Il Parco Regionale dei Monti Simbruini: nei paesaggi dello Spirito

Un patrimonio storico-naturalistico straordinario

Situati ai confini con l’Abruzzo, i Monti Simbruini costituiscono una delle aree montane più suggestive ed importanti del Lazio e prendono il nome dal latino sub imbribus (“sotto le piogge”), in virtù dell’elevata piovosità della zona.

Mti Simbruini-Mte Viglio, acero secolare RCRLB

un acero secolare alle pendici del Monte Viglio

Qui, fra vette che superano i 2000 metri, foreste sconfinate e praterie si possono assaporare in molti punti sensazioni di autentica wilderness, accentuate dal fatto che queste montagne sono tuttora poco frequentate e poco conosciute, se non per i rinomati centri sciistici di Livata e Campo Staffi.

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il Monte Tarino visto da Campo Staffi

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il Monte Viglio, la vetta maggiore del gruppo

Tutelati da un vasto parco regionale, istituito nel 1983, i Monti Simbruini custodiscono un patrimonio naturale straordinario, con un ambiente estremamente vario, segnato per un verso dalla presenza dei fiumi Aniene e Simbrivio, che da 2000 forniscono anni acqua a Roma, e per un altro dalla fenomenologia del carsismo, qui particolarmente spiccata: numerose infatti le grotte (sia pur riservate agli speleologi), senza contare la seria infinita di inghiottitoi, doline e campi solcati (da non perdere l’altopiano dei Fondi di Jenne) che rendono quasi ovunque scarsa l’acqua in quota, per poi lasciarla riapparire purissima nelle sorgenti.

Valle dell'Aniene-Fiume Aniene presso Jenne RCRLB

Mti Simbruini-Valle dell'Aniene presso la sorgente RCRLB

due scorci del Fiume Aniene

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le Grotte del Falco, alle pendici del Monte Autore

La flora dal canto suo, oltre al patrimonio boschivo, presenta a seconda dei versanti e degli ambienti fioriture di orchidee, gigli, narcisi, non ti scordar di me, viole, genziane, ecc…

Mti Simbruini-Mte Autore, fioritura di luglio RCRLB.JPG

Mti Simbruini-Mte Autore, fioriture di luglio RCRLB.JPG

fioriture di luglio sulla cresta del Monte Autore

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una salamandra presso il Laghetto di San Benedetto

Ricchissima infine la fauna, che annovera specie rare come il grifone, l’aquila reale, il lupo e, più sporadicamente, l’orso bruno marsicano, ma anche varie specie di tritoni, salamandre e il gambero di fiume, indicatore della purezza delle acque.

Storia, arte e spiritualità

L’area del parco, selvaggia terra degli antichi Equi, appare segnata profondamente dall’opera dell’uomo. Presso Subiaco, in epoca romana Nerone si fece costruire un’incredibile villa con tanto di tre laghetti ottenuti tramite lo sbarramento dell’Aniene.

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le Gole dell’Aniene

L’Arco di Trevi, che ci appare misteriosamente sperduto fra le foreste, costituì un’antica dogana romana lungo una strada che dovette essere relativamente trafficata. Nell’Alto Medioevo poi, accadde una “rivoluzione” fra queste montagne (e per tutta la cultura occidentale).

Monastero di S. Scolastica-Veduta dal S. Speco 2 RCRLB.jpg

il Monastero di Santa Scolastica e Subiaco visti dal Sacro Speco

Su iniziativa di un giovane San Benedetto da Norcia, che proprio qui iniziò la sua esperienza eremitica, nacquero svariati cenobi: oggi, a dominio dei resti dell’antica residenza imperiale, possiamo ancora ammirare i celebri e spettacolari monasteri di Santa Scolastica e del Sacro Speco, custodi di eccezionali opere d’arte e pregni di un’atmosfera di intensa spiritualità.

Monastero del S. Speco-Veduta 1b RCRLB.jpg

il Sacro Speco

I due monasteri e le sottostanti Gole dell’Aniene (che si allungano solitarie sino all’umile e silente Jenne, dove Fogazzaro ambientò “Il Santo”) formano uno dei paesaggi più romantici d’Italia, amato e decantato ai tempi del Grand Tour.

Monastero del S. Speco-Affresco 1 RCRLB.jpg

affresco nel Sacro Speco

Ancora “paesaggi dello spirito” nella vicina Valle del Simbrivio, ove nell’ennesimo scenario di solenne bellezza si nasconde il vetusto Santuario della Santissima Trinità, scavato ai piedi di un’ardita parete rocciosa.

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il Santuario della Santissima Trinità

Valle del Simbrivio-Panorama presso la SS. Trinità 1 RCRLB.JPG

la Valle del Simbrivio con Vallepietra visti dal santuario

Poi una serie di piccoli spechi, romitori e chiesette rurali, ben simboleggiati dalle rovine dell’Eremo di Santa Chelidonia, sempre nei pressi di Subiaco. Fra i paesi, invece, merita in primis una menzione speciale il pittoresco borgo-presepe di Cervara di Roma, noto per la sua rupe scolpita, che offre panorami mozzafiato sull’incantevole Valle dell’Aniene, nel punto in cui essa si allarga in una placida conca, sempre circondata da boschi e punteggiata da abitati medievali; oppure Trevi nel Lazio, dominato da un severo castello appartenuto ai Caetani, indiscussi signori di queste terre ai tempi di Bonifacio VIII. La cittadina di Subiaco, dal canto suo, che a prima vista potrebbe sembrare quasi del tutto moderna, letteralmente “nasconde” un rustico centro storico sormontato dalla poderosa Rocca Borgia, oggi in via di recupero ed incluso nel club dei “Borghi più belli d’Italia”.

Cervara di Roma-Veduta 1 RCRLB.jpg

Cervara di Roma

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Jenne

Trevi nel Lazio-Scorcio dal Castello RCRLB.JPG

panorama dal Castello Caetani a Trevi nel Lazio

Categoria a parte invece sono da considerarsi i solitari ruderi di Camerata Vecchia, situati a monte di Camerata Nuova e affacciati sulla Piana del Cavaliere, spartiacque fra Lazio ed Abruzzo.

L’incanto delle stagioni

Senza dubbio, una delle cose più splendide dei Simbruini è il mutare delle stagioni. Le maestose foreste di faggio (con rare intrusioni di acero) guardate dall’alto colpiscono per compattezza e vastità (tra i Simbruini e i contigui Ernici si estende la faggeta più grande d’Europa).

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il Monte Viglio d’autunno

Man mano che ci si avvicina ai fondovalle – ove si fa sentire l’influenza dei fiumi e dei torrenti – la vegetazione si fa più mista, con lecci, carpini, querce, ontani, salici e pioppi.

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Mti Simbruini-Campo Staffi, faggeta innevata RCRLB.jpg

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Mti Simbruini-Mte Autore, faggeta innevata 1 RCRLB.jpg

Mti Simbruini-Mte Tarino, faggeta all'imbrunire RCRLB

Mti Simbruini-Fondi di Jenne, faggeta RCRLB

Mti Simbruini-Faggeta presso Fonte della Moscosa 3 RCRLB.JPG

faggete

Ne risulta un paesaggio meraviglioso, ricco di colori continuamente cangianti nel corso dell’anno: dallo struggente e malinconico ottobre, con le sue infinite sfumature, al festoso giugno con il verde vivo delle chiome degli alberi e le fioriture di orchidee sui pascoli, passando per il lungo inverno che ricopre di neve le vette e spesso anche i boschi più alti.

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faggi e praterie sul Campo della Pietra ad ottobre

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una delle tante vallette che compongono il suggestivo Campo della Pietra

Mti Simbruini-Colline carsiche a Prataglia 1 RCRLB

autunno sull’Altopiano di Prataglia, a monte di Cervara

Mti Simbruini-Mte Autore, panorama nevoso RID

le vedute del Monte Autore d’inverno

Mti Simbruini-Fondi di Jenne innevati RCRLB

i Fondi di Jenne all’inizio della primavera

Mti Simbruini-M. Tarino RCRLB

il Monte Tarino innevato alla fine dell’inverno

Un paradiso per l’escursionismo

Caratterizzati da un susseguirsi di altopiani circondati da fitte faggete, i Monti Simbruini favoriscono un escursionismo leggero e rilassante.

Mti Simbruini-Fondi di Jenne 6 RCRDC

Mti Simbruini-Campo della Pietra, cavalli RCRLB

il classico paesaggio bucolico degli altopiani simbruini

Del resto, fatta eccezione per le tre cime principali del gruppo, il Monte Viglio (2156 m.), il Monte Cotento (2015 m.) e il Monte Tarino (1997 m.), i Simbruini offrono ampi spazi privi di montagne di un certo rilievo, e quindi perfetti per chi cerca lunghe passeggiate nella natura senza troppa fatica.

Mti Simbruini-Sulla cresta dei Cantari RCRLB

sentiero del CAI verso il Monte Viglio

Mti Simbruini-Vado Ciociaro e Mte Tarino RCRLB

il Vado Ciociaro ai piedi del Tarino

Allo stesso tempo, però, la scalata del Viglio in inverno con la neve riserva difficoltà alpinistiche, mentre la vetta del Tarino si raggiunge solo dopo una bella sgambata.

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ancora il solenne Viglio, la vetta più frequentata dagli escursionisti nel parco

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panorama dal Monte Autore con il Camposecco innevato

Un territorio insomma adatto a tutte le esigenze escursionistiche, ed ottimo anche per l’equitazione grazie alle immense praterie, che non a caso furono usate come set per alcuni film western, fra cui il cult “Lo Chiamavano Trinità”, quasi interamente girato sull’Altopiano di Camposecco.

Lungo il Cammino di San Benedetto

Da qualche tempo i Monti Simbruini sono tornati alla ribalta grazie al Cammino di San Benedetto.

Monastero del S. Speco di Subiaco-Affresco RCRLB.jpg

affresco del Sacro Speco

Ideato da Simone Frignani, redattore della prima guida, si tratta di un lungo trekking di 300 km fra Umbria e Lazio, da Norcia a Subiaco e a Montecassino, che porta il “pellegrino” o il semplice escursionista alla scoperta dei luoghi più significativi della vita di San Benedetto, patrono d’Europa.

Mti Simbruini-Lago di S. Benedetto RCRLB

il Laghetto di San Benedetto, a breve distanza da Santa Scolastica

Mti Simbruini-Cascata di Trevi RCRDC

la Cascata di Trevi, come il laghetto di San Benedetto, toccata dall’itinerario

Il percorso, che attraversa altre importanti aree montuose del Lazio (Reatini, Carseolani-Sabini, Ernici, Cairo), tocca il tratto medio e alto della Valle dell’Aniene, addentrandosi fin nelle pieghe più nascoste delle montagne simbruine, e ha contribuito a far conoscere ad un pubblico senz’altro più vasto e più attento, rispetto al passato, le meraviglie di un territorio che non smette di stupire.

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paesaggio carsico nei pressi di Cervara

E così luoghi come il Sacro Speco di Subiaco stanno vivendo una seconda stagione all’insegna non più soltanto del turismo religioso o culturale di nicchia, ma anche di un approccio silenzioso e profondo, legato alla riscoperta del sé e delle radici della cristianità più vera.


Ronciglione-Campanile romanico di Sant’Andrea

Ronciglione-Chiesa di S. Andrea, campanile 1 RCRLB.JPG

Il suggestivo campanile romanico della Chiesa di Sant’Andrea (XII sec.) a Ronciglione, bella cittadina alle pendici dei Monti Cimini.


Marta-Veduta dal Borgo dei Pescatori

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Una classica veduta di Marta e del Lago di Bolsena, dal pittoresco “Borgo dei Pescatori”.


Casperia, the queen of Sabina Tiberina

When climbing the Sabine hills to Casperia, whether from Passo Corese or the motorway A1 Milan-Naples (exit: Ponzano-Soratte), there is a sense of amazement looking through the windows at the scenery that runs beside us. Olive groves, pastures, fields and farms litter the “small Umbria”, before uncovered, perhaps by negligence, perhaps because we never ventured there before.

Ponte Sfondato, paesaggio

You may have ended up there after visiting the Farfa Abbey and its quaint village (borgo in Italian), which was easily accessible from Rome and undoubtedly more popular. However, those who dare venture further north, within the so-called Sabina Tiberina, are rewarded, arriving at Casperia,  with the scenery of a small country village dense with houses in stone wall, olive and cypress trees, all perched on the top of the sweet hills.

Casperia-Veduta

Those who return are never disappointed; for the first-timers, it is a delightful surprise. The rustic and well-cared for look of the village immediately shows that you are in a special place, loved by residents and welcoming for those who come and visit it.

Casperia-Porta del borgo RCRLB

Casperia-Finestra rossa RCRLB

Casperia-Scalinata con gatta RCRLB

Casperia-Fiore su una casa RCRLB

Casperia does not have monuments of particular fame, but offers glimpses of rare environmental value. Do not miss Via Massari, one of the most characteristic streets of Casperia, where the Palazzo Forani is beautiful, unmistakable for the two bears carved on both sides of the portal – revealing it once belonged to the noble house of the Orsini.

Casperia-Palazzo Forani 1 RCRLB

Casperia-Palazzo Forani 2 RCRLB

Just outside the city walls, worth mentioning is the elegant Church of the Annunciation, which houses The Annunciation by Giovanni Battista Salvi da Sassoferrato.

Casperia-Chiesa dell'Annunziata RCRLB

Houses and steps decorated with flower pots and climbers – often revealing the good taste of the owners – follow in a seemingly random, labyrinthic manner, but they seem to be structured in a spiral (or “onion bulb”). In the 1960s an analysis of the Lazio country villages revealed that each one had been organised in a precise geometric or structure-type shape: pyramid, cascade, spur, spike, spiral, etc.

Casperia-Veduta 2 RCRLB

Casperia-Via Garibaldi, scorcio RCRLB

Casperia follows a picturesque cobbled road that goes back to the large secular holm-oak that marks its skyline from far away, along with the Romanesque bell tower of the Church of St. John the Baptist – featuring the nativity scene (in Italian: presepe or presepio) within a reproduction of the whole village, skillfully made by Giannicola Mariani, a distinguished blacksmith living in Casperia.

Casperia-Chiesa di S. Giovanni Battista, campanile RCRLB

The characteristic urban architecture probably comes from the high-medieval establishment of a castle (perhaps of Longobarde origins), which sought to adapt to the natural morphology of the hill (standing 397m above sea level) to strengthen its defenses. In 1189, Aspra (original name of Casperia, changed in 1946) became free, albeit under the influence of the Holy See: in 1461 it resisted the siege of Federico da Montefeltro. The origins of the first nucleus are however Sabino-Roman, as evidenced by the remains of rustic villas scattered throughout the territory and according to various literary sources. It is no coincidence that the country changed its name in 1946, in the wake of a “fashion” that had settled in the days of Fascism, and recaptured classical toponymes with the aim of ennobling the origins of cities and countries: “Casperia” was in fact the name of an ancient Sabine city quoted by Virgil in Book VII of the Eneide.

Casperia-Vicolo

We could say that Casperia, despite its nearly 1,200 inhabitants, is becoming a bit ‘the queen’ of Sabina Tiberina, since it is the country that has managed to develop further than the Sunday “hit and run” touristic tradition perpetrated by the neighbouring Romans (in Italian: scampagnata): it is evidenced by the fact that the village has its own small community of English speakers from all corners of Europe and beyond.

Casperia-Via Massari, scorcio 1 RCRLB

Casperia-Scorcio nel borgo RCRLB

Casperia-Via Massari, scorcio 2 RCRLB

This unexpectedly international and increasingly bohemian atmosphere contrasts with the collective imagination that the provincial village would like as a typical microcosm closed in itself. In fact, these are signs of a profound change not only in the way of vacation but also of contemporary society in itself. Many foreigners, mostly of a high cultural level, prefer to visit Rome or Florence while lodging in the surrounding countryside, in order to enjoy and get to know the locals as well as those who have decided to make of this great historical and artistic heritage their new home.

Casperia-Finestra diruta RCRLB

It is now known that the great art cities have become “fun shops” (think of the case-limit of Venice) where local culture, the genuine and authentic culture, is disappearing altogether: you admire the art, the monuments and the reliable architecture, but the locals have largely lost customs and traditions – not mentioning that an Italian cook in a restaurant or trattoria in these larger cities is now a rarity. In Casperia, on the other hand, the “stringozzi” (a pasta typical of Alto Lazio and Umbria) are still the home-made (and hand-made!) by the locals.

Casperia-Particolare di un vecchio portone RCRLB

Casperia-Finestrella RCRLB

In short, destinations such as Casperia, blessed by their strategic position, are the way to combine the usability of the nearby and easily reachable “eternal city” with the enjoyment of a splendid and still unknown natural landscape, genuine gourmet cuisine, a healthy hospitality that really expresses the spirit of the people of what in the view of the stranger is the legendary “Campagna Romana”. Moreover, Casperia, for its proximity to the motorway A1 and to the Via Ternana (SS313, from Passo Corese to Terni), offers the possibility of easy trips to Tuscia and Bassa Umbria as well as of course in the rest of Sabina and Rieti territory: with a “bio-regional” approach you can create crossroads between Lazio and Umbria along the axis of the Tiber Valley, knowing a vast area of ​​homogeneous characters even in the precious local diversity.

Rocchettine-Rocca Guidonesca RCRLB

But is Casperia’s success all in the happy geographic location? Not just. The village preserves an intact historical center, not ruined by heavy modern maneuvers, and an unspoiled beauty that for a decade has fascinated Anglo-Saxon visitors, recalled by a handful of “discoverers” of this treasure that was lost among the green and endless expanses of holm-oaks and oaks of the Sabini Mountains. Other villages in the area have similar characteristics, of course, but in Casperia they take on more decisive and convincing lines to make it a sort of “manual” of the Sabino village.

Casperia-Scorcio nel borgo 2 RCRLB

The landscape, at the same time gentle and mountainous, the pines and cypresses, the medieval churches (Madonna della Neve, Montefiolo, Santa Maria di Legarano, etc.) and the Roman ruins scattered throughout the countryside, the beautiful stone-walled houses and steps of the village have been able to break into the hearts of romantic travelers of the 21st century, who in the wake of the myth of the “Grand Tour” in Italy are finding in our village those landscapes that can only be found in books and museums, as painted by the great artists of the past.

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The so moving, flamboyant and multicolored sunset from the Casperia terraces; the softest profiles of the hills that go down to the Tiber, it flowing placidly down to a magnificent plain with its loops and its fields, all crowned by the mystical background of Mount Soratte, as immortalized by the lines of Horace. Literature, artistic memories, and visual poetry thus merge into a unicum of fine cultural value and very emotional impact for the visitor of scholastic studies.

Casperia-Panorama 6 RCRLB

But what are the best times to go to Casperia? Theoretically the village offers much at any given moment of the year, but the milder seasons offer greater emotions thanks to the colours of the nature.

Casperia-Convento di Montefiolo RCRLB

If, at the end of October, olive harvesting begins and you can observe closely the ancient and rooted tradition of sabit olive cultivation in November, you will enjoy the intense smells of the pruning roaches and the fuzzy colors of the foliage; in April and May an explosion of colour glitters through the countryside, while in the village wisteria, roses and geraniums color the gray limestone steps. In June, the fields are dotted with daisies, poppies and other spontaneous blooms. At last, July is blessed with golden wheat, and sunflowers and cicadas entertain the senses and the spirit.

Translation by Pietre di Aspra

Recommended accommodation by Itinerari Laziali:

Holiday home “Le Pietre di Aspra”

Self-catering holiday home “pietre di ASPRA” , 2 brand new apartments, drawn from an independent stone building of the XVI century in the historical city center of Casperia. As a result of a complex and careful process of restoration and renovation, the building now offers all the comforts of the modern living without sacrificing the ancient rural nature of the original structure.

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Panorama dalla cima del Monte Rufeno

Mte Rufeno-Panorama dalla cima 1 RCRLB

Lo splendido panorama dalla cima del Monte Rufeno (738 m. s. l. m.), all’estremo nord del Lazio, ove la Provincia di Viterbo confina con la Provincia di Siena. Un’area protetta bellissima, per lo più composta da boschi di querce, tutela questa piccola montagna posta a dominio della Valle del Paglia e di tutta la magnifica zona collinare del cosiddetto “Lazio toscano”: spicca in questo paesaggio senza tempo il Monte Amiata con le sue foreste di faggio e castagno. 


Supino-Simboli massonici sul portale di Palazzo Bavari

Supino-Palazzo Bavari, simboli massonici RCRLB.jpg

Nel cuore del borgo di Supino, sui Monti Lepini, il settecentesco portale d’ingresso di Palazzo Bavari presenta chiari simboli massonici. 


Faggio secolare alle pendici del Monte Gennaro

Mti Lucretili-Mte Gennaro, Valle Cavallera 1 RCRLB.JPG

Un annoso faggio con i suoi rami contorti, quasi a formare una creatura uscita da una fiaba. E’ un’immagine ricorrente nell’ombrosa Valle Cavallera, alle pendici del Monte Gennaro, nel Parco Regionale dei Monti Lucretili: immagini di montagna e d’incanto “a balcone” su Roma e la sua Campagna.


Panorama da Circeii

Circeii-Panorama 1 RCRLB.JPG

Tempo di mare in questo giugno torrido, e quindi ecco un’immagine a tema: lo spettacolare paesaggio del Circeo visto dalla rovine megalitiche di Circeii, luogo pregno di mistero (“Lazio, i luoghi del mistero e dell’insolito”). 


Fiume Tevere fra Baschi e Castiglione in Teverina

Valle del Tevere-Fiume Tevere fra Baschi e Castiglione 1 RCRLB.JPG

Il Fiume Tevere fra Baschi e Castiglione in Teverina, antico confine storico-naturale fra Umbria ed Etruria e nei secoli dell’Alto Medioevo “autostrada d’acqua” di collegamento del “Corridoio Bizantino”, e successivamente cuore dello Stato Pontificio.


La Valle del Vezza dal megalite

Valle del Vezza-Panorama presso il Secondo Sasso del Predicatore RCRLB

Il profilo della verdissima e selvaggia Valle del Vezza, cuore della Teverina Viterbese, da uno degli innumerevoli megaliti vulcanici lungo il percorso per i “Sassi dei Predicatori”. Qui per la precisione siamo nei pressi del cosiddetto “Secondo Sasso del Predicatore”: angoli di pura magia fra storia, mistero e natura.


Emissario Romano del Lago di Nemi

Lago di Nemi-Emissario Romano 2 RCRLB

L’imbocco dell’Emissario del Lago di Nemi, straordinaria opera idraulica-ingegneristica d’epoca romana (o addirittura anteriore). Il tunnel, che sbuca nella Conca Aricina (o Vallericcia), serviva per regolare il livello delle acque del bacino nemorense. I tre fori in alto costituivano un efficace sistema di filtraggio durante i momenti di piena. Ringraziamo i guardiaparco del Parco Regionale dei Castelli Romani per averci guidato nell’esplorazione di questo luogo suggestivo.


Monte di Cambio a giugno

Qui di seguito alcune immagini dal Monte di Cambio, una delle cime maggiori del gruppo dei Monti Reatini, ben noti per la presenza preponderante del Terminillo. Il sentiero più battuto, che si consiglia di percorrere nel mese di giugno, parte dalla località Fontenuova, nei pressi di Leonessa, raggiungibile dalla magnifica strada Vallonina. Il sentiero presenta una prima parte nella faggeta per poi aprirsi completamente in uno splendido paesaggio carsico fino alla vetta della montagna (2081 m. s. l. m.). Notevoli i panorami su tutte le catene montuose dell’Appennino Centrale – con in primo piano ovviamente il Terminillo e le sue dirupate pareti-nord – e sul sottostante Piano di Leonessa, ben coltivato e punteggiato da minuscoli borghi medievali.

Mti Reatini-Mte di Cambio, paesaggio con Rifugio Maiolica 1 RCRLB.JPG

Mte di Cambio-Pascolo 2 RCRLB

Mte di Cambio-Pascolo 1 RCRLB

Mte di Cambio-Paesaggio carsico 3 RCRLB

Mte di Cambio-Paesaggio carsico 1 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama lungo il percorso 4 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama lungo il percorso 3 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama lungo il percorso 2 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama lungo il percorso 1 RCRLB

Mte di Cambio-Fioritura 1 RCRLB

Mte di Cambio-Fioritura 2 RCRLB

Mte di Cambio-Fioritura 4 RCRLB

Mte di Cambio-Fioritura 3 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, sentiero 1 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, scorcio lungo il sentiero 3 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, scorcio lungo il sentiero 2 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, scorcio lungo il sentiero 1 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, scorcio lungo il sentiero 4 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, scorcio lungo il sentiero 5 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama lungo il percorso 6 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama lungo il percorso 5 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, campo fiorito lungo il percorso 1 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, campo fiorito lungo il percorso 2 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, segnaletica 1 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, croce sulla vetta 1 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama dalla cima 2 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama dalla cima 1a RCRLB


Monti Simbruini-Cavalli al Campo della Pietra

Mti Simbruini-Campo della Pietra, cavalli al pascolo 5 RCRLB.jpg

Una serena e placida immagine primaverile dall’altopiano carsico di Campo della Pietra, nel Parco Regionale dei Monti Simbruini.


Bolsena-Collegiata di Santa Cristina

Bolsena-Collegiata di S. Cristina, facciata 5 RCRLB.JPG

L’elegante facciata rinascimentale della Collegiata di Santa Cristina a Bolsena. La chiesa, situata lungo la Via Francigena, custodisce le memorie dei “miracoli” legati alla figura di Santa, da cui scaturì nel 1264 la festa del Corpus Domini. Per saperne di più: “Lazio: i luoghi del mistero e dell’insolito”.


Veduta di Montecasoli di Bomarzo

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Una veduta dello spettacolare insediamento rupestre etrusco-romano di Montecasoli, cuore dell’omonima riserva naturale nei pressi di Bomarzo.


Case colorate a Castel Cellesi

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Castel Cellesi è uno di quei tanti “borghi segreti” che punteggiano la splendida Teverina Viterbese, la cui “capitale” è ormai indiscutibilmente Bagnoregio. Questo minuscolo villaggio è caratterizzato da una struttura urbanistica unica nel Lazio, con due piazze consecutive rettangolari (divise da una bella porta), e spicca soprattutto per le sue case tutte intonacate di vivaci colori: quasi una “piccola Burano” collinare del Lazio!


Santuario di Santa Maria ad Rupes a Castel Sant’Elia

Castel S. Elia-Basilica di S. Elia e Santuario di S. Maria ad Rupes RCRLB.JPG

Fondato da alcuni monaci benedettini nel VI secolo, lo spettacolare complesso di Santa Maria ad Rupes, con ai piedi la splendida Basilica di Sant’Elia, domina il paesaggio di Castel Sant’Elia e offre una visione mozzafiato, stagliandosi in modo perfetto nella selvaggia Valle Suppentonia. 


Acuto, piccolo mondo agreste a due passi da Fiuggi

Acuto è un piccolo paese dell’Alta Ciociaria, situato in una zona piuttosto defilata ma al contempo vicinissima ad un’importante direttrice locale come la Via Anticolana e ad un centro turistico di fama internazionale, ossia Fiuggi. Il borgo antico, con le sue scure case di pietra calcarea, appare anche dalla bella Anagni e si mostra incastonato in uno scenario carsico piuttosto brullo ma pittoresco, alle pendici esterne dei Monti Ernici. Terra di pastorizia “a monte” e di agricoltura “a valle”, secondo uno schema “classico” nel Lazio, Acuto offre un paesaggio rurale vario e soprattutto un panorama stupendo sulla florida campagna dell’estremo nord della Ciociaria.

Acuto-Panorama 1 RCRLB

Ai suoi piedi infatti si distendono vasti uliveti che a quota più bassa lasciano lo spazio ai vigneti del Cesanese docg, un rosso straordinario che spesso abbiamo citato nei nostri articoli dedicati alla Provincia di Frosinone e che ha nella confinante Piglio la sua “capitale”.

Mti Affilani-Panorama dalla pista ciclabile fra Piglio ed Acuto 6 RCRLB

Acuto fa parte di un vero e proprio itinerario enogastronomico oggi valorizzato – sia pur fra alti e bassi – dalla “Strada del vino del Cesanese”, che partendo grosso modo da Paliano si snoda sino alle porte di Fiuggi e di Anagni. Quest’ultima compare con le sue torri e campanili proprio di fronte ad Acuto arricchendo un panorama davvero delizioso, in particolare al tramonto quando le luci marcano i profili dei tanti colli che si susseguono verso l’Alta Valle del Sacco ed i Monti Prenestini.

Mti Affilani-Panorama dalla pista ciclabile fra Piglio ed Acuto 7 RCRLB

Il modo più originale e senz’altro piú ecologico per giungere ad Acuto è quello di utilizzare la pista ciclabile che – ricavata da un’ex ferrovia – unisce tutti i paesi della Strada del Vino.

Acuto-Veduta dalla pista ciclabile 1 RCRLB

Il tracciato si svolge in un profumato ed accogliente ambiente mediterraneo: si parte dalla stazione ristrutturata di Pìglio (ristoro e noleggio di mountain bike) e si percorrono a piedi o in bici circa 8 km fino a sbucare quasi direttamente – dopo una salitaccia – sul corso storico di Acuto (evitando l’incontro con la brutta parte nuova dell’abitato) dove si assapora immediatamente quella “vita di paese” di un tempo che la Ciociaria sa sempre regalare. Da qui si arriva all’ingresso del borgo medievale, sancito da una porta affiancata da un poderoso Palazzo Baronale.

Acuto-Palazzo RCRLB

Oltrepassato il varco, si apprezza la semplice architettura in pietra delle case, talvolta ornate da bei portali e bifore. Poco più avanti è un belvedere che merita una sosta.

Acuto-Vicolo 2 RCRLB

Acuto-Vicolo 1 RCRLB

Acuto-Scorcio 1 RCRLB

Acuto-Corso 3 RCRLB

Acuto-Palazzo 2 RCRLB

Acuto-Chiesa di RCRLB

Acuto-Panorama 3 RCRLB

Ad arricchire le attrattive di Acuto sono poi le numerose chiese sparse sul territorio. Alcune, come quella di San Rocco, serbano misteriosi simboli scolpiti e dipinti che studi recenti considerano tracce del passaggio o della presenza stabile dei Cavalieri Templari. Essi, del resto, com’è noto e come abbiamo ampiamente descritto nella nostra guida “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”, furono assai attivi nel Basso Lazio.

Mti Affilani-Chiesetta rurale fra Piglio e Acuto RCRLB

Oltre ai monumenti e alla storia, trattorie, ristoranti e rivendite di prodotti locali (oltre ad olio e vino spiccano le carni bovine e la pasticceria secca) completano il quadro di una località senza dubbio gradevole all’insegna delle tradizioni e delle tipicità. Infine, passeggiate in montagna (come quella ai laghetti carsici che sormontano il paese) e in collina ne fanno una meta per chi voglia scoprire la natura e la quiete di questo tranquillo angolo di Ciociaria.


Villa Falconieri a Frascati

Frascati-Villa Falconieri, facciata 1 RCRLB.JPG

Villa Falconieri è una delle più belle residenze aristocratiche di Frascati. Di origine cinquecentesca, al suo progetto lavorarono diversi architetti fra cui Antonio da Sangallo il Giovane e successivamente Francesco Borromini. La villa, situata su una collina a poca distanza dal centro abitato, offre una straordinaria vista su Roma e sul territorio circostante e custodisce magnifiche sale affrescate. Fu cara a numerosi viaggiatori illustri del Grand Tour ed è oggi sede dell’Accademia Vivarium Novum a cui va il nostro ringraziamento per averci offerto una splendida visita guidata.


Il campanile di Casalattico

Il piccolissimo borgo ciociaro di Casalattico, nel cuore della splendida Val di Comino – in parte toccata dal nostro itinerario “Alla scoperta dei borghi e dei paesaggi segreti della Ciociaria” -, vanta una piccola perla. Il campanile della chiesetta principale custodisce un vecchio orologio a carica manuale, perfettamente funzionante, che ancor oggi permette alle campane di azionarsi. Dal campanile si gode fra l’altro di un panorama indimenticabile sulla vallata. Un ringraziamento al sig. Domenico per averci fatto scoprire questo tesoro nascosto.

Casalattico-Chiesa, orologio del campanile 1 RCRLB

Casalattico-Chiesa, campanaro 1 RCRLB

Casalattico-Chiesa, panorama dal campanile 2 RCRLB

Casalattico-Chiesa, panorama dal campanile 1 RCRLB

Casalattico-Panorama 1 RCRLB.JPG