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La Roccaccia di Respampani

L’emozione straordinaria di giungere alla Rocca Vecchia (Roccaccia) di Respampani, uno degli innumerevoli luoghi ancora “segreti” che la Tuscia sa regalare.


Pieve di Sant’Angelo presso Acquapendente

La deliziosa Pieve di Sant’Angelo, affacciata sulla selvaggia Valle del Tirolle (affluente del Paglia) regno incontrastato di caprioli e cinghiali: un luogo per meditare e rilassarsi godendo di un paesaggio splendido, ai margini della Riserva Naturale del Monte Rufeno, all’estremo Nord del Lazio.


Campanile di Santa Maria in Vescovio

Il bel campanile romanico del Santuario di Santa Maria della Lode a Vescovio, nei pressi di Torri in Sabina.

Scorcio di Montecalvello

Il borgo di Montecalvello si nasconde in una piccola valle formata da un affluente del Tevere e compare discreto e sornione, e ancora cinto da mura, a chi percorra la strada da o verso Grotte di Santo Stefano. Quasi completamente fermo al Cinque-Seicento, questo minuscolo borgo è uno dei più suggestivi della splendida Teverina Viterbese.


Ai piedi delle mura di Vitorchiano

Le affascinanti ed intatte mura di Vitorchiano, bellissimo borgo alle porte di Viterbo, immerso in una natura lussureggiante.


Rovine di Santa Maria del Piano ad Orvinio

La Sabina è terra di “luoghi dello spirito”: vi si susseguono eremi e monasteri, conventi, pievi e abbazie che puntellano il paesaggio donandogli un’aurea sacrale. La cornice naturale, sempre splendida ed integra, contribuisce a tale atmosfera sospesa. Qui siamo fra le romantiche rovine dell’Abbazia di Santa Maria del Piano, ai piedi di Orvinio, in un’area interna ed isolata dei Monti Lucretili. Spiccano la facciata romanica, l’interno senza copertura della chiesa e il magnifico campanile: il monumento risale al XI secolo (ma una leggenda lo vuole fondato da Carlo Magno nel IX) ed è attualmente oggetto di un attento restauro che si auspica venga completato a breve. Ci troviamo in uno dei punti più suggestivi del Cammino di San Benedetto, il cui ideatore, Simone Frignani, ha definito Santa Maria del Piano la “piccola San Galgano della Sabina”.

Eremo di San Silvestro sul Soratte

Sulla vetta del Monte Soratte, l’Eremo di San Silvestro (VI sec.) è un incontro sempre emozionante per il camminatore: eccolo qui nella foto avvolto da una leggera nebbia invernale esprimere ancor più la sua potenza mistica.


Una dolce luce sul Duomo di Rieti

Il bel prospetto del Duomo di Rieti in una calda luce pomeridiana.

Soriano nel Cimino-Chiesa della Madonna del Poggio

Affiancata da un ex- convento e dal cimitero del paese, la Chiesa della Madonna del Poggio (XVIII sec.) sorge su una sorta di terrazzo naturale alla periferia di Soriano nel Cimino, e dona un bel colpo d’occhio se vista dal centro storico, con lo sfondo della verde campagna sorianese.

Viterbo-Chiesa di San Sisto

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Uno scorcio architettonico della Chiesa di San Sisto a Viterbo, piccolo gioiello romanico poco conosciuto, nei pressi di Porta Romana.


Lugnola-Chiesa di San Cassiano

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Uno scorcio del delizioso borgo medievale di Lugnola, nell’estremo angolo nord della Sabina Tiberina, al confine con la Sabina Narnense, qualificato dall’antica Chiesa di San Cassiano (X sec.).


Porta nelle mura di Roccantica

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Una delle porte che si aprono nelle mura di Roccantica, delizioso borgo della Sabina Tiberina, affacciato su un paesaggio di dolci colline.


Proceno-Castello Cecchini

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Il bel Castello Cecchini a Proceno, nell’Alta Tuscia, su cui aleggiano storie di presenze spettrali…


Rieti-Volte del Vescovado

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Le gotiche Volte del Vescovado, ampio criptoportico nel cuore di Rieti, a due passi dal Duomo.


Romanticismo gotico nel Bosco del Sasseto

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Novembre è uno dei momenti magici per visitare il suggestivo Bosco del Sasseto, a Torre Alfina, denominato dal National Geographic il “Bosco di Biancaneve” …


Vicolo con palazzo padronale a Sermugnano

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Sermugnano, microcosmo al confine tra Tuscia Viterbese ed Orvietana, è il cuore del cosiddetto “piccolo Chianti del Lazio”: una zona agricola di altissimo pregio, caratterizzata da un paesaggio tradizionale con colture promiscue, ove spiccano gli splendidi vigneti da cui si ricavano Grechetto, Orvieto e altre qualità di vini. Siamo nella parte più a nord della Teverina, zona nota per la presenza della magnifica Civita di Bagnoregio, ma che vale la pena esplorare con calma, magari in un week end, scoprendo i molti altri borghi disseminati su queste pittoresche colline vulcaniche. Ottobre è uno dei momenti migliori per visitare la Teverina Viterbese, complici il clima mite, il foliage delle viti, gli eventi legati ai prodotti tipici. Per approfondimenti si consiglia il nostro itinerario sui Borghi e paesaggi segreti della Tuscia: https://illaziodeimisteri.wordpress.com/2013/03/18/464/ e https://illaziodeimisteri.wordpress.com/2015/02/22/castiglione-in-teverina-piccola-capitale-del-vino-del-lazio/ .


Settefrati: un “paese-presepe”

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Una sorpresa sulle montagne della Val di Comino: è il borgo di Settefrati, che appare tra prati e boschi come un vero “paese-presepe” …


Le case di Torri in Sabina

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Uno scorcio delizioso di Torri in Sabina, con le sue case che emergono dal verde, in una zona molto appartata della Sabina Tiberina.


Vicolo con casa-torre a Sermoneta

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Un caratteristico vicolo a Sermoneta, su cui svetta una casa-torre.


Sovana-Oratorio di San Sebastiano

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Appena fuori dal Viterbese si apre in provincia di Grosseto un’area fra le più spettacolari e affascinanti della Tuscia tosco-laziale, ovvero quella della cosiddetta triade delle “città del tufo”: si tratta di Pitigliano, Sorano e Sovana, borghi arroccati in cima ad alti speroni vulcanici e affacciati su valli splendidamente selvagge. Nell’intatto paesaggio che si estende per chilometri tutt’intorno a questi paesi, si celano innumerevoli siti archeologici etruschi, romani e medievali, spesso collegati fra loro da una fitta rete di “vie cave”, profonde strade d’epoca etrusca incise nella pietra viva. Tali luoghi solitari e misteriosi, ancor oggi pregni di spiritualità, attrassero nel Medioevo monaci ed anacoreti, come testimoniano gli eremi e i monasteri sparsi un po’ ovunque nella zona. Nella foto siamo all’interno del suggestivo Oratorio di San Sebastiano, che si apre a picco nell’omonima tagliata, nei pressi della Necropoli di Sovana, celebre per le tombe Ildebranda e della Sirena.