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Elementi artistici a Genazzano

Uno dei tanti elementi artistici ed architettonici che impreziosiscono il centro storico di Genazzano, autentica perla medievale-rinascimentale dell’Alta Valle del Sacco, purtroppo tuttora sconosciuta e scarsamente valorizzata. Questo è lo splendido Palazzo Apolloni, che anticipa l’arrivo alla poderosa Fortezza dei Colonna. Edificato nel XIV secolo in un raro (per il Lazio) stile gotico-aragonese – al tempo molto in voga nel Regno di Napoli -, la tradizione vuole sia stato il luogo di nascita del papa Martino V, della famiglia Colonna. Sappiamo comunque che vi soggiornarono Papa Pio II Piccolomini e il feroce condottiero-duca Cesare Borgia, detto il “Valentino”, figlio illegittimo di papa Alessandro VI.


Il cielo sulla Rocca dei Colonna

Il cielo sopra la poderosa fortezza dei Colonna a Castel San Pietro Romano.


Nella campagna di Genazzano

Sono molti gli angoli dell’Alta Valle del Sacco che hanno conservato aspetti di autentica ruralità, che rimandano – qui più che altrove – alle suggestioni antiche della Campagna Romana, con i suoi misteri e le sue leggende. Purtroppo anche qui – come ovunque nel Lazio – la speculazione energetica sembra essersi insediata con la sua consueta prepotenza, grazie ad una gestione del territorio, da parte della Regione, attualmente abominevole, fra le peggiori di tutti i tempi. Forse è sfuggito ai nostri “bravi amministratori” (o sarebbe meglio dire “amminestratori”?) che il suolo è un bene collettivo non riproducibile e che il paesaggio è tutelato dalla Costituzione (e da una serie di altri documenti regionali, nazionali ed europei…). Ma si sa, parlare di Costituzione oggi è roba da “complottisti”… Almeno che dai vertici della Regione si smetta di parlare di tutela dell’ambiente, di valorizzazione del territorio e di turismo culturale: si manterrebbe un granello di decenza.


Eremo del beato Andrea Conti a Piglio

Il piccolo cenobio, accessibile da una strettoia, ove visse in eremitaggio il beato Andrea de Comitibus (1240-1302), francescano proveniente dalla nobile famiglia dei Conti di Segni (noto come Andrea Conti). Si trova all’interno del Convento di San Lorenzo, alle falde del Monte Scalambra, appena fuori Piglio, nell’Alta Ciociaria, e venne fondato, secondo la leggenda, da San Francesco diretto a Subiaco. Qui il beato Andrea compose un misterioso trattato sulla maternità della Santa Vergine (“De partu Virginis”), che tuttavia andò perduto, e pare che fu lui ad ispirare a Bonifacio VIII – suo parente – l’indizione del primo Giubileo nel 1300. Dal papa gli fu proposto di diventare cardinale ma egli si rifiutò, preferendo la vita in solitudine e preghiera.


La torre misteriosa

La Torre della Mola de’ Piscoli emerge misteriosamente dai campi della Valle del Sacco in un tramonto autunnale…


Paliano dalla Polledrara

Una vista poco conosciuta di Paliano dall’antica Tenuta della Polledrara dei Colonna, oggi bellissimo agriturismo/ristorante.


Salendo verso San Vito Romano

Le colline dell’Alta Valle del Sacco, fra Olevano e San Vito offrono un paesaggio bucolico e pressoché intatto. La curiosità è la comparsa della pietra arenaria, rara nel Lazio, soprattutto in una zona in cui prevale il calcare dei Monti Prenestini. E’ bellissimo perdersi sulle stradine che attraversano questi aspri colli, in un mondo rurale e silenzioso che sorprenderebbe chi non conosce bene il territorio intorno a Roma.


Sul corso di Anagni

Sul corso di Anagni, in una notte deserta…


Nebbia nella Valle del Sacco da Piglio

Una suggestiva visione della Valle del Sacco immersa nella nebbia mattutina autunnale dal borgo di Piglio, nell’Alta Ciociaria.


San Vito Romano-Castello Theodoli

La straordinaria struttura “a spigolo” del Castello Theodoli a San Vito Romano (di origine medievale ma ristrutturato nel Seicento), vista dal basso, ai piedi del cosiddetto “scoglio”. Domina uno dei borghi più spettacolari e meno conosciuti del Lazio, che meriterebbe una seria politica di valorizzazione e promozione.


Acropoli romana di Ferentino

Le rovine dell’Acropoli romana di Ferentino, risalente al II secolo a. C..


Uva del Cesanese del Piglio

Tempo di vendemmia fra le vigne del Cesanese del Piglio docg, forse il migliore rosso del Lazio, ormai apprezzato a livello internazionale.


Svastiche nel Duomo di Ferentino

Oggi consideriamo la svastica un emblema nazista ma in realtà si tratta di un simbolo antichissimo con un significato del tutto positivo, attinente al bene e al sole, mantenutosi nella cultura cristiana. Eccolo campeggiare sul soffitto del Duomo dei Santi Giovanni e Paolo a Ferentino.


Piglio-Via delle Piagge

Le irte scale di Via delle Piagge, nel cuore del borgo di Piglio, in Ciociaria, noto per il suo vino rosso Cesanese.


Paliano-Porta Napoli

La Porta Napoli a Paliano, uno dei principali e migliori accessi al centro storico.

La Torre della Mola de’ Piscoli

La Torre della Mola dei Piscoli – oggi facente parte di un “monumento naturale” – svetta nell’antico paesaggio della campagna di Paliano.


Scorcio anagnino su Corso Vittorio Emanuele

Anagni-Corso V. Emanuele II, scorcio di edifici 1 RCRLB

Uno scorcio degli edifici neoclassici e barocchi che caratterizzano Corso Vittorio Emanuele ad Anagni.


Serrone-Rocca Colonna

Serrone-Rocca Colonna, scorcio panoramico 1 RCRLB

Simbolo del paese, la Rocca Colonna domina Serrone, all’estremo nord della Ciociaria. Il fortilizio, di cui rimane poco oltre alla torre, si sviluppa alle pendici del Monte Scalambra e offre un bellissimo panorama sull’Alta Valle del Sacco.


Profili dagli Ernici al Circeo

Uno straordinario panorama dai crinali che si aprono dalla suggestiva piana carsica di Campo Catino: in primo piano le nevi degli Ernici, in secondo piano il profilo inconfondibile del Monte Cacume, sui Lepini, e sullo sfondo una visione inedita e sfumata del promontorio del Circeo.

Campagna bucolica ai piedi di Artena

Ai piedi di Artena e dei Monti Lepini, nel cuore del Lazio, si apre inaspettatamente un’ampia e splendida valle dal carattere bucolico: la si può raggiungere (in discesa) anche da Rocca Massima. Uno dei pochi spazi agresti “aperti” dei Lepini e per questo di grande valore culturale-paesaggistico.