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Una dolce luce sul Duomo di Rieti

Il bel prospetto del Duomo di Rieti in una calda luce pomeridiana.
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Cartore, ai piedi della Duchessa

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Ai confini fra il Cicolano e l’Abruzzo, il bucolico villaggio di Cartore è il punto di partenza privilegiato per escursioni sugli splendidi Monti della Duchessa, appartenenti al massiccio del Velino, e all’omonimo lago.


Paterno-Panorama sulla Val Velina

Paterno-Panorama sulla Val Velina 1 RCRLB

Un bel panorama dal piccolo borgo di Paterno sulla verde Val Velina, dominata dalla storica scritta “DUX” sul Monte Giano.


Campagna della Valle Santa a dicembre

Agro Reatino-Paesaggio dalla superstrada RCRLB.JPG

La magnifica campagna della Valle Santa in un pomeriggio di dicembre con lo sfondo del Terminillo imbiancato.


Scorcio “agro-urbano” di Rieti

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Uno splendido scorcio autunnale di Rieti dai campi che costeggiano il Fiume Velino e che in parte tutt’oggi bordano il suo centro storico. Sottovalutata per decenni, Rieti sta vivendo negli ultimi tempi una “rinascita” all’insegna della qualità della vita e del turismo “lento”. Piste ciclabili e passeggiate urbane ed extraurbane disegnano il quadro di una città “a misura d’uomo” dove l’edificato e gli spazi agricoli e naturali convivono in un rapporto armonioso seppur assai delicato.


Cordoglio e solidarietà per le vittime del terremoto di Accumoli-Amatrice-Arquata

Esprimiamo cordoglio e solidarietà per le vittime del disastroso terremoto nell’Amatriciano-Piceno. Auspichiamo che il Governo rimanga vicino a chi ha perso tutto nel giro di pochi minuti, assicurando gli aiuti necessari sia ora nel momento dell’emergenza che nei prossimi tempi. Siamo sicuri che i paesi della Conca di Amatrice e della Valle del Tronto, ossia di uno dei territori più belli degli Appennini, se non lasciati soli, sapranno risollevarsi grazie alla civiltá, serietà e laboriositá che li contraddistingue da sempre.

Luca Bellincioni e Daniela Cortiglia


Abbazia di San Pastore

Abbazia di S. Pastore-Veduta

Uno scorcio dell’austera Abbazia di San Pastore, presso Contigliano, nella Valle Santa di Rieti. Si tratta di un complesso fondato nel XIII secolo dai monaci cistercensi, esperti nelle bonifiche di aree palustri come allora si presentava la piana reatina. Il monumento è stato recentemente restaurato in modo impeccabile da un privato della zona: è sede di un agriturismo ed ospita cerimonie ed eventi. Nei pressi dell’abbazia è il tracciato del Cammino di Francesco.


Paesaggio presso Colli sul Velino

Paesaggio presso Colli sul Velino

Lo splendido paesaggio agreste della Valle Santa di Rieti presso Colli sul Velino. Uno scenario di altissimo valore estetico e culturale di cui si parla ancora troppo poco. Noi lo abbiamo attraversato interamente durante la prima tappa del Cammino di Francesco!


Labro, scorcio con torretta

Labro-Scorcio con torretta

Una delle “cartoline” più ricorrenti di Labro, magnifico borgo incastonato fra le foreste dei Monti Reatini, noto per il Castello Nobili-Vitelleschi. La torretta, facente parte delle fortificazioni che ancora cingono l’abitato, sorge alla fine di un curato terrazzo da dove lo sguardo spazia sulla profonda e selvaggia Valle del Fuscello e sulle propaggini del Terminillo. Dall’altra parte del terrazzo un altro belvedere permette di ammirare il suggestivo Lago di Piediluco.


Scorcio di Leonessa con la Chiesa di San Pietro

Leonessa-Chiesa di S. Pietro, loggiato e campanile

Uno scorcio dal basso della bella cittadina di Leonessa, posta nel cuore dell’omonima piana, ai piedi dei Monti Reatini e del Terminillo. Emergono dall’abitato il campanile cuspidato e l’elegante loggiato della quattrocentesca Chiesa di San Pietro. Frequentata d’inverno per lo sci e caratterizzata da un insolito aspetto alpestre, Leonessa è anche punto di partenza di magnifiche escursioni alla scoperta dell’incontaminata natura circostante.


La Sabina Tiberina: ritorno all’Arcadia

Il verde intenso delle leccete e i monti dalle sagome arrotondate, i colori dei campi coltivati, i vigneti, gli uliveti che rivestono i poggi, i borghi arroccati: la “Sabina Tiberina”, quell’area dell’Alto Lazio sabino rivolta alla Valle del Tevere, offre un paesaggio collinare di rara bellezza, fra i più suggestivi e caratteristici del Centro Italia, a poche decine di chilometri dalle meraviglie di Roma.

Ponte Sfondato, paesaggio

Cuore della ben più ampia sub-regione storica sabina, il versante tiberino dei Monti Sabini, con le sue vaste propaggini collinari, ha mantenuto elementi paesaggistici e culturali del tutto propri. Vera peculiarità di tutta Sabina è comunque la coltivazione dell’olivo, che caratterizza fortemente il paesaggio e che ha conservato la tradizionale importanza nell’economia locale, con la produzione di olio extravergine di oliva di altissima qualità e da tempo riconosciuto dal marchio dop: ne è simbolo il famoso “Ulivone di Canneto”, nella campagna di Fara in Sabina, albero ultra-millenario fra i più vetusti in Europa.

Mti Sabini-Valle del Farfa, paesaggio

Altri emblemi della Sabina Tiberina sono senza dubbio il Monte Soratte e, ovviamente, il Tevere. Il Soratte, decantato già da Orazio e descritto da numerosi pittori e letterati del Sette-Ottocento, fa da sfondo onnipresente e rassicurante, mentre il “Biondo Fiume” dimostra la sua magnificenza nelle anse da brivido (celebre il “fiasco”) e negli stupendi ambienti ripariali che attualmente si sta cercando di rivalutare con l’organizzazione di gite in canoa e a cavallo.

Nazzano-Riserva Tevere-Farfa 2b RCRLB

Il Fiasco presso Ponzano Romano

Uno dei migliori belvedere sulla Valle del Tevere è Stimigliano, la “porta” della Sabina per chi proviene dal casello autostradale Ponzano-Soratte; vedute ancor più interessanti si hanno però dall’altra parte della piana tiberina, ossia dai paesi di Ponzano Romano e Filacciano, adagiati sulle bellissime colline che fanno da cerniera fra la Sabina e l’Agro Falisco-Vejentano (e che si allungano a sud fino a Nazzano e Torrita Tiberina); ai loro piedi vigila sul Tevere l’antica Abbazia di Sant’Andrea in Flumine.

Stimigliano-Torre con orologio

Fiume Tevere ai piedi di Stimigliano

Stimigliano-Panorama sulla Valle del Tevere

Irrinunciabile è la salita alla cima del Soratte, da cui si ha una panoramica completa dei Monti Sabini. Si tratta di montagne molto ricche dal punto di vista geologico, ambientale e vegetazionale: numerosi i fenomeni carsici, fra cui spicca l’enorme voragine del Revotano, che si apre a poca distanza dal grazioso paese di Roccantica, mentre boschi di querce, lecci e faggi rivestono a quote diverse i rilievi talvolta lasciando spazio a verdi altopiani.

Mti Sabini-Mte Pizzuto, panorama

Valle Gemini, bosco

Più a sud, in una zona di transizione fra Monti Sabini e Lucretili, alle spalle di Poggio Mirteto, si allarga l’ampia e frastagliata Valle del Farfa, il cui fulcro è da secoli la celebre Abbazia di Farfa, uno dei simboli del monachesimo europeo e baluardo della civiltà cristiana, nonché potente avamposto della Chiesa in Età Feudale: il complesso, di antichissima e leggendaria origine, esistente già all’epoca di Carlo Magno, custodisce opere letterarie ed artistiche di inestimabile valore (per saperne di più: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito“).

Abbazia di Farfa-Veduta

Roccabaldesca-Veduta

Valle del Farfa-Campagna con casale presso Mompeo

Notevole, del resto, il patrimonio storico, artistico e religioso della Sabina Tiberina, che cela aree archeologiche sabino-romane (Eretum, Cures, Forum Novum, ecc.), castelli, borghi fantasma, eremi (su tutti San Michele e San Leonardo entrambi presso Roccantica, San Cataldo a Cottanello e Sant’Orsola a Vacone), conventi e abbazie (oltre a Farfa, la venerata Cattedrale di Santa Maria in Vescovio a Torri in Sabina), e tanti piccoli centri storici, forse poveri in quanto a monumenti ma ben integrati nel paesaggio agrario circostante.

Torri in Sabina-Veduta

Fianello-Veduta

Roccantica-Veduta

Casperia-Veduta

Assai piacevole è visitare questi borghi, quasi sempre ben tenuti, per assaporare un’atmosfera d’altri tempi: Casperia (bandiera arancione del TCI), Bocchignano, Catino, Montasola, Tarano, Cottanello, Fianello o la stessa Roccantica sono soltanto alcune delle tappe che formano questo splendido itinerario alla scoperta del Medioevo sabino.

Casperia-Scalinata con gatta

Piazzetta nel borgo di Roccantica

Catino-Murales nel borgo

Casperia-Vicolo

Casperia-Panorama

Le strade della Sabina Tiberina sono tutto un susseguirsi di pittoreschi scorci medievali che in alcuni punti rendono il viaggiare in queste terre simile al vagare in un affresco dell’Età di Mezzo.

Casperia-Veduta

Catino-Veduta

Sensazione che forse raggiunge il proprio culmine quando ci si avvicina al minuscolo, semi-spopolato villaggio di Rocchette (Torri in Sabina), uno degli abitati più caratteristici della zona: di fronte è il colle ove sorge il “paese fantasma” di Rocchettine, sormontato dai ruderi di una poderosa fortezza; attorno solo boschi, campi, uliveti ed un silenzio quasi totale, se non fosse per l’ammaliante suono delle acque di un ruscello.

Rocchettine-Rocca Guidonesca

Rocchette-Fontanile

Scendendo sempre più a valle, il paesaggio, ormai dominato da vicino dalla mole solenne e solitaria del mitico Monte Soratte, si fa decisamente umbro, con i filari di cipressi ad ornare le bianche sterrate che salgono sui poggi, coronati da vecchi casali con i loro pini marittimi: è la zona di Montebuono, Collevecchio e Magliano Sabina, ove, in vista del Tevere, i confini fra Reatino e Ternano, Lazio ed Umbria, divengono sempre più labili.

Collevecchio-Panorama 6b RCRLB

Mti Sabini-Campagna fra Vacone e Cottanello

Collevecchio-Veduta da lontano

Mti Sabini-Paesaggio fra Vacone e Montasola RCRLB

Con il suo clima mite, la Sabina Tiberina può essere visitata tutto l’anno: che sia un soggiorno prolungato o un semplice week end, sarebbe un peccato perdere un’occasione del genere. Poche aree d’Italia come questa sanno offrire paesaggi ameni e sensazioni di assoluta quiete, insomma un’elevatissima qualità ambientale, essendo però praticamente sconosciuti al turismo.

Mti Sabini-Girasoli presso Cantalupo

Mti Sabini-Grano

In Sabina ci si può ancora sentire degli “esploratori”, alla ricerca di un qualche tesoro paesaggistico dimenticato. Come gli altopiani di Cottanello, un mondo bucolico che rimanda ai dipinti dei viaggiatori del Grand Tour che ritraevano la Campagna Romana.

Mti Sabini-Prati di Cottanello, gregge

Mti Sabini-Prati di Cottanello, mucche

Mti Sabini-Prati di Sopra, cavalli al pascolo

Vagando sul web alla ricerca di uno dei numerosi agriturismi e b&b, si noterà che le strutture ricettive della zona reclamizzano la Sabina quale ottimo punto di partenza per visitare l’Umbria, la Toscana e Roma.

Mti Sabini-Paesaggio presso Colle Sala 2 RCRLB.JPG

In realtà, chi viene nella Sabina Tiberina non se ne vorrebbe andare più. Seduti in una delle terrazze dei paesi e dei casolari, di fronte ad un piatto condito con l’olio locale, ad un buon bicchier di vino e magari ad un tramonto mozzafiato sul Soratte, chi avrebbe il coraggio di alzarsi?!

Mti Sabini-Panorama da Montasola verso il tramonto

Valle dell'Imelle, paesaggio

E allora, quando partire? Un’occasione è data dagli eventi in tema medievale o dalle manifestazioni volte alla riscoperta di antiche tradizioni. Certo, le stagioni intermedie, autunno e primavera, rimangono i periodi più indicati, anche per ammirare i meravigliosi colori della campagna sabina o per inoltrarsi in qualche sentiero collinare o montano alla ricerca di aria buona e panorami indimenticabili.

APPUNTI DI VIAGGIO

Periodi migliori:

autunno, primavera ed inizio-estate per i colori della campagna.

Dove dormire:

Montopoli di Sabina – Agriturismo La Casa dell’Abbazia

Casperia – B&B La Torretta

Dove comprare:

Fara in Sabina – Azienda Agricola Mei


I castelli perduti della Sabina

Questo lungo itinerario inizia da Roma e va ad esplorare alcuni fra i territori più belli e intatti del Lazio. Si può scegliere di prendere la Via Nomentana o la Via Tiburtina e, rispettivamente, superati i centri di Mentana o Guidonia, il paesaggio inizia a rivelare i tratti peculiari della Sabina Romana: prati, boschi e soprattutto uliveti si alternano fino a raggiungere la prima tappa, proprio alle pendici dei Monti Lucretili, Palombara Sabina, cittadina che conserva un pittoresco borgo medievale.

Castiglione di Palombara

A poca distanza, in posizione panoramica, sorgono le rovine del Castiglione, uno dei “manieri perduti” più affascinanti del Lazio, notevole esempio di castrum longobardo. Si riparte in direzione nord in una verde campagna e, appena superato il moderno abitato di Stazzano, una stradina a sinistra ci conduce alle semisconosciuto “paese fantasma” di Stazzano Vecchio, su cui spicca il turrito Castello Orsini; il complesso, attualmente in fase di restauro, offre un’atmosfera sospesa nel tempo.

Stazzano Vecchia

L’itinerario prosegue sempre verso Nord, toccando Moricone e Montelibretti, sempre immersi in un paesaggio bucolico ove protagonisti sono i fitti uliveti terrazzati, con numerose piante secolari. Si valica poi la Via Salaria e si prendono le indicazioni per l’Abbazia di Farfa che merita di certo una sosta: siamo ormai nella Valle del Farfa e in Provincia di Rieti, e a poca distanza dal complesso religioso, ai piedi di Mompeo, i poco visibili ruderi di Roccabaldesca arricchiscono un quadro paesistico di grande fascino, in particolare durante la primavera per le fioriture dei frutteti. Il nostro percorso ora risale le dolci colline sabine passando prima per il piccolo villaggio medievale di Bocchignano e poi per Poggio Mirteto fino al suggestivo borgo di Catino, subito riconoscibile per l’alta torre del castello.

Castello di Catino

È una delle tappe più emozionanti dell’itinerario: si risale il paese attraverso vicoli ed archetti fino ai resti del castello longobardo dove l’orizzonte si apre immenso allo sguardo sulla Sabina Tiberina e buona parte dell’Alto Lazio. Oltrepassato un varco superstite nelle mura del castello, voltandosi si può avere un colpo d’occhio stupendo sul monumento e ci si rende conto di essere sull’orlo di un profondo burrone, il “Catino” appunto, che si apre alle spalle del paese. Tornati sulla strada pedemontana (SS 313), si attraversa un lungo tratto del sistema collinare ai piedi dei Monti Sabini in un paesaggio sempre più splendido che offre molti scorci “medievali”, avendo mantenuto quasi inalterata la tipologia di urbanizzazione risalente all’epoca dell’incastellamento (fra IX e XI secolo), con una miriade di borghi situati sulle alture (da non perdere Casperia).

Castello di Rocchettine

Addentratisi in una zona solitaria si giunge quindi a Rocchettine, altro paese “perduto” della Sabina, situato di fronte al borgo di Rocchette, quest’ultimo però ancora abitato da una manciata di abitanti. La Rocca Guidonesca di Rocchettine è una delle più imponenti del Lazio ed è circondata dai resti delle vecchie case. Lasciate Rocchette e Rocchettine, si prosegue verso Cottanello in un ambiente agreste di eccezionale serenità: viene da chiedersi allora come mai un paesaggio così splendido a due passi da Roma sia ancora così poco visitato! Giunti a Cottanello, piccolo paese in pietra completamente circondato dal verde, una stradina porta alla frazione di Castiglione di Cottanello, ove, proprio al confine con l’Umbria, sorgono le omonime rovine del fortilizio che offre un panorama meraviglioso.

Veduta di Cottanello

Per gli appassionati di natura, si consiglia una passeggiata sui vicini Piani di Cottanello, praterie ricche di animali al pascolo e di enormi cerri secolari. Da Cottanello si riparte in direzione di Rieti per una strada tutta montana che dopo un percorso tortuoso scende a Contigliano, ennesimo borgo sabino da visitare assieme alla vicina Greccio. Siamo nella Conca Reatina, detta “Valle Santa” per le memorie di San Francesco che vi soggiornò per parecchi anni maturando il suo pensiero e lasciando una traccia indelebile della sua predicazione d’amore e pace.

Paesaggio della Valle Santa

Come per l’Abbazia di Farfa, anche in questo caso vale certamente la pena effettuare una sosta per visitare i conventi della vallata (in primis quello di Greccio) e per godere degli incantevoli panorami sulla grande piana, una delle più belle conche montane d’Italia, tutelata da una riserva naturale. Si riprende l’itinerario attraversando Rieti (l’antica Reate, odierno capoluogo di provincia della Sabina, considerata come il centro geografico d’Italia) e poi si prende la superstrada per la Valle del Salto. Ci si addentra così nella sub-regione del Cicolano, una zona di transizione fra Lazio e Abruzzo, selvaggia e quasi disabitata, che offre paesaggi magnifici: dai grandi boschi di castagno e faggio, al frastagliato bacino artificiale del Lago del Salto con i suoi fiordi e le sue penisolette, dai vasti altopiani montani coi loro laghetti alle sperdute cime dai panorami mozzafiato. Dopo qualche decina di chilometri la superstrada passa ai piedi di Petrella Salto, coi modesti ruderi della Rocca Cenci che fu teatro del celebre dramma di Beatrice, e infine sale a Fiamignano. Il toponimo forse è il ricordo dell’incendio che distrusse il primitivo nucleo abitativo, di cui oggi non rimane quasi nulla, se non le rovine della rocca di Poggio Poponesco, caratterizzata da una svettante ed austera torre.

Castello di Poggio Poponesco

E’ questa una tappa importante dell’itinerario, poiché dà la possibilità di scoprire una zona fra le più incontaminate del Lazio, che meriterebbe certamente una maggiore considerazione turistica. Il Cicolano, del resto, è ricolmo di fortilizi, spesso ridotti a ruderi, come lo sperduto Castello della Piscignola o la poderosa Rocca di Corvaro. Se quest’ultima è facilmente visitabile risalendo l’omonimo semi-abbandonato paese nel Comune di Borgorose, il primo si raggiunge meglio a piedi che in auto, viste le pessime condizioni della carrareccia che lo collega “al resto del mondo”. Ad ogni modo, dopo la visita di Piscignola, sul versante opposto dei Monti del Cicolano rispetto a Fiamignano, si può ritrovare la Via Salaria all’altezza di Antrodoco. Da qui si prosegue in direzione Nord attraverso la stupenda Valle del Velino, ricca di acque, laghetti e fenomeni carsici, e si fa tappa al borgo medievale di Castel Sant’Angelo coi ruderi del suo maniero. Più avanti, quasi arrivati alla conca di Amatrice, si svolta a sinistra per Cittareale, cittadina posta a pochi chilometri dal confine umbro-laziale, ove con la visita alla Rocca Angioina, da poco restaurata, si chiude il nostro itinerario. Per saperne di più, il lettore può far riferimento alla guida I castelli perduti del Lazio e i loro segreti (Eremon Edizioni, 2011).

APPUNTI DI VIAGGIO

Tempo stimato:

5-6 giorni.

Periodo migliore:

ottobre-novembre-dicembre e aprile-maggio-giugno-luglio per i colori della campagna.

Dove dormire:

Montopoli di Sabina – Agriturismo La Casa dell’Abbazia

Casperia – B&B La Torretta

Rieti – B&B La Terrazza Fiorita