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Veduta di Castelnuovo di Farfa

L’elegante veduta di Castelnuovo di Farfa, con i giardini dello splendido Palazzo Salustri–Galli.


Cercando il Montecchio delle streghe

Il Monte San Valentino, cono avventizio che domina il borgo rinascimentale di Bagnaia con la sua croce. Nei pressi si innalza il misterioso “Montecchio delle streghe”, luogo di leggende popolari.


La Roccaccia di Respampani

L’emozione straordinaria di giungere alla Rocca Vecchia (Roccaccia) di Respampani, uno degli innumerevoli luoghi ancora “segreti” che la Tuscia sa regalare.


Grotte di Castro all’alba

Una suggestiva veduta all’alba di Grotte di Castro.

Pieve di Sant’Angelo presso Acquapendente

La deliziosa Pieve di Sant’Angelo, affacciata sulla selvaggia Valle del Tirolle (affluente del Paglia) regno incontrastato di caprioli e cinghiali: un luogo per meditare e rilassarsi godendo di un paesaggio splendido, ai margini della Riserva Naturale del Monte Rufeno, all’estremo Nord del Lazio.


Orizzonti etruschi

Gli sconfinati e misteriosi orizzonti della Tuscia occidentale, ove ancora non è giunta la speculazione edilizia ed energetica. Ci troviamo nel Parco Regionale Marturanum, nella Maremma Viterbese, lungo l’antica Via Clodia di cui rimangono alcuni basoli in loc. Bandita di Barbarano Romano.


Necropoli di San Giuliano-Tombe a palazzina

Le cosiddette “Tombe a palazzina” nella Necropoli di San Giuliano presso Barbarano Romano. La vasta area archeologica, immersa in un paesaggio incantevole, è compresa nel Parco Regionale Marturanum, che offre numerosi sentieri escursionistici ben segnalati.


Scorcio di Montecalvello

Il borgo di Montecalvello si nasconde in una piccola valle formata da un affluente del Tevere e compare discreto e sornione, e ancora cinto da mura, a chi percorra la strada da o verso Grotte di Santo Stefano. Quasi completamente fermo al Cinque-Seicento, questo minuscolo borgo è uno dei più suggestivi della splendida Teverina Viterbese.


Scorcio tardo-autunnale di Acquapendente

L’austera bellezza di Acquapendente – la “Gerusalemme d’Europa” – in una fioca luce crepuscolare tardo-autunnale.


Ai piedi delle mura di Vitorchiano

Le affascinanti ed intatte mura di Vitorchiano, bellissimo borgo alle porte di Viterbo, immerso in una natura lussureggiante.


Discesa nella valle incantata…

La discesa dall’Altopiano del Caiolo alla forra di San Giuliano appare quasi come una porta verso il mondo del fantastico. Ma è la pura realtà di un parco splendido, quello di Marturanum, in cui le vestigia etrusche, romane e medievali si fondono con una natura incantevole.


Visione sublime del Lago di Bolsena

Vedendo un’immagine come questa è facile capire perché molti intellettuali ed artisti nel corso del tempo hanno definito la Tuscia “uno dei luoghi più belli del mondo”…

Il Fiume Paglia

Uno scorcio tardo autunnale del Fiume Paglia, dalla Cassia, alle porte di Acquapendente. Il fiume nasce dalle pendici del Monte Amiata, in Toscana, attraversa un tratto splendido di Lazio e poi sconfina in territorio umbro, ai piedi di Orvieto, andando a confluire nel Tevere nei pressi di Baschi e della Diga di Corbara.

Santa Vittoria, lungo il Cammino di Francesco

Il tratto Rieti-Roma è senza dubbio il meno frequentato del Cammino di Francesco. Pesano senza dubbio la scarsa conoscenza del territorio attraversato, la Sabina, e la mancanza di marketing, nonché i pregiudizi esistenti in molti sulle difficoltà che normalmente si incontrano nell’avvicinamento ad una metropoli. Eppure pochi sanno che il territorio a nord di Roma è tutt’oggi straordinariamente integro e fruibile soprattutto allontanandoci dalle strade principali e trafficate. Già sazi della meravigliosa Valle Santa, da Rieti, proseguendo verso sud, si attraversa il suggestivo paesaggio della Bassa Sabina con i suoi scorci bucolici che spesso sembrano riportare al Medioevo, fra boschi e ruscelli, immensi uliveti, pievi, monasteri e antichi ruderi, castelli e piccoli borghi arroccati. Si incontrano luoghi di grande spiritualità e bellezza, come ad esempio la Chiesa di Santa Vittoria presso Monteleone (nella foto) che lasciano senza parole i camminatori. Un percorso assolutamente da rivalutare.


Quercia presso il Castello d’Ancarano

Una bella quercia dai colori tardo-autunnali nella Valle del Marta, a poca distanza dal Castello d’Ancarano, fra Tuscania e Tarquinia.

Il Lago di Bolsena da Monte Leandro

Una visione bellissima del Lago di Bolsena dalla terrazza che ospita i pochi ruderi del tempio etrusco di Monte Landro (San Lorenzo Nuovo). Il luogo, ritenuto sacro dagli antichi per via, pare, di una residua attività vulcanica superficiale, ha restituito un insediamento interessante e tutto da studiare, che alcuni ritengono possa costituire il misterioso Fanum Voltumnae, la cui ubicazione è tutt’oggi discussa. Gli scavi purtroppo da alcuni anni sono fermi e versano in un malinconico degrado.

Eremo di San Silvestro sul Soratte

Sulla vetta del Monte Soratte, l’Eremo di San Silvestro (VI sec.) è un incontro sempre emozionante per il camminatore: eccolo qui nella foto avvolto da una leggera nebbia invernale esprimere ancor più la sua potenza mistica.


Scorcio onirico nella Valle dei Calanchi

Ancora uno scorcio dalla fantastica Valle dei Calanchi di Bagnoregio, in attesa di divenire “patrimonio dell’Umanità”. Sullo sfondo il profilo sfumato di Civitella d’Agliano, borgo-gioiello assai meno noto e celebrato di Civita ma meritevole di visita per la sua suggestiva urbanistica e soprattutto per i suoi panorami.


Al cospetto della Cattedrale

Ci sono paesaggi nel Lazio che mozzano il fiato. Qui nella magnifica Valle dei Calanchi di Bagnoregio, dove tutto assume le forme dell’incanto e della fantasia, ecco un luogo che può dare addirittura i brividi: è la “Cattedrale”, la regina di questi monumentali calanchi che quando appare improvvisamente di fronte agli occhi dell’escursionista gli può sembrare di toccare con mano i segreti della terra…

Campagna romantica nella Bassa Valle del Tevere

Sulla strada che collega la Flaminia, all’altezza di Sant’Oreste, a Nazzano e quindi alla Via Tiberina, si attraversa un paesaggio sorprendentemente integro, a tratti magnifico, che già preannuncia nelle forme e nelle atmosfere quello della Sabina. Un territorio unico, a due passi da Roma, eppure tuttora non soltanto sconosciuto ma sempre a rischio di folli e criminosi progetti fotovoltaici o di nuove e sempre incombenti urbanizzazioni.  Un periodo perfetto per assaporare questo scenario è senza dubbio il tardo autunno e l’inizio dell’inverno quando le querce, arrossendo, creano assieme ai campi ora verdi ora arati, una tavolozza di colori straordinaria.