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Nelle valli sabine verso il tramonto

Le suadenti linee dei colli della Sabina Tiberina viste da Cottanello, poco prima del tramonto, sottolineano l’atmosfera misteriosa di questa zona ricca di rocche, eremi e monasteri. Sullo sfondo l’enigmatico ed inconfondibile Soratte. Per saperne di più: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito – vol. 1”.


Salita all’Eremo di San Leonardo

La salita all’Eremo di San Leonardo, suggestiva costruzione rupestre dell’VIII-IX secolo ricavata da una grossa cengia dei Monti Sabini, nei pressi di Roccantica: fu quasi sicuramente realizzato da un seguace di Leonardo da Noblac. Un luogo di straordinaria spiritualità sempre più visitato dagli escursionisti e dai fedeli.


Tramonto romantico da Casperia

Com’è noto ai fotografi laziali, le colline della Sabina Tiberina regalano tramonti indimenticabili. Del resto si tratta di una delle aree più “luminose” della nostra regione, grazie alla sua perfetta esposizione sud-ovest. Qui siamo in uno dei più amati “belvedere” della Sabina, ossia a Casperia, dove tra le belle abitazioni d’epoca si aprono magnifici “quadretti”, in particolare al tramonto, come già detto, allorquando vengono marcati i profili dei crinali, punteggiati da ville e casali e ornati da pini e cipressi. Sullo sfondo lontano di questa immagine, i monticelli della Tuscia Romana chiudono sfumatamente l’orizzonte.


Paesaggio medievale in Sabina

Quest’immagine eloquente del “paesaggio medievale” dell’incastellamento sabino si apre improvvisamente lungo il sentiero per l’Eremo di San Leonardo, perso nel verde dei fitti boschi di leccio: borghi, castelli e luoghi di profonda spiritualità da un lato, natura selvaggia e colli ameni dall’altro, si intrecciano magicamente in questo territorio, uno dei più emozionanti del Lazio e non solo. Nella fotografia appare l’intatto disegno urbanistico di Roccantica – famosa per la leggenda del Revotano – mentre sullo sfondo si vede l’altrettanto splendido borgo di Casperia, nel cuore della Sabina Tiberina. Per saperne di più: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.


Santuario di Greccio: le cellette dei frati

Il Santuario di Greccio è noto per la notte di Natale del 1223, allorquando San Francesco, con l’aiuto del signore del posto Giovanni Velita, riprodusse il primo presepe vivente della storia. Uno degli angoli più emozionanti è il corridoio ligneo ove si aprono le cellette dei frati, che si è perfettamente conservato nel tempo.


Le case di Castel di Tora

Il pittoresco borgo di Castel di Tora, uno dei più belli del Lazio e senza dubbio il più visitato della Valle del Turano. Domina l’abitato una rocca dell’XI secolo, di origine longobarda e appartenuta all’Abbazia di Farfa.


Antichi terrazzamenti nella Valle del Farfa

Un convento sorge a dominio di antichi terrazzamenti, sulle aspre colline che chiudono le Gole del Farfa, tra Mompeo e Salisano. Qui, nel cuore della Bassa Sabina, le testimonianze storiche si accavallano senza soluzione di continuità creando “quadri” di estremo fascino.


Dalla balaustra di Mompeo, verso il Soratte

Posto nel cuore della Valle del Farfa e affacciato sulle sue affascinanti gole, Mompeo offre anche un bel panorama verso la Valle del Tevere e il Soratte. Sulla balaustra in primo piano spiccano le caratteristiche mezze lune dello stemma della famiglia Naro che nel corso del Seicento possedette e ristrutturò il borgo.


Veduta di Salisano

Uno scorcio del piccolo borgo di Salisano immerso nel suo aspro paesaggio, a balcone sulla Valle del Farfa.


Da Collevecchio, verso Roccantica

L’armoniosa campagna sabina da Collevecchio. Sullo sfondo, come una chiara macchia nel verde, il borgo medievale di Roccantica, depositario di leggende e misteri.


Sui Prati di Cottanello

La poesia dei Prati di Cottanello, dichiarati “paesaggio rurale storico” dalla Regione Lazio, con lo sfondo del villaggio pastorale delle “Casette” (a 900 m. s. l. m.).


Chiostro del Santuario di Santa Maria delle Grazie a Ponticelli

Il lindo chiostro del Santuario francescano di Santa Maria delle Grazie a Ponticelli, frazione di Scandriglia, costruito nel 1478 dagli Orsini, signori allora di grandi possedimenti nell’Alto Lazio. Voci popolari parlano di riti esorcistici che si sarebbero compiuti al suo interno negli anni passati…


La Valle del Tevere da Ponzano Romano

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Lo splendore della Valle del Tevere, vista da Ponzano Romano, con il famoso “Fiasco” creato dalle anse mozzafiato del Fiume. Sullo sfondo le belle colline della Sabina.


Stradina sul Piano di Cottanello

Il piacevole sentiero che attraversa i “Prati di Sotto”, sui Piani di Cottanello, ove si trova il pittoresco villaggio pastorale abbandonato delle Casette.


Sulle rive del Lago di Ripasottile

L’atmosfera tardo-autunnale sulle rive del Lago di Ripasottile, nella Piana di Rieti.


Le terre del Tevere

La splendida e florida Valle del Tevere in uno dei suoi tratti più affascinanti, ossia vista dal belvedere di Ponzano Romano.


Rocchettine a novembre

Uno dei nostri soggetti preferiti, il borgo-castello “perduto” di Rocchettine, in una tipica veste novembrina. Per saperne di più: “I castelli perduti del Lazio… e i loro segreti”.


Rocchette tra le fronde

Rocchette incorniciata dai colori autunnali novembrini: uno dei borghi più suggestivi ed appartati della Sabina Tiberina, cuore di un itinerario che va a toccare altri luoghi pregni di mistero e sempre con una forte impronta medievale. A dominio di questo ameno paesino immerso nel verde si staglia la mole poderosa del Castello di Rocchettine, uno degli innumerevoli “castelli perduti” sparsi fra i colli e i monti del Lazio.


“Quadretto” sabino presso Scandriglia

Fra gli innumerevoli “paesaggi segreti” del Lazio, le colline di Scandriglia in direzione di Orvinio meritano una menzione speciale. Difficile trovare oggi in Italia, soprattutto nelle regioni più ricche e popolose, territori così belli e al contempo tuttavia del tutto sconosciuti. Eppure questi colli calcarei, che si alzano man mano alle falde del Monte Serrapopolo, compongono un quadro di straordinaria armonia, tra uliveti, boschi misti, cipressi, vecchi casali in pietra. L’autunno – anzi, precisamente questi giorni in cui scriviamo – è il momento clou per visitare e fotografare la zona, lasciandosi andare a magnifiche passeggiate lungo tranquille stradine bianche, persi in una campagna sognante dagli infiniti colori.


Chiesa di Santa Vittoria presso Monteleone Sabino

Poco fuori dall’abitato di Monteleone Sabino e a pochi passi dal sito archeologico dell’antica città sabino-romana di Trebula Mutuesca (di cui ingloba alcuni reperti), la romanica Chiesa di Santa Vittoria (XII sec.) è una delle pievi rurali più suggestive del Lazio.