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Sull’antico sentiero di Albalonga

L’ombroso e antico sentiero (negli ultimi anni risistemato) che dalla zona del Convento dei Cappuccini di Albano conduce al Convento di Palazzolo in un paio di orette scarse, costeggiando un acquedotto romano e percorrendo il bordo craterico del Lago di Castel Gandolfo, con vedute mozzafiato sull’omonimo borgo, sul sottostante bacino, su Roma e (nelle giornate limpide) sulla Campagna Romana settentrionale sino al Soratte, la Tolfa, i Cimini, i Sabini e gli Amerini. Una camminata da “convento a convento”, dunque, ma non solo: a circa metà del percorso, un viottolo in discesa permette di arrivare – non senza difficoltà – all’Eremo di Sant’Angelo in lacu, altro luogo di forte spiritualità. Verso la fine si aprono le misteriose Grotte di Palazzolo, rifugio nel corso di secoli di “santi” e di “briganti”. Insomma, un percorso straordinario che racchiude molteplici valori e che andrebbe fatto conoscere di più anche al turismo straniero, magari assicurando l’apertura e la fruibilità dei due complessi monastici, che attualmente si presentano chiusi al pubblico.


La Valle Aricina dalla strada per Albano

Malgrado lo “sprawl urbano” che ha colpito questa zona come il resto dei Colli Albani, la Conca di Ariccia (nota come “Valle Aricina” e anticamente occupata da un lago) mantiene una sua particolare suggestione per una miriade di motivi: per la marcata morfologia vulcanica, per la completa visione del borgo di Ariccia – uno dei più pittoreschi fra i “Castelli Romani” – nonché per i miti antichi, i ricordi popolari e non ultime le memorie legate al periodo d’oro del Grand Tour quando questo paesaggio veniva immortalato nelle tele dei più grandi “vedutisti” europei del tempo. La foto è scattata dalla strada che – provenendo da Genzano – percorre il bordo del cratere conducendo ad Albano Laziale: uno scorcio “sfuggente” poiché semi occultato da recinzioni, siepi, arbusti spontanei e costruzioni di ogni tipo e che viceversa meriterebbe uno spazio attrezzato per permettere ai turisti di ammirare il panorama con tranquillità non fosse altro per la sua grande importanza storica.


Elementi artistici a Genazzano

Uno dei tanti elementi artistici ed architettonici che impreziosiscono il centro storico di Genazzano, autentica perla medievale-rinascimentale dell’Alta Valle del Sacco, purtroppo tuttora sconosciuta e scarsamente valorizzata. Questo è lo splendido Palazzo Apolloni, che anticipa l’arrivo alla poderosa Fortezza dei Colonna. Edificato nel XIV secolo in un raro (per il Lazio) stile gotico-aragonese – al tempo molto in voga nel Regno di Napoli -, la tradizione vuole sia stato il luogo di nascita del papa Martino V, della famiglia Colonna. Sappiamo comunque che vi soggiornarono Papa Pio II Piccolomini e il feroce condottiero-duca Cesare Borgia, detto il “Valentino”, figlio illegittimo di papa Alessandro VI.


Rocca Pia a Tivoli

Il primo nucleo di questa fortezza venne fatto edificare intorno al 1461 da papa Pio II Piccolomini – nei pressi dei resti di un anfiteatro romano – allo scopo di controllare la cittadina di Tivoli. Tra Otto e Novecento funse anche da carcere e negli ultimi anni è stata sottoposta a restauro e resa visitabile.


Il cielo sulla Rocca dei Colonna

Il cielo sopra la poderosa fortezza dei Colonna a Castel San Pietro Romano.


La Valle dell’Aniene da Anticoli Corrado

Se dovessimo designare i paesaggi che più rappresentano l’identità del Lazio senza alcun dubbio la Valle dell’Aniene sarebbe sul podio, alla stregua del Lago di Bracciano e Martignano o della Valle del Tevere. Una valle che nel suo tratto medio e alto si mostra tutt’oggi di grande bellezza, eppure poco celebrata malgrado i fasti dei tempi del Grand Tour quando i più grandi artisti e intellettuali europei visitarono e descrissero questo paesaggio. I problemi che attualmente vive il Lazio sono del resto anche figli di questa sua decennale “sottovalutazione”, come se dal Dopoguerra in poi questa terra meravigliosa fosse divenuta “politicamente scorretta”, da mandare forzatamente nel dimenticatoio. Il paradosso è che proprio in questi anni molti stanno riscoprendo il Lazio e tuttavia al contempo il governo regionale fa di tutto per distruggere il territorio, fra speculazione energetica senza limiti e mega insediamenti industriali (tipo Amazon), invece di dedicarsi alla ricostruzione dei paesi colpiti dal sisma del 2016 che dovrebbe essere la vera priorità. Tragicomico no? Tornando alla Valle dell’Aniene, essa è simbolo della bellezza che ancora resiste tenacemente nella nostra regione: qui siamo ad Anticoli Corrado, il “paese delle modelle” dei pittori dell’Ottocento, e dalle sue mura si apre un panorama che lascia stupiti: il verde e l’integrità del paesaggio, fra boschi, coltivi, chiese rurali, casali e ville storiche, riempiono gli occhi del visitatore. La zona è attraversata dal Cammino di San Benedetto, sempre più frequentato dai pellegrini.


Nella campagna di Genazzano

Sono molti gli angoli dell’Alta Valle del Sacco che hanno conservato aspetti di autentica ruralità, che rimandano – qui più che altrove – alle suggestioni antiche della Campagna Romana, con i suoi misteri e le sue leggende. Purtroppo anche qui – come ovunque nel Lazio – la speculazione energetica sembra essersi insediata con la sua consueta prepotenza, grazie ad una gestione del territorio, da parte della Regione, attualmente abominevole, fra le peggiori di tutti i tempi. Forse è sfuggito ai nostri “bravi amministratori” (o sarebbe meglio dire “amminestratori”?) che il suolo è un bene collettivo non riproducibile e che il paesaggio è tutelato dalla Costituzione (e da una serie di altri documenti regionali, nazionali ed europei…). Ma si sa, parlare di Costituzione oggi è roba da “complottisti”… Almeno che dai vertici della Regione si smetta di parlare di tutela dell’ambiente, di valorizzazione del territorio e di turismo culturale: si manterrebbe un granello di decenza.


Il Castello di San Vittorino

Il tenebroso Castello di San Vittorino, che “accoglie” i pochi visitatori che giungono in questa isolata e sconosciuta frazione di Roma. Un tesoro da valorizzare e promuovere.


Veduta di Roviano

Una veduta di Roviano, borgo situato nel cuore della Valle dell’Aniene. Ospita un castello medievale originariamente edificato dall’Abbazia di Santa Scolastica a Subiaco, che nel corso dei secoli appartenne a diverse famiglie aristocratiche romane come i Colonna e i Barberini.


Da qualche parte nel centro di Roma

Un arco dà accesso al cortile di un antico palazzo a Roma. Piante, fiori e rampicanti ornano i vecchi intonaci dai colori al contempo vivaci e smunti mentre un gatto viene a salutarci. Una loggia o una balaustra o un comignolo ci regala una chicca architettonica che non conoscevamo. E’ una situazione che si ripete spesso nel centro storico della Capitale, dov’è bellissimo “vagabondare” senza una meta precisa, soprattutto nei quartieri più caratteristici come Trastevere.


Tivoli-Villa D’Este, Fontana delle cento cannelle

La celebre Fontana delle cento cannelle di Villa d’Este a Tivoli, opera, come le altre nel giardino, del grande artista Pirro Ligorio, ideatore anche del Parco dei Mostri a Bomarzo.


Nella Solforata di Pomezia

Scenari stranianti si aprono esplorando la Solforata di Pomezia, angolo dal sapore “fantasy” a pochi passi dai capannoni di una ben più prosaica zona industriale.


Romantico Pincio

Uno dei romantici scorci sulla Città Eterna dal Pincio, indorata da una calda luce crepuscolare primaverile…


La Rocca Colonna a Castel San Pietro Romano

Situata nel cuore del Lazio, a poca distanza dalla Capitale, la Rocca di Castel San Pietro Romano fu edificata nel X secolo, sui resti di un antico arx del periodo repubblicano, dalla famiglia del pontefice Giovanni XIII quale baluardo del feudo prenestino. Il suo utilizzo in particolare come carcere è attestato da alcuni prigionieri illustri come Corradino II di Svevia e Jacopone da Todi. La fortezza subì una notevole ristrutturazione nel Quattrocento ad opera dei Colonna. Proponiamo qui di seguito una galleria di immagini di questo importante monumento laziale, consigliando altresì la lettura della nostra guida “I castelli perduti del Lazio” per una descrizione più dettagliata.


Roma dal Gianicolo

Ammirare il panorama di Roma dal Gianicolo lascia sempre esterrefatti per la “grande bellezza” che si apre ai nostri occhi…


Laghetto al Parco degli Acquedotti

Roma è città dalle innumerevoli aree verdi, si sa, amate e frequentate dalla popolazione: qui siamo nel Parco degli acquedotti, ove un piccolo stagno forma uno scorcio splendido quanto insolito…


Torre del Fiscale dal Parco degli Acquedotti

La Torre del Fiscale emerge fra i ruderi degli acquedotti romani nell’omonimo parco della Capitale, formando un “quadretto” di quelli amati dal vedutismo del Grand Tour.


La Villa dei Quintili dall’Appia Antica

Costruita nella prima metà del II secolo d. C. da due nobili consoli, la grandiosa Villa dei Quintili si affaccia con i suoi ruderi su uno degli angoli più suggestivi della Via Appia Antica, a pochi chilometri a sud di Roma. Al fascino storico e paesaggistico si sommano in questo luogo svariate leggende popolari: per saperne di più si faccia riferimento alla nostra guida “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.


Roma-Dettaglio al Circo Massenzio

Un particolare del pittoresco Circo Massenzio (IV sec.), uno degli angoli più belli dell’Appia Antica.


La Valle del Tevere da Ponzano Romano

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Lo splendore della Valle del Tevere, vista da Ponzano Romano, con il famoso “Fiasco” creato dalle anse mozzafiato del Fiume. Sullo sfondo le belle colline della Sabina.