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Vedute del Monte Autore a metà ottobre

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Il magnifico panorama che si gode dalle Vedute del Monte Autore, nel cuore dei Monti Simbruini, a pochi km dall’area sciistica di Livata-Campo dell’Osso. Appaiono la profonda Valle del Simbrivio, ricoperta da immense foreste di faggio ed acero e le cime principali dei Simbruini, ossia Viglio, Cotento e Tarino. Sopra i 1600-1700 m. il foliage è già quasi tardo-autunnale, con le distese rosseggianti di boschi mentre più in basso, fino a quota 1.000 circa l’autunno è nel suo colmo più spettacolare, con gli aceri accesi di rosso e di giallo a chiazzare come esplosioni di colore le faggete, che sfumano dal verde delle piante più “pigre” all’arancio e al rosso mattone di quelle più avanti nella depigmentazione.

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Scorcio di Proceno

Proceno-Scorcio con castello 1 RCRLB.JPG

Uno scorcio di Proceno, borgo dell’Alta Tuscia posto ai confini con la Toscana, nei pressi della Via Francigena. Il paese, d’aspetto rustico e nobile assieme, è dominato dall’elegante mole tufacea del Castello Cecchini, un tempo appartenuto addirittura agli Sforza di Milano, ed oggi sede di un ricercato albergo. 


Monti Cimini-Panorama da Poggio Nibbio

Mti Cimini-Poggio Nibbio, paesaggio 1 RCRLB.JPG

L’altura di Poggio Nibbio (896 m. s. l. m.) è uno dei pochi spazi aperti dei Monti Cimini: caratterizzato da castagni e querce secolari e da estesi prati ricchi di fioriture, offre un magnifico panorama sul Vulcano Cimino e i suoi colli avventizi, nonché su un’ampia parte della Tuscia fino ai primi rilievi toscani. 


Il Monte Rufeno da Acquapendente

Mte Rufeno-Veduta da Acquapendente 1 RCRLB

Una classica visuale del Monte Rufeno e dell’omonima riserva naturale da Acquapendente, in questo ottobre che man mano inizia a mostrare i colori autunnali.


Bagnaia-Villa Lante

Bagnaia-Villa Lante, paesaggio 1 RCRLB.JPG

Il proverbiale scorcio panoramico di Villa Lante della Rovere, presso Viterbo. Voluta dal cardinale Gambara alla metà del XVI secolo, ed attribuita al Vignola, è una delle più riuscite espressioni di giardino all’italiana e di villa manierista, ricca di fontane e giochi d’acqua, sculture ed architetture che dialogano in modo perfetto con il paesaggio silvestre dei Monti Cimini. Un piccolo capolavoro di armonia e raffinatezza che non smette di stupire.


Alatri-Scorcio della Piazza di Santa Maria Maggiore

Alatri-Piazza S. Maria Maggiore, scorcio 1 RCRLB.JPG

Uno scorcio della bella Piazza di Santa Maria Maggiore ad Alatri, su cui prospettano l’omonima collegiata in stile romanico-gotico, l’elegante, ottocentesca Fontana Pia (in primo piano) ed altre nobili architetture, fra cui Palazzo Conti-Gentili, d’origine duecentesca, col suo monumentale orologio solare. 


Castel Cardinale presso Tuscania

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Uno scorcio di Castel Cardinale, fra Tuscania e Viterbo. Situato in un paesaggio altamente suggestivo, si tratta di uno dei “manieri perduti” più segreti e sconosciuti del Lazio, poiché invisibile dalle strade principali e da qualsiasi altura o cittadina circostante. Per saperne di più sulla sua storia e sul come arrivarci, si consiglia la lettura della nostra guida: “I castelli perduti del Lazio”


Valle del Sacco-Tenuta de La Polledrara

Valle del Sacco-Tenuta de La Polledrara 1 RCRLB.JPG

L’Alta Valle del Sacco intorno a Paliano, al confine fra Ciociaria e Campagna Romana, conserva per buona parte un paesaggio agrario “dai grandi spazi”, grazie alla sopravvivenza di estese tenute nobiliari, secondo una strutturazione del territorio che per secoli caratterizzò l’intero territorio intorno a Roma. Fra queste la Tenuta de La Polledrara merita una menzione speciale per la particolare integrità e per la cura che ne hanno i proprietari attuali, eredi dei Colonna. Nella zona sono numerosi ruderi antichi e medievali, come la pittoresca Torre dei Piscoli, già ben visibile dall’ottimo agriturismo che costituisce il cuore della tenuta.


Il Giro della Rupe di Orvieto

Tutti conoscono Orvieto per i suoi celeberrimi monumenti, come il Duomo ed il Pozzo di San Patrizio. Pochi però percorrono il Giro della Rupe, che costituisce tuttavia una delle attrazioni da non perdere di questa magnifica cittadina dell’Alta Tuscia, amministrativamente umbra ma culturalmente molto affine al Lazio. Il sentiero ad anello, di circa 6 km, offre molteplici spunti di tipo naturalistico, paesaggistico, geologico, storico ed archeologico: assai interessante ad esempio la vista dall’alto della Necropoli del Crocifisso del Tufo, famosa per le sue iscrizioni etrusche. La lunga camminata consente inoltre di apprezzare anche la particolare posizione di confine paesaggistico di Orvieto: mentre la campagna a sud-ovest è figlia del territorio vulcanico dei Monti Volsini, lo stesso che può vedersi da Bagnoregio o da Bolsena (e di cui Orvieto fa geologicamente parte), le colline sedimentarie ed argillose a nord, che spezzano bruscamente l’area vulcanica, preannunciano già il paesaggio senese; ad est invece, oltre il Fiume Paglia è il classico paesaggio promiscuo dell’Umbria. Qui di seguito alcune immagini che speriamo possano invogliare il lettore ad intraprendere questo semplice e godibile itinerario escursionistico, ottimo nelle giornate estive poiché per lo più ombreggiato. Si consiglia di accedere al Giro della Rupe da Porta Rocca (affianco al Monumento dei Caduti e alla Rocca Albornoziana) e al bivio andare a sinistra per godere al ritorno di una veduta spettacolare delle stessa fortezza.

Orvieto-Veduta con vigneto 1 RCRLB - Copia

Orvieto-Monumento ai Caduti 1 RCRLB

Orvieto-Rocca Albornoz, scorcio panoramico 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, Porta Rocca (o Soliana) 5 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, Postierla 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, Postierla, dettaglio 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, Postierla, scorcio 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, mura 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, scorcio 8 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, scorcio 7 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, scorcio 6 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, scorcio 4 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, rupi 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, panorama 3 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, panorama 2 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, panorama 1 RCRLB (2)

Orvieto-Giro della Rupe, veduta di Rocca Ripisena 1 RCRLB

Orvieto-Chiesa di Crocifisso del Tufo 1 RCRLB

Orvieto-Chiesa della Madonna del Velo 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, panorama verso l'abbazia 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, Abbazia dei SS Anastasio e Martirio 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, Rocca Albornoz 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, scorcio 9 RCRLB


Tramonto sul Lago di Bolsena

Lago di Bolsena-Tramonto dal lungolago di Bolsena RCRLB.jpg

Un infuocato tramonto estivo sul Lago di Bolsena.


Tivoli-Tempio della Sibilla

Tivoli-Tempio della Sibilla 1 RCRLB.JPG

Tivoli è uno dei luoghi “mitici” del Lazio. Nel periodo del Grand Tour, fra Settecento ed Ottocento, la cittadina ospitò alcuni fra i più grandi artisti, scrittori ed intellettuali del mondo, affascinati dall’incomparabile paesaggio tiburtino: Tivoli divenne addirittura una delle icone del vedutismo e uno dei soggetti più ritratti in assoluto. Oggi purtroppo le cose sono molto cambiate da allora: Tivoli continua ad attrarre per le sue magnifiche ville (Adriana, d’Este e Gregoriana) ma il suo paesaggio e lo stesso abitato storico hanno subito più che altrove le ingiurie della speculazione edilizia feroce e spietata della seconda metà del Novecento. Si conservano tuttavia scorci di somma bellezza, che tutt’oggi incantano il visitatore, come quello nella foto in cui i ruderi della classicità convivono armoniosamente con le case medievali e rinascimentali e con una natura aspra e selvaggia.


Veduta di Paliano al tramonto

Paliano-Veduta da Piglio al tramonto 1 RCRLB.JPG

Veduta di Paliano al tramonto, da Piglio. Colli sovrapposti e paralleli, linee oblique di boschi che si intersecano fino a coronarsi con la grande Fortezza dei Colonna. I rari campanili gareggiano con i cipressi qua e là. Il profilo di questo borgo dalle vecchie case cadenti è semplice ma elegante. Lo sfondo si sfuma al tramonto lasciando intravedere fertili terre coltivate o lasciate al pascolo, spesso antiche tenute nobiliari. Chiude il paesaggio il Vulcano Laziale nel suo versante morfologicamente più tormentato. Un dipinto creato non dalla mano di un artista famoso ma da lavorio della natura, della storia e degli antenati. Una bellezza da godere gratuitamente dalle terrazze dei paesi circostanti, in particolare da Piglio, Serrone ed Olevano.


Castello di Torre Astura

Torre Astura-Veduta 1 RCRLB

Inserito in un vasto poligono militare, all’interno del Comune di Nettuno, il medievale Castello di Torre Astura (XII-XV sec.) con il suo pittoresco ponte forma uno degli angoli più magici del litorale laziale. Lasciato purtroppo da anni nel degrado senza una pur minima politica di tutela e valorizzazione – colpevoli tutti gli enti interessati al territorio, dal Ministero della Difesa al Comune di Nettuno – questo tratto di costa meriterebbe una seria politica di recupero e manutenzione al fine di svilupparvi un turismo ambientale che potrebbe andare ben oltre la stagione estiva, creando sviluppo locale “sano” e posti di lavoro. Il mare ancora piuttosto limpido, il castello sospeso nel mare come un isolotto, l’antistante villa settecentesca, le rovine di una villa romana appartenuta a Cicerone, le dune e la macchia mediterranea, la splendida pineta, il Fiume Astura: sono tutti valori naturalistici, storici, archeologici e paesaggistici che costituiscono un patrimonio straordinario per il Lazio e per l’Italia che non può continuare ad essere sprecato ed umiliato. 


Scorcio di Magliano Sabina

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La cittadina di Magliano Sabina, ad una settantina di chilometri a nord dal centro di Roma, sorveglia l’autostrada col suo profilo al contempo elegante e rustico. Può essere considerata come la “seconda capitale” della Sabina Tiberina, dopo Poggio Mirteto, come importanza storica, artistica, demografica ed urbanistica, e di sicuro costituisce il punto di riferimento per il settore settentrionale di questo territorio, al confine con la Regione Umbria e quindi con la Sabina umbra.


Case di Sperlonga dal basso

Sperlonga-Scorcio dal basso 1 RCRLB

Uno scorcio di Sperlonga, magnifico borgo marinaro della Riviera d’Ulisse, lungo l’antica via Flacca, nella cosiddetta “Campania laziale”. Senz’altro uno dei luoghi di villeggiatura balneare più belli del Lazio, se non il più bello in assoluto, non solo per la suggestione del centro storico ma anche per l’acqua limpida del suo mare.


Ferentino-Chiesa di Santa Maria Maggiore, particolare scultoreo

Ferentino-Chiesa di S. Maria Maggiore, particolare 1 RCRDC.jpg

Le città d’arte della Ciociaria sono un serbatoio infinito per lo studioso o il semplice appassionato di architettura. Spesso inoltre appaiono dettagli o veri e propri simboli, volti a formare un complesso percorso di “iconografia magica” che più volte abbiamo affrontato sia nella guida “Lazio, i luoghi del mistero e dell’insolito” sia nel nostro blog. Molti dei monumenti di questa terra appaiono infatti collegati dal recupero e della conservazione di un’antica sapienza: si è parlato spesso di Pelasgi e di Ciclopi nonché di Templari, ma non mancano rimandi a figure “mitiche” del Medioevo italiano ed europeo come Federico II di Svevia. Ferentino è sicuramente uno dei centri più sorprendenti della Ciociaria: la piccola scultura della foto è presa dalla facciata della splendida Chiesa di Santa Maria Maggiore, del XIII secolo, in stile gotico cistercense.


Abbazia di Valvisciolo, facciata

Abbazia di  Valvisciolo-Facciata 1 RCRLB.jpg

La semplice ed elegante facciata romanica dell’Abbazia cistercense di Valvisciolo, situata nei pressi di luoghi importanti come Ninfa, Bassiano, Norba e Sermoneta, alle pendici dei Monti Lepini. Impreziosito da un magnifico chiostro, il monumento, di antichissima origine, custodisce un rarissimo esempio di “Sator circolare” oltre che innumerevoli altri esempi di “iconologia magica”. Sull’abbazia aleggiano curiose leggende legate ai Templari (per saperne di più: “Lazio, i luoghi del mistero e dell’insolito”). 


Paesaggio presso Torri in Sabina

Mti Sabini-Panorama presso Torri in Sabina RCRLB

Il bellissimo ed armonioso paesaggio della Sabina Tiberina nei pressi di Torri. Sullo sfondo lo splendido borgo di Casperia. Il verde rigoglioso della vegetazione rende la zona particolarmente accogliente (e fotogenica) anche in un’estate particolarmente calda e siccitosa come questa.


Castello di Poggio Poponesco

Fiamignano-Castello di Poggio Poponesco 1 RCRLB.JPG

Il Cicolano, “terra di mezzo” fra Sabina ed Abruzzo, possiede uno dei “paesaggi medievali” più suggestivi e meglio conservati del Lazio. Innumerevoli piccoli borghi arroccati come presepi punteggiano le fitte foreste di querce, faggi e castagni, donando spesso panorami superbi sul Lago del Salto. Molti anche i castelli, quasi sempre in rovina, come quello di Poggio Poponesco, dall’aspetto epico, posto a dominio della Valle del Salto e del paese di Fiamignano: per saperne di più si faccia riferimento alla nostra guida “I castelli perduti del Lazio e i loro segreti”.


Paesaggio sabino nella Valle del Tevere

Valle del Tevere-Paesaggio con Mte Soratte presso Collevecchio 1 RCRLB.JPG

Il magnifico paesaggio rurale della Sabina Tiberina dalla splendida strada tra la Flaminia, il bivio per Collevecchio, Borgo Nuovo e Santa Maria in Vescovio. E’ dominato da vicino dalla mole inconfondibile del Monte Soratte, luogo di misteri e leggende