Archivi tag: paesaggio agrario

Panorama dalla cima del Monte Rufeno

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Lo splendido panorama dalla cima del Monte Rufeno (738 m. s. l. m.), all’estremo nord del Lazio, ove la Provincia di Viterbo confina con la Provincia di Siena. Un’area protetta bellissima, per lo più composta da boschi di querce, tutela questa piccola montagna posta a dominio della Valle del Paglia e di tutta la magnifica zona collinare del cosiddetto “Lazio toscano”: spicca in questo paesaggio senza tempo il Monte Amiata con le sue foreste di faggio e castagno. 


Rovine di Cencelle-Veduta da lontano

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Le suggestive rovine medievali di Cencelle spiccano fra i campi della Valle del Mignone, verdissimi e fioriti fra aprile e la prima metà di maggio, nella magnifica zona conosciuta come le “Terre della Farnesiana”, ai piedi dei Monti della Tolfa, in cui confluiscono i confini dei Comuni di Civitavecchia, Allumiere e Tarquinia. La struttura turrita “a corona” ricorda la toscana Monteriggioni ma in questo caso non si tratta di un borgo turistico e vivo bensì di una cosiddetta “città morta”, una delle tante che costellano l’entroterra del Lazio. Per maggiori informazioni si consiglia la lettura di “Le città perdute del Lazio” dell’amico Emanuele Zampetti.


Campagna presso Settevene

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La magnifica ed enigmatica campagna in località Settevene, sulla strada fra la Cassia e Trevignano Romano. Appare straordinario che ancora nel 2017 ci siano paesaggi così incontaminati a mezz’ora dal GRA di Roma: eppure questa è la magia del territorio subito a nord della Capitale, un patrimonio immenso da tutelare e far conoscere di più. 


Colline sabine da Collevecchio

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Siamo quasi giunti a maggio e questo è un periodo ideale per visitare la Sabina Tiberina. Il verde della vegetazione e dei campi regna ovunque e regala sensazioni di pura pace. Affacciandosi dalle mura di Collevecchio si può ammirare l’armonia con cui gli insediamenti umani – borghi, ville e casali – si inseriscono nel dolce paesaggio agreste di questa porzione di Sabina: un esempio tutto sommato di “buon governo” del territorio, da cui sarebbe d’uopo far partire un più ampio progetto di tutela e valorizzazione della zona, con l’istituzione di un Parco agricolo e culturale della Sabina.


Paesaggio etrusco nella Valle del Marta

Valle del Marta-Paesaggio presso Montebello 1 RCRLB.JPG

Aprile e maggio sono i mesi migliori per visitare la stupenda Valle del Marta, cuore dell’antica Etruria meridionale. Vastissimi pascoli e campi di grano si estendono fino all’orizzonte fra dolci colline, pianori e selvagge forre. Qua e là case contadine e vecchi casali segnano una presenza umana che finora è rimasta piuttosto limitata. Fra Tuscania e Tarquinia si estende il tratto più spettacolare della valle, in particolare nei dintorni della località Montebello. 


Paesaggio-giardino nella Valle del Farfa

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Mai come in questo periodo, quando la primavera esplode in mille colori, la Valle del Farfa offre un esempio eloquente di “paesaggio-giardino”. Siliquastri e ciliegi competono nel chiazzare rispettivamente di fucsia e bianco le colline, mentre i campi iniziano a punteggiarsi di fioriture spontanee: uno spettacolo da non perdere. 


Colline sabine presso Poggio Mirteto

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Le dolci e variopinte colline della Sabina Tiberina dalla strada che sale dallo scalo di Poggio Mirteto all’omonimo paese. La primavera è ormai esplosa nelle valli sabine, punteggiate da borghi, ville e casali.


All’inizio della primavera sulla Strada dei vini e dei sapori della Teverina Viterbese

Anche se l’exploit dei vigneti (che ad ottobre si tingono di arancio e rubino) è ancora lontano, nel periodo primaverile è comunque assai piacevole percorrere la cosiddetta “Strada del Vino e dei Sapori della Teverina Viterbese”, che, snodandosi lungo la Valle del Tevere, collega la zona di Bomarzo a quella di Castiglione e ad Orvieto. La strada, che in parte ricalca il tracciato della SP Teverina (ossia il suo tratto pianeggiante), offre un piacevole e rilassante paesaggio agreste, prima prevalentemente a pascolo e seminativo, poi caratterizzato da estesi vigneti. Interessanti le varie deviazioni possibili che, al di là della celebre Bomarzo, portano a conoscere numerosi altri borghi di un certo interesse (Mugnano, Montecalvello, Roccalvecce, Civitella d’Agliano, Sermugnano, ecc.) e soprattutto paesaggi straordinari, come la Valle dei Calanchi che si può raggiungere deviando per Vaiano all’altezza della località Pian della Breccia (Civitella d’Agliano), per terminare infine ad Orvieto passando per le magnifiche colline di Tordimonte.

Teverina-Tenuta di Castelvecchio di Bomarzo 1 RCRLB

Teverina-Casale fra Mugnano e Sipicciano RCRLB

Teverina-Campagna presso Sipicciano 1 RCRLB

Teverina-Casale presso Sipicciano 1 RCRLB

Teverina-Campagna presso Monte Pimpia 2 RCRLB

Teverina-Strada del vino, campagna presso Civitella d'Agliano 1 RCRLB

Teverina-Casale presso Civitella d'Agliano RCRLB

Civitella d'Agliano-Veduta da lontano RCRLB

Teverina-Stradina ai piedi di Civitella d'Agliano RCRLB

Teverina-Campagna presso Case Nuove 1a RCRLB

Castiglione in Teverina-Veduta da lontano 3 RCRLB

Teverina-Chiesetta rurale presso Castiglione 1 RCRLB

Castiglione in Teverina-Veduta 1 RCRLB

Teverina-Strada del vino, campagna presso Castiglione 1a RCRLB

Castiglione in Teverina-Chiesa della Madonna delle Macche 1 RCRLB

Valle dei Calanchi-Strada della Lega, paesaggio 15 RCRLB

Valle dei Calanchi-Strada della Lega, paesaggio 1 RCRLB

Teverina-Strada del vino, campagna presso Castiglione 2 RCRLB

Teverina-Strada del vino, paesaggio fra Castiglione e Tordimonte 1 RCRLB

Teverina-Campagna presso Tordimonte 2 RCRLB

Teverina-Paesaggio presso Tordimonte RCRLB


Aprile nella Maremma Laziale

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Aprile è forse il mese migliore per godere il paesaggio nelle zone interne della Maremma Laziale. In particolare le valli del Marta e del Mignone, coi loro grandi spazi, in buona parte ancora incontaminati, si prestano a semplici e gratificanti passeggiate o a spettacolari percorsi a cavallo e in mountain bike. Tutto in questo mese è verde: dai boschi ai campi coltivati e ai pascoli, spesso ricoperti da incantevoli fioriture, in un ambiente a tratti paradisiaco. La foto ritrae la magnifica campagna fra Tarquinia e Tuscania, nei pressi di Montebello, una delle aree senz’altro più belle di questo vasto e tuttora poco conosciuto territorio. 


Panorama dalla cima del Monte Calvilli

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Un altro scenario stupendo dall’Anti-Appennino Sud del Lazio: il panorama dalla cima del Monte Calvilli, “tetto” dei Monti Ausoni, sorprende l’escursionista per la wilderness delle montagne intorno, che conservano tutto il fascino del paesaggio pastorale arcaico. Qui la vista è sul borgo di Pastena, nota per le sue suggestive grotte carsiche, che si adagia con la sua caratteristica forma circolare nelle fertili pianure ausoniche: nel centro storico è la casa di famiglia dell’indimenticabile Nino Manfredi.


Paesaggio sabino a Colle Sala

Date le quote poco elevate, a dicembre le colline della Sabina Tiberina giungono all’apice per quanto riguarda le sfumature tardo-autunnali della vegetazione. Dopo tale malinconica esuberanza inizierà il lungo riposo dell’inverno. Una delle zone più belle e meno conosciute è quella di Magliano Sabina, al confine con la Provincia di Terni. Si consiglia una passeggiata lungo il crinale del Vocabolo Colle Sala: vi si si arriva dalla Via Flaminia prendendo le indicazioni per l’omonima contrada e passando prima per un’interessante “gelateria agricola”. Nella zona si trova una chiesetta rurale (moderna). Stupende le vedute sulle colline d’intorno e sui borghi di Cicignano e Chiorano.

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Panorama da Civitella d’Agliano

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Il magnifico panorama da Civitella d’Agliano sulla Valle dei Calanchi. Di certo meno conosciuto e celebrato della vicina Civita di Bagnoregio, questo borgo della Teverina conserva tuttavia un eccezionale interesse urbanistico e paesaggistico.


Veduta romantica di Rota

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L’autunno inoltrato sulla Tolfa lascia senza fiato. Le infinite sfumature della vegetazione donano al paesaggio un aspetto romantico e vagamente malinconico. La strada fra Civitella Cesi e Rota permette velocemente di inoltrarsi da nord in questo scenario selvaggio ove l’impatto delle opere dell’uomo è rimasto bassissimo. Ad un certo punto la visione del borgo-castello di Rota, con ai suoi piedi il Fiume Mignone, dà l’impressione di ammirare un dipinto del XVIII secolo. 


Campagna ai piedi di Monteleone Sabino in autunno

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In autunno inoltrato le colline della Sabina interna si rivestono di mille sfumature grazie alla straordinaria varietà vegetazionale della zona: aceri, tigli, pioppi, noci, ciliegi, ornielli, querce, castagni e altre piante si sommano alle essenze sempreverdi come il leccio e l’olivo componendo una meravigliosa armonia di colori. Qui siamo nella splendida campagna ai piedi di Monteleone Sabino, luogo di importanti ritrovamenti archeologici.


Campagna nella “valle segreta” di Artena

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Ai piedi di Artena ma invisibile dalle strade principali, si apre una delle valli agricole più suggestive dei Monti Lepini. Per arrivarci occorre divincolarsi fra una serie di viuzze asfaltate e poi sterrate che partono dalla strada principale per Colleferro. Queste colline disegnano un vero e proprio “quadro” di bucolica bellezza meritevole di tutela e valorizzazione.


Scorcio “agro-urbano” di Rieti

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Uno splendido scorcio autunnale di Rieti dai campi che costeggiano il Fiume Velino e che in parte tutt’oggi bordano il suo centro storico. Sottovalutata per decenni, Rieti sta vivendo negli ultimi tempi una “rinascita” all’insegna della qualità della vita e del turismo “lento”. Piste ciclabili e passeggiate urbane ed extraurbane disegnano il quadro di una città “a misura d’uomo” dove l’edificato e gli spazi agricoli e naturali convivono in un rapporto armonioso seppur assai delicato.


Castell’Araldo presso Marta

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Una veduta da lontano del complesso di Castell’Araldo, presso Marta, di cui rimangono pochi ruderi affiancati da una chiesetta. L’insediamento appartenne ai Cavalieri Templari, posto a controllo del traffico sulla strada di collegamento fra il Mar Tirreno e il Lago di Bolsena.


Campagna di Giulianello a settembre

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L’incantevole campagna che circonda il Lago di Giulianello, a poca distanza dall’omonimo paesino, frazione di Cori. Siamo in una zona di transizione fra Monti Lepini, Colli Albani e Pianura Pontina, in cui il paesaggio alterna pascoli e seminativi creando uno scenario dai grandi spazi. 


Campo fiorito presso Celleno

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Oltre all’infiorescenza dei ciliegi nei primi di aprile, la splendida campagna di Celleno offre in primavera altre magnifiche fioriture (trifoglio, papavero, margherita, ecc…) nei campi coltivati ad erbaio. Qui siamo nella località La Fossa, che a dispetto del nome è uno dei punti più panoramici che si incontrano sulla Via Teverina. Sullo sfondo si intravede l’alto e snello campanile di Castel Cellesi.


La Valle del Tevere da Stimigliano

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La Valle del Tevere vista da Stimigliano, piccolo borgo della Sabina Tiberina. La costruzione dell’outlet e più recentemente di una brutta centrale biogas ai piedi del Monte Soratte hanno scalfito ma non cancellato la bellezza di questo paesaggio ampio e armonioso. Si auspica una consapevolezza maggiore da parte delle amministrazioni al fine di salvaguardare e valorizzare questi territori ancora così splendidi.