Archivi tag: romanico

Abbazia di Valvisciolo, facciata

Abbazia di  Valvisciolo-Facciata 1 RCRLB.jpg

La semplice ed elegante facciata romanica dell’Abbazia cistercense di Valvisciolo, situata nei pressi di luoghi importanti come Ninfa, Bassiano, Norba e Sermoneta, alle pendici dei Monti Lepini. Impreziosito da un magnifico chiostro, il monumento, di antichissima origine, custodisce un rarissimo esempio di “Sator circolare” oltre che innumerevoli altri esempi di “iconologia magica”. Sull’abbazia aleggiano curiose leggende legate ai Templari (per saperne di più: “Lazio, i luoghi del mistero e dell’insolito”). 

Annunci

Ronciglione-Campanile romanico di Sant’Andrea

Ronciglione-Chiesa di S. Andrea, campanile 1 RCRLB.JPG

Il suggestivo campanile romanico della Chiesa di Sant’Andrea (XII sec.) a Ronciglione, bella cittadina alle pendici dei Monti Cimini.


Tarquinia-Chiesa di Santa Maria di Castello

Tarquinia-Chiesa di S. Maria di Castello, veduta 1 RCRLB

La stupenda Chiesa di Santa Maria di Castello, gioiello romanico di Tarquinia, vista dalla Torre di Matilde di Canossa. Siamo nella Maremma Viterbese, a marzo, e i colori della primavera iniziano ad affacciarsi sulle colline etrusche. Un momento perfetto per visitare questa cittadina d’arte con i suoi tesori architettonici ancora poco conosciuti.


Ronciglione-Scorcio con il campanile della Provvidenza

Ronciglione-Chiesa di S. Maria della Provvidenza RCRLB

La suggestiva salita a Via Borgo di Sopra con lo slanciato campanile romanico della Chiesa di Santa Maria della Provvidenza a Ronciglione. Si tratta di uno degli scorci più caratteristici di questa pittoresca cittadina dei Monti Cimini, assai composita nella sua forma urbanistica per l’alternarsi di zone medievali e altre rinascimentali o barocche.


Campanile di San Silvestro a Orte

Orte-Chiesa di S. Silvestro, particolare 1 RCRLB

Un particolare dello splendido campanile romanico di San Silvestro ad Orte, che ha la peculiarità di essere inclinato. La chiesa, risalente al XII secolo e situata in una pittoresca piazzetta, ospita il Museo Diocesano d’arte sacra. 


Anagni, la città dello “Schiaffo”

Anagni, situata in Provincia di Frosinone, è una delle più importanti e pittoresche città d’arte della Ciociaria, di cui appare come una sorta di “porta settentrionale”. Adagiata sopra un dolce colle, a 470 mt s. l. m., l’abitato è ancora circondato a tratti da un dolce paesaggio rurale, segnato dal corso del fiume Sacco, cui fanno da sfondo i Monti Lepini e le prime propaggini dei Monti Ernici.

Anagni-Lampione e campagna

L’antica Anagnia fu capitale “sacra” degli Ernici, popolazione che in epoca pre-romana abitava i monti omonimi e la Valle del Sacco. Più tardi aderì alla Lega Latina, seguendone le drammatiche sorti: sconfitta nel 306 a.C. dai Romani, Anagni perse la propria indipendenza e divenne Municipio dell’Urbe. Più tardi, forse per la dolcezza del suo clima, fu scelta come residenza estiva da alcuni imperatori, quali Marco Aurelio, Commodo e Caracalla. Testimonianza del periodo romano sono le grandi volte degli “Arcazzi” e notevoli resti della cinta muraria, in opera quadrata (opus quadratum) di tipo serviano, oltre che alcune epigrafi ed iscrizioni. Dopo essere passata ai Bizantini di Ravenna, nell’VIII secolo la città entrò a far parte dei domini della Chiesa: il Papato, da allora, avrebbe intessuto rapporti privilegiati con Anagni, dove si sarebbe rifugiato durante le lotte contro il Comune romano, prima, e contro l’Impero, poi. Sotto l’egida pontificia, la comunità ernica godette dunque di una certa rinascita economica, in particolare attorno all’XI secolo, grazie all’opera del Vescovo Pietro di Salerno.

Anagni-Panorama

Ma furono i secoli XII, XIII e XIV a segnare indelebilmente la storia della città. Molti, infatti, furono in questo periodo i pontefici nativi di Anagni: accanto a Innocenzo III, Gregorio IX e Alessandro IV, è del resto indispensabile menzionare Bonifacio VIII, il papa nepotista contro cui inveì nella “Commedia” lo stesso Dante Alighieri, divenuto, nella storiografia tradizionale, un simbolo di malcostume e di malgoverno.

Anagni-Piazza Innocenzo III, bifora RCRLB

Nel 1303, dopo aver scomunicato l’intraprendente Re di Francia in una Bolla con cui egli ribadiva la supremazia papale (la Bolla “Unam Sanctam”), Bonifacio subì l’affronto di essere arrestato (e, secondo la leggenda, percosso) nella sua stessa patria dai francesi guidati da Guglielmo di Nogaret (rappresentante di Filippo il Bello) e dal rivale e nemico di famiglia Sciarra Colonna, desideroso di porre fine allo strapotere dei Caetani nelle lande a sud di Roma: un episodio, questo, che divenne celebre e fu ricordato come lo “Schiaffo di Anagni”. E proprio alla vicenda dello “Schiaffo” si ricollega il monumento più celebre di Anagni, ossia l’essenziale ma elegante Palazzo dei Papi (o Palazzo di Bonifacio VIII), sorto in forme gotiche nei primi decenni del XIII sec. (quale residenza baronale della famiglia Conti): proprio qui, nella “Sala delle Scacchiere”, avvenne lo “Schiaffo”. O quello che storicamente viene meglio definito l’”Oltraggio”. Le sale del Palazzo, visitabili, offrono una discreta documentazione del passato di cui esso fu protagonista (occorre peraltro ricordare che nel 1230 papa Gregorio IX vi ospitò Federico II di Svevia), con un sobrio allestimento degli interni che valorizza in primo luogo gli affreschi (sempre duecenteschi) rimasti sopravvissuti, tra cui spicca quello, bellissimo, che dà il nome alla “Sala delle Oche”. In seguito alla morte di Bonifacio VIII, e poi al declino del Papato in Italia nel periodo avignonese, Anagni visse una profonda crisi: venendo meno la tutela politica della Curia ed i commerci legati alla sua stessa presenza, la città subì un forte spopolamento e cadde nell’ambito di feroci contese tra le famiglie feudali laziali.

Anagni-Scorcio

Ad ogni modo, i due secoli precedenti avevano già indelebilmente conformato il tessuto urbano e le emergenze monumentali. Ai secoli XII e XIII, infatti, risale quello che può essere senza dubbio definito il “vanto artistico” di Anagni, vale a dire la Cattedrale di Santa Maria, sorta nell’area dell’antica acropoli ernica e sui resti di un tempio dedicato alla dea Cerere, e la cui abside, situata nella suggestiva Piazza Innocenzo III (dove si possono ammirare altri edifici di epoca basso-medievale), rappresenta un capolavoro d’architettura romanica.

Anagni-Piazza Innocenzo III, scorcio

Non è pertanto un caso se la bellezza della struttura esterna della Chiesa (arricchita dalla caratteristica “Loggia di Bonifacio Benedicente”, aggiunta nel Trecento) è utilizzata in estate quale nobile scenografia di un evento artistico di grande successo, quale il prestigioso “Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale”. Anche l’alto campanile, ornato di bifore e trifore, costituisce un simbolo della cittadina. Esso si erge staccato in posizione frontale a pochi metri dall’austera facciata della cattedrale, contraddistinta da uno stile romanico-campano tipico del Basso Lazio, sebbene qui eccezionalmente movimentato da influssi lombardi.

Anagni-Duomo,  campanile dal basso

Non minore il valore dell’interno della chiesa, il quale, benché più volte rimaneggiato, rievoca l’antico abito grazie alle volte gotiche, alle colonne (che separano le tre navate longitudinali), al ciborio romanico, al pavimento cosmatesco e, soprattutto, alla  stupenda cripta. La Cripta di San Magno, infatti, è da annoverare come l’ennesimo capolavoro del medioevo anagnino, tant’è che essa, magnificamente coperta di affreschi di impronta ermetica raffiguranti vari argomenti biblici (tra cui la Genesi e il Giudizio Universale), è stata a ragione definita la “Cappella Sistina del Duecento”: il fascino del luogo e la bellezza degli affreschi (risalenti al XIII sec. e di autore ignoto) non sono facilmente descrivibili al Lettore, ma basti pensare che si tratta del maggiore esempio di questo tipo di architettura sacra nel Lazio, e probabilmente non solo. Annesso al complesso di Santa Maria è poi l’interessante Museo del Tesoro, che conserva, tra l’altro, un “Reliquiario” di S. Tommaso.

Anagni-Duomo di S. Maria, scorcio laterale

Occorre infine ricordare che la Cattedrale fu teatro di eventi storici di grande rilevanza: dal suo altare, il 24 marzo 1160, Alessandro III scomunicò l’imperatore Federico Barbarossa e sempre qui più tardi, sotto il pontificato di Alessandro IV, fu ricomposta la annosa disputa tra i Regolari e i Secolari.

Anagni-Piazza Innocenzo III, scorcio

In Anagni, sempre relativamente all’epoca medievale, considerevole valenza architettonica va tuttavia conferita pure allo splendido Palazzo Comunale, costruito nel 1159-60 su progetto di Jacopo da Iseo (ma più tardi rinnovato in forme goticheggianti), che presenta una pittoresca serie di arcate sorreggenti l’ampia “Sala della Ragione”, in cui si riunivano i rappresentanti della città.

Anagni-Palazzo Comunale

Tale specie di porticato premetteva peraltro l’accesso alla retrostante Piazza Comunale, ove aveva luogo il mercato e l’amministrazione della Giustizia. Da notare l’elegante “Loggetta del Banditore”, aggiunta nel XV sec., e la presenza di alcuni stemmi nobiliari e comunali anagnini che abbelliscono quella che è la facciata del Palazzo. Fra gli altri monumenti medievali sono peraltro da ricordare la cosiddetta “Casa pendente”, singolare casa-torre nei pressi del Comune, le due chiese duecentesche (ma successivamente rimaneggiate) di Santa Balbina e di Sant’Agostino, la chiesa di San Pietro in Vineis (posta poco fuori dell’abitato e con affreschi all’interno) e non ultima la chiesa di Sant’Andrea, che, sottoposta ad un rifacimento tardo-barocco, conserva il campanile romanico, l’importante “Trittico del Santo Salvatore” del XIII secolo e la cripta.

Anagni-Duomo, sottopassaggio

Merita poi particolare attenzione la Casa Barnekow, edificio considerato a lungo duecentesco ma molto più probabilmente rinascimentale: la casa, che rappresenta un importante esempio dell’architettura civile anagnina, prende il nome da quello del nobile svedese Alberto Barnekov, il quale l’acquistò nel corso dell’Ottocento, arricchendola personalmente con singolari epigrafi ed affreschi di argomento esoterico e mistico (per saperne di più: “Lazio, i luoghi del mistero e dell’insolito“). Infine, occorre menzionare alcune porte, rimaneggiate a più riprese, che aprono il circuito delle mura cittadine (queste a tratti ancora ben conservate, con cospicue tracce romane): la Porta di S. Maria, la Porta di Tufoli e la Porta Cerere.

Anagni-Vicolo

Oggi Anagni è sempre più meta di un turismo culturale ed ambientale che vi giunge per ammirare gli splendidi e famosi monumenti medievali, spesso attratto anche da eventi periodici di alta qualità, come la “Sfilata delle contrade” in costume medioevale in onore di San Magno, ed il già citato “Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale”.