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Le grotte segrete del Fiora

La Valle del Fiora è una delle valli più uniche e spettacolari del Lazio. Non “paradisiaca” come quella del Mignone, ha tuttavia un aspetto misterioso e a tratti minaccioso che affascina e lascia talvolta irretiti. Una delle sue caratteristiche meno note è la presenza di numerose grotte, alcune delle quali abitate in epoca preistorica. Si aprono spesso nelle bancate di travertino, che creano situazioni ambientali stranianti per la zona, vicine a quelle di montagna e non certo alla Tuscia. Ecco nell’immagine una magnifica grotta – nei pressi di Vulci – al cui interno scorre un ruscello formando una serie di vasche naturali di acqua limpidissima. Fuori di essa, una cascata scroscia con fini rivoli simili a capelli sino al Fiume Fiora, che a sua volta si fa largo fra enormi massi. Uno spettacolo sublime che ci rammenta ancora una volta quanto sia straordinaria l’Etruria e in particolare la Maremma Laziale.


Il Sasso segreto

A poca distanza dalla foce del Mignone e ai bordi del prezioso Monumento Naturale La Frasca di Civitavecchia – ma già in territorio di Tarquinia – si nasconde una sorta di “baia segreta”, dominata da un piccolo promontorio roccioso rivestito da macchia mediterranea, noto come “il Sasso”. Oltre questo si allarga un modesto golfo, caratterizzato da spiagge solitarie bordate da dune e pinete che si prolunga sino alla località di Sant’Agostino, ben nota per il suo “miracolo” del 1995. Completa il quadro un grumo di villette moderne che nel complesso appare curiosamente armonico, offrendo un’immagine straniante, quasi fosse un romito villaggio di pescatori di una qualche isola del Sud… Se d’estate questa località è assai affollata, nelle altre stagioni risulta godibilissima, particolarmente al tramonto allorquando regala spettacoli mozzafiato. Di certo uno degli angoli più incantevoli del litorale settentrionale del Lazio, da scoprire con grande rispetto per la delicatezza del luogo.


La Cascata della Paternale

La Cascata della Paternale è il momento culminante dell’avventurosa risalita dell’omonimo fosso, tributario del Fiora, a poca distanza dall’Eremo di Poggio Conte. E’ formata sostanzialmente da due piccoli salti posti su due piani sovrapposti che creano un effetto molto pittoresco. Per saperne di più degli itinerari possibili in questa magnifica zona: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito – vol. 1”.


Nel cuore selvaggio dei Lepini

Ad aprile, lentamente, la vegetazione sui Monti Lepini muta dalla veste invernale a quella primaverile, prima della grande “esplosione” di verde che avverrà ai primi di maggio. Qui ci troviamo in una delle zone più interne, selvagge e misteriose dei Lepini, ossia a metà strada fra il Campo di Segni e il Campo di Montelanico, ove fitte foreste di faggio, acero e quercia lasciano più in basso spazio ai lecci e alla macchia mediterranea.


La Cascata del Salabrone

Nel cuore di una delle aree collinari più selvagge ed intatte del Lazio, a ridosso della Selva del Lamone e a poca distanza da Castro e da Farnese, la splendida Cascata del Salabrone è rimasta a lungo un “luogo segreto”. Segnalata ormai da evidenti cartelli turistici, oggi è invece divenuta meta di scampagnate e persino di bagnanti, che nella stagione estiva amano tuffarsi nel suo limpido laghetto. Ciò nonostante meriterebbe una maggiore valorizzazione, visto che è del tutto assente qualsiasi tipo di manutenzione della zona e di servizio ricettivo: di certo costituisce una meravigliosa scoperta per chi visita questo estremo lembo di Tuscia nord-occidentale in un’atmosfera quasi di “wilderness”.


La Cascata della Ferriera a Castel Cellesi

La Teverina è terra straordinaria, ricchissima di sorprese di ogni tipo. Una di queste è la stupenda Cascata della Ferriera, a valle di Castel Cellesi (Bagnoregio), raggiungibile tramite un facile sentiero, curatissimo dai volontari del luogo e immerso in una natura incontaminata.


Il Faggeto di Allumiere

Lo splendido Faggeto di Allumiere (Monti della Tolfa), importante esempio di “faggeta depressa” ossia ubicata a quote inferiori rispetto all’altitudine media di questa specie vegetale. Nel folto di questa selva si trovano diverse antiche miniere abbandonate che rendono assai affascinante la sua esplorazione.


Atmosfere wild sulla Tolfa

Atmosfere di wilderness sui Monti della Tolfa, su uno dei crinali che scendono dal Monte Tolfaccia, in un brumoso giorno di fine aprile.


L’antico vulcano Cimino

Dalle incontaminate praterie di Marcolino, presso Bomarzo (ai margini della Riserva Naturale di Monte Casoli e del Monumento Naturale di Corviano), si apre una delle più belle viste della Tuscia sui Monti Cimini, che emergono con le loro pronunciate forme vulcaniche. Le ultime luci della giornata marcano i canaloni tra le foreste di faggi e castagni, creando un’atmosfera pittorica che ricorda certi dipinti del Corot nella Campagna Romana.


Rosacrepante

Uno dei luoghi più onirici del Lazio, ossia il cratere lavico di Rosacrepante, caos di pietre vulcaniche che si apre nel cuore della buia e solitaria Selva del Lamone, un tempo rifugio di bande brigantesche.


Buona Pasqua dalla Valle delle Meraviglie

Un’immagine senza tempo e senza bisogno di commenti per augurarvi una buona Pasqua, foriera d’amore, pace e riflessioni. Qui siamo nella magnifica Valle dei Calanchi di Bagnoregio (in procinto di essere dichiarata “patrimonio dell’umanità dall’Unesco) sul crinale della “via delle creste”, aereo percorso che attraversa una parte della vallata regalando scorci mozzafiato. Per saperne di più su Bagnoregio e i suoi dintorni, riguardo agli aspetti più suggestivi si consiglia la nostra guida “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.


Sulle rocce degli Ernici presso Campocatino

Le rocce del crinale di Monti Ernici, nei pressi di Campo Catino.


Il “falso zafferano”

A fine febbraio sui Monti Cimini (qui siamo nella Faggeta del Fogliano) si assiste all’esplosione del Crocus biflorus conosciuto anche come “falso zafferano” (o “zafferano selvatico”). Uno spettacolo da non perdere!


Stradina sul Piano di Cottanello

Il piacevole sentiero che attraversa i “Prati di Sotto”, sui Piani di Cottanello, ove si trova il pittoresco villaggio pastorale abbandonato delle Casette.


Sulle rive del Lago di Ripasottile

L’atmosfera tardo-autunnale sulle rive del Lago di Ripasottile, nella Piana di Rieti.


Cavalli e brume a Pian della Faggeta

I Monti Lepini sono un’isola rurale “antica” circondata da territori in rapida e sconclusionata trasformazione come la Pianura Pontina e la Valle del Sacco. Ne deriva un forte contrasto emozionale per chi dalle città giunge in poche decine di minuti sui solitari altopiani montani (nella fattispecie Pian della Faggeta presso Carpineto), trovando immagini senza tempo come questa…


La Sughereta di Pian dell’Arcione

Sulla strada che collega Tuscania a Montalto di Castro (la SP 4), ma nel Comune di Tarquinia, tramite una piccola deviazione fra immensi campi coltivati è raggiungibile una delle sugherete più belle ed intatte dell’intero Alto Lazio: quella di Pian dell’Arcione. Ciò che sorprende e meraviglia non è solo l’integrità delle cortecce – rara – ma anche la monumentalità del paesaggio boschivo e di molte piante, grandi “patriarchi” che levano le proprie braccia al cielo… Un luogo magnifico e sorprendentemente panoramico (strepitosa la vista sull’iconico Monte Canino) che si apre come per magia nella consueta, bucolica solitudine della Maremma Viterbese.


L’Infernaccio: retrospettiva

Voltarsi e guardare indietro l’Infernaccio dalla forra, mentre si avanza… Uno spettacolo di vera wilderness! Questa valle è uno dei nostri luoghi del cuore nonché uno dei siti più segreti e suggestivi della Tuscia, “pozzo senza fine” in tal senso, come ampiamente descritto nella nostra nuova guida. Di certo, con il suo nome, quest’immagine è perfetta per Halloween…


Nella Valle del Simbrivio

I colori festosi dell’autunno nella Valle del Simbrivio contrastano con l’atmosfera tetra di questi giorni, in cui ombre grigie sembrano allungarsi sulle nostre vite e sulle nostre libertà fondamentali…


Sul Torrente Subissone

Il Torrente Subissone, lungo il Sentiero del Fiore (a valle di Torre Alfina) crea angoli magici dove par quasi di potersi aspettare la comparsa del “piccolo popolo”… Per saperne di più su Torre Alfina: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.