, rivestita di boschi di querce e macchia mediterranea. Al centro la collina di Narce, che, nel folto delle selve, cela un antichissimo insediamento falisco.


Velletri-Iscrizione su Porta Napoli

Velletri-Porta Napoli, iscrizione 1 RCRLB

Una storica iscrizione che campeggia sulla monumentale Porta Napoletana (XVI sec.), a Velletri, cosiddetta perché da qui partiva la strada per i confini meridionali dello Stato Pontificio e quindi per Napoli: questa scritta testimonia come entrando nella città da sud si dovesse un tempo pagare un dazio.


Panorama da Circei

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Le coste del Monte Circeo si gettano nel Mar Tirreno, rivestite di profumata macchia mediterranea. Con quest’immagine dal sapore estivo “Itinerari Laziali” va in vacanza e vi augura Buon Ferragosto!


In cima a Rosa Crepante

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Esplorare la misteriosa Selva del Lamone in estate può essere assai difficile per via dell’umidità, del caldo e degli insetti e appare quasi simile all’inoltrarsi in una foresta mesoamericana. Anche se non è certo la stagione più indicata, questo magnifico bosco, posto ai margini settentrionali della Maremma Laziale, offre comunque un ottimo riparo nelle torride giornate di luglio e di agosto. Qui siamo un cima a Rosa Crepante, da cui si apre uno straordinario panorama verso Montalto di Castro: questo sito dal nome curioso altro non è che un grosso ammasso naturale di pietre vulcaniche, il più suggestivo forse fra le varie formazioni geologiche di questo tipo presenti nel Lamone.