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La Roccaguglielma ad Esperia

Situata alle pendici del Monte Cecubo, sul versante orientale dei Monti Aurunci, a circa 500 m. slm, l’arcigna Roccaguglielma domina il borgo di Esperia e un panorama vastissimo sulla Bassa Ciociaria. Per sapere di più di questo castello e degli itinerari della zona: “I castelli perduti del Lazio… e i loro segreti”.


La Forchetta del Diavolo: una finestra sulla storia

Nota come la “Forchetta del Diavolo”, una suggestiva torre campanaria in rovina svetta fra le colline a sud-ovest del Lago di Bolsena, a poca distanza da Marta. Assieme ad altri ruderi è quel che resta del Castello di Monte Leano, insediamento medievale assai importante ma tuttora poco conosciuto. Conteso fra Tuscania e Viterbo, si pensa che il sito venne abbandonato nel 1349 in seguito a un violento terremoto. Fino a pochi anni fa tale complesso era impreziosito da una cornice paesaggistica completamente integra che colpiva lo sguardo e scaldava il cuore degli animi sensibili. Oggi purtroppo lo sfondo è squarciato da impianti energetici di ogni tipo che hanno annichilito la poesia della zona, segno di una speculazione ingorda e senza freni: un attacco senza precedenti alla nostra terra e al Creato, di cui pagheremo presto il conto sotto tutti gli aspetti.


La porta di Castel d’Asso

Conosciuta per la sua monumentale necropoli etrusca, la località di Castel d’Asso – nei pressi di Viterbo – è qualificata anche dalla presenza delle pittoresche rovine di un castello medievale. Costruito su un pianoro circondato da burroni, nel più classico paesaggio etrusco, colmo di poesia, il fortilizio regala romantici panorami. Per saperne di più: “I castelli perduti del Lazio e i loro segreti”.


Salita alla Rocca Guidonesca

Al cospetto delle suggestive rovine della Rocca Guidonesca (XIII sec.), che domina il “borgo fantasma” di Rocchettine (Torri in Sabina). A poche centinaia di metri è il delizioso paese di Rocchette (già Rocca Bertalda), oggi in via di recupero e colmo di scorci pittoreschi. Sotto il diretto controllo del Vescovo, Rocchette e Rocchettine formarono un punto di controllo strategico sulla Valle dell’Aia, importante via di comunicazione della Sabina medievale, mentre oggi costituiscono un complesso paesaggistico di straordinario valore. Per saperne di più: “I castelli perduti del Lazio e i loro segreti”.


La Cascata del Molinaccio al Rio Chiaro

Via auguriamo Buon Santo Stefano con un’immagine della pittoresca Cascata del Rio Chiaro, perla sconosciuta situata nella selvaggia e misteriosa Valle del Ferriere, nei pressi di Castel Cellesi e a poca distanza dall’agriturismo – nostra “struttura amica” – del Molinaccio al Rio Chiaro.


Il cielo sulla Rocca dei Colonna

Il cielo sopra la poderosa fortezza dei Colonna a Castel San Pietro Romano.


Le rovine di Poggio Poponesco

Poste nel cuore del misterioso e solitario Cicolano, a poca distanza da Fiamignano, le rovine del Castello di Poggio Poponesco si affacciano, con fascino epico, sul verde intenso della Valle del Salto: per saperne di più “I castelli perduti del Lazio… e i loro segreti”.


Rocca dei Prefetti di Vico a Vetralla

Un’inedita visione della trecentesca Rocca dei Prefetti di Vico a Vetralla.


Torre del Fiscale dal Parco degli Acquedotti

La Torre del Fiscale emerge fra i ruderi degli acquedotti romani nell’omonimo parco della Capitale, formando un “quadretto” di quelli amati dal vedutismo del Grand Tour.


Fra le rovine della Rocca Vecchia di Respampani

Esplorando i resti di questo borgo fortificato, risalente al X o XI secolo, esso appare molto più vasto rispetto a quanto ci si possa aspettare. Nel susseguirsi di edifici in abbandono, talvolta monumentali, ad un certo punto capita di “perdersi” in quel che appare come un vero e proprio “intrico” di vicoli creato dalle abitazioni in rovina. Lo spazio è però sempre ben delimitato dal ciglio della collina, che scende ripido verso i fossi che chiudono a cuneo l’area dell’antico abitato. Davvero un luogo magico la Rocca Vecchia di Respampani!


La Torre dell’Isola Conversina

Le rovine della Torre dell’Isola Conversina (o Torre Stroppa), costruita nell’Alto Medioevo su un antico sito falisco, lungo un diverticolo della Via Amerina. Appartenne al Monastero dei Santi Cosma e Damiano in Mica Aurea, poi San Cosimato, a Trastevere.


La Villa dei Quintili dall’Appia Antica

Costruita nella prima metà del II secolo d. C. da due nobili consoli, la grandiosa Villa dei Quintili si affaccia con i suoi ruderi su uno degli angoli più suggestivi della Via Appia Antica, a pochi chilometri a sud di Roma. Al fascino storico e paesaggistico si sommano in questo luogo svariate leggende popolari: per saperne di più si faccia riferimento alla nostra guida “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.


Roma-Dettaglio al Circo Massenzio

Un particolare del pittoresco Circo Massenzio (IV sec.), uno degli angoli più belli dell’Appia Antica.


Fra le rovine di Chia

Fra le tenebrose rovine di Chia in una fredda serata di fine autunno. Per un itinerario completo sulla zona: “Lazio. i luoghi del mistero e dell’insolito”.


Il Castello dei Conti d’Aquino e la Luna

Il Castello dei Conti d’Aquino, a Roccasecca Vecchia, si illumina in un pomeriggio autunnale, “sorvegliato” dalla Luna. Per maggiori info: “I castelli perduti del Lazio… e i loro segreti”.


La Torre di Presciano

Pressoché sconosciuta sia a livello turistico che storico, la medievale Torre di Presciano si erge nel cuore di un’azienda vinicola, sulle dolci colline che da Velletri digradano verso la Pianura Pontina.


Colombario romano di Piantorena

Sono numerosi sul versante laziale della Teverina i colombari d’epoca etrusco-romana, come questo in loc. Piantorena, nei pressi di Grotte di Santo Stefano.


Celleno Vecchia, al calar delle tenebre…

Dopo il tramonto, al calar dell’oscurità, il fascino sinistro di Celleno Vecchia arriva al suo apice… Per saperne di più: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito” – vol. 1.


Rocchettine a novembre

Uno dei nostri soggetti preferiti, il borgo-castello “perduto” di Rocchettine, in una tipica veste novembrina. Per saperne di più: “I castelli perduti del Lazio… e i loro segreti”.


Rovine di Torre Raminga

Risalendo dall’Agro Romano orientale verso le pendici dei Monti Prenestini, a poca distanza da Gallicano e in direzione di Poli, si ergono solitarie le rovine di Torre Raminga, affiancate da un vecchio casale: dominano un paesaggio collinare di rara bellezza, simile a un giardino in cui si alternano prati, boschi e frutteti, punteggiato qua e là da ruderi e monumenti di svariate epoche. Tali amene alture celano invero selvaggi valloni, ancora per certi versi “segreti” – malgrado la stretta vicinanza con Roma -, tuttavia in tempi recenti divulgati dalle ottime guide escursionistiche dell’amico Luigi Plos (nella collana “Luoghi segreti a due passi da Roma”).