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La Battaglia di Grotte Santo Stefano

Nei pressi della Via Teverina, pochi chilometri a nord di Viterbo, una piccola e struggente lapide immersa nella quiete dei campi ricorda un poco conosciuto episodio bellico della Seconda Guerra Mondiale avvenuto in territorio laziale. Si tratta della Battaglia di Grotte Santo Stefano, qui avvenuta il 10 giugno 1944 che vide gravi perdite sia dalla parte britannica sia da quella tedesca.


“Bagnoreia”

Le colline dell’entroterra di Bagnoregio – oggi sempre più minacciate dalla follia ideologica del “Green” (ossia speculazione energetica senza scrupoli) – custodiscono uno dei paesaggi storici e identitari più importanti ed integri del Lazio. Accanto alla bellezza della campagna e dei casali si trovano anche delle piccole perle come questo antico cippo di confine (XVII sec.?), nei pressi della località Pratoleva, che riporta il vecchio toponimo di “Bagnoreia” e che segnava nelle epoche passate il punto in cui determinate risorse (legname, pascolo, raccolta di frutti spontanei, ecc…) erano riservate al popolo bagnorese.


Il Monastero dei Santi Quattro Coronati a Roma

Uno scorcio dal basso della Basilica-Monastero dei Santi Quattro Coronati a Roma. Situata nei pressi del Colosseo, prende il nome dai Santi Severo, Severiano, Carpoforo e Vittorino, soldati romani che qui furono martirizzati per non aver voluto uccidere dei cristiani. Il complesso ha l’aspetto di una sorta di fortezza (fu parte delle fortificazioni lateranensi) e si inserisce nel contesto di una “Roma medievale” ancora poco visitata e conosciuta a livello tematico. E’ caratterizzato dalla torre campanaria in laterizi dell’XI secolo, sormontata da una bella quadrifora. Le sue strutture – la cui origine (voluta da papa Melchiade) risale al IV secolo dunque all’epoca costantiniana – fondono l’architettura paleocristiana, quella carolingia e il romanico. Nel Medioevo il monastero ebbe una storia ricca e assai travagliata: devastato nel 1084 dai Normanni di Roberto il Guiscardo fu poi riedificato da papa Pasquale II ai primi del XII secolo. Nel 1246 venne costruita la Cappella di San Silvestro, che narra della curiosa leggenda del battesimo di Costantino da parte di papa Silvestro I. Nel 1265 l’edificio ospitò il nobile francese Carlo d’Angiò, re di Sicilia. Nei secoli successivi prima passò ai camaldolesi e infine alle suore agostiniane che lo tengono tuttora. Fu sede anche di un’ospizio per orfane e zitelle. L’interno della chiesa, colmo di opere d’arte, è di profonda suggestione così come lo splendido chiostro duecentesco.


La Roccaguglielma ad Esperia

Situata alle pendici del Monte Cecubo, sul versante orientale dei Monti Aurunci, a circa 500 m. slm, l’arcigna Roccaguglielma domina il borgo di Esperia e un panorama vastissimo sulla Bassa Ciociaria. Per sapere di più di questo castello e degli itinerari della zona: “I castelli perduti del Lazio… e i loro segreti”.


Torre in rovina alla Solforata di Pomezia

Una torre in rovina appare fra le dolcissime ondulazioni che circondano i laghetti della Solforata di Pomezia, luogo in cui si intrecciano natura, storia, archeologia, leggenda…


Salita all’Eremo di San Leonardo

La salita all’Eremo di San Leonardo, suggestiva costruzione rupestre dell’VIII-IX secolo ricavata da una grossa cengia dei Monti Sabini, nei pressi di Roccantica: fu quasi sicuramente realizzato da un seguace di Leonardo da Noblac. Un luogo di straordinaria spiritualità sempre più visitato dagli escursionisti e dai fedeli.


Camminando sulla storia a Tusculum

Tusculum è uno di quei luoghi magici del Lazio dove è netta la sensazione di “camminare sulla storia”: qui anzi avviene letteralmente, sui basoli cioè dell’antica Via Tuscolana.


Paesaggio medievale in Sabina

Quest’immagine eloquente del “paesaggio medievale” dell’incastellamento sabino si apre improvvisamente lungo il sentiero per l’Eremo di San Leonardo, perso nel verde dei fitti boschi di leccio: borghi, castelli e luoghi di profonda spiritualità da un lato, natura selvaggia e colli ameni dall’altro, si intrecciano magicamente in questo territorio, uno dei più emozionanti del Lazio e non solo. Nella fotografia appare l’intatto disegno urbanistico di Roccantica – famosa per la leggenda del Revotano – mentre sullo sfondo si vede l’altrettanto splendido borgo di Casperia, nel cuore della Sabina Tiberina. Per saperne di più: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.


Santuario di Greccio: le cellette dei frati

Il Santuario di Greccio è noto per la notte di Natale del 1223, allorquando San Francesco, con l’aiuto del signore del posto Giovanni Velita, riprodusse il primo presepe vivente della storia. Uno degli angoli più emozionanti è il corridoio ligneo ove si aprono le cellette dei frati, che si è perfettamente conservato nel tempo.


Il cielo sulla Rocca dei Colonna

Il cielo sopra la poderosa fortezza dei Colonna a Castel San Pietro Romano.


Il Castello di San Vittorino

Il tenebroso Castello di San Vittorino, che “accoglie” i pochi visitatori che giungono in questa isolata e sconosciuta frazione di Roma. Un tesoro da valorizzare e promuovere.


Le rovine di Poggio Poponesco

Poste nel cuore del misterioso e solitario Cicolano, a poca distanza da Fiamignano, le rovine del Castello di Poggio Poponesco si affacciano, con fascino epico, sul verde intenso della Valle del Salto: per saperne di più “I castelli perduti del Lazio… e i loro segreti”.


Scorcio di Alvito

Le case di Alvito, splendido borgo della Val di Comino caratterizzato dalla successione di agglomerati posti a diverse altitudini: nella parte più alta la frazione di Castello, che ospita l’antica fortezza dei Cantelmo. Per saperne di più. “I castelli perduti del Lazio… e i loro segreti”.


Rocca dei Prefetti di Vico a Vetralla

Un’inedita visione della trecentesca Rocca dei Prefetti di Vico a Vetralla.


La Rocca Colonna a Castel San Pietro Romano

Situata nel cuore del Lazio, a poca distanza dalla Capitale, la Rocca di Castel San Pietro Romano fu edificata nel X secolo, sui resti di un antico arx del periodo repubblicano, dalla famiglia del pontefice Giovanni XIII quale baluardo del feudo prenestino. Il suo utilizzo in particolare come carcere è attestato da alcuni prigionieri illustri come Corradino II di Svevia e Jacopone da Todi. La fortezza subì una notevole ristrutturazione nel Quattrocento ad opera dei Colonna. Proponiamo qui di seguito una galleria di immagini di questo importante monumento laziale, consigliando altresì la lettura della nostra guida “I castelli perduti del Lazio” per una descrizione più dettagliata.


Lestre a Pian della Faggeta

Due “lestre” – le antiche, caratteristiche abitazioni stagionali dei pastori laziali – sul solitario Pian della Faggeta, presso Carpineto Romano.


Ara cubica romana nella Selva di Malano

Nella misteriosa Valle dei predicatori (o dei megaliti) innumerevoli manufatti di varie epoche compaiono improvvisamente nei boschi e nei noccioleti: come quest’ara cubica di epoca repubblicana, situata a pochi passi dal cosiddetto “Primo Sasso del Predicatore”, la cui funzione non è tuttora chiara.


La Grotta del Brigante Tiburzi

Lungo il sentiero che attraversa la selvaggia Valle del Timone, nei pressi di Cellere, si trova la cosiddetta “Grotta di Tiburzi” (o “della Mercareccia”), che la leggenda vuole rifugio dell’omonimo famoso bandito di fine Ottocento, attivo in tutta l’Alta Tuscia e sul confine tosco-laziale.


La Villa dei Quintili dall’Appia Antica

Costruita nella prima metà del II secolo d. C. da due nobili consoli, la grandiosa Villa dei Quintili si affaccia con i suoi ruderi su uno degli angoli più suggestivi della Via Appia Antica, a pochi chilometri a sud di Roma. Al fascino storico e paesaggistico si sommano in questo luogo svariate leggende popolari: per saperne di più si faccia riferimento alla nostra guida “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.


Roma-Dettaglio al Circo Massenzio

Un particolare del pittoresco Circo Massenzio (IV sec.), uno degli angoli più belli dell’Appia Antica.