Archivi tag: aree protette

Torre Alfina, come in una fiaba

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Uno scorcio notturno del fiabesco Castello di Torre Alfina, che domina uno dei borghi più incantevoli del Lazio, perso in un severo altopiano dell’Alta Tuscia.

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Laghetto nella Selva di Paliano

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Uno scorcio ameno nel laghetto principale della Selva di Paliano, oasi naturalistica fra Paliano e Colleferro.


Sguardo verso l’Isola di Santo Stefano

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La misteriosa Isola di Santo Stefano con il suo poderoso carcere borbonico – costruito, si dice, con criteri esoterici – vista da Ventotene. Settembre con le sue temperature più miti è perfetto per visitare le isole pontine, non rinunciando al bagno nelle acque cristalline ma potendone apprezzare meglio le bellezze naturalistiche.


Sulle rive del Lago di Posta Fibreno

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Uno degli angoli più meravigliosi della Ciociaria e dell’intero Lazio: il Lago di Posta Fibreno. Questa magnifica e limpidissima risorgenza ai piedi dei Monti Marsicani – nota fin dall’antichità per un’isola galleggiante di torba (la “Rota”) citata anche da Cicerone e da Plinio il Vecchio – ammalia i visitatori sempre più numerosi e gli escursionisti che percorrono i rilassanti sentieri della riserva naturale.


Panorama da San Polo dei Cavalieri

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Il borgo medievale di San Polo dei Cavalieri, sulle pendici dei Monti Lucretili, si affaccia  sulla Valle dell’Aniene verso Tivoli e Roma con un panorama di sorprendente bellezza.


Panorama da Calcata Vecchia

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Suggestivo panorama da Calcata Vecchia sulla selvaggia Valle del Treja, rivestita di boschi di querce e macchia mediterranea. Al centro la collina di Narce, che, nel folto delle selve, cela un antichissimo insediamento falisco.


Velletri-Iscrizione su Porta Napoli

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Una storica iscrizione che campeggia sulla monumentale Porta Napoletana (XVI sec.), a Velletri, cosiddetta perché da qui partiva la strada per i confini meridionali dello Stato Pontificio e quindi per Napoli: questa scritta testimonia come entrando nella città da sud si dovesse un tempo pagare un dazio.


Panorama da Circei

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Le coste del Monte Circeo si gettano nel Mar Tirreno, rivestite di profumata macchia mediterranea. Con quest’immagine dal sapore estivo “Itinerari Laziali” va in vacanza e vi augura Buon Ferragosto!


In cima a Rosa Crepante

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Esplorare la misteriosa Selva del Lamone in estate può essere assai difficile per via dell’umidità, del caldo e degli insetti e appare quasi simile all’inoltrarsi in una foresta mesoamericana. Anche se non è certo la stagione più indicata, questo magnifico bosco, posto ai margini settentrionali della Maremma Laziale, offre comunque un ottimo riparo nelle torride giornate di luglio e di agosto. Qui siamo un cima a Rosa Crepante, da cui si apre uno straordinario panorama verso Montalto di Castro: questo sito dal nome curioso altro non è che un grosso ammasso naturale di pietre vulcaniche, il più suggestivo forse fra le varie formazioni geologiche di questo tipo presenti nel Lamone.


Distese ai bordi della Selva del Lamone

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Le incontaminate distese di prati ai bordi della selvaggia Selva del Lamone, nell’omonima riserva naturale. La primavera è la stagione perfetta per visitare questa pregiatissima area protetta, che offre un paesaggio rurale rimasto immutato nel tempo.


Pieve di San Giuliano presso Barbarano

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La suggestiva chiesetta rurale di San Giuliano, di origine romanica e circondata da tombe etrusche, nel Parco Regionale Marturanum: siamo all’interno del Comune di Barbarano Romano (VT), nella Valle del Biedano, vero “cuore” della Maremma Laziale.


Veduta di Sant’Oreste dal Monte Soratte

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La classica veduta di Sant’Oreste dal crinale del Monte Soratte, con lo sfondo delle verdi colline della Bassa Valle del Tevere.


Valle del Sorbo-Cascata dell’Inferno

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L’amena e bucolica Valle del Sorbo, frequentatissima ed amata dai gitanti, oltre il Santuario della Madonna del Sorbo cambia aspetto. Si riveste infatti completamente di boschi e si stringe in un vallone selvaggio, custode di angoli suggestivi e “segreti”: uno di questi è la Cascata dell’Inferno, che scroscia nei pressi della confluenza di un torrente nel Cremera.


Eremo di San Girolamo presso Vetralla

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Il suggestivo Eremo di San Girolamo che si apre d’improvviso nel folto della foresta cimina…


Nel bosco di Oriolo

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Uno scorcio dello splendido bosco misto alle porte di Oriolo Romano, nel Parco Regionale dei laghi di Bracciano e Martignano, che custodisce un importante esempio di faggeta depressa.


Grotte di Palazzolo

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Uno degli antri delle misteriose Grotte di Palazzolo, a poca distanza da Rocca di Papa ed Albano, a balcone sul Lago di Castel Gandolfo. Vicine ad un convento medievale, queste cavità furono utilizzate come miniere di pietra nel periodo romano e medievale ma alcuni studiosi ipotizzano per esse anche la funzione di prigioni in epoche imprecisate. Da sicure fonti storiche è documentata la frequentazione della zona da parte di bande brigantesche nel Sette-Ottocento. In tempi recenti invece questi spechi hanno ospitato, a quanto pare, messe sataniche e altri riti similari: per tale motivo negli ultimi anni l’accesso in auto al piazzale del monastero è stato giustamente vietato, limitando quindi la possibilità di frequentazioni inopportune delle stesse grotte, che rimangono viceversa visitabili con una bellissima e panoramica passeggiata.


Vicolo di Itri

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Un vicolo di un altro paese dal forte fascino mediterraneo, con le sue casette dall’intonaco bianco. Nascosta in una valle interna dei Monti Aurunci ma non lontano dal mare, Itri stupisce per il suo poderoso castello e per le svariate chiesette medievali, presentandosi come uno scrigno segreto di storia, arte e leggende (cfr. “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”). 


Nel borgo di Maranola

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Uno scorcio del piccolo e pittoresco borgo di Maranola, frazione di Formia. Le architetture e le atmosfere sanno ormai di “Sud” e ci troviamo infatti nel colmo del cosiddetto “Lazio Campano”: una zona atipica del Lazio, che, frequentata finora quasi esclusivamente da un turismo balneare “mordi e fuggi”, merita di essere visitata con occhio curioso ed attento.


Monte Viglio d’inverno

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Una solenne veduta invernale del Monte Viglio, cima maggiore dei Simbruini, che con i suoi 2156 metri s. l. m. sovrasta innevato le immense faggete dell’omonimo parco regionale.


Panorama dal Monte Cervia con Collalto Sabino

Collalto Sabino-Veduta dal Monte Cervia RCRLB

Lo stupendo e selvaggio scenario in cui – visibile sulla destra – si inserisce come un gioiello medievale il borgo di Collalto Sabino, nella Valle del Turano, al confine con l’Abruzzo. Questo magnifico paesaggio è godibile dal crinale del Monte Cervia (1431 m.), nella Riserva Naturale dei Monti Cervia-Navegna.