Archivi tag: provincia di viterbo

La Battaglia di Grotte Santo Stefano

Nei pressi della Via Teverina, pochi chilometri a nord di Viterbo, una piccola e struggente lapide immersa nella quiete dei campi ricorda un poco conosciuto episodio bellico della Seconda Guerra Mondiale avvenuto in territorio laziale. Si tratta della Battaglia di Grotte Santo Stefano, qui avvenuta il 10 giugno 1944 che vide gravi perdite sia dalla parte britannica sia da quella tedesca.


“La Strage degli Innocenti” a Montefiascone

Un particolare toccante dell’affresco, probabilmente trecentesco, che ritrae la Strage degli Innocenti, nella romanica Chiesa di San Flaviano a Montefiascone: situata proprio sulla Francigena, si tratta di un monumento che incanta per la bellezza – ancora poco conosciuta – dei suoi cicli pittorici. Un’immagine che nel suo significato risulta sempre attuale, poiché oggi come in passato il Potere non si fa certo scrupoli di trucidare innocenti per raggiungere i propri scopi.


“Bagnoreia”

Le colline dell’entroterra di Bagnoregio – oggi sempre più minacciate dalla follia ideologica del “Green” (ossia speculazione energetica senza scrupoli) – custodiscono uno dei paesaggi storici e identitari più importanti ed integri del Lazio. Accanto alla bellezza della campagna e dei casali si trovano anche delle piccole perle come questo antico cippo di confine (XVII sec.?), nei pressi della località Pratoleva, che riporta il vecchio toponimo di “Bagnoreia” e che segnava nelle epoche passate il punto in cui determinate risorse (legname, pascolo, raccolta di frutti spontanei, ecc…) erano riservate al popolo bagnorese.


La Grotta della Madonna delle Carceri a Civita di Bagnoregio

La suggestiva Grotta della Madonna delle Carceri a Civita di Bagnoregio, lungo la medievale Via Romea-Germanica, che oggi come un tempo saluta il viandante/escursionista che proviene da Lubriano. Probabilmente sede di una tomba etrusca, fino al 1695 era circondata da case, allorquando un terribile terremoto fece crollare quella parte del borgo risparmiando la cappella. Per saperne di più su Civita e i suoi misteri: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito – vol. 1”.


La Compagnia del Borgo all’Ottava Medievale di Orte

Un momento della coinvolgente esibizione di giocoleria, percussioni ed acrobazie della Compagnia Gli Acrobati del Borgo, durante l’edizione 2022 dell’Ottava Medievale di Orte.


Il Cimitero del Commonwealth presso Montefiascone

Lo struggente e malinconico Cimitero del Commonwealth, lungo la Cassia, fra Bolsena e Montefiascone. Vi riposano oltre 600 salme di soldati alleati caduti durante gli scontro con l’esercito tedesco nel 1944. Situato su una magnifica collina in vista del lago, si tratta davvero di un luogo da visitare “in punta di piedi”, che invita alla riflessione: fuori dalla banale retorica istituzionale dei “caduti per la Patria”, noi preferiamo ricordare queste anime come vittime di immani menzogne (o di brutali coercizioni), le stesse che il Potere sistematicamente e periodicamente impone ai popoli allo scopo di attuare i propri piani.


Alba sul Lago di Bolsena

Il versante di Gradoli è uno dei più belli e tuttavia meno conosciuti del Lago di Bolsena. Non offre i tramonti di Bolsena o Montefiascone ma in compenso regala delle albe commoventi.


Le mura medievali di Tuscania

Al cospetto delle brune mura tufacee d’origine medievale che cingono il centro storico di Tuscania: una bellezza senza tempo che non passa inosservata al visitatore. Per saperne di più Tuscania e delle sue leggende: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.


Il pescatore sul lago al crepuscolo

Un poetico crepuscolo sul Lago di Bolsena, con un pescatore impegnato nel suo lavoro mentre sullo sfondo si adagia sulla sua penisola il borgo di Capodimonte, illuminato dalle ultime, timide luci di una calda giornata estiva. Svetta la Rocca Farnese, depositaria di molte leggende, fra cui quella – in realtà suffragata da testimonianze storiche – che diede spunto all’ideazione alla famosissima fiaba de “La Bella e la Bestia”… Per saperne di più: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito – vol. 1”.


Le volte di San Francesco a Viterbo

L’intreccio di volte a crociera della Chiesa di San Francesco a Viterbo. Elevata a rango di “basilica minore” nel 1949, la chiesa sorge nei pressi di Piazza della Rocca e Porta Fiorentina, nella zona nord del centro storico. Fu costruita dai francescani a partire dal 1237 in stile romanico-gotico e custodisce i sepolcri di due papi – ossia Clemente IV e Adriano V – e di altri importanti personaggi medievali.


Lungo la Francigena di Proceno

Lungo la Via Francigena di Proceno, immersi fra i grandi spazi della campagna tosco-laziale, si è accompagnati costantemente dai resti di antico selciato che emergono dalla ben più ampia sede stradale moderna. Come altrove nella Tuscia e in genere nel Lazio, forte è la sensazione di “camminare sulla storia”.


La Rocca di Radicofani da Trevinano

Nell’estremo lembo settentrionale del Lazio, subito a nord di Acquapendente, il paesaggio assume connotati antichi, sia per la sua integrità sia per i grandi spazi, ora agresti ora selvaggi, che “dialogano” con le contigue colline toscane, formando un quadro fermo al Medioevo anche grazie alla presenza di numerosi borghi arroccati e coronati da castelli: come la Rocca di Radicofani, famosa per le gesta di Ghino di Tacco, “conte-bandito” che visse a cavallo fra XIII e XIV secolo imperversando sulla Via Francigena. Fu citato sia da Boccaccio, nel “Decamerone”, sia da da Dante, nel VI canto del “Purgatorio” («Quiv’era l’Aretin che da le braccia /
fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte») parlando del giurista Benincasa da Laterina, giudice senese ucciso proprio da Ghino.


EVENTO – Da Lubriano a Civita di Bagnoregio lungo i selvaggi crinali dei calanchi

evento precedente: “L’Eremo di San Leonardo a Roccantica e i tesori nascosti del borgo”.


Le colline della Tuscia da Monte Jugo

Torniamo a Monte Jugo dopo un paio di anni e ci meravigliamo per l’ennesima volta della bellezza del panorama che si ammira dalle pendici di questa modesta elevazione vulcanica, situata fra Montefiascone e Viterbo. Siamo sul tracciato della Via Francigena che collega i due suddetti centri, in una tappa famosa per la presenza di un lungo tratto di basolato romano ben preservato dell’antica Cassia. I pellegrini compiono questo percorso con gli occhi colmi di gioia per lo splendore di queste testimonianze e per la dolcezza della campagna viterbese, rivestita a maggio di magnifiche fioriture. Nel periodo primaverile la struggente “ruralità” della Tuscia si esalta ancor più mentre lo sfondo di Montefiascone con la Rocca dei Papi e la grande cupola di Santa Margherita arricchiscono il paesaggio con importanti dettagli architettonici.


Le grotte segrete del Fiora

La Valle del Fiora è una delle valli più uniche e spettacolari del Lazio. Non “paradisiaca” come quella del Mignone, ha tuttavia un aspetto misterioso e a tratti minaccioso che affascina e lascia talvolta irretiti. Una delle sue caratteristiche meno note è la presenza di numerose grotte, alcune delle quali abitate in epoca preistorica. Si aprono spesso nelle bancate di travertino, che creano situazioni ambientali stranianti per la zona, vicine a quelle di montagna e non certo alla Tuscia. Ecco nell’immagine una magnifica grotta – nei pressi di Vulci – al cui interno scorre un ruscello formando una serie di vasche naturali di acqua limpidissima. Fuori di essa, una cascata scroscia con fini rivoli simili a capelli sino al Fiume Fiora, che a sua volta si fa largo fra enormi massi. Uno spettacolo sublime che ci rammenta ancora una volta quanto sia straordinaria l’Etruria e in particolare la Maremma Laziale.


Palazzo Sforza a Proceno

Costruito a metà del Cinquecento forse su progetto dell’architetto fiorentino Giovanni Lippi (ma si ipotizza un intervento del Sangallo il Giovane sul portale), Palazzo Sforza fu voluto dal cardinale Guido Ascanio Sforza, al tempo governatore di Proceno per la Santa Sede. Domina la piazzetta principale del paese e all’interno custodisce affreschi e decorazioni, nonché un vasto Museo della civiltà contadina; splendido il panorama dalla terrazza e dalle finestre verso la Valle del Paglia e il borgo stesso di Proceno nella sua parte medievale.


Arrivo ad Acquapendente

Il monumentale arrivo da sud al centro storico di Acquapendente lungo la Via Cassia-Francigena, annunciato dagli edifici medievali della Torre Julia de Jacopo e della Basilica del Santo Sepolcro. Questa piacevole cittadina è allietata nella terza domenica di maggio dalla famosa Festa dei Pugnaloni, antica festa tradizionale caratterizzata da splendidi quadri “floreali” dedicati ognuno ad uno specifico tema sociale, culturale o religioso.


La “Capanna del carbonaro” sul Rufeno

Alle pendici del Monte Rufeno, nel fitto della foresta, una capanna colpisce l’escursionista e lo induce alla sosta. Si tratta della ricostruzione di una capanna di carbonai e nelle immediate vicinanze si vedono le carbonaie. In alcuni punti del bosco i carbonai realizzavano delle piccole “piazzole” e installavano questi insediamenti ma oramai nei boschi si riconoscono – se si ha l’occhio esperto – soltanto gli “spiazzi” mentre ovviamente queste costruzioni sono del tutto scomparse, anche perché erano stagionali e dunque non permanenti. La capanna nella foto fu realizzata a scopo didattico da Alessandro Fani, uno degli ultimi “carbonari” d’Italia, scomparso pochi anni fa e che noi abbiamo avuto la fortuna di conoscere e frequentare. Oggi rimane il suo amore per questi luoghi che aleggia nel bosco, dove sembra echeggiare il suo dolce eloquio. Poco a valle è il Casale Felceto, custode di altre memorie contadine, con una piccola scuola rurale del primi del Novecento.


Il “paesaggio epico” del Castello di Vulci

Il Lazio è ricco di luoghi fiabeschi, troppo spesso negletti e dimenticati, quasi mai celebrati come meriterebbero. Non è il caso di Vulci, che ogni anno “abbaglia” con la sua strepitosa bellezza migliaia di visitatori: oltre alle importanti vestigia etrusco-romane, il monumento di maggiore attrazione è senza dubbio il Castello dell’Abbadia, con il suo fossato colmo d’acqua, i suoi panorami incantevoli e lo spettacolare Ponte del Diavolo. Ma per rendersi pienamente conto degli elementi “epici” e “fantastici” di questo paesaggio bisogna ammirare dal basso il complesso della singolare fortezza, ossia dal Fiume Fiora. Scesi qui con un sentiero avventuroso, si rimane letteralmente “a bocca aperta” di fronte a tanta magnificenza: un ringraziamento all’amico Luigi Plos (autore della collana di successo “Luoghi segreti a due passi da Roma”) per averci accompagnato ad ammirarla.


Le Cascate di Monte Gelato

Utilizzate per numerosi set cinematografici e pubblicitari e frequentatissime dai gitanti di Roma Nord (e non solo), le Cascate di Monte Gelato sono un’icona del paesaggio fluviale della Tuscia. Formate da alcuni pittoreschi salti del Treja e di altri suoi piccoli affluenti, affascinano con la loro semplice ed immediata bellezza, arricchita dalla presenza di mulini medievali.