Archivi tag: valle del tevere

Brume d’autunno fra Castiglione in Teverina e Baschi

Valle del Tevere-Paesaggio fra Baschi e Castiglione in Teverina 1 RCRLB

La magia delle nebbie mattutine autunnali, in un angolo delizioso della Valle del Tevere, al confine fra Lazio ed Umbria, dove emergono i ruderi romantici di una torre medievale…

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Fra le vigne di Castiglione in Teverina…

Teverina-Vigneto fra Castiglione e Lubriano 2b RCRLB.JPG

Ancora uno scorcio dalla splendida Teverina: ad ottobre le vigne si colorano di oro e rubino, dando vita ad uno degli spettacoli più belli dell’anno. Qui siamo fra Castiglione in Teverina e Lubriano, in una zona agreste di grande bellezza, curata dalla mano sapiente dell’uomo che ha trovato una convivenza armoniosa con la natura.


Luce magica nei boschi di Civitella d’Agliano

Teverina-Strada di campagna presso Civitella d'Agliano 1 RCRLB

La magia di un sentiero nella splendida campagna della Teverina, tra vigneti, campi coltivati ​​e boschi di querce: qui siamo una valle del borgo di Civitella d’Agliano, arroccato fra i calanchi e il Tevere.


Rinascimento a Stimigliano

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Un elegante particolare rinascimentale nel bel borgo di Stimigliano, affacciato sulla Valle del Tevere e sulle colline della Sabina Tiberina.


Cantalupo in Sabina nella nebbia

Cantalupo in Sabina-Scorcio nella nebbia 1 RCRLB.JPG

Fra le belle colline della Sabina Tiberina, ecco una visione, nella nebbia mattutina: è il pittoresco borgo di Cantalupo in Sabina, qualificato dall’elegante cinquecentesco Palazzo Camuccini.


Dolcezza delle colline sabine

Valle del Tevere-Paesaggio presso Magliano 4 RCRLB.JPG

La dolcezza delle colline della Sabina Tiberina, dalla splendida strada fra Magliano e Collevecchio: numerosi agriturismi e fattorie permettono di soggiornare, mangiare ed acquistare prodotti tipici in un contesto di ruralità autentica.


Ombre, luci e profili da Stimigliano

Stimigliano-Panorama 5 RCRLB.JPG

Stimigliano è uno dei più straordinari “belvedere” della Sabina Tiberina e di tutta la Valle del Tevere laziale. Oltre alla fertile piana del “Biondo Fiume” (oggi a rischio per una mega centrale a biogas) e allo sfondo del Soratte, si ammirano le belle colline che con lunghissimi crinali scendono dolcemente dai Monti Sabini. Nella foto, una magica alba settembrina…


Profili collinari in Sabina

Valle del Tevere-Profili collinari presso Cantalupo 2 RCRLB.JPG

Le prime luci di un mattino a settembre fra le colline della Sabina Tiberina: una leggera nebbiolina si fa sempre più rada minuto dopo minuto, lasciando ammirare un paesaggio dolce e verdissimo. Qui siamo nei pressi di Cantalupo in Sabina, piccolo borgo qualificato dall’elegante Palazzo Camuccini (XVI sec.).


Orte-Vicolo notturno in Contrada San Biagio durante l’Ottava Medievale

Orte-Vicolo notturno a S. Biagio RCRLB.JPG

Un pittoresco vicolo di Orte in contrada San Biagio durante l’Ottava Medievale.


Castello di Catino dalla Strada del Tancia

Catino-Veduta del Castello dalla Strada del Tancia 1 RCRLB.jpg

Un’epica veduta del Castello di Catino che contrasta armoniosamente con lo sfondo del dolce paesaggio sabino, dalla Strada del Tancia.


Veduta di Sant’Oreste dal Monte Soratte

S. Oreste-Veduta dal Mte Soratte 3 RCRLB

La classica veduta di Sant’Oreste dal crinale del Monte Soratte, con lo sfondo delle verdi colline della Bassa Valle del Tevere.


Bomarzo-Sacro Bosco, Orco

Bomarzo-Sacro Bosco, Orco 1 RCRLB.JPG

Uno scorcio ormai celeberrimo, quasi un’icona dell’arte nel Lazio. Visitatissimo in tutte le stagioni, il Sacro Bosco è letteralmente preso d’assalto in primavera, in effetti uno dei periodi (l’altro è l’autunno inoltrato) in cui si presenta nel suo massimo splendore. Tuttavia per godere appieno di questo luogo così poetico si sconsigliano i fine settimana e i festivi: chi può, ci vada nei giorni infrasettimanali, allorquando il silenzio e la solitudine divengono naturale corollario di questo ambiente estremamente suggestivo.


Tempietto nel Sacro Bosco di Bomarzo

Bomarzo-Panorama sul Sacro Bosco 1 RCRLB.JPG

Un suggestivo scorcio del Sacro Bosco di Bomarzo durante le recenti nevicate, con il “Tempietto” cinquecentesco disegnato dall’architetto Pirro Ligorio.


Roma-Guardando “in su” da Via dei Riari

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Uno sguardo verso l’alto, in una tranquilla mattinata di gennaio, in direzione delle terrazze dell’orto botanico e del Gianicolo, dalla discreta Via dei Riari a Trastevere, che – fatto poco noto – fu un luogo di ritrovo di grandi artisti ed intellettuali negli anni ’60 del Novecento (Pasolini, Guttuso, Moravia, Carlo Levi, Riccardo Tommasi Ferroni ed altri), negli studi del pittore romano Carlo Quattrucci al n.48. 


Vicolo di Nazzano

Nazzano-Vicolo 1 RCRLB

Un vicolo nel borgo di Nazzano, in cui si insinua una calda luce invernale. Affacciato su uno dei tratti più belli dell’intera Valle del Tevere, questo piccolo paese a nord di Roma sorprende per i sui panorami mozzafiato, il suo centro storico medievale e il poderoso Castello Savelli.


Veduta dell’Isola Tiberina presso Ponte Rotto

Roma-Isola Tiberina, veduta 1 RCRLB

Una bella veduta dell’Isola Tiberina nei pressi di Ponte Rotto: uno degli angoli più suggestivi di Roma, cui sono legati infiniti aneddoti e leggende.


Scorcio romano dal Giardino degli Aranci

Roma-Giardino degli Aranci, panorama 1 RCRLB

Da qualsiasi parte lo si guardi, il centro di Roma offre un paesaggio urbano di rara bellezza. Palazzi nobiliari, torri, cupole e campanili, ruderi romani “sgomitano” in un contesto monumentale straordinario, arricchito dal corso del Fiume Tevere e dalle numerose ville e aree verdi. Le aspre critiche che negli ultimi anni pervengono dai mass media – spesso giuste e puntuali talvolta pretestuose e demenziali – sulla gestione della città sembrano attualmente aver messo in secondo piano la magnificenza di un luogo unico al mondo: oggi parlare male di Roma è di moda ed alcuni lo fanno addirittura con un malcelato gusto. In ogni caso, ad ammirare Roma dall’alto è evidente come il patrimonio urbanistico del centro storico sia rimasto pressoché immutato dal dopoguerra ad oggi: esso infatti non ha paragoni al mondo per integrità, se relazioniamo la nostra Capitale alle altre città della stessa ampiezza. A Roma – diversamente dalla maggior parte delle altre metropoli europee – non vediamo fortunatamente grattacieli o costruzioni moderne impattanti che spiccano fra gli edifici artistici e i monumenti: tutto ciò è frutto di una tradizione civilistica e conservazionistica assai radicata ma di cui si parla sempre troppo poco, poiché è “politicamente scorretto” dare qualche merito alla “società romana”. O meglio: i mass media, pilotati quasi sempre dai poteri forti dell’edilizia e dell’industria, non amano questa cultura della conservazione, che bocciano come “immobilismo”. Intanto noi ci godiamo questa “Grande Bellezza” auspicando che tutti gli amministratori presenti e futuri la sappiano salvaguardare, valorizzare e “comunicare” in quanto bene indiscutibile “dell’Umanità” e vanto del nostro Paese.


Abbazia di Sant’Andrea in Flumine

Abbazia di S. Andrea in Flumine-Veduta 1b RCRLB.jpg

Situata poco a nord di Roma, su un terrazzo fluviale del Tevere in vista delle colline della Sabina, la bellissima Abbazia di Sant’Andrea in Flumine si nasconde discreta e defilata dallo sguardo distratto dei migliaia di automobilisti che percorrono l’A1 ogni giorno e resta incredibilmente fuori da ogni circuito turistico. Eppure è uno dei tanti tesori artistici ed architettonici del Lazio che non si può non conoscere: malgrado la vicinanza con l’autostrada, né il paesaggio né l’atmosfera sembrano risentirne più di tanto ed anzi il luogo emana una forte spiritualità. Edificata nel VIII secolo dai carolingi su un’antica chiesa del VI secolo, tuttora ammirabile, fu una delle grandi abbazie imperiali benedettine nei dintorni di Roma, come la vicina Farfa. Oggi la splendida location è utilizzata per i matrimoni e aperta alle visite.


Lago di Nazzano all’inizio dell’inverno

Nazzano-Riserva Tevere-Farfa 2a RCRLB.JPG

Il meraviglioso paesaggio della Riserva Naturale Tevere-Farfa, poco a nord di Roma: si può ammirare dai deliziosi borghi di Nazzano e di Torrita Tiberina che come presepi si affacciano sul “Biondo Fiume” con le sue anse pittoresche e le sue dolci colline.


La Valle del Treja da Calcata Vecchia

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La Valle del Treja in questi giorni inizia a colorarsi dei toni caldi dell’autunno: un meraviglioso gioco cromatico che va ad impreziosire il paesaggio già spettacolare della vallata. Su tutto ciò si staglia come una visione il borgo di Calcata Vecchia, da cui è scattata la foto.