Archivi tag: paesaggio

Vedute del Monte Autore a metà ottobre

Mti Simbruini-Vedute del Mte Autore 4 RCRLB.JPG

Il magnifico panorama che si gode dalle Vedute del Monte Autore, nel cuore dei Monti Simbruini, a pochi km dall’area sciistica di Livata-Campo dell’Osso. Appaiono la profonda Valle del Simbrivio, ricoperta da immense foreste di faggio ed acero e le cime principali dei Simbruini, ossia Viglio, Cotento e Tarino. Sopra i 1600-1700 m. il foliage è già quasi tardo-autunnale, con le distese rosseggianti di boschi mentre più in basso, fino a quota 1.000 circa l’autunno è nel suo colmo più spettacolare, con gli aceri accesi di rosso e di giallo a chiazzare come esplosioni di colore le faggete, che sfumano dal verde delle piante più “pigre” all’arancio e al rosso mattone di quelle più avanti nella depigmentazione.

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Il Monte Rufeno da Acquapendente

Mte Rufeno-Veduta da Acquapendente 1 RCRLB

Una classica visuale del Monte Rufeno e dell’omonima riserva naturale da Acquapendente, in questo ottobre che man mano inizia a mostrare i colori autunnali.


Valle del Sacco-Tenuta de La Polledrara

Valle del Sacco-Tenuta de La Polledrara 1 RCRLB.JPG

L’Alta Valle del Sacco intorno a Paliano, al confine fra Ciociaria e Campagna Romana, conserva per buona parte un paesaggio agrario “dai grandi spazi”, grazie alla sopravvivenza di estese tenute nobiliari, secondo una strutturazione del territorio che per secoli caratterizzò l’intero territorio intorno a Roma. Fra queste la Tenuta de La Polledrara merita una menzione speciale per la particolare integrità e per la cura che ne hanno i proprietari attuali, eredi dei Colonna. Nella zona sono numerosi ruderi antichi e medievali, come la pittoresca Torre dei Piscoli, già ben visibile dall’ottimo agriturismo che costituisce il cuore della tenuta.


Il Giro della Rupe di Orvieto

Tutti conoscono Orvieto per i suoi celeberrimi monumenti, come il Duomo ed il Pozzo di San Patrizio. Pochi però percorrono il Giro della Rupe, che costituisce tuttavia una delle attrazioni da non perdere di questa magnifica cittadina dell’Alta Tuscia, amministrativamente umbra ma culturalmente molto affine al Lazio. Il sentiero ad anello, di circa 6 km, offre molteplici spunti di tipo naturalistico, paesaggistico, geologico, storico ed archeologico: assai interessante ad esempio la vista dall’alto della Necropoli del Crocifisso del Tufo, famosa per le sue iscrizioni etrusche. La lunga camminata consente inoltre di apprezzare anche la particolare posizione di confine paesaggistico di Orvieto: mentre la campagna a sud-ovest è figlia del territorio vulcanico dei Monti Volsini, lo stesso che può vedersi da Bagnoregio o da Bolsena (e di cui Orvieto fa geologicamente parte), le colline sedimentarie ed argillose a nord, che spezzano bruscamente l’area vulcanica, preannunciano già il paesaggio senese; ad est invece, oltre il Fiume Paglia è il classico paesaggio promiscuo dell’Umbria. Qui di seguito alcune immagini che speriamo possano invogliare il lettore ad intraprendere questo semplice e godibile itinerario escursionistico, ottimo nelle giornate estive poiché per lo più ombreggiato. Si consiglia di accedere al Giro della Rupe da Porta Rocca (affianco al Monumento dei Caduti e alla Rocca Albornoziana) e al bivio andare a sinistra per godere al ritorno di una veduta spettacolare delle stessa fortezza.

Orvieto-Veduta con vigneto 1 RCRLB - Copia

Orvieto-Monumento ai Caduti 1 RCRLB

Orvieto-Rocca Albornoz, scorcio panoramico 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, Porta Rocca (o Soliana) 5 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, Postierla 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, Postierla, dettaglio 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, Postierla, scorcio 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, mura 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, scorcio 8 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, scorcio 7 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, scorcio 6 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, scorcio 4 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, rupi 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, panorama 3 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, panorama 2 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, panorama 1 RCRLB (2)

Orvieto-Giro della Rupe, veduta di Rocca Ripisena 1 RCRLB

Orvieto-Chiesa di Crocifisso del Tufo 1 RCRLB

Orvieto-Chiesa della Madonna del Velo 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, panorama verso l'abbazia 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, Abbazia dei SS Anastasio e Martirio 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, Rocca Albornoz 1 RCRLB

Orvieto-Giro della Rupe, scorcio 9 RCRLB


Veduta di Paliano al tramonto

Paliano-Veduta da Piglio al tramonto 1 RCRLB.JPG

Veduta di Paliano al tramonto, da Piglio. Colli sovrapposti e paralleli, linee oblique di boschi che si intersecano fino a coronarsi con la grande Fortezza dei Colonna. I rari campanili gareggiano con i cipressi qua e là. Il profilo di questo borgo dalle vecchie case cadenti è semplice ma elegante. Lo sfondo si sfuma al tramonto lasciando intravedere fertili terre coltivate o lasciate al pascolo, spesso antiche tenute nobiliari. Chiude il paesaggio il Vulcano Laziale nel suo versante morfologicamente più tormentato. Un dipinto creato non dalla mano di un artista famoso ma da lavorio della natura, della storia e degli antenati. Una bellezza da godere gratuitamente dalle terrazze dei paesi circostanti, in particolare da Piglio, Serrone ed Olevano.


Paesaggio presso Torri in Sabina

Mti Sabini-Panorama presso Torri in Sabina RCRLB

Il bellissimo ed armonioso paesaggio della Sabina Tiberina nei pressi di Torri. Sullo sfondo lo splendido borgo di Casperia. Il verde rigoglioso della vegetazione rende la zona particolarmente accogliente (e fotogenica) anche in un’estate particolarmente calda e siccitosa come questa.


Panorama dalla cima del Monte Rufeno

Mte Rufeno-Panorama dalla cima 1 RCRLB

Lo splendido panorama dalla cima del Monte Rufeno (738 m. s. l. m.), all’estremo nord del Lazio, ove la Provincia di Viterbo confina con la Provincia di Siena. Un’area protetta bellissima, per lo più composta da boschi di querce, tutela questa piccola montagna posta a dominio della Valle del Paglia e di tutta la magnifica zona collinare del cosiddetto “Lazio toscano”: spicca in questo paesaggio senza tempo il Monte Amiata con le sue foreste di faggio e castagno. 


Monte di Cambio a giugno

Qui di seguito alcune immagini dal Monte di Cambio, una delle cime maggiori del gruppo dei Monti Reatini, ben noti per la presenza preponderante del Terminillo. Il sentiero più battuto, che si consiglia di percorrere nel mese di giugno, parte dalla località Fontenuova, nei pressi di Leonessa, raggiungibile dalla magnifica strada Vallonina. Il sentiero presenta una prima parte nella faggeta per poi aprirsi completamente in uno splendido paesaggio carsico fino alla vetta della montagna (2081 m. s. l. m.). Notevoli i panorami su tutte le catene montuose dell’Appennino Centrale – con in primo piano ovviamente il Terminillo e le sue dirupate pareti-nord – e sul sottostante Piano di Leonessa, ben coltivato e punteggiato da minuscoli borghi medievali.

Mti Reatini-Mte di Cambio, paesaggio con Rifugio Maiolica 1 RCRLB.JPG

Mte di Cambio-Pascolo 2 RCRLB

Mte di Cambio-Pascolo 1 RCRLB

Mte di Cambio-Paesaggio carsico 3 RCRLB

Mte di Cambio-Paesaggio carsico 1 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama lungo il percorso 4 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama lungo il percorso 3 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama lungo il percorso 2 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama lungo il percorso 1 RCRLB

Mte di Cambio-Fioritura 1 RCRLB

Mte di Cambio-Fioritura 2 RCRLB

Mte di Cambio-Fioritura 4 RCRLB

Mte di Cambio-Fioritura 3 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, sentiero 1 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, scorcio lungo il sentiero 3 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, scorcio lungo il sentiero 2 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, scorcio lungo il sentiero 1 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, scorcio lungo il sentiero 4 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, scorcio lungo il sentiero 5 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama lungo il percorso 6 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama lungo il percorso 5 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, campo fiorito lungo il percorso 1 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, campo fiorito lungo il percorso 2 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, segnaletica 1 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, croce sulla vetta 1 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama dalla cima 2 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama dalla cima 1a RCRLB


Campagna presso Settevene

Mti Sabatini-Paesaggio in Loc. Settevene 2 RCRLB.JPG

La magnifica ed enigmatica campagna in località Settevene, sulla strada fra la Cassia e Trevignano Romano. Appare straordinario che ancora nel 2017 ci siano paesaggi così incontaminati a mezz’ora dal GRA di Roma: eppure questa è la magia del territorio subito a nord della Capitale, un patrimonio immenso da tutelare e far conoscere di più. 


Pascoli primaverili nella Valle del Mignone

Mti della Tolfa-Valle del Mignone, pascolo 3 RCRLB.JPG

Fra aprile e maggio i Monti della Tolfa danno spettacolo. Fioriture spontanee, spesso rare, chiazzano i campi e i pascoli mentre il verde domina su tutto: se ad aprile il fucsia dei siliquastri e il bianco degli asfodeli sono i protagonisti incontrastati del paesaggio, a maggio il “quadro” si fa più complesso, ospitando le prime trebbiature e l’esplosione dei fiori di trifoglio rosso con il loro color carminio. Nella foto siamo nel cuore della Valle del Mignone, ai piedi del Monte Piantangeli, nella zona forse più incontaminata dell’intera Etruria Laziale: mandrie di bovini maremmani e tolfetani e greggi di pecore donano allo scenario un aspetto senza tempo.


Scorcio di Sorano

Sorano-Veduta 1 RCRLB.JPG

A pochissimi chilometri dal confine con il Lazio, nella Maremma Grossetana, il borgo di Sorano emerge fra ardite gole tufacee, creando un quadro a dir poco spettacolare. La visita di questo paese è normalmente collegata alla triade delle “città del Tufo” (Pitigliano, Sovana e appunto Sorano) ma anche agli itinerari del Lago di Bolsena e dell’Orvietano.


Panorama dalla Necropoli dell’Ara del Tufo presso Tuscania

Tuscania-Necropoli dell'Ara del Tufo, paesaggio 1 RCRLB.JPG

Un panorama dalla Necropoli dell’Ara del Tufo sulla Valle del Marta: sullo sfondo si intravedono le torri di San Pietro a Tuscania. Per approfondimenti sulla zona: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.


Paesaggio-giardino nella Valle del Farfa

Valle del Farfa-Paesaggio presso Castel S. Pietro 1 RCRLB.JPG

Mai come in questo periodo, quando la primavera esplode in mille colori, la Valle del Farfa offre un esempio eloquente di “paesaggio-giardino”. Siliquastri e ciliegi competono nel chiazzare rispettivamente di fucsia e bianco le colline, mentre i campi iniziano a punteggiarsi di fioriture spontanee: uno spettacolo da non perdere. 


All’inizio della primavera sulla Strada dei vini e dei sapori della Teverina Viterbese

Anche se l’exploit dei vigneti (che ad ottobre si tingono di arancio e rubino) è ancora lontano, nel periodo primaverile è comunque assai piacevole percorrere la cosiddetta “Strada del Vino e dei Sapori della Teverina Viterbese”, che, snodandosi lungo la Valle del Tevere, collega la zona di Bomarzo a quella di Castiglione e ad Orvieto. La strada, che in parte ricalca il tracciato della SP Teverina (ossia il suo tratto pianeggiante), offre un piacevole e rilassante paesaggio agreste, prima prevalentemente a pascolo e seminativo, poi caratterizzato da estesi vigneti. Interessanti le varie deviazioni possibili che, al di là della celebre Bomarzo, portano a conoscere numerosi altri borghi di un certo interesse (Mugnano, Montecalvello, Roccalvecce, Civitella d’Agliano, Sermugnano, ecc.) e soprattutto paesaggi straordinari, come la Valle dei Calanchi che si può raggiungere deviando per Vaiano all’altezza della località Pian della Breccia (Civitella d’Agliano), per terminare infine ad Orvieto passando per le magnifiche colline di Tordimonte.

Teverina-Tenuta di Castelvecchio di Bomarzo 1 RCRLB

Teverina-Casale fra Mugnano e Sipicciano RCRLB

Teverina-Campagna presso Sipicciano 1 RCRLB

Teverina-Casale presso Sipicciano 1 RCRLB

Teverina-Campagna presso Monte Pimpia 2 RCRLB

Teverina-Strada del vino, campagna presso Civitella d'Agliano 1 RCRLB

Teverina-Casale presso Civitella d'Agliano RCRLB

Civitella d'Agliano-Veduta da lontano RCRLB

Teverina-Stradina ai piedi di Civitella d'Agliano RCRLB

Teverina-Campagna presso Case Nuove 1a RCRLB

Castiglione in Teverina-Veduta da lontano 3 RCRLB

Teverina-Chiesetta rurale presso Castiglione 1 RCRLB

Castiglione in Teverina-Veduta 1 RCRLB

Teverina-Strada del vino, campagna presso Castiglione 1a RCRLB

Castiglione in Teverina-Chiesa della Madonna delle Macche 1 RCRLB

Valle dei Calanchi-Strada della Lega, paesaggio 15 RCRLB

Valle dei Calanchi-Strada della Lega, paesaggio 1 RCRLB

Teverina-Strada del vino, campagna presso Castiglione 2 RCRLB

Teverina-Strada del vino, paesaggio fra Castiglione e Tordimonte 1 RCRLB

Teverina-Campagna presso Tordimonte 2 RCRLB

Teverina-Paesaggio presso Tordimonte RCRLB


Riflessi nel laghetto di Ninfa

Ninfa-Riflessi nel laghetto RCRLB

La primavera è senza dubbio la stagione della vita en plein air. E quindi ville, parchi e giardini storici diventano luoghi speciali da visitare in questo periodo, sperando nella clemenza del meteo. Qui siamo a Ninfa, la “Pompei del Medioevo” come la definì il Gregorovius nell’Ottocento, oggi considerata uno dei giardini “all’inglese” più belli del mondo: le torri merlate alla ghibellina del Castello Caetani si specchiano nel rigoglioso laghetto sorgivo sul quale sorgono le rovine di questa affascinante “città morta”. Si consiglia vivamente la visita di questo straordinario luogo fra aprile e maggio.


Aprile nella Maremma Laziale

Civita di Tarquinia-Campagna 1 RCRLB

Aprile è forse il mese migliore per godere il paesaggio nelle zone interne della Maremma Laziale. In particolare le valli del Marta e del Mignone, coi loro grandi spazi, in buona parte ancora incontaminati, si prestano a semplici e gratificanti passeggiate o a spettacolari percorsi a cavallo e in mountain bike. Tutto in questo mese è verde: dai boschi ai campi coltivati e ai pascoli, spesso ricoperti da incantevoli fioriture, in un ambiente a tratti paradisiaco. La foto ritrae la magnifica campagna fra Tarquinia e Tuscania, nei pressi di Montebello, una delle aree senz’altro più belle di questo vasto e tuttora poco conosciuto territorio. 


Esplosione di primavera sull’Appia Antica

Roma-Appia Antica, paesaggio presso S. Callisto 2 RCRLB

L’inverno se n’è andato e la primavera esplode sui campi che costeggiano l’Appia Antica, presso le Catacombe di San Callisto a Roma.


Panorama da Vallinfreda

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Al confine fra Lazio ed Abruzzo, si estende un’ampia zona di transizione fra le due regioni, appartenente alla catena dei Monti Carseolani ma compresa nell’ ex-Provincia di Roma (oggi identificata nella tronfia e demenziale espressione “Città Metropolitana di Roma”). Qui ammiriamo il bellissimo panorama da Vallinfreda, piccolo borgo affacciato sulla Piana del Cavaliere e sui Monti Simbruini, a metà marzo ancora in piena veste invernale.

 


Torre Truglia a Sperlonga

Sperlonga-Torre Truglia RCRLB

Il fascino del mare d’inverno con una suggestiva veduta di Torre Truglia, nello splendido borgo marinaro di Sperlonga, lungo il litorale della Riviera d’Ulisse.


Panorama dalla cima del Monte Calvilli

mti-ausoni-piana-di-pastena-dal-mte-calvilli-rcrlb

Un altro scenario stupendo dall’Anti-Appennino Sud del Lazio: il panorama dalla cima del Monte Calvilli, “tetto” dei Monti Ausoni, sorprende l’escursionista per la wilderness delle montagne intorno, che conservano tutto il fascino del paesaggio pastorale arcaico. Qui la vista è sul borgo di Pastena, nota per le sue suggestive grotte carsiche, che si adagia con la sua caratteristica forma circolare nelle fertili pianure ausoniche: nel centro storico è la casa di famiglia dell’indimenticabile Nino Manfredi.