Archivi categoria: Immagini e pensieri

La “via cava” etrusca di Monterano

La via cava etrusca è uno dei luoghi più suggestivi di Monterano Vecchia e merita senz’altro un posto nella “top list” di questo tipo di infrastrutture tipiche dell’Etruria, assieme a quelle di Norchia, Marturanum, Castro, Pitigliano, Sorano, Sovana, ecc… Peccato che il passaggio sia da anni formalmente vietato dalla riserva naturale di Monterano, secondo un’abitudine (secondo noi discutibile poiché sostituibile con altre soluzioni di tipo giuridico) sempre più in voga nei parchi per cui si pongono divieti di accesso ovunque (lo stesso infatti vale per il Convento di San Bonaventura e per il Palazzo Ruspoli) come se tali luoghi non avessero anche in passato un fattore di pericolosità allorquando tuttavia erano aperti al pubblico e non preclusi alla visita e non erano deturpati da squallidi cartelli. Ad ogni modo, per chi voglia “prendersi la responsabilità” di percorrere la via cava resta l’emozione di accedere in un micromondo “altro” nel ventre materno della terra, pregno di fascino e di mistero.


Profili nella campagna viterbese: un requiem?

Soltanto se ci si “perde” in queste vaste campagne si può “carpire” il fascino misterioso della terra etrusca – tutt’oggi, come millenni or sono, fertile e laboriosa – con i suoi profili sfuggenti e struggenti. Purtroppo è questo un paesaggio “in via d’estinzione” poiché – come nei pressi di dove è stata scattata la foto, fra Viterbo e Tuscania – immensi impianti energetici lo stanno incessantemente divorando, riducendone – non già anno dopo anno ma mese dopo mese – il valore e la suggestione, in poche parole uccidendone l’anima.


La Valle dell’Aniene da Anticoli Corrado

Se dovessimo designare i paesaggi che più rappresentano l’identità del Lazio senza alcun dubbio la Valle dell’Aniene sarebbe sul podio, alla stregua del Lago di Bracciano e Martignano o della Valle del Tevere. Una valle che nel suo tratto medio e alto si mostra tutt’oggi di grande bellezza, eppure poco celebrata malgrado i fasti dei tempi del Grand Tour quando i più grandi artisti e intellettuali europei visitarono e descrissero questo paesaggio. I problemi che attualmente vive il Lazio sono del resto anche figli di questa sua decennale “sottovalutazione”, come se dal Dopoguerra in poi questa terra meravigliosa fosse divenuta “politicamente scorretta”, da mandare forzatamente nel dimenticatoio. Il paradosso è che proprio in questi anni molti stanno riscoprendo il Lazio e tuttavia al contempo il governo regionale fa di tutto per distruggere il territorio, fra speculazione energetica senza limiti e mega insediamenti industriali (tipo Amazon), invece di dedicarsi alla ricostruzione dei paesi colpiti dal sisma del 2016 che dovrebbe essere la vera priorità. Tragicomico no? Tornando alla Valle dell’Aniene, essa è simbolo della bellezza che ancora resiste tenacemente nella nostra regione: qui siamo ad Anticoli Corrado, il “paese delle modelle” dei pittori dell’Ottocento, e dalle sue mura si apre un panorama che lascia stupiti: il verde e l’integrità del paesaggio, fra boschi, coltivi, chiese rurali, casali e ville storiche, riempiono gli occhi del visitatore. La zona è attraversata dal Cammino di San Benedetto, sempre più frequentato dai pellegrini.


Nella campagna di Genazzano

Sono molti gli angoli dell’Alta Valle del Sacco che hanno conservato aspetti di autentica ruralità, che rimandano – qui più che altrove – alle suggestioni antiche della Campagna Romana, con i suoi misteri e le sue leggende. Purtroppo anche qui – come ovunque nel Lazio – la speculazione energetica sembra essersi insediata con la sua consueta prepotenza, grazie ad una gestione del territorio, da parte della Regione, attualmente abominevole, fra le peggiori di tutti i tempi. Forse è sfuggito ai nostri “bravi amministratori” (o sarebbe meglio dire “amminestratori”?) che il suolo è un bene collettivo non riproducibile e che il paesaggio è tutelato dalla Costituzione (e da una serie di altri documenti regionali, nazionali ed europei…). Ma si sa, parlare di Costituzione oggi è roba da “complottisti”… Almeno che dai vertici della Regione si smetta di parlare di tutela dell’ambiente, di valorizzazione del territorio e di turismo culturale: si manterrebbe un granello di decenza.


Una perla di saggezza a Sant’Angelo

Girovagando fra gli ormai affollati murales di Sant’Angelo di Roccalvecce, ci ha colpito questo dettaglio: un pensiero profondo che una mano gentile ha voluto porre su una rosa. Quanta verità in queste parole! E quanto attuali, in un momento in cui la Tuscia rischia di essere travolta e distrutta da una valanga di scandalosi impianti energetici, autorizzati dalla Regione in favore esclusivamente delle lobby industriali e a sfavore dei beni comuni e quindi della collettività, in barba alle leggi e alle norme vigenti sulla tutela del territorio. Tutto all’insaputa della popolazione, ovvio. L’esatto contrario del “buon governo”! Anzi occorrerebbe dire ben di peggio… Ma la verità, oggi più che mai, non è concessa. Confidiamo in chi farà rispettare la Legge.


Bomarzo dalla località Marcolino: la quiete prima della tempesta?

La perfezione formale di Bomarzo, cittadella medievale e poi rinascimentale con gli interventi degli Orsini nel XVI secolo, ideatori del famoso Parco dei Mostri (o Sacro Bosco) – nonché dell’omonimo palazzo-castello ben visibile nella foto. Qui siamo nella stupenda e panoramica località Marcolino, circa al confine con il Comune di Vitorchiano, in un freddo ed uggioso pomeriggio di aprile. Da questa località – al confine con la Riserva di Monte Casoli di Bomarzo -oltre a godere di magnifici panorami è possibile accedere in modo particolarmente spettacolare alla Valle del Vezza, con tutti i suoi tesori archeologici inestimabili e riscoperti negli ultimi anni: l’insediamento rupestre di Monte Casoli (la “piccola Matera della Tuscia”), i sepolcri romani, il mondo onirico dei “Sassi dei predicatori”, il sito rupestre di Corviano e il “bosco megalitico” del “Pietreto” (Monumento Naturale Regionale), ecc… il tutto in un paesaggio eccezionalmente integro e pittoresco. Ebbene forse nel prossimo futuro questa diventerà un'”immagine storica” poiché su questi stessi prati è prevista la costruzione di un mega impianto fotovoltaico a terra. Sì avete capito bene, non è uno scherzo anche se potrebbe sembrarlo: in effetti anche l’aver anche solo potuto presentare questo scandaloso e demenziale progetto costituisce l’ennesimo insulto al patrimonio culturale, unico al mondo, di una terra – la Tuscia, il Lazio – che sta venendo letteralmente fatta a pezzi da un’amministrazione dalla cosa pubblica caratterizzata – a tutti i livelli – non soltanto da incompetenza e ignoranza assolute ma spesso da ben altro…. (come dimostrano recenti gravissimi fatti accaduti in Regione), e certamente indegna di gestire luoghi di cotanta importanza e bellezza.


Auguri per un Natale di profonda spiritualità

Auguriamo ai nostri amici lettori Buon Natale con un’immagine suggestiva della Valle Santa di San Benedetto, ossia quella dei monasteri sublacensi. Qui si conserva la memoria dei nostri valori più antichi, profondi ed autentici. Un messaggio, quello dell’ora et labora, assai attuale in un momento storico in cui un tecno-scientismo frivolo e corrotto – “braccio armato” di tirannici poteri globalisti – pretende di avere la verità in mano, condizionando ogni dettaglio della nostra vita e cancellando – insieme alla democrazia e ai diritti fondamentali dell’uomo – ogni barlume di spiritualità, ogni spinta verso la trascendenza.


La “galleria degli orrori” della Chiesa dei Santi Nereo e Achilleo a Roma

Nel cuore di Roma, a Caracalla, la piccola Chiesa dei Santi Nereo e Achilleo, di origine paleocristiana (IV sec.), custodisce uno straordinario ciclo di affreschi ad opera del Pomarancio (XVI sec.), che descrive, con un malcelato gusto orrorifico, alcune scene di martiri (nella foto vediamo il supplizio di San Simone). Fa un certo effetto oggi – in un’epoca di ipocondrie e deliri collettivi – immaginare personaggi che accettarono di morire in maniera così atroce pur di non rinnegare l’ideale della propria fede…


Gli italiani in tempo di…

Valle del Marta-Loc. Carcarella (Tuscania), paesaggio con asini 1 RCRLB

No, tranquilli, scherziamo: sarebbe ingiusto definire animali così nobili come gli italiani attuali… Comunque è stato un incontro interessante questo, mentre con l’amico Adrian Moss ci aggiravamo per le lande solitarie della Tuscia maremmana, in località Carcarella di Tuscania…


La grinta della Leonessa

Leonessa-Veduta 1 RCRLB

Come avrete intuito, Leonessa è una delle nostre mete preferite: l’architettura raffinata, il paesaggio verdissimo e la stessa gente – così schietta, laboriosa, grintosa e attaccata al territorio – sono gli elementi fondamentali di questa nostra simpatia. Purtroppo i terremoti del 2016 hanno seriamente danneggiato questa splendida cittadina. Ancora dopo diversi anni molti monumenti leonessani, in primis la romanica Chiesa di San Francesco, si presentano avvolti da tiranti e impalcature. Come se non bastasse, la faccenda del Coronavirus – così come è stata gestita (e continua ad esserlo) dal governo – ha portato a dimenticare ulteriormente l’area del cratere sismico (pensiamo soprattutto alla drammatica situazione di Amatrice). Speriamo che le cose cambiare presto. Anzi, non dobbiamo “sperarlo”: dobbiamo esigerlo a gran voce!


Scorcio romano dal Giardino degli Aranci

Roma-Giardino degli Aranci, panorama 1 RCRLB

Da qualsiasi parte lo si guardi, il centro di Roma offre un paesaggio urbano di rara bellezza. Palazzi nobiliari, torri, cupole e campanili, ruderi romani “sgomitano” in un contesto monumentale straordinario, arricchito dal corso del Fiume Tevere e dalle numerose ville e aree verdi. Le aspre critiche che negli ultimi anni pervengono dai mass media – spesso giuste e puntuali talvolta pretestuose e demenziali – sulla gestione della città sembrano attualmente aver messo in secondo piano la magnificenza di un luogo unico al mondo: oggi parlare male di Roma è di moda ed alcuni lo fanno addirittura con un malcelato gusto. In ogni caso, ad ammirare Roma dall’alto è evidente come il patrimonio urbanistico del centro storico sia rimasto pressoché immutato dal dopoguerra ad oggi: esso infatti non ha paragoni al mondo per integrità, se relazioniamo la nostra Capitale alle altre città della stessa ampiezza. A Roma – diversamente dalla maggior parte delle altre metropoli europee – non vediamo fortunatamente grattacieli o costruzioni moderne impattanti che spiccano fra gli edifici artistici e i monumenti: tutto ciò è frutto di una tradizione civilistica e conservazionistica assai radicata ma di cui si parla sempre troppo poco, poiché è “politicamente scorretto” dare qualche merito alla “società romana”. O meglio: i mass media, pilotati quasi sempre dai poteri forti dell’edilizia e dell’industria, non amano questa cultura della conservazione, che bocciano come “immobilismo”. Intanto noi ci godiamo questa “Grande Bellezza” auspicando che tutti gli amministratori presenti e futuri la sappiano salvaguardare, valorizzare e “comunicare” in quanto bene indiscutibile “dell’Umanità” e vanto del nostro Paese.


Un pensiero per le vittime del sisma del 18 gennaio

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Un pensiero per le vittime e per chi ha perso tutto nel sisma che il 18 gennaio è tornato a colpire duramente il nostro Appennino. Lutti e distruzioni immani ormai caratterizzano le genti e i luoghi di quest’angolo stupendo quanto sfortunato d’Italia. La foto descrive il meraviglioso territorio fra Amatrice e Campotosto, ove è stato l’epicentro, nella speranza che proprio l’incontaminata bellezza del paesaggio sarà la molla per far risorgere le montagne fra Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche.


Pensiero per Amatrice

Conca di Amatrice-Veduta dalla Laga RCRLB

Guardando la Conca di Amatrice ho sempre pensato: che bella valle, intatta, verde, ordinata, dove i campi, i boschi e i paesi si alternano così armoniosamente, dove nulla disturba lo sguardo. In effetti qui né la speculazione edilizia né quella energetica hanno messo mai piede: se un paesaggio sa essere lo specchio del carattere della gente che lo abita, allora guardando la vallata di Amatrice vengono in mente valori come umiltà, laboriosità, attaccamento alla terra e alle tradizioni, senso civico e serietà. Ecco, proprio da questi preziosi valori potranno ripartire Amatrice, Accumoli, Arquata e gli altri borghi colpiti da questo tremendo sisma. Ma non dimentichiamoci di loro fra un mese o poco più. Solo con la solidarietà di tutti si superano tragedie di questo tipo. LB


Per me la Ciociaria é il canto delle cicale

Serrone-Scorcio dall'alto 1 RCRLB

Torno in una nostra casetta in un paese dell’alta Ciociaria per vari motivi dopo ben due anni, a luglio. La maggior parte del miei ricordi da queste parti é in estate. Per me la Ciociaria é il canto delle cicale. Sono i campi gialli e assolati e le verdi foreste dei monti; è il profumo della macchia e dei fiori mediterranei sulle pietraie che guardano a sud e ad ovest. Sono i paesi umili che ti spiano dall’alto; é il vociferare nei vicoli in un dialetto antico e certe volte incomprensibile mentre l’odore del cucinato all’ora di pranzo si spande nell’aria. Ecco le prime cose che mi vengono in mente quando penso a questa terra tanto bella quanto tormentata. Sará che vi ho passato alcuni dei momenti piú indimenticabili della mia vita. Sono le cose piú semplici a rimanerti dentro per sempre, se l’animo é ben disposto a dargli il giusto valore.

LB


Ode a novembre sui Monti Cimini

Mti Cimini-Castagneto presso Pgio Nibbio RCRLB

Novembre è la metafora della vita: tanto bella quanto fugace; tanto preziosa che non bisogna perder tempo nel coglierne l’essenza. Così a novembre la natura regala spettacoli emozionanti e gratuiti di cui tutti possiamo godere ma le giornate sono cortissime e spesso, per chi come me ama camminare e fotografare, si fa una corsa contro il tempo. Novembre è mese per spiriti forti e puri, impavidi nel volersi emozionare nel profondo. E’ il momento più romantico dell’anno. Non è bucolico, radioso e gioioso come la primavera. E’ una bellezza malinconica, e rapida nel morire. Non tutti possono capirlo o amarlo. I superficiali lo odiano addirittura. Novembre è mese scomodo, è come la verità che si vuol negare: la pura bellezza nell’innocenza strugge soltanto chi sa vederla. Ed inesorabile fugge via. Carpe diem.

LB