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Panorama da Anticoli Corrado

Anticoli Corrado è un borgo delizioso e appartato alle pendici dei Monti Ruffi. Fu amato dai viaggiatori europei del tardo Grand Tour, soprattutto dai pittori per via del paesaggio nonché dei “volti” del luogo, che ritrassero in numerosi dipinti, tant’è che le “muse di Anticoli” divennero talvolta vere e proprie modelle o persino artiste esse stesse. Ricco di scorci pittoreschi e sede di un interessante museo dedicato agli artisti che vi furono attivi, Anticoli ancora oggi ammalia per i suoi panorami dove lo sguardo spazia indisturbato sull’integra Media Valle dell’Aniene, vero “polmone verde” ai margini dell’area metropolitana di Roma. Un paese dunque che sintetizza il “gusto per il bello” a 360° (natura, arte, architettura, corpo, sensualità) che caratterizzava le nostre terre fino a non molto tempo fa, e che andrebbe valorizzato in un’ottica di turismo culturale di alto livello.


Panorama da Torrita Tiberina

Compresa nell’ormai storica Riserva Naturale Tevere-Farfa, Torrita Tiberina è un piacevole paese alle porte di Roma nord, caratterizzato – come la vicina Nazzano – da una notevole qualità della vita. Oltre ad alcuni preziosi monumenti – per esempio le torri della cinta muraria (risalenti addirittura al VII secolo, nell’ambito del cosiddetto “Corridoio bizantino”) da cui il suo toponimo – questo tranquillo e appartato borgo offre un panorama incantevole in ogni direzione sulla Valle del Tevere, che serpeggia con arditi meandri in una zona magnifica fra la Sabina e la Campagna Romana. L’affaccio più emozionante – e uno dei più peculiari dell’intero Lazio – è quello che si apre nei pressi dello slargo principale dell’abitato, a fianco del monumento ai caduti, laddove la profondità del paesaggio (che giunge sino ai Monti Cornicolani e ai Colli Albani), ricorda, all’alba o al tramonto, le vedute dei pittori vedutisti del Grand Tour: colpiscono il Biondo Fiume, con il suo smagliante azzurro nelle belle giornate, e l’integrità complessiva del territorio che si estende in direzione della Capitale (nonostante gli scempi compiuti negli ultimi anni da una politica cialtrona tra Passo Corese e Fiano Romano). Un punto panoramico davvero straordinario quello di Torrita, che meriterebbe una sistemazione migliore con la potatura delle piante che attualmente tendono a celarlo e con panchine inserite in uno spazio pedonale, insieme a un tabellone che ne evidenzi il valore estetico e culturale.


Roccalvecce, il sogno romantico…

Come sanno bene i nostri lettori, abbiamo un debole per questo solitario villaggio della Teverina Viterbese. Roccalvecce infatti conserva un’intatta urbanistica medievale, perfettamente integrata con il paesaggio circostante, sul quale offre ampi e indimenticabili panorami. Negli ultimi tempi questo borgo sembra vivere una timida riscoperta, dopo decenni di oblio, anche grazie ai suoi pochi abitanti che si impegnano a renderlo accogliente malgrado attualmente non vi siano attività commerciali o di ristorazione ma esclusivamente la possibilità di pernottare in un sistema di “albergo diffuso” simboleggiato dal bel Castello Costaguti (visitabile su prenotazione). In ogni caso crediamo sia solo questione di tempo poiché, sulla scia del grande successo delle dirimpettaie Sant’Angelo e Celleno, il turismo non tarderà ad innamorarsi di Roccalvecce e della sua atmosfera misteriosa e romantica.


La Valle Aricina dalla strada per Albano

Malgrado lo “sprawl urbano” che ha colpito questa zona come il resto dei Colli Albani, la Conca di Ariccia (nota come “Valle Aricina” e anticamente occupata da un lago) mantiene una sua particolare suggestione per una miriade di motivi: per la marcata morfologia vulcanica, per la completa visione del borgo di Ariccia – uno dei più pittoreschi fra i “Castelli Romani” – nonché per i miti antichi, i ricordi popolari e non ultime le memorie legate al periodo d’oro del Grand Tour quando questo paesaggio veniva immortalato nelle tele dei più grandi “vedutisti” europei del tempo. La foto è scattata dalla strada che – provenendo da Genzano – percorre il bordo del cratere conducendo ad Albano Laziale: uno scorcio “sfuggente” poiché semi occultato da recinzioni, siepi, arbusti spontanei e costruzioni di ogni tipo e che viceversa meriterebbe uno spazio attrezzato per permettere ai turisti di ammirare il panorama con tranquillità non fosse altro per la sua grande importanza storica.


Le case di Castel di Tora

Il pittoresco borgo di Castel di Tora, uno dei più belli del Lazio e senza dubbio il più visitato della Valle del Turano. Domina l’abitato una rocca dell’XI secolo, di origine longobarda e appartenuta all’Abbazia di Farfa.


Il profilo medievale di San Pellegrino

Uno splendido scorcio turrito del quartiere medievale di San Pellegrino a Viterbo, visto dalla suggestiva salita a Pianoscarano dal Ponte del Paradosso.


Veduta di Salisano

Uno scorcio del piccolo borgo di Salisano immerso nel suo aspro paesaggio, a balcone sulla Valle del Farfa.


Montattico, una gemma nel verde

Come una gemma segreta incastonata nel verde: Montattico è un remoto borgo della Val di Comino occidentale, che la tradizione vuole sorto sul sito di una villa appartenuta a Tito Pomponio Attico, amico (nonché editore) di Cicerone. L’area del paese è caratterizzata da numerosi pozzi per la raccolta dell’acqua piovana. Posto alle pendici del Monte Cairo, questo piccolo villaggio dà accesso al mondo di wilderness di Campo del Popolo e degli altri aspri altopiani carsici, solcati da antichissimi tratturi.


Il Castello di San Vittorino

Il tenebroso Castello di San Vittorino, che “accoglie” i pochi visitatori che giungono in questa isolata e sconosciuta frazione di Roma. Un tesoro da valorizzare e promuovere.


Veduta di Roviano

Una veduta di Roviano, borgo situato nel cuore della Valle dell’Aniene. Ospita un castello medievale originariamente edificato dall’Abbazia di Santa Scolastica a Subiaco, che nel corso dei secoli appartenne a diverse famiglie aristocratiche romane come i Colonna e i Barberini.


Scorcio di Alvito

Le case di Alvito, splendido borgo della Val di Comino caratterizzato dalla successione di agglomerati posti a diverse altitudini: nella parte più alta la frazione di Castello, che ospita l’antica fortezza dei Cantelmo. Per saperne di più. “I castelli perduti del Lazio… e i loro segreti”.


Montefiascone al crepuscolo, da Monte Orsone

Una romantica veduta crepuscolare di Montefiascone dai verdi e incontaminati pascoli di Monte Orsone, affascinante località situata su Via Capobianco, nei pressi della cittadina, ad oltre 500 metri s.l.m..


Intorno alla Francigena, a nord di Proceno

La cosiddetta “variante della Via Francigena” da Ponte a Rigo (in Toscana) a Proceno attraversa l’intero territorio a settentrione di questo piccolo ma bellissimo borgo. Più lungo del percorso ufficiale, che segue in gran parte la trafficata Via Cassia, permette al camminatore di non interrompere il tranquillo pellegrinare in uno dei paesaggi storici più intatti d’Italia nonché uno degli scenari rurali più incantevoli al mondo. Siamo all’estremo Nord del Lazio, e il profumo della natura si intreccia con la suggestione della storia: gli antichi paesi che a corona ci sorvegliano dall’alto, adagiati sulle verdi pendici dell’Amiata, del Penna, del Cetona e del Rufeno, sembrano nel complesso riproporre un dipinto del Rinascimento. Per il fotografo vedutista è ovviamente un “paradiso” e si consiglia (oltre alla stagione primaverile) di deviare ogni tanto dal tracciato della Romea, per trovare angoli panoramici insoliti e diversi. Stesso discorso vale per il pittore en plein air che qui dovrà davvero sforzarsi per scegliere un punto piuttosto che un altro… Un patrimonio unico per la nostra regione, da custodire gelosamente e da far conoscere al turismo internazionale: da tutto ciò può e deve ripartire l’Italia.


Rocca dei Prefetti di Vico a Vetralla

Un’inedita visione della trecentesca Rocca dei Prefetti di Vico a Vetralla.


Montalto di Castro dalle sue campagne

Una deliziosa vista di Montalto di Castro dalle sue fertili campagne, sulla frequentata strada per Vulci, in un’uggiosa giornata di inizio maggio.


Latera e la sua conca: nel cuore della Signoria dei Farnese

Una veduta bellissima di Latera, uno dei gioielli della Signoria dei Farnese nella Tuscia, ai quali si deve l’omonimo palazzo, frutto della ristrutturazione di un preesistente castello voluta da Ranuccio Farnese il Vecchio agli inizi del Quattrocento e completato dal Vignola nel 1550. Il piccolo borgo appare come una “bomboniera” nel verde dei boschi dei colli volsini, mentre sullo sfondo si estende la fertile e verde Conca di Latera, ricca di selvaggina e foriera di luoghi misteriosi tutti da scoprire (chiese rurali, solfatare, vecchie miniere, ecc…): luoghi, questi, in cui arte, storia e natura e persino archeologia industriale si sposano alla perfezione.


Al tramonto, da Montebello di Tuscania

Torniamo sempre volentieri a Montebello, solitaria e panoramica località fra Tuscania e Tarquinia: ci innamoriamo ogni volta della sua eterea campagna (che ricorda molto quella del Basso Senese, seppur assai meno nota e celebrata), dei suoi colori, dei suoi profumi. Qui il “paesaggio etrusco” svela il suo volto più “laborioso”, in una perfetta interazione uomo-ambiente. Peccato che ormai la speculazione energetica senza freni stia letteralmente assediando queste magnifiche colline che purtroppo, per incapacità e ignavia delle istituzioni, non ricevono tuttora un’adeguata tutela.


L’antico vulcano Cimino

Dalle incontaminate praterie di Marcolino, presso Bomarzo (ai margini della Riserva Naturale di Monte Casoli e del Monumento Naturale di Corviano), si apre una delle più belle viste della Tuscia sui Monti Cimini, che emergono con le loro pronunciate forme vulcaniche. Le ultime luci della giornata marcano i canaloni tra le foreste di faggi e castagni, creando un’atmosfera pittorica che ricorda certi dipinti del Corot nella Campagna Romana.


Bomarzo dalla località Marcolino: la quiete prima della tempesta?

La perfezione formale di Bomarzo, cittadella medievale e poi rinascimentale con gli interventi degli Orsini nel XVI secolo, ideatori del famoso Parco dei Mostri (o Sacro Bosco) – nonché dell’omonimo palazzo-castello ben visibile nella foto. Qui siamo nella stupenda e panoramica località Marcolino, circa al confine con il Comune di Vitorchiano, in un freddo ed uggioso pomeriggio di aprile. Da questa località – al confine con la Riserva di Monte Casoli di Bomarzo -oltre a godere di magnifici panorami è possibile accedere in modo particolarmente spettacolare alla Valle del Vezza, con tutti i suoi tesori archeologici inestimabili e riscoperti negli ultimi anni: l’insediamento rupestre di Monte Casoli (la “piccola Matera della Tuscia”), i sepolcri romani, il mondo onirico dei “Sassi dei predicatori”, il sito rupestre di Corviano e il “bosco megalitico” del “Pietreto” (Monumento Naturale Regionale), ecc… il tutto in un paesaggio eccezionalmente integro e pittoresco. Ebbene forse nel prossimo futuro questa diventerà un'”immagine storica” poiché su questi stessi prati è prevista la costruzione di un mega impianto fotovoltaico a terra. Sì avete capito bene, non è uno scherzo anche se potrebbe sembrarlo: in effetti anche l’aver anche solo potuto presentare questo scandaloso e demenziale progetto costituisce l’ennesimo insulto al patrimonio culturale, unico al mondo, di una terra – la Tuscia, il Lazio – che sta venendo letteralmente fatta a pezzi da un’amministrazione dalla cosa pubblica caratterizzata – a tutti i livelli – non soltanto da incompetenza e ignoranza assolute ma spesso da ben altro…. (come dimostrano recenti gravissimi fatti accaduti in Regione), e certamente indegna di gestire luoghi di cotanta importanza e bellezza.


Romantico Pincio

Uno dei romantici scorci sulla Città Eterna dal Pincio, indorata da una calda luce crepuscolare primaverile…