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Lungo la Francigena di Proceno

Lungo la Via Francigena di Proceno, immersi fra i grandi spazi della campagna tosco-laziale, si è accompagnati costantemente dai resti di antico selciato che emergono dalla ben più ampia sede stradale moderna. Come altrove nella Tuscia e in genere nel Lazio, forte è la sensazione di “camminare sulla storia”.


La Rocca di Radicofani da Trevinano

Nell’estremo lembo settentrionale del Lazio, subito a nord di Acquapendente, il paesaggio assume connotati antichi, sia per la sua integrità sia per i grandi spazi, ora agresti ora selvaggi, che “dialogano” con le contigue colline toscane, formando un quadro fermo al Medioevo anche grazie alla presenza di numerosi borghi arroccati e coronati da castelli: come la Rocca di Radicofani, famosa per le gesta di Ghino di Tacco, “conte-bandito” che visse a cavallo fra XIII e XIV secolo imperversando sulla Via Francigena. Fu citato sia da Boccaccio, nel “Decamerone”, sia da da Dante, nel VI canto del “Purgatorio” («Quiv’era l’Aretin che da le braccia /
fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte») parlando del giurista Benincasa da Laterina, giudice senese ucciso proprio da Ghino.


Le colline della Tuscia da Monte Jugo

Torniamo a Monte Jugo dopo un paio di anni e ci meravigliamo per l’ennesima volta della bellezza del panorama che si ammira dalle pendici di questa modesta elevazione vulcanica, situata fra Montefiascone e Viterbo. Siamo sul tracciato della Via Francigena che collega i due suddetti centri, in una tappa famosa per la presenza di un lungo tratto di basolato romano ben preservato dell’antica Cassia. I pellegrini compiono questo percorso con gli occhi colmi di gioia per lo splendore di queste testimonianze e per la dolcezza della campagna viterbese, rivestita a maggio di magnifiche fioriture. Nel periodo primaverile la struggente “ruralità” della Tuscia si esalta ancor più mentre lo sfondo di Montefiascone con la Rocca dei Papi e la grande cupola di Santa Margherita arricchiscono il paesaggio con importanti dettagli architettonici.


Arrivo ad Acquapendente

Il monumentale arrivo da sud al centro storico di Acquapendente lungo la Via Cassia-Francigena, annunciato dagli edifici medievali della Torre Julia de Jacopo e della Basilica del Santo Sepolcro. Questa piacevole cittadina è allietata nella terza domenica di maggio dalla famosa Festa dei Pugnaloni, antica festa tradizionale caratterizzata da splendidi quadri “floreali” dedicati ognuno ad uno specifico tema sociale, culturale o religioso.


Proceno: fra Medioevo e Rinascimento

Nel borgo di Proceno si mescolano il linguaggio medievale – esemplificato dal Castello, oggi Bisoni Cecchini – e quello rinascimentale – simboleggiato da Palazzo Sforza. Ma anche nelle campagne l’atmosfera austera della Via Francigena si sovrappone a quella emanata dall’ordine e dall’armonia “umanistica” del paesaggio procenese, in un mix fra storia e natura di elevatissimo valore storico, culturale ed estetico. Qui nella foto, una vista suggestiva di Proceno dal magnifico tracciato della “variante” della Francigena, sempre più frequentato ed apprezzato dai pellegrini.


Le mura di Viterbo

Le spettacolari e ben conservate mura urbiche della Viterbo medievale sono tuttora un patrimonio poco conosciuto, celebrato e valorizzato. Sul lato ovest, a ridosso di Valle Faul, meriterebbero di certo un parco tematico che andrebbe ad unirsi ad un altro auspicabile parco archeologico, quello cioè della Cassia antica/Francigena.


Fra terme e leggende, alle porte di Viterbo

Una delle zone più interessanti, misteriose e suggestive dei dintorni di Viterbo è senza dubbio quella “termale”, recentemente vincolata dalla Soprintendenza: qui, non lontano dalla Via Cassia antica e dalla Via Francigena, a due passi dalle Terme dei Papi, fra pozze e vasche di acqua solfurea ipertermale, ruderi romani e medievali, casali storici, stradine la cui origine si perde nella notte dei tempi, ogni angolo racconta una leggenda, un aneddoto, una memoria.


Campi dorati sulla Francigena, alle porte di Proceno

La variante Ponte a Rigo-Proceno è uno dei tratti più emozionanti della Via Francigena nel Lazio. Siamo nella Valle del Paglia e vagare in questi luoghi regala non soltanto “quadri” che paiono spesso fermi alla metà del Novecento – al tempo dei nostri nonni o bisnonni, insomma – ma in generale un senso di libertà, bellezza e armonia in un’atmosfera così “slow” da spezzare completamente i ritmi stressanti o le brutture delle periferie cui molti di noi – volenti o nolenti – sono costretti. Alla fine della primavera, poi, i campi di grano e orzo che accompagnano il percorso “sorridono” al camminatore con il loro “manto d’oro” evocando ricordi, emozioni, radici. La lieve brezza proveniente dalla non lontana Maremma e il frinire delle cicale completano il quadro di un “paesaggio segreto” che va assaporato ogni tanto anche ad occhi chiusi… Senza pensarci, infine, si giunge ai piedi del suggestivo borgo medievale di Proceno, “porta del Lazio”, che dunque appare di fronte ai nostri occhi con la bruna torre merlata del suo castello.


Intorno alla Francigena, a nord di Proceno

La cosiddetta “variante della Via Francigena” da Ponte a Rigo (in Toscana) a Proceno attraversa l’intero territorio a settentrione di questo piccolo ma bellissimo borgo. Più lungo del percorso ufficiale, che segue in gran parte la trafficata Via Cassia, permette al camminatore di non interrompere il tranquillo pellegrinare in uno dei paesaggi storici più intatti d’Italia nonché uno degli scenari rurali più incantevoli al mondo. Siamo all’estremo Nord del Lazio, e il profumo della natura si intreccia con la suggestione della storia: gli antichi paesi che a corona ci sorvegliano dall’alto, adagiati sulle verdi pendici dell’Amiata, del Penna, del Cetona e del Rufeno, sembrano nel complesso riproporre un dipinto del Rinascimento. Per il fotografo vedutista è ovviamente un “paradiso” e si consiglia (oltre alla stagione primaverile) di deviare ogni tanto dal tracciato della Romea, per trovare angoli panoramici insoliti e diversi. Stesso discorso vale per il pittore en plein air che qui dovrà davvero sforzarsi per scegliere un punto piuttosto che un altro… Un patrimonio unico per la nostra regione, da custodire gelosamente e da far conoscere al turismo internazionale: da tutto ciò può e deve ripartire l’Italia.


Rocca dei Prefetti di Vico a Vetralla

Un’inedita visione della trecentesca Rocca dei Prefetti di Vico a Vetralla.


Tardo autunno sulle colline di Trevinano

Dopo l’incursione fotografica sulle splendide colline di Proceno, torniamo nel cosiddetto “Lazio toscano”, magico lembo di terra di confine che per secoli segnò l’accesso allo Stato Pontificio per chi proveniva da nord sulla Via Francigena. Stavolta ci dirigiamo però dal lato opposto della valle e della Cassia, più a est, lungo i crinali cioè, altrettanto magnifici, che risalgono i fianchi della Valle del Tirolle con vasti panorami sulla Valle del Paglia, sull’Amiata e sulle altre alture toscane e soprattutto sul vicino Monte Rufeno con i suoi fitti querceti, ora rosseggianti. La strada d’accesso, che si stacca dalla Via Cassia, è la SP 51 in direzione di Trevinano, frazione di Acquapendente, unico centro abitato della zona, il più settentrionale di tutto il Lazio. Interessanti le chiesette rurali intorno al paese, dominato dall’elegante Castello Boncompagni-Ludovisi. Dalla provinciale si consiglia di piegare a sinistra prima di giungere a Trevinano seguendo le indicazioni per vari agriturismi: come a Proceno si può lasciare l’auto e passeggiare su tranquille sterrate in una campagna bella e curata, forse un pizzico più selvatica per la maggiore presenza di boschi: i suddetti panorami e i deliziosi scorci dei casali ornati da cipressi vi riempiranno gli occhi.
Chiaramente anche in questo caso l’itinerario è piacevolissimo in bici e le strade bianche sono generalmente in buone condizioni. Ma attenzione: rispetto alla zona di Proceno qui le pendenze e i dislivelli sono assai più impegnativi.


Proceno-Castello Cecchini

Proceno-Castello Cecchini 1 RCRLB

Il bel Castello Cecchini a Proceno, nell’Alta Tuscia, su cui aleggiano storie di presenze spettrali…


Acquapendente, sulla Via Francigena

Acquapendente-Scorcio con Torre del Barbarossa 1 RCRLB.JPG

L’eleganza formale di Acquapendente, cittadina sviluppatasi nel Medioevo sulla Via Francigena. Famosa per la Basilica del Santo Sepolcro, con la sua magnifica cripta romanica, è il primo centro del Lazio che si incontra provando da nord sulla Via Cassia.


Ponte sulla Cassia Antica

Lago di Bolsena-Turona, ponte sulla Cassia Antica 1 RCRLB

Un ponte di incerta origine lungo il tracciato dell’antica Cassia romana, ai piedi del colle di Turona e a poca distanza dalle rive del Lago di Bolsena, 

 


Tramonto dal lungolago di Bolsena

Lago di Bolsena-Tramonto da Bolsena 2 RCRLB.JPG

Un suggestivo tramonto dal lungolago di Bolsena in un pomeriggio invernale.


La Rocca di Radicofani

Radicofani-Veduta 1a RCRLB.JPG

Per secoli la Rocca di Radicofani rappresentò per i viaggiatori e i pellegrini europei sulla Via Francigena l’approssimarsi del confine fra il Granducato di Toscana e lo Stato della Chiesa, e quindi l’inizio del cosiddetto “Deserto Apostolico”. Ancora oggi, questa spettacolare zona ha l’aspetto di una solitaria marca di frontiera e pochi km dopo il bivio per Radicofani, venendo da nord, si entra nel Lazio all’altezza dell’antica dogana pontificia di Centeno.


Tramonto romantico da Poggio Nibbio

Mti Cimini-Tramonto verso il Lago di Bolsena 1 RCRLB.JPG

Ennesima immagine da questa altura ancora poco conosciuta, che regala atmosfere, scorci e panorami di straordinaria bellezza. Ecco un romantico tramonto autunnale verso il Lago di Bolsena, alle cui spalle si erge il Monte Amiata e altre elevazioni toscane. Poggio Nibbio e i Monti Cimini: davvero uno scrigno da esplorare con attenzione. 


Scorcio di Proceno

Proceno-Scorcio con castello 1 RCRLB.JPG

Uno scorcio di Proceno, borgo dell’Alta Tuscia posto ai confini con la Toscana, nei pressi della Via Francigena. Il paese, d’aspetto rustico e nobile assieme, è dominato dall’elegante mole tufacea del Castello Cecchini, un tempo appartenuto addirittura agli Sforza di Milano, ed oggi sede di un ricercato albergo. 


Monti Cimini-Panorama da Poggio Nibbio

Mti Cimini-Poggio Nibbio, paesaggio 1 RCRLB.JPG

L’altura di Poggio Nibbio (896 m. s. l. m.) è uno dei pochi spazi aperti dei Monti Cimini: caratterizzato da castagni e querce secolari e da estesi prati ricchi di fioriture, offre un magnifico panorama sul Vulcano Cimino e i suoi colli avventizi, nonché su un’ampia parte della Tuscia fino ai primi rilievi toscani. 


Bolsena-Collegiata di Santa Cristina

Bolsena-Collegiata di S. Cristina, facciata 5 RCRLB.JPG

L’elegante facciata rinascimentale della Collegiata di Santa Cristina a Bolsena. La chiesa, situata lungo la Via Francigena, custodisce le memorie dei “miracoli” legati alla figura di Santa, da cui scaturì nel 1264 la festa del Corpus Domini. Per saperne di più: “Lazio: i luoghi del mistero e dell’insolito”.