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Fra le spettrali rovine del Castello di Vicalvi

Fra le romantiche rovine del Castello Longobardo di Vicalvi, che le leggende popolari del posto raccontano sede di oscure presenze: per maggiori informazioni sulla storia e i misteri di questo maniero si faccia riferimento alla nostra guida “I castelli perduti del Lazio”.


Bastioni del Castello d’Alviano

Il poderoso Castello dei D’Alviano – d’epoca rinascimentale – nell’omonimo borgo della Teverina Umbra, appena fuori dai confini laziali: da qui si può ammirare uno splendido panorama sulla Teverina Viterbese e i Monti Cimini.


Il Castello di Torre Astura

Torre Astura (Nettuno)-Veduta 2 RCRLB

Sorto nei pressi dei resti di una villa attribuita a Cicerone e memore di innumerevoli vicende storiche, il quattrocentesco Castello di Torre Astura con il suo ponte rappresenta una delle “cartoline” più celebri del litorale laziale.


Serrone-Rocca Colonna

Serrone-Rocca Colonna, scorcio panoramico 1 RCRLB

Simbolo del paese, la Rocca Colonna domina Serrone, all’estremo nord della Ciociaria. Il fortilizio, di cui rimane poco oltre alla torre, si sviluppa alle pendici del Monte Scalambra e offre un bellissimo panorama sull’Alta Valle del Sacco.


Labro, vista sulla Valle del Fuscello

Labro-Panorama 3 RCRLB

Labro, vista sulla Valle del Fuscello sotto un cielo drammatico. Siamo sulla Via Romantica della Sabina, che da Labro a Collalto Sabino tocca numerosi castelli e incantevoli borghi, attraversando alcuni fra i più bei paesaggi del Lazio.


Castello Savelli a Moricone

Moricone-Castello Savelli 2 RCRLB

Il Castello Savelli nel borgo di Moricone, che con le case intorno crea una deliziosa piazzetta, alle falde dei Monti Lucretili.


Proceno-Castello Cecchini

Proceno-Castello Cecchini 1 RCRLB

Il bel Castello Cecchini a Proceno, nell’Alta Tuscia, su cui aleggiano storie di presenze spettrali…


Vicalvi in lontananza

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Vicalvi in lontananza, visto dalla Piana del Fibreno. E’ dominato dall’imperiosa mole del Castello detto “Longobardo” (cfr. “I castelli perduti del Lazio… e i loro segreti”), su cui aleggiano fosche leggende, come quella della cortigiana Aleandra Maddaloni – vissuta nel Settecento – il cui spettro si aggirerebbe nel maniero…


Torre Alfina, come in una fiaba

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Uno scorcio notturno del fiabesco Castello di Torre Alfina, che domina uno dei borghi più incantevoli del Lazio, perso in un severo altopiano dell’Alta Tuscia.


Castello di San Vittorino Romano

S. Vittorino-Castello 1 RCRLB

Uno scorcio del pittoresco castello di San Vittorino Romano: risalente al X secolo e costruito in blocchi di tufo, sorveglia un malandato borgo da troppo tempo in attesa di un giusto recupero. Siamo nell’estrema propaggine orientale del Comune di Roma, il cui centro dista una trentina di chilometri. Malgrado la vicinanza ad una delle aree più degradate della Capitale – la periferia est -, qui a San Vittorino si ormai in piena campagna, quasi isolati, in un paesaggio rurale che si sviluppa improvviso ed inaspettato appena oltrepassata la borgata di Giardini di Corcolle, procedendo sulla via di Poli. Davvero una chicca non soltanto storica ma anche ambientale e sociologica di Roma, che conferma la complessità e le contraddizioni della realtà romana, i suoi vizi e le sue virtù. San Vittorino fra l’altro è la “porta” del cuore del cosiddetto “Agro Romano Antico”, secondo una bella definizione di Italia Nostra, ed è nota agli escursionisti per la magnifica forra del Fosso di Ponte Terra, che si apre ai bordi del paese, caratterizzata da cascate e una vegetazione addirittura selvaggia.


Veduta dell’Abbazia di Vulci e del Ponte del Diavolo

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Uno degli scorci “proverbiali” del Lazio: l’Abbazia di Vulci e il Ponte del Diavolo dominano la selvaggia Valle del Fiora creando uno scenario dai toni “fantastici”.


Veduta del Castello di Chia

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Una romantica veduta invernale della Torre (o Castello) di Chia, presso l’omonima frazione di Soriano nel Cimino ma a poca distanza da Bomarzo. Il fortilizio appare immerso in uno scenario boscoso, dando forma ad un vero e proprio “paesaggio medievale”.


Veduta della Torre di Chia

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Una veduta romantica della torre del Castello di Chia, conosciuto anche come “Castello di Pasolini” in quanto il famoso regista lo abitò nell’ultimo periodo della propria vita. Sorge ai margini della Piana Cimina, nella Teverina, a balcone sulla splendida Valle del Fosso Castello, tra i borghi di Chia e Bomarzo ma nel Comune di Soriano nel Cimino.


Bracciano, Castello Orsini-Odescalchi

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Uno dei gioielli architettonici del Lazio, il Castello Orsini-Odescalchi a Bracciano, affacciato sull’omonimo lago e visibile sin da lontano con la sua mole imponente. A metà fra una dimora fortificata ed un palazzo signorile, questo monumento fu edificato nel XV secolo per volere degli Orsini (ristrutturando un preesistente maniero) su iniziale progetto dell’architetto senese Francesco Di Giorgio Martini; in seguito vi lavorarono a più riprese grandi artisti, come ad esempio Antoniazzo Romano e i Fratelli Zuccari per quanto riguarda le decorazioni pittoriche. L’elegante castello, considerato fra i più belli al mondo, racconta non solo l’epopea del Rinascimento nel Lazio ma anche delle leggende e degli intrighi dell’aristocrazia romana. Per saperne di più. “Lazio. I luoghi del Mistero e dell’insolito”


Intorno al solstizio d’inverno sulle colline di Montebello, tra paesaggi solenni e rovine medievali

A sud di Tuscania, più o meno a metà della piacevolissima strada per Tarquinia, sorge il piccolo borgo rurale di Montebello, qualificato da una chiesetta ed un castello padronale ove è ospitata la collezione delle opere di Giuseppe Cesetti, grande pittore della Maremma Laziale. Intorno a questa località si estende la porzione più spettacolare della Valle del Marta, col suo solenne paesaggio rurale, fra i più belli ed intatti del Lazio (che si auspica nel prossimo futuro potrà essere tutelato all’interno di un grande Parco Agricolo ed Archeologico dell’Etruria): casali e fattorie punteggiano una campagna ordinata e ben coltivata che alterna pascoli, seminativi, uliveti, boschi di querce e residui di macchia mediterranea e vegetazione ripariale lungo il fiume ed i suoi affluenti, mentre dal punto di vista morfologico le iniziali aree pianeggianti o lievemente ondulate lasciano spazio ad altre più aspre e collinose, soprattutto in direzione di Tarquinia e Monte Romano, con lo sfondo tormentato ma elegante dei Monti della Tolfa. In questo paesaggio bucolico di rara bellezza si innestano, come sempre accade nella Tuscia, le tracce della storia, in un connubio straordinario fra natura e cultura. Oltre all’antica presenza etrusca, nella zona si fanno notare i resti dei molti castelli medievali che controllavano un territorio per secoli ritenuto strategico: nei pressi della diga sul Marta si innalzano, in un angolo sognante e di profonda solitudine, le rovine del Castello di Pian Fasciano (recentemente sottoposto ad un restauro non ancora concluso) e dal lato opposto del fiume i pochi resti di quello dell’Ancarano; più lontana si innalza un’altra torre a completare un paesaggio che – se non fosse per i tralicci dell’alta tensione – sembrerebbe anche nei dettagli un dipinto del XVI secolo. Proponiamo una perlustrazione fotografica in questo periodo di passaggio fra autunno ed inverno per godere degli ultimi momenti del foliage in una zona non molto praticata in tal senso e normalmente consigliata in primavera (quando in effetti dà il massimo). Tuttavia i colori molto variati della campagna e soprattutto i toni intensi delle querce solitarie, che sfumano dal giallo scuro all’arancio e al rame, non vi deluderanno: qui di seguito una lunga galleria di immagini.

Tuscania-Veduta 4 RCRLB

Valle del Marta-Paesaggio presso Montebello 16 RCRLB

Valle del Marta-Paesaggio presso Montebello 17 RCRLB

Valle del Marta-Paesaggio presso Montebello 14 RCRLB

Valle del Marta-Paesaggio presso Montebello 18 RCRLB

Valle del Marta-Paesaggio presso Montebello 10 RCRLB

Valle del Marta-Paesaggio presso Montebello 21 RCRLB

Valle del Marta-Paesaggio presso Montebello 20 RCRLB

Valle del Marta-Paesaggio presso Montebello 11 RCRLB

Valle del Marta-Paesaggio presso Montebello 19 RCRLB

Valle del Marta-Paesaggio presso Montebello 6 RCRLB (2)

Valle del Marta-Paesaggio presso Montebello 7 RCRLB

Valle del Marta-Paesaggio presso Montebello 6 RCRLB

Valle del Marta-Campagna presso Montebello 1 RCRLB

Valle del Marta-Campagna presso Montebello 8 RCRLB

Valle del Marta-Geometrie della Campagna presso Montebello 1 RCRLB

Valle del Marta-Gregge presso Montebello 1 RCRLB (2)

Valle del Marta-Gregge presso Montebello 3 RCRLB

Valle del Marta-Gregge presso Montebello 2 RCRLB

Valle del Marta-Gregge presso Montebello 5 RCRLB

Valle del Marta-Suini bradi presso Montebello RCRLB

Valle del Marta-Paesaggio presso Montebello 5 RCRLB

Valle del Marta-Paesaggio presso Montebello 4 RCRLB

Valle del Marta-Paesaggio presso Montebello 9 RCRLB

Valle del Marta-Paesaggio presso Montebello 5 RCLRB

Valle del Marta-Quercia presso il Castello d'Ancarano 1 RCRLB

Valle del Marta-Paesaggio presso il Castello di Pian Fasciano 3 RCRLB

Valle del Marta-Sterrata presso il Castello di Pian Fasciano 1 RCRLB

Valle del Marta-Panorama verso il Mte Amiata 1 RCRLB

Valle del Marta-Casale presso il Castello d'Ancarano 1 RCRLB

Valle del Marta-Fiume Marta ai piedi del Castello di Pian Fasciano 1 RCRLB

Valle del Marta-Fiume Marta 2 RCRLB

Valle del Marta-Castello di Pian Fasciano, veduta 1 RCRLB

Valle del Marta-Castello di Pian Fasciano, veduta 2 RCRLB

Valle del Marta-Castello di Pian Fasciano, veduta 3 RCRLB

Valle del Marta-Paesaggio con Pian Fasciano e Ancarano 1 RCRLB

Valle del Marta-Castello di Pian Fasciano al tramonto 1 RCRLB

Valle del Marta-Tramonto verso Tarquinia 1 RCRLB


Scorcio di Proceno

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Uno scorcio di Proceno, borgo dell’Alta Tuscia posto ai confini con la Toscana, nei pressi della Via Francigena. Il paese, d’aspetto rustico e nobile assieme, è dominato dall’elegante mole tufacea del Castello Cecchini, un tempo appartenuto addirittura agli Sforza di Milano, ed oggi sede di un ricercato albergo. 


Castello di Poggio Poponesco

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Il Cicolano, “terra di mezzo” fra Sabina ed Abruzzo, possiede uno dei “paesaggi medievali” più suggestivi e meglio conservati del Lazio. Innumerevoli piccoli borghi arroccati come presepi punteggiano le fitte foreste di querce, faggi e castagni, donando spesso panorami superbi sul Lago del Salto. Molti anche i castelli, quasi sempre in rovina, come quello di Poggio Poponesco, dall’aspetto epico, posto a dominio della Valle del Salto e del paese di Fiamignano: per saperne di più si faccia riferimento alla nostra guida “I castelli perduti del Lazio e i loro segreti”.


Castello di Torre Alfina-Veduta tra i fiori di un glicine

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Il fiabesco Castello di Torre Alfina spicca tra un glicine in fiore. Senza dubbio questo borgo meraviglioso – sospeso fra Lazio, Umbria e Toscana – merita di essere visitato soprattutto nelle mezze stagioni.


Veduta del Castello dei Conti d’Aquino e di Roccasecca Vecchia

Roccasecca-Castello dei Conti d'Aquino, veduta 1 RCRLB

Una suggestiva veduta del Castello dei Conti d’Aquino e di Roccasecca Vecchia dalla strada per Colle San Magno. Qui siamo davvero in uno dei “paesaggi segreti” del Lazio, ancora pressoché sconosciuto “al grande pubblico” malgrado la vicinanza con l’A1. Situati nei pressi dell’antico confine fra Stato della Chiesa e Regno di Napoli, questi affascinanti ruderi dominano la bassa Valle del Melfa e quella del Liri e sono legati alla figura di San Tommaso d’Aquino che qui, secondo una leggenda, ebbe i natali. Per approfondimenti: “I Castelli perduti del Lazio e i loro segreti”.


Veduta romantica di Rota

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L’autunno inoltrato sulla Tolfa lascia senza fiato. Le infinite sfumature della vegetazione donano al paesaggio un aspetto romantico e vagamente malinconico. La strada fra Civitella Cesi e Rota permette velocemente di inoltrarsi da nord in questo scenario selvaggio ove l’impatto delle opere dell’uomo è rimasto bassissimo. Ad un certo punto la visione del borgo-castello di Rota, con ai suoi piedi il Fiume Mignone, dà l’impressione di ammirare un dipinto del XVIII secolo.