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Campanile di Santa Maria in Vescovio

Il bel campanile romanico del Santuario di Santa Maria della Lode a Vescovio, nei pressi di Torri in Sabina.

Visione omerica da Sabaudia

Uno degli scorci più celebri del Lazio: il mitico profilo del Circeo che svetta sull’ameno Lago di Paola, ai bordi di Sabaudia, fulgido esempio di “città razionalista”.

Il Castello di Rocchette di Gallese

Un minuscolo borgo emerge da una piccola rupe di tufo come una visione, in un paesaggio completamente intatto e fermo nel tempo. E’ il castello di Rocchette di Gallese, enclave viterbese in Sabina: uno degli angoli “segreti” più incantevoli del Lazio.

Visione sublime del Lago di Bolsena

Vedendo un’immagine come questa è facile capire perché molti intellettuali ed artisti nel corso del tempo hanno definito la Tuscia “uno dei luoghi più belli del mondo”…

Il Fiume Paglia

Uno scorcio tardo autunnale del Fiume Paglia, dalla Cassia, alle porte di Acquapendente. Il fiume nasce dalle pendici del Monte Amiata, in Toscana, attraversa un tratto splendido di Lazio e poi sconfina in territorio umbro, ai piedi di Orvieto, andando a confluire nel Tevere nei pressi di Baschi e della Diga di Corbara.

Rovine di Santa Maria del Piano ad Orvinio

La Sabina è terra di “luoghi dello spirito”: vi si susseguono eremi e monasteri, conventi, pievi e abbazie che puntellano il paesaggio donandogli un’aurea sacrale. La cornice naturale, sempre splendida ed integra, contribuisce a tale atmosfera sospesa. Qui siamo fra le romantiche rovine dell’Abbazia di Santa Maria del Piano, ai piedi di Orvinio, in un’area interna ed isolata dei Monti Lucretili. Spiccano la facciata romanica, l’interno senza copertura della chiesa e il magnifico campanile: il monumento risale al XI secolo (ma una leggenda lo vuole fondato da Carlo Magno nel IX) ed è attualmente oggetto di un attento restauro che si auspica venga completato a breve. Ci troviamo in uno dei punti più suggestivi del Cammino di San Benedetto, il cui ideatore, Simone Frignani, ha definito Santa Maria del Piano la “piccola San Galgano della Sabina”.

Il Lago di Bolsena da Monte Leandro

Una visione bellissima del Lago di Bolsena dalla terrazza che ospita i pochi ruderi del tempio etrusco di Monte Landro (San Lorenzo Nuovo). Il luogo, ritenuto sacro dagli antichi per via, pare, di una residua attività vulcanica superficiale, ha restituito un insediamento interessante e tutto da studiare, che alcuni ritengono possa costituire il misterioso Fanum Voltumnae, la cui ubicazione è tutt’oggi discussa. Gli scavi purtroppo da alcuni anni sono fermi e versano in un malinconico degrado.

Scorcio onirico nella Valle dei Calanchi

Ancora uno scorcio dalla fantastica Valle dei Calanchi di Bagnoregio, in attesa di divenire “patrimonio dell’Umanità”. Sullo sfondo il profilo sfumato di Civitella d’Agliano, borgo-gioiello assai meno noto e celebrato di Civita ma meritevole di visita per la sua suggestiva urbanistica e soprattutto per i suoi panorami.


Al cospetto della Cattedrale

Ci sono paesaggi nel Lazio che mozzano il fiato. Qui nella magnifica Valle dei Calanchi di Bagnoregio, dove tutto assume le forme dell’incanto e della fantasia, ecco un luogo che può dare addirittura i brividi: è la “Cattedrale”, la regina di questi monumentali calanchi che quando appare improvvisamente di fronte agli occhi dell’escursionista gli può sembrare di toccare con mano i segreti della terra…

Campagna romantica nella Bassa Valle del Tevere

Sulla strada che collega la Flaminia, all’altezza di Sant’Oreste, a Nazzano e quindi alla Via Tiberina, si attraversa un paesaggio sorprendentemente integro, a tratti magnifico, che già preannuncia nelle forme e nelle atmosfere quello della Sabina. Un territorio unico, a due passi da Roma, eppure tuttora non soltanto sconosciuto ma sempre a rischio di folli e criminosi progetti fotovoltaici o di nuove e sempre incombenti urbanizzazioni.  Un periodo perfetto per assaporare questo scenario è senza dubbio il tardo autunno e l’inizio dell’inverno quando le querce, arrossendo, creano assieme ai campi ora verdi ora arati, una tavolozza di colori straordinaria.

Una dolce luce sul Duomo di Rieti

Il bel prospetto del Duomo di Rieti in una calda luce pomeridiana.

Tardo autunno sulle colline di Trevinano

Dopo l’incursione fotografica sulle splendide colline di Proceno, torniamo nel cosiddetto “Lazio toscano”, magico lembo di terra di confine che per secoli segnò l’accesso allo Stato Pontificio per chi proveniva da nord sulla Via Francigena. Stavolta ci dirigiamo però dal lato opposto della valle e della Cassia, più a est, lungo i crinali cioè, altrettanto magnifici, che risalgono i fianchi della Valle del Tirolle con vasti panorami sulla Valle del Paglia, sull’Amiata e sulle altre alture toscane e soprattutto sul vicino Monte Rufeno con i suoi fitti querceti, ora rosseggianti. La strada d’accesso, che si stacca dalla Via Cassia, è la SP 51 in direzione di Trevinano, frazione di Acquapendente, unico centro abitato della zona, il più settentrionale di tutto il Lazio. Interessanti le chiesette rurali intorno al paese, dominato dall’elegante Castello Boncompagni-Ludovisi. Dalla provinciale si consiglia di piegare a sinistra prima di giungere a Trevinano seguendo le indicazioni per vari agriturismi: come a Proceno si può lasciare l’auto e passeggiare su tranquille sterrate in una campagna bella e curata, forse un pizzico più selvatica per la maggiore presenza di boschi: i suddetti panorami e i deliziosi scorci dei casali ornati da cipressi vi riempiranno gli occhi.
Chiaramente anche in questo caso l’itinerario è piacevolissimo in bici e le strade bianche sono generalmente in buone condizioni. Ma attenzione: rispetto alla zona di Proceno qui le pendenze e i dislivelli sono assai più impegnativi.


All’estremo nord del Lazio…

Nell’estrema punta settentrionale del Lazio, sulle colline a nord di Acquapendente, il paesaggio si fa improvvisamente “toscano”, offrendo “quadri” incantevoli, del tutto simili agli scorci del contiguo Senese: qui siamo nelle magnifiche colline a valle di Trevinano, frazione di Acquapendente, dove lo sguardo spazia sulla Valle del Paglia, il Monte Rufeno e le alture toscane.

Sguardo autunnale sulla Valle del Farfa


Uno sguardo autunnale, nei pressi di Frasso Sabino, sulla bellissima Valle del Farfa, con il suo dolce ed antico paesaggio collinare caratterizzato dalla coltura dell’olivo.

Viterbo-Chiesa di San Sisto

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Uno scorcio architettonico della Chiesa di San Sisto a Viterbo, piccolo gioiello romanico poco conosciuto, nei pressi di Porta Romana.


All’alba fra le colline di Proceno

Affacciata sulla Valle del Paglia presso il confine con la Toscana, e fondata secondo la leggenda dal re etrusco Porsenna, Proceno incanta sin da lontano il viaggiatore con il suo fiabesco profilo dominato dal Castello Cecchini, una delle dimore storiche meglio conservate della Tuscia. Il borgo presenta diversi spunti artistici interessanti ma qui è soprattutto l’intatto paesaggio ad essere il protagonista: le colline che circondano Proceno sono infatti magnifiche e del tutto simili a quelle contigue, ma ben più blasonate, della Bassa Toscana. Qui presentiamo una carrellata di immagini che testimoniano la bellezza di questo pregiato territorio rurale, ben curato e ricco di eleganti agriturismi. A causa della particolare sua esposizione, si consiglia di visitare e fotografare questo paesaggio al mattino presto, meglio ancora se poco dopo l’alba come abbiamo fatto noi in una fredda mattinata di novembre. I percorsi che vi suggeriamo sono due, entrambi fattibili con qualsiasi mezzo ma possibilmente a piedi avendone il tempo. Il punto di snodo è il cimitero del paese: o si va a sinistra sulla Procenese, toccando una pieve, alcuni bei casali ed entrando presto in Toscana e, oppure si va a destra su una lunga strada asfaltata che attraversa una buona parte dell’area occidentale del “Lazio toscano” (come è stato definito dalla guida rossa del T.C.I.); l’asfalto termina ad un solitario bivio, da cui, parcheggiando, si possono fare riposanti e panoramiche passeggiate su tranquille strade sterrate in qualsiasi direzione, immersi in uno scenario assai suggestivo.

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Proceno-Scorcio da lontano in controluce 1 RCRLB

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Proceno-Scorcio sui tetti del borgo 1 RCRLB

Proceno-Scorcio del borgo 2 RCRLB

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Rota: come tanti secoli fa…

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Un’altra veduta, stavolta dall’alto, di questo borgo a cui siamo così affezionati per il suo perfetto inserimento nel magnifico paesaggio circostante: la foto è presa dal Monte Piantangeli, una delle cime più  importanti e panoramiche dei Monti della Tolfa.


Paesaggio crepuscolare nella Val di Comino

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Un’immagine crepuscolare nelle bellissime campagne di San Donato Val di Comino…


Brume d’autunno fra Castiglione in Teverina e Baschi

Valle del Tevere-Paesaggio fra Baschi e Castiglione in Teverina 1 RCRLB

La magia delle nebbie mattutine autunnali, in un angolo delizioso della Valle del Tevere, al confine fra Lazio ed Umbria, dove emergono i ruderi romantici di una torre medievale…


Settefrati: un “paese-presepe”

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Una sorpresa sulle montagne della Val di Comino: è il borgo di Settefrati, che appare tra prati e boschi come un vero “paese-presepe” …