Scorcio di Alvito

Le case di Alvito, splendido borgo della Val di Comino caratterizzato dalla successione di agglomerati posti a diverse altitudini: nella parte più alta la frazione di Castello, che ospita l’antica fortezza dei Cantelmo. Per saperne di più. “I castelli perduti del Lazio… e i loro segreti”.


Montefiascone al crepuscolo, da Monte Orsone

Una romantica veduta crepuscolare di Montefiascone dai verdi e incontaminati pascoli di Monte Orsone, affascinante località situata su Via Capobianco, nei pressi della cittadina, ad oltre 500 metri s.l.m..


Una perla di saggezza a Sant’Angelo

Girovagando fra gli ormai affollati murales di Sant’Angelo di Roccalvecce, ci ha colpito questo dettaglio: un pensiero profondo che una mano gentile ha voluto porre su una rosa. Quanta verità in queste parole! E quanto attuali, in un momento in cui la Tuscia rischia di essere travolta e distrutta da una valanga di scandalosi impianti energetici, autorizzati dalla Regione in favore esclusivamente delle lobby industriali e a sfavore dei beni comuni e quindi della collettività, in barba alle leggi e alle norme vigenti sulla tutela del territorio. Tutto all’insaputa della popolazione, ovvio. L’esatto contrario del “buon governo”! Anzi occorrerebbe dire ben di peggio… Ma la verità, oggi più che mai, non è concessa. Confidiamo in chi farà rispettare la Legge.


Da Collevecchio, verso Roccantica

L’armoniosa campagna sabina da Collevecchio. Sullo sfondo, come una chiara macchia nel verde, il borgo medievale di Roccantica, depositario di leggende e misteri.


Intorno alla Francigena, a nord di Proceno

La cosiddetta “variante della Via Francigena” da Ponte a Rigo (in Toscana) a Proceno attraversa l’intero territorio a settentrione di questo piccolo ma bellissimo borgo. Più lungo del percorso ufficiale, che segue in gran parte la trafficata Via Cassia, permette al camminatore di non interrompere il tranquillo pellegrinare in uno dei paesaggi storici più intatti d’Italia nonché uno degli scenari rurali più incantevoli al mondo. Siamo all’estremo Nord del Lazio, e il profumo della natura si intreccia con la suggestione della storia: gli antichi paesi che a corona ci sorvegliano dall’alto, adagiati sulle verdi pendici dell’Amiata, del Penna, del Cetona e del Rufeno, sembrano nel complesso riproporre un dipinto del Rinascimento. Per il fotografo vedutista è ovviamente un “paradiso” e si consiglia (oltre alla stagione primaverile) di deviare ogni tanto dal tracciato della Romea, per trovare angoli panoramici insoliti e diversi. Stesso discorso vale per il pittore en plein air che qui dovrà davvero sforzarsi per scegliere un punto piuttosto che un altro… Un patrimonio unico per la nostra regione, da custodire gelosamente e da far conoscere al turismo internazionale: da tutto ciò può e deve ripartire l’Italia.


Rocca dei Prefetti di Vico a Vetralla

Un’inedita visione della trecentesca Rocca dei Prefetti di Vico a Vetralla.


La magia dell’Etruria

Fra i tanti “paesaggi segreti” del Lazio – tema a noi molto caro, come sapete – spicca senza dubbio l’area intorno a Civitella Cesi e nei pressi del sito archeologico etrusco di San Giovenale. Qui, nella porta settentrionale della Tolfa, si aprono all’improvviso grandi orizzonti rurali e naturali, che nell’animo sensibile incutono stupore e allo stesso tempo mistero, in un mix straordinario di sensazioni e sentimenti. Il cuore magico dell’Etruria si svela così, al contempo dolce e selvaggio, in ultima analisi immensamente poetico.


Il Faggeto di Allumiere

Lo splendido Faggeto di Allumiere (Monti della Tolfa), importante esempio di “faggeta depressa” ossia ubicata a quote inferiori rispetto all’altitudine media di questa specie vegetale. Nel folto di questa selva si trovano diverse antiche miniere abbandonate che rendono assai affascinante la sua esplorazione.


Montalto di Castro dalle sue campagne

Una deliziosa vista di Montalto di Castro dalle sue fertili campagne, sulla frequentata strada per Vulci, in un’uggiosa giornata di inizio maggio.


Latera e la sua conca: nel cuore della Signoria dei Farnese

Una veduta bellissima di Latera, uno dei gioielli della Signoria dei Farnese nella Tuscia, ai quali si deve l’omonimo palazzo, frutto della ristrutturazione di un preesistente castello voluta da Ranuccio Farnese il Vecchio agli inizi del Quattrocento e completato dal Vignola nel 1550. Il piccolo borgo appare come una “bomboniera” nel verde dei boschi dei colli volsini, mentre sullo sfondo si estende la fertile e verde Conca di Latera, ricca di selvaggina e foriera di luoghi misteriosi tutti da scoprire (chiese rurali, solfatare, vecchie miniere, ecc…): luoghi, questi, in cui arte, storia e natura e persino archeologia industriale si sposano alla perfezione.


Eremo del beato Andrea Conti a Piglio

Il piccolo cenobio, accessibile da una strettoia, ove visse in eremitaggio il beato Andrea de Comitibus (1240-1302), francescano proveniente dalla nobile famiglia dei Conti di Segni (noto come Andrea Conti). Si trova all’interno del Convento di San Lorenzo, alle falde del Monte Scalambra, appena fuori Piglio, nell’Alta Ciociaria, e venne fondato, secondo la leggenda, da San Francesco diretto a Subiaco. Qui il beato Andrea compose un misterioso trattato sulla maternità della Santa Vergine (“De partu Virginis”), che tuttavia andò perduto, e pare che fu lui ad ispirare a Bonifacio VIII – suo parente – l’indizione del primo Giubileo nel 1300. Dal papa gli fu proposto di diventare cardinale ma egli si rifiutò, preferendo la vita in solitudine e preghiera.


Il Castello di San Casto a Sora

Nel cortile del maestoso Castello di San Casto a Sora: per saperne di più “I castelli perduti del Lazio… e i loro segreti”.


San Pietro e il cielo

Le suggestive absidi della romanica Chiesa di San Pietro (XII sec.) a Norchia, viste dal basso.


Atmosfere wild sulla Tolfa

Atmosfere di wilderness sui Monti della Tolfa, su uno dei crinali che scendono dal Monte Tolfaccia, in un brumoso giorno di fine aprile.


Da qualche parte nel centro di Roma

Un arco dà accesso al cortile di un antico palazzo a Roma. Piante, fiori e rampicanti ornano i vecchi intonaci dai colori al contempo vivaci e smunti mentre un gatto viene a salutarci. Una loggia o una balaustra o un comignolo ci regala una chicca architettonica che non conoscevamo. E’ una situazione che si ripete spesso nel centro storico della Capitale, dov’è bellissimo “vagabondare” senza una meta precisa, soprattutto nei quartieri più caratteristici come Trastevere.


Come un antico pellegrino…

Il paesaggio che circonda Tuscania è uno dei più intatti del Lazio e della Maremma e non smette mai di stupire. Qui ci troviamo sulle magnifiche colline tra la SP4 e la valle di San Giuliano-Pian di Vico, non lontani dal tracciato dell’antica Via Clodia. Camminare su questi secolari tratturi regala forti emozioni, come un pellegrinaggio in un tempo sospeso e in uno spazio che fa sentire liberi. Sullo sfondo il Monte Canino è il soggetto iconico che rapisce lo sguardo.


Al tramonto, da Montebello di Tuscania

Torniamo sempre volentieri a Montebello, solitaria e panoramica località fra Tuscania e Tarquinia: ci innamoriamo ogni volta della sua eterea campagna (che ricorda molto quella del Basso Senese, seppur assai meno nota e celebrata), dei suoi colori, dei suoi profumi. Qui il “paesaggio etrusco” svela il suo volto più “laborioso”, in una perfetta interazione uomo-ambiente. Peccato che ormai la speculazione energetica senza freni stia letteralmente assediando queste magnifiche colline che purtroppo, per incapacità e ignavia delle istituzioni, non ricevono tuttora un’adeguata tutela.


L’antico vulcano Cimino

Dalle incontaminate praterie di Marcolino, presso Bomarzo (ai margini della Riserva Naturale di Monte Casoli e del Monumento Naturale di Corviano), si apre una delle più belle viste della Tuscia sui Monti Cimini, che emergono con le loro pronunciate forme vulcaniche. Le ultime luci della giornata marcano i canaloni tra le foreste di faggi e castagni, creando un’atmosfera pittorica che ricorda certi dipinti del Corot nella Campagna Romana.


Bomarzo dalla località Marcolino: la quiete prima della tempesta?

La perfezione formale di Bomarzo, cittadella medievale e poi rinascimentale con gli interventi degli Orsini nel XVI secolo, ideatori del famoso Parco dei Mostri (o Sacro Bosco) – nonché dell’omonimo palazzo-castello ben visibile nella foto. Qui siamo nella stupenda e panoramica località Marcolino, circa al confine con il Comune di Vitorchiano, in un freddo ed uggioso pomeriggio di aprile. Da questa località – al confine con la Riserva di Monte Casoli di Bomarzo -oltre a godere di magnifici panorami è possibile accedere in modo particolarmente spettacolare alla Valle del Vezza, con tutti i suoi tesori archeologici inestimabili e riscoperti negli ultimi anni: l’insediamento rupestre di Monte Casoli (la “piccola Matera della Tuscia”), i sepolcri romani, il mondo onirico dei “Sassi dei predicatori”, il sito rupestre di Corviano e il “bosco megalitico” del “Pietreto” (Monumento Naturale Regionale), ecc… il tutto in un paesaggio eccezionalmente integro e pittoresco. Ebbene forse nel prossimo futuro questa diventerà un'”immagine storica” poiché su questi stessi prati è prevista la costruzione di un mega impianto fotovoltaico a terra. Sì avete capito bene, non è uno scherzo anche se potrebbe sembrarlo: in effetti anche l’aver anche solo potuto presentare questo scandaloso e demenziale progetto costituisce l’ennesimo insulto al patrimonio culturale, unico al mondo, di una terra – la Tuscia, il Lazio – che sta venendo letteralmente fatta a pezzi da un’amministrazione dalla cosa pubblica caratterizzata – a tutti i livelli – non soltanto da incompetenza e ignoranza assolute ma spesso da ben altro…. (come dimostrano recenti gravissimi fatti accaduti in Regione), e certamente indegna di gestire luoghi di cotanta importanza e bellezza.


Tivoli-Villa D’Este, Fontana delle cento cannelle

La celebre Fontana delle cento cannelle di Villa d’Este a Tivoli, opera, come le altre nel giardino, del grande artista Pirro Ligorio, ideatore anche del Parco dei Mostri a Bomarzo.