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Laghetto nella Solforata di Pomezia

Solfatara di Pomezia, primo lago 1 RCRLB.JPG

Uno dei laghi della Solforata di Pomezia (detto erroneamente “solfatara”), ai margini meridionali della Riserva Naturale di Decima-Malafede, su Via dei Castelli Romani. Si tratta di un luogo unico nel suo genere, almeno nel Lazio: in tempi antichissimi risorgenze vulcaniche diedero vita ad alcuni specchi d’acqua che da sempre affascinano l’uomo. Il sito fu infatti noto già ai Romani, ai quali ispirò miti e leggende. In tempi recenti la zona venne utilizzata anche come cava. Oggi è uno scenario inquietante e misterioso, reso ancor più straniante per la stretta vicinanza con la città e con le aree industriali di cui costituisce una sorta di improvviso mondo “altro”.

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Sguardo dal Lungotevere

Roma-Scorcio dal Lungotevere 1 RCRLB

Un delizioso scorcio architettonico romano dal Lungotevere…


Roma-Guardando “in su” da Via dei Riari

Roma-Via dei Riari, scorcio 1 RCRLB.JPG

Uno sguardo verso l’alto, in una tranquilla mattinata di gennaio, in direzione delle terrazze dell’orto botanico e del Gianicolo, dalla discreta Via dei Riari a Trastevere, che – fatto poco noto – fu un luogo di ritrovo di grandi artisti ed intellettuali negli anni ’60 del Novecento (Pasolini, Guttuso, Moravia, Carlo Levi, Riccardo Tommasi Ferroni ed altri), negli studi del pittore romano Carlo Quattrucci al n.48. 


Scorcio romano da Ponte Umberto I

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Una classica veduta sul magnifico paesaggio urbano di Roma da Ponte Umberto I.


Roma-Scorcio dal Ponte Sant’Angelo

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Ponte Sant’Angelo è uno dei siti più suggestivi e romantici della Città Eterna. Di origine romana e poi più volte restaurato, assunse le forme odierne con l’intervento del Bernini nel 1669. A lungo segnò il passaggio di supplizi ed orrori: oggi vi aleggiano leggende di fantasmi, in particolare quello di Beatrice Cenci che fu decapitata proprio di fronte a Castel Sant’Angelo l’11 settembre 1599. 


Veduta dell’Isola Tiberina presso Ponte Rotto

Roma-Isola Tiberina, veduta 1 RCRLB

Una bella veduta dell’Isola Tiberina nei pressi di Ponte Rotto: uno degli angoli più suggestivi di Roma, cui sono legati infiniti aneddoti e leggende.


Scorcio romano dal Giardino degli Aranci

Roma-Giardino degli Aranci, panorama 1 RCRLB

Da qualsiasi parte lo si guardi, il centro di Roma offre un paesaggio urbano di rara bellezza. Palazzi nobiliari, torri, cupole e campanili, ruderi romani “sgomitano” in un contesto monumentale straordinario, arricchito dal corso del Fiume Tevere e dalle numerose ville e aree verdi. Le aspre critiche che negli ultimi anni pervengono dai mass media – spesso giuste e puntuali talvolta pretestuose e demenziali – sulla gestione della città sembrano attualmente aver messo in secondo piano la magnificenza di un luogo unico al mondo: oggi parlare male di Roma è di moda ed alcuni lo fanno addirittura con un malcelato gusto. In ogni caso, ad ammirare Roma dall’alto è evidente come il patrimonio urbanistico del centro storico sia rimasto pressoché immutato dal dopoguerra ad oggi: esso infatti non ha paragoni al mondo per integrità, se relazioniamo la nostra Capitale alle altre città della stessa ampiezza. A Roma – diversamente dalla maggior parte delle altre metropoli europee – non vediamo fortunatamente grattacieli o costruzioni moderne impattanti che spiccano fra gli edifici artistici e i monumenti: tutto ciò è frutto di una tradizione civilistica e conservazionistica assai radicata ma di cui si parla sempre troppo poco, poiché è “politicamente scorretto” dare qualche merito alla “società romana”. O meglio: i mass media, pilotati quasi sempre dai poteri forti dell’edilizia e dell’industria, non amano questa cultura della conservazione, che bocciano come “immobilismo”. Intanto noi ci godiamo questa “Grande Bellezza” auspicando che tutti gli amministratori presenti e futuri la sappiano salvaguardare, valorizzare e “comunicare” in quanto bene indiscutibile “dell’Umanità” e vanto del nostro Paese.


Buon Natale da Roma

Roma-Gianicolo, panorama al tramonto 5 RCRLB

“Itinerari Laziali” vi augura Buon Natale con questa vista immortale su Roma in un fascinoso tramonto invernale puntinato dagli immancabili storni.


Roma-Fontana del Pantheon

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Progettata nel 1575 da Giacomo della Porta (e ristrutturata nel Settecento da Filippo Barigioni con l’aggiunta dell’obelisco egizio), la magnifica, rinascimentale Fontana del Pantheon impreziosisce lo spazio urbano già eccezionale di Piazza della Rotonda (o “Rotonna” in dialetto).


Ponte Rotto a Roma

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Un magnifico incrocio di architetture sul Tevere a Roma, nei pressi di Ponte Rotto (o Ponte Emilio). Costruito nei pressi dell’Isola Tiberina, fu il primo ponte in muratura dell’Urbe. Fu colpito da numerose piene e crollò più volte in diverse epoche: venne ricostruito due volte nel XVI secolo sino al definitivo crollo nel 1598 che ne decretò lo stato di rudere in cui possiamo ammirarlo tutt’oggi. In primo piano lo stemma di Gregorio XIII Boncompagni che lo fece riedificare per il Giubileo del 1575. 


Campagna presso Settevene

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La magnifica ed enigmatica campagna in località Settevene, sulla strada fra la Cassia e Trevignano Romano. Appare straordinario che ancora nel 2017 ci siano paesaggi così incontaminati a mezz’ora dal GRA di Roma: eppure questa è la magia del territorio subito a nord della Capitale, un patrimonio immenso da tutelare e far conoscere di più. 


Esplosione di primavera sull’Appia Antica

Roma-Appia Antica, paesaggio presso S. Callisto 2 RCRLB

L’inverno se n’è andato e la primavera esplode sui campi che costeggiano l’Appia Antica, presso le Catacombe di San Callisto a Roma.


Roma-Crepuscolo dal Gianicolo

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Torniamo spesso a descrivere i panorami dal Gianicolo per la loro straordinaria bellezza e poesia. Roma appare da qui come una favolosa distesa di monumenti, torri, cupole e campanili, formando un complesso di imponente splendore artistico ed urbanistico. Sullo sfondo si innalzano i contrafforti del preappennino laziale e più oltre quelli dell’Appennino Centrale, con molte cime innevate d’inverno.


Roma-Luci mattutine in Via della Reginella

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Le luci di un mattino d’inverno filtrano in Via della Reginella, il vicolo che collega la splendida Piazza Mattei al Ghetto. Siamo in una delle zone più belle e suggestive di Roma, in cui il tempo pare essersi fermato.


La “Giornata del Cammino Possibile” 2016

Domenica scorsa, 9 ottobre, abbiamo partecipato su invito dell’amico Luigi Plos alla manifestazione “Cammino Possibile”, organizzata dalla FederTrek con il patrocinio della Regione Lazio e del Comune di Roma. L’obiettivo di questa splendida iniziativa, che si ripete ogni anno con crescente successo, era quello di avvicinare alla natura il più ampio numero di persone (fra cui anche disabili, anziani e bambini) e allo stesso tempo quello di promuovere la “cultura del camminare”. Camminare è infatti un “gesto” tanto semplice e naturale quanto sempre più raro nelle nostre congestionate città e nella vita contemporanea che spinge sempre più a restare al chiuso (casa, ufficio, automobile, centro commerciale, ecc…).

E’ stato dunque proposto un facile anello nella Valle del Fosso dell’Acquaforte a poca distanza dalla periferia di Castelnuovo di Porto e dalla Flaminia, lungo i confini orientali del Parco Regionale di Veio. Si tratta di uno scenario dagli spazi sorprendentemente vasti e selvaggi, a tratti idilliaco, che preannuncia la Tuscia “classica” e che ricorda i dipinti dei vedutisti sette-ottocenteschi della Campagna Romana: un paesaggio ancora poco conosciuto nonostante l’estrema vicinanza con Roma, di cui, sui punti più panoramici del percorso, guardando verso sud, si intravedono già i primi palazzi all’orizzonte. Luigi Plos, nell’ambito del suo straordinario lavoro di ricerca e di riscoperta del territorio intorno alla Capitale (che ha dato alla luce l’imperdibile e-book “Luoghi segreti a due passi da Roma”), ha dedicato ampio spazio a questa zona in virtù del suo notevole valore archeologico ed ambientale (cascate, grotte, siti storici di epoca etrusca e medievale) e perciò, come membro della FederTrek, ha proposto tale meta per la “Giornata del Camminare 2016”

Riportiamo qui di seguito alcune immagini che da un lato testimoniano la grande partecipazione all’evento nonostante le previsioni meteo incerte, e dall’altro la bellezza dell’itinerario percorso, con l’invito ai nostri lettori ad informarsi delle prossime gite organizzate dalla FederTrek.

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Loggia del Palazzo dei Cavalieri di Rodi a Roma

Roma-Palazzo dei Cavalieri di Rodi, loggia RCRLB

L’elegante loggia quattrocentesca del Palazzo dei Cavalieri di Rodi a Roma, e sullo sfondo la Torre delle Milizie. Suggestive sovrapposizioni medievali e rinascimentali nello scenario unico del Foro di Traiano.


Villa Catena presso Poli

Villa Catena-Veduta 2 RCRLB

Uno scorcio dell’elegante, cinquecentesca Villa Catena, appena emergente dalla fitta vegetazione che ormai sta ricoprendo il sito. Si tratta di una delle ville abbandonate più misteriose del Lazio, risalente al Seicento e soggetto di alcuni dipinti all’epoca del Grand Tour che la resero celebre fra i vedutisti di tutta Europa. Siamo nell’Agro Polense, un territorio ricco di fascino storico, artistico e paesaggistico a pochi chilometri dalla Capitale.


Fontana del Mascherone di Santa Sabina a Roma

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Situata di fronte alla Basilica di Santa Sabina, la pittoresca Fontana del Mascherone venne realizzata intorno al 1593 su progetto di Giacomo della Porta: originariamente si trovava nell’area del Foro Romano, allora denominato “Campo Vaccino” poiché vi pascolavano i bovini. Egli riutilizzò un’antica vasca di granito circolare e fece arricchire la composizione con una maschera scolpita dal noto artigiano Bassi. La fontana venne più volte smembrata e collocata in diversi punti della città fino alla definitiva sistemazione sull’Aventino nel 1936, addossata al muro della Rocca Savella.


Il Lazio, la “terra dei laghi”

Il Lazio non è certo conosciuto come una “terra di laghi”. Ciò rappresenta un vero e proprio paradosso in quanto la grande varietà e quantità di specchi d’acqua presenti in questo territorio le fa tenere un primato nazionale: si spazia dai laghi costieri a quelli vulcanici, dai bacini artificiali ai laghi glaciali, da quelli sorgivi e carsici a quelli palustri e residuali. Ogni lago è circondato da un paesaggio a sé, dalle caratteristiche ben precise che meritano di essere preservate, conosciute ed apprezzate, in quanto, al di là del fattore-acqua in sé, si tratta di ambienti tanto belli quanto delicati, ricchi non solo dal punto di vista della flora e della fauna ma anche sotto l’aspetto storico, culturale, agricolo.

Il Lago Albano, uno dei più famosi del Lazio

Il Lago Albano, uno dei più famosi del Lazio

Nei pressi o direttamente sulle sponde di questi laghi si trovano infatti coltivazioni di tipo tradizionale nonché borghi e siti archeologici, a testimoniare naturalmente che gli insediamenti vicini alle risorse idriche si perdono nella memoria dei tempi. E non può essere un caso se la civiltà di Roma (ma anche quella etrusca) nacque proprio in una terra così colma di riserve d’acqua, sia fluviali che lacustri.

Il Lago di Bolsena con l'Isola Bisentina

Il Lago di Bolsena con l’Isola Bisentina

Anche intorno ai laghi artificiali – che oggi offrono scenari inediti e favolistici -, sorti da quelli che un tempo furono dei fiumi, troviamo i segni di una storia vetusta.

Lago del Turano, panorama da Antuni

Lago del Turano, panorama da Antuni

Iniziamo proprio dai bacini realizzati a scopo idroelettrico. Da ovunque si provenga, i laghi del Salto e del Turano, nel Reatino, offrono delle vedute inconsuete ed inaspettate che si lasciano scoprire man mano che le sinuose strade si fanno largo fra boschi fittissimi e scorci rocciosi. Abitati che ci raccontano degli incastellamenti alto-medievali per poi aprirsi in queste grandi distese d’acqua che con le loro continue ramificazioni rimandano ai fiordi del Nord-Europa, mentre i castelli e le rocche in rovina che ogni tanto fanno la loro comparsa ricordano certi paesaggi scozzesi.

Castel di Tora-Panorama verso Antuni

Castel di Tora, panorama sul Lago del Turano ed Antuni

Lago del Turano-Paesaggio

Il Lago del Turano visto da Colle di Tora

Lago del Salto-Diga della centrale idroelettrica

Lago del Salto, diga della centrale idroelettrica

Lago del Salto-Panorama dalla diga

Lago del Salto, panorama crepuscolare dalla diga

Rocca Vittiana-Panorama sul Lago del Salto

Panorama sul Lago del Salto da Rocca Vittiana

Poggio Poponesco-Panorama sulla Valle del Salto

La Valle del Salto dalla Rocca di Poggio Poponesco

L’ultimo della “famiglia”, fra quelli reatini, lo Scandarello, emerge nella più distesa conca di Amatrice e dona una vista assai suggestiva della catena della Laga. Pochi chilometri a nord di Roma, in una delle prime riserve naturali del Lazio, si allarga il bacino di Nazzano, considerato come un “lago”, ma che è in realtà un’ampia ansa del Tevere sbarrata da una diga. Scendendo poi verso sud, in Ciociaria, nella grande piana del Liri, troviamo il Lago di San Giovanni Incarico, circondato da fertili campi coltivati. Al confine col Molise inoltre il Lago di Cardito si apre fra montagne maestose.

Lago di Scandarello-Veduta dalla Salaria

Veduta del Lago di Scandarello dalla Via Salaria

Lago di Nazzano

Lago di Nazzano

Passando ai laghi carsici, essi si presentano nelle più diverse forme e dimensioni, a seconda dell’altitudine e della morfologia del territorio. Il più esteso è senza dubbio il Lago di Canterno, a poca distanza da Fiuggi, pittoresco per l’effetto dato dai Monti Ernici che, soprattutto al tramonto, vi si specchiano con le loro alte cime rosate e coperte di neve d’inverno.

Lago di Canterno-Scorcio dalla rive

Il Lago di Canterno con la Rotonaria

Il Lago di Canterno è anche noto per il fatto di cambiare sensibilmente forma e grandezza nel corso degli anni, ciò che lo fa definire come un “lago fantasma”.

Lago di Canterno

Lago di Canterno

Lago di Canterno

Lago di Canterno

Lago di Canterno-Scorcio

Pescatore sul Lago di Canterno

Lago di Canterno visto da Trivigliano

Lago di Canterno visto da Trivigliano

Più defilati ma ancor più affascinanti i laghetti che punteggiano i grandi altopiani del Cicolano, a monte del già citato Lago del Salto: ossia i laghi di Rascino, Petrella, Aquilente, Cornino che formano uno dei complessi ambientali più straordinari del Lazio. Non lontano, lo sperduto Lago della Duchessa, amatissimo dagli escursionisti, costituisce un unicum nella regione: forse residuo di un remoto ghiacciaio, sorge in una spettacolare conca rocciosa dall’aspetto ostico e selvaggio dove è facile avvistare grifoni in volo.

Lago di Rascino

Lago di Rascino

Lago di Rascino-Masseria

Antico casale nei pressi del Lago di Rascino

Lago della Duchessa-Grifone in volo

Grifone in volo sul Lago della Duchessa

Ancora nel Reatino troviamo altri tesori naturalistici. La boscosa Val Velina è punteggiata da numerosi bacini di piccole dimensioni: i più importanti sono il Lago di Cotilia, caratterizzato da acque solfuree (c’è una stazione termale), e quello di Paterno, che occupa una dolina ed è impreziosito dai ruderi di una villa romana.

Lago di Paterno

Lago di Paterno

Sorgenti di Cotilia

Sorgenti di Cotilia

Più a nord, al confine con la Provincia di Perugia, fra i Sibillini e la Laga, troviamo infine i Pantani di Accumoli, piccoli specchi d’acqua che impreziosicono immense praterie. Fra i Monti Ausoni e il Mar Tirreno, in Provincia di Latina, solo di sfuggita dalla Via Flacca si nota il Lago di San Puoto, legato ad una leggenda di una città perduta sommersa. In un contesto completamente diverso, nel cuore dei verdi Monti Lucretili, i due graziosi Lagustelli di Percile (Fraturno e Marraone), sono meta di rilassanti gite. Camminando invece sulle cime carsiche dell’anti-Appennino e del pre-Appennino (in particolare sui Monti Lepini) è facile imbattersi nei tanti volubri che nonostante le modeste dimensioni costituiscono degli habitat ricchissimi per rettili, anfibi e insetti rari.

Campo di Segni

Laghetto sul Campo di Segni

Quasi sempre di natura sostanzialmente carsica, i laghi sorgivi sono sicuramente una delle più belle sorprese del Lazio. Molto differenti fra loro, confermano la straordinaria ricchezza d’acqua della regione. Si passa dall’ameno Lago di Giulianello, risorgenza vulcanica ai piedi dei Colli Albani, alle magnifiche sorgenti di Ninfa e Posta Fibreno: sul primo si adagiano le famose rovine di una città medievale, formando un quadro di romantica bellezza; il secondo è celebre fin dall’antichità per un’isola galleggiante citata da Cicerone (la “rota”) ed oggi è particolarmente apprezzato per le acque incredibilmente limpide e per l’atmosfera di grande relax; è navigato da un tipo di semplice imbarcazione detta “naue”. Indimenticabile il panorama dall’omonimo paese di Posta Fibreno.

Lago di Giulianello

Lago di Giulianello

Laghetto di Ninfa con il Castello Caetani

Laghetto di Ninfa con il Castello Caetani

Lago di Posta Fibreno-Veduta da Posta Fibreno

Il Lago di Posta Fibreno visto dall’omonimo paese

Lago di Posta Fibreno-Isola galleggiante

L’Isola galleggiante sul Lago di Posta Fibreno

Lago di Posta Fibreno-Naue al crepuscolo

Lago di Posta Fibreno, una “naue” al crepuscolo

Riflessi al tramonto sul Lago di Posta Fibreno

Riflessi al tramonto sul Lago di Posta Fibreno

Limpidezza delle acque del Fibreno

Limpidezza delle acque del Fibreno

Lago di Posta Fibreno, vegetazione ripariale

Lago di Posta Fibreno, vegetazione ripariale

La Conca di Rieti, oltre ad offrire un paesaggio rurale fra i più intatti della regione, è sempre stata generosa d’acqua in quanto attraversata dal Fiume Velino, rifornito da imponenti sorgenti. Fino a non molti decenni fa la piana era soggetta ad alluvioni finché gli ultimi interventi in epoca fascista non conclusero una lunga serie di opere di bonifica iniziate peraltro con decisione sin dagli antichi Romani, che prosciugarono il Lacus Velinus, dando vita, com’è noto, alla celebre Cascata delle Marmore. Residui di questo antico bacino sono i tre laghi palustri di Ventina, Lungo e Ripasottile, che oggi è possibile visitare facilmente grazie ad una rete di sentieri naturalistici e piste ciclabili.

Lago di Ripasottile

Lago di Ripasottile

Lago di Ventina

Lago di Ventina

Lago di Ventina-Ninfee

Lago di Ventina, ninfee

Laghi Lungo e Ripasottile da Rivodutri

Laghi Lungo e Ripasottile da Rivodutri

Tornando al Basso Lazio, possiamo ammirare una lunga serie di laghi costieri: più a nord troviamo quelli compresi nel Parco Nazionale del Circeo (di Fogliano, dei Monaci, di Caprolace, di Paola) che offrono vedute immagini senza tempo con paludi, bovini al pascolo e scorci mozzafiato sui Monti Lepini, sulle splendide dune e sul promontorio del Circeo. Nel loro entroterra numerosi altri specchi d’acqua potrebbero essere annoverati come i residui delle Paludi Pontine ma finora purtroppo quasi mai sono stati resi noti ed accessibili (Laghetto Granieri, Laghi del Vescovo, laghi di Mazzocchio e San Carlo, ecc…). Spostandoci nel Sud Pontino, il frastagliato Lago di Fondi è il fulcro di una vasta produzione ortofrutticola e da qualche anno è divenuto un’area protetta. Ancora più a mezzogiorno, verso Sperlonga (e dirimpetto al già citato Lago di San Puoto), è il semisconosciuto Lago Lungo da cui si ha una vista insolita e stupenda del Circeo che da qui appare come un’isola.

Lago di Fondi

Lago di Fondi

Il Lago di Paola con lo sfondo del Circeo

Il Lago di Paola con lo sfondo del Circeo

Il Lago di Paola visto dal Circeo

Il Lago di Paola visto dal Circeo

Infine i laghi vulcanici, la vera peculiarità del Lazio, che detiene in questo caso un primato addirittura europeo. Sono quattro i complessi vulcanici nella regione: Laziale, Sabatino, Cimino-Vicano, Volsino, ognuno dei quali ha dato luogo ad un certo numero di laghi.

Lago Albano, veduta da Via dei Laghi

Il Lago Albano dalla Via dei Laghi, scorcio celebre nei dipinti del Grand Tour

Lago Albano-Tramonto

Tramonto sul Lago Albano

Lago di Nemi-Scorcio presso Nemi

Un altro scorcio più volte rappresentato nei dipinti: il Lago di Nemi dalla passeggiata verso Genzano

Lago di Nemi, tramonto su Genzano

Lago di Nemi, tramonto su Genzano

Lago di Nemi, scorcio delle rive da Nemi

Lago di Nemi, scorcio delle rive da Nemi

Lago di Nemi, veduta da Genzano

Lago di Nemi, veduta da Genzano

Mentre i laghi dei Colli Albani, cioè quelli di Castel Gandolfo e Nemi, presentano un paesaggio per lo più boscoso e in alcuni punti aspro, la maggior parte dei laghi dell’Alto Lazio mostrano invece un territorio caratterizzato anche da ampie e dolci colline coltivate o lasciate al pascolo: è il caso dei laghi di Bolsena e Bracciano e dei più piccoli, ma incantevoli, bacini di Martignano, Monterosi, Mezzano. Costituisce una sorta di “via di mezzo” fra le due tipologie citate lo splendido Lago di Vico, nel cuore dei Monti Cimini, protagonista di vaste coltivazioni di nocciole.

Alba sul Lago di Bolsena

Alba sul Lago di Bolsena

Lago di Bolsena, tramonto dal lungolago di Marta

Lago di Bolsena, tramonto dal lungolago di Marta

Lago di Bolsena, tramonto dal lungolago di Bolsena

Lago di Bolsena, tramonto dal lungolago di Bolsena

Lago di Bolsena, crepuscolo presso Marta

Lago di Bolsena, crepuscolo presso Marta

Lago di Bolsena-Scorcio con rete

Rete di pescatori a Bolsena

Lago di Bolsena-Pescatore in partenza RCRLB

Pescatore in partenza

Lago di Bolsena, gabbiano in acqua a Marta

Lago di Bolsena, gabbiano in acqua a Marta

Lago di Bolsena-Tramonto sull'Isola Bisentina

Lago di Bolsena, tramonto verso l’Isola Bisentina

Lago di Bolsena, veduta da Montefiascone

Lago di Bolsena, veduta da Montefiascone

I laghi vulcanici del Lazio sono quelli che più sono stati interessati da un’antica civilizzazione: resti latini, romani ed etruschi ne fanno un patrimonio archeologico immenso. Nel corso del Rinascimento, queste zone videro il proliferare di ville, giardini e residenze nobiliari.

Lago di Vico

Lago di Vico

Lago di Vico

Lago di Vico

Lago di Vico-Veduta

Il Lago di Vico visto dalla pedana per il parapendio nei pressi di San Martino al Cimino

Celebri sono le ville dei Castelli Romani, soprattutto intorno a Frascati; non meno fulgida, ed oggetto di rinnovato interesse, l’epoca delle signorie dei Farnese, degli Orsini e dei Lante-Della Rovere che hanno lasciato eccezionali testimonianze artistiche intorno ai laghi di Bracciano, Vico e Bolsena.

Lago di Bracciano

Lago di Bracciano

Lago di Bracciano, tramonto presso Anguillara

Lago di Bracciano, tramonto presso Anguillara

Lago di Bracciano, scorcio da Trevignano

Lago di Bracciano, scorcio da Trevignano

Un’ultima chicca sono i “laghi di confine”, vera curiosità per gli appassionati di geografia. Parliamo sostanzialmente di due laghi principali: il Lago di Alviano e Lago di San Casciano de’ Bagni, entrambi artificiali, “in condominio” rispettivamente con l’Umbria (Provincia di Terni) e con la Toscana (Provincia di Siena). Si tratta di luoghi meravigliosi per il dolcissimo paesaggio collinare: rientrano nella regione Lazio rispettivamente le loro rive occidentali e meridionali.

Lago di Alviano-Scorcio

Lago di Alviano

Lago di Alviano

Lago di Alviano

Lago di Alviano

Lago di Alviano

Lago di San Casciano de' Bagni

Lago di San Casciano de’ Bagni

Concludiamo così questo viaggio attraverso i laghi del Lazio, con la speranza di aver fatto conoscere meglio quest’infinita ricchezza ambientale e culturale di cui si parla ancora poco. Per approfondimenti sui misteri, le tradizioni, le leggende che avvolgono i laghi del Lazio si rimanda alle nostre guide “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito” e “I Castelli perduti del Lazio e i loro segreti”.


Veduta di Anguillara Sabazia

Anguillara-Veduta 2 RCRLB

La classica veduta del borgo di Anguillara Sabazia, dal suo bellissimo lungolago. La cittadina vanta antiche origini romane (ma la zona era frequentata già dagli Etruschi) e fu poi feudo conteso nel Medioevo. Nella foto, le sue rustiche case si specchiano sulle limpide acque del Lago di Bracciano in una tiepida serata primaverile.