Archivi tag: spiritualità

Abbazia di Valvisciolo, facciata

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La semplice ed elegante facciata romanica dell’Abbazia cistercense di Valvisciolo, situata nei pressi di luoghi importanti come Ninfa, Bassiano, Norba e Sermoneta, alle pendici dei Monti Lepini. Impreziosito da un magnifico chiostro, il monumento, di antichissima origine, custodisce un rarissimo esempio di “Sator circolare” oltre che innumerevoli altri esempi di “iconologia magica”. Sull’abbazia aleggiano curiose leggende legate ai Templari (per saperne di più: “Lazio, i luoghi del mistero e dell’insolito”). 


Bolsena-Collegiata di Santa Cristina

Bolsena-Collegiata di S. Cristina, facciata 5 RCRLB.JPG

L’elegante facciata rinascimentale della Collegiata di Santa Cristina a Bolsena. La chiesa, situata lungo la Via Francigena, custodisce le memorie dei “miracoli” legati alla figura di Santa, da cui scaturì nel 1264 la festa del Corpus Domini. Per saperne di più: “Lazio: i luoghi del mistero e dell’insolito”.


Santuario di Santa Maria ad Rupes a Castel Sant’Elia

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Fondato da alcuni monaci benedettini nel VI secolo, lo spettacolare complesso di Santa Maria ad Rupes, con ai piedi la splendida Basilica di Sant’Elia, domina il paesaggio di Castel Sant’Elia e offre una visione mozzafiato, stagliandosi in modo perfetto nella selvaggia Valle Suppentonia. 


Veduta dell’Abbazia di San Giusto

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Lo splendore dell’Abbazia di San Giusto, presso Tuscania. Egregiamente restaurato diversi anni fa da un privato “illuminato” dopo un lungo abbandono , il complesso – di origine cistercense – è stato poi adibito a prestigioso agriturismo. Ringraziamo i proprietari che ci hanno gentilmente concesso di realizzare alcuni scatti all’interno della loro bellissima tenuta: aprile e maggio sono fra l’altro i momenti migliori per visitare Tuscania e i suoi dintorni. Si consiglia vivamente il pernotto in questa magnifica struttura.


Bassano in Teverina-Chiesa di Santa Maria dei Lumi

Bassano in Teverina-Chiesa di S. Maria dei Lumi 2 RCRLB

La romanica Chiesa di Santa Maria dei Lumi si trova nello splendido borgo medievale di Bassano in Teverina ed è caratterizzata da una peculiarità straordinaria. Nelle vicinanze si eleva infatti un’alta e massiccia torre civica, edificata nella seconda metà del Cinquecento, che ingloba l’antico campanile a bifore e trifore dell’XI-XIV secolo. Il “campanile segreto”, riscoperto soltanto in tempi recenti, è visitabile normalmente la domenica oppure in occasione del Presepe Vivente, uno dei più suggestivi della Tuscia. 


Scorcio dell’Abbazia di Casamari

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Uno scorcio suggestivo nella chiesa abbaziale di Casamari, presso Veroli, in Ciociaria. Il monumento, di impronta gotico-cistercense, racchiude numerosi segni di un’antica sapienza tramandata dai suoi monaci: per saperne di più si faccia riferimento alla nostra guida “Lazio, i luoghi del mistero e dell’insolito”.


La Morte

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Impressionante affresco nel Sacro Speco di Subiaco, di scuola umbro-laziale. La Morte è descritta come un orrendo cavaliere che colpisce a casaccio con la sua falce, lasciando spesso vivi i vecchi (che la invocano) e uccidendo i giovani (che mai sospetterebbero l’avvicinarsi della fine): un’impietosa metafora della precarietà della vita che ci fa riflettere sull’importanza spesso esagerata che diamo quotidianamente a cose vacue.


Il Santuario della Mentorella in inverno

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Il suggestivo Santuario della Mentorella, uno dei più antichi cenobi d’Italia, in uno scatto invernale del collaboratore e grande escursionista Giovanni Cortiglia. Sullo sfondo, la bella Valle del Giovenzano.


Il Tempio di Demetra presso Vetralla

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La piccola “cappella” del tempio etrusco-romano dedicato a Vei-Cerere (Demetra per gli antichi Greci), la Dea della terra, nello splendido querceto di Macchia delle Valli alle porte di Vetralla: il santuario si trova all’interno di una spaccatura di un grosso masso di peperino (forse utilizzato come cava in epoche successive) e fu abbandonato nel II secolo d. C. per cause tuttora sconosciute. Il luogo è avvolto da un’atmosfera magica ed arcana.


Eremo di San Cataldo presso Cottanello

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Il suggestivo Eremo di San Cataldo presso Cottanello, ricavato nel X secolo dai monaci benedettini in una parete rocciosa dei Monti Sabini. Nelle sue vicinanze si apre un magnifico panorama sulla Sabina Tiberina.


Architetture fortificate dell’Abbazia di San Nilo a Grottaferrata

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Le spettacolari architetture fortificate che inglobano l’Abbazia di San Nilo a Grottaferrata e che la fanno assomigliare più ad una fortezza che a un luogo di culto. Siamo sui Castelli Romani, in una zona di grande fascino storico-paesaggistico: a poca distanza sono le suggestive rovine di Tusculum.


Chiesa della Madonna dell’Auricola presso Amaseno

Amaseno-Chiesa della Madonna dell'Auricola RCRLB

Una veduta dall’alto della Madonna dell’Auricola, santuario mariano nei pressi di Amaseno risalente al XIII secolo. Siamo sui Monti Ausoni, in una zona di transizione fra l’area pontina e la Ciociaria. La Valle dell’Amaseno è una delle più belle del Basso Lazio e mantiene ancora piuttosto integri sia il paesaggio che le tradizioni rurali locali.


La Certosa di Trisulti: arte e sapienza tra le foreste dei Monti Ernici

Fra i molti luoghi del Lazio che suscitano emozioni profonde, la solitaria Certosa di Trisulti, nei pressi di Collepardo, nell’Alta Ciociaria, merita di sicuro una menzione speciale. Situato ai piedi del Monte Rotonaria ed immerso in un paesaggio fiabesco, fra irte rupi, querceti secolari e orride gole, il complesso monastico si erge elegantemente su uno sprone roccioso, a dominio di un’ampia e selvaggia vallata dei Monti Ernici: fondato nel XIII secolo e ristrutturato tra Seicento e Settecento, oggi appartiene all’Ordine dei Cistercensi di Casamari.

Certosa di Trisulti-Veduta dal Vado di Porca RCRLB

Veduta dall’alto della Certosa di Trisulti

L’attrazione principale della Certosa è costituita dall’antica farmacia – impreziosita da grottesche trompe-l’oeil in stile pompeiano ad opera di Giacomo Manco – ove sono custodite numerose ampolle e bottigliette d’epoca contenenti erbe medicamentose. La conoscenza di rimedi naturali per curare malattie è una tradizione che si tramanda dal Medioevo fra Cistercensi e tuttora viva: verosimilmente preziosi manoscritti di medicina e di erboristeria sono celati nell’antica biblioteca, che conta circa 36.000 volumi. Leggende di sensazionali guarigioni (e guaritori) sono diffuse da sempre fra le genti locali contribuendo al “mito” popolare di Trisulti come luogo magico e misterioso.

Certosa di Trisulti-Farmacia, scorcio 1 RCRLB

L’elegante salottino della farmacia

Certosa di Trisulti-Farmacia, scorcio 2 RCRLB

Simmetrie

Certosa di Trisulti-Farmacia, particolare 1 RCRLB

Porta dipinta

Certosa di Trisulti-Farmacia, orologio RCRLB

Suggestivo orologio che sembra scrutare il visitatore…

Colpiscono poi i numerosi dipinti presenti nel corridoio della farmacia, eseguiti intorno al 1860 dall’artista, filosofo ed esoterista napoletano Filippo Balbi. Fra tutte le rappresentazioni, di chiaro motivo allegorico, spicca quella del quadrato magico del “Sator”: si tratta del misterioso palindromo formato da cinque parole di cinque lettere, che lette partendo da qualsiasi verso danno sempre la stessa formula, ossia “Rotas Opera Tenet Arepo Sator”. Tutto il ciclo pittorico appare come una sorta di “libro alchemico-sapienziale” dedicato al “raffinare” la vita ed i suoi scopi, prodigo di messaggi “ermetici” riservati a pochi iniziati (per saperne di più si faccia riferimento al nostro libro “Lazio: i luoghi del mistero e dell’insolito”).

Certosa di Trisulti-Farmacia, affresco con Sator RCRLB

Sator del Balbi

Certosa di Trisulti-Farmacia, particolare RCRLB

Invito al silenzio…

Certosa di Trisulti-Farmacia, affresco con messaggio RCRLB

Ricordo della bella accoglienza riservata al Balbi

Certosa di Trisulti-Farmacia, quadro 1 RCRLB

Straordinario quadro nella farmacia

Certosa di Trisulti-Farmacia, quadro 2 RCRLB

Ritratto di un farmacista di Trisulti

Oltre alla farmacia è di assoluto interesse la visita alla chiesa, dedicata a San Bartolomeo. Entrando, la prima cosa che colpisce sono i meravigliosi quanto macabri affreschi che ornano i lati della volta, in parte ancora del Balbi: insieme ad una realistica “Strage degli innocenti”, essi descrivono massacri e martirii ai danni di monaci, evidentemente finalizzati a rendere consapevoli i novizi circa i pericoli legati alla missione evangelizzatrice. Poco più avanti sono conservati i corpi di due cavalieri delle Crociate, mentre nell’aula riservata ai monaci si trova uno splendido coro ligneo impreziosito da singolari sculture che ritraggono personaggi buffi o deformi.

Certosa di Trisulti-Chiesa RCRLB

Chiesa di San Bartolomeo

Certosa di Trisulti-Leone nel piazzale della chiesa RCRLB

Scorcio del piazzale antistante alla chiesa

Usciti dalla certosa, dal parcheggio si snoda un viottolo immerso in un folto bosco di querce, che conduce, in discesa, ai piedi di una parete rocciosa. Qui si apre un ampia cavità ove è ospitato il piccolo Santuario della Madonna delle Cese. Secondo un’antica tradizione popolare, nel VI secolo, un eremita scelse di ritirarsi proprio presso la Grotta delle Cese, dove ebbe un’apparizione della Madonna, la quale lasciò impressa sulla roccia la propria immagine. In questo luogo venne in seguito creata una Cappella della Madonna delle Cese. E’ proprio a questo luogo che è legata la storia dell’edificazione della Certosa di Trisulti. Con il passar del tempo, diversi eremiti e pellegrini giunsero in questi luoghi selvaggi, e nella seconda metà del XII secolo vi si recò anche il Cardinale Lotario Conti di Anagni. Egli era solito intrattenersi con un eremita che allora dimorava qui. Questi raccontò al cardinale anagnino di una sua visione profetica, da cui Lotario rimase assai impressionato, tanto da promettere la costruzione di una certosa nei suoi possedimenti. Salito al soglio pontificio con il nome di Innocenzo III, mantenne l’impegno preso e nei primi anni del 1200 vennero iniziati i lavori. Ancor oggi è possibile visitare, tramite una ripida e stretta scalinata, la buia celletta addossata alla parete rocciosa, ove gli anacoreti, che si avvicendarono presso il Santuario, erano soliti ripararsi.

Certosa di Trisulti-Tramonto RCRLB

Tramonto sul campanile della Certosa

Ma le sorprese a Trisulti non finiscono qui. Procedendo lungo la bellissima strada che dalla Certosa conduce a Veroli, si giunge, dopo poche centinaia di metri, ai piedi del Monte Porca, ove inizia un ripido sentiero che, salendo attraverso la folta vegetazione della montagna, termina innanzi ad un piccolo speco, sopra al quale, di tanto in tanto, si forma una lieve cascatella. Qui il monaco benedettino Domenico da Foligno, assieme al suo fedele monaco Giovanni, rimase per circa tre anni in ascesi. Nel 987 Domenico, ispirato da una visione che ebbe nel sonno, decise di avviare l’edificazione di una chiesa e di un monastero. Una leggenda narra che durante i lavori si staccò un enorme masso dal monte, e Domenico, che ne udì il frastuono, disegnò prontamente nel cielo una croce cosicchè di colpo la roccia arrestò la sua discesa, e si fermò a pochi metri dalla chiesa dedicata a San Bartolomeo Apostolo. Di tale struttura, meglio conosciuta con il nome di San Domenico, ed edificata in un interessante stile tardo romanico, si possono ancora osservare i poderosi resti, romanticamente affacciati sulla sontuosa valle del Torrente Fiume.

Monastero di S. Domenico RCRLB

Rovine del Monastero di San Domenico

Non lontano è il Ponte li Santi, legato alle memorie sacre della zona, nelle cui vicinanze si apre peraltro lo spaventoso Vallone Inferno, una lunga e profonda gola dominata da rupi scoscese e fittamente boscose, e che in più punti presenta cascatelle e rapide. Si dice che nella valle si nascondano dolmen e menhir di origine italica. Essi insisterebbero in tutta la zona di Collepardo e il motivo di tale peculiarità non è chiaro. Ci troviamo in ogni caso in un territorio noto per manifestazioni eccezionali del carsismo: dalla spettrale Grotta dei Bambocci, descritta dal Gregorovius nell’Ottocento, allo spettacolare Pozzo d’Antullo, una delle doline carsiche più grandi d’Europa. Probabilmente questi fenomeni naturali influenzarono le popolazioni più antiche dei Monti Ernici, le quali svilupparono un particolare rapporto con la pietra tanto da creare manufatti dal significato astrologico e “sacrale”: come non citare le “mura megalitiche” (o ciclopiche) che cingono numerosi centri storici della Ciociaria (le cosiddette “città megalitiche” di Alatri, Ferentino, Arpino, Segni, Veroli, ecc.) con funzione non soltanto difensiva ma anche religiosa?

Mti Ernici-Mte Porca, panorama 6 RCRLB

Sguardo verso il Vallone dell’Inferno

Mti Ernici-Torrente Fiume, cascata e arco naturale RCRLB

Arco naturale e cascata lungo il Torrente Fiume

Infinite dunque le suggestioni che offre la Certosa di Trisulti con i suoi diretti dintorni. Una giornata non è sufficiente per visitare tutto con la dovuta calma ma al visitatore sensibile può bastare almeno per coglierne l’atmosfera sospesa ed inafferrabile. Prima di andar via si consiglia vivamente di ammirare lo straordinario panorama dal vicino ex-convento di San Nicola, in località Civita, sempre verso Veroli.

Certosa di Trisulti-Veduta da S. Nicola 3 RCRLB

La Certosa da San Nicola

Da qui la certosa appare come un vero e proprio gioiello architettonico incastonato nel superbo scenario montano: forse ci si può interrogare di come sia possibile che tale magnifico paesaggio non sia ancora conosciuto ai più né adeguatamente decantato (e forse questo rimane il mistero maggiore); di certo si torna a casa con la sensazione di aver “scoperto” qualcosa di prezioso e con la voglia di tornarci presto.


Abbazia di San Pastore

Abbazia di S. Pastore-Veduta

Uno scorcio dell’austera Abbazia di San Pastore, presso Contigliano, nella Valle Santa di Rieti. Si tratta di un complesso fondato nel XIII secolo dai monaci cistercensi, esperti nelle bonifiche di aree palustri come allora si presentava la piana reatina. Il monumento è stato recentemente restaurato in modo impeccabile da un privato della zona: è sede di un agriturismo ed ospita cerimonie ed eventi. Nei pressi dell’abbazia è il tracciato del Cammino di Francesco.


Certosa di Trisulti

Certosa di Trisulti-Veduta da San Nicola

Una splendida veduta della Certosa di Trisulti dal piazzale dell’ormai abbandonato Monastero di San Nicola. Il possente complesso certosino appare come un gioiello incastonato nelle foreste dei Monti Ernici, ai piedi delle vette della Monna e della Rotonaria. Misteri sapienziali avvolgono questo luogo sacro e magnifico: per saperne di più si faccia riferimento alla nostra guida “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito“.


Il Sacro Speco a Subiaco

Sacro Speco, Subiaco

Il Sacro Speco è il primo monastero fondato da San Benedetto in Italia. Questo luogo diede i natali al monachesimo, e conserva l’eremo dove si rifugiò il santo. Situato nella Valle dell’Aniene, conosciuta anche con il nome di sublacense, è un suggestivo luogo incastonato tra le ripide rocce che in questo punto si ergono alte sul fiume. Qui pare che il tempo sia fermato tra arte, storia, natura che si fondono mirabilmente infondendo al visitatore un profondo senso di spiritualità. Non lontano è il Monastero di Santa Scolastica, dedicato alla sorella di San Benedetto.
Per saperne di più si faccia riferimento alla guida Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito.