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Col buio fra i vicoli di Rocchette

La Sabina è terra di piccoli borghi arroccati sopra aspri colli o adagiati su creste più dolci. Alcuni di essi appaiono come veri e propri “presepi”: piccolissimi, privi o quasi anche di una parte moderna, spesso semi-abbandonati e circondati solo dal silenzio della natura. Fra i più suggestivi è sicuramente Rocchette, sormontata dai resti di un villaggio medievale con tanto di maniero (Rocchettine), nascosta in una strettura della Valle dell’Aia, grosso modo fra Vacone e Montebuono, sebbene il paese sia frazione di Torri in Sabina. Un quadro davvero di bucolica bellezza che può far andare in brodo di giuggiole gli amanti del vedutismo e dei paesaggi antichi. Dopo il crepuscolo girare fra i vicoli di Rocchette può accentuare questa sensazione di luogo “fuori dal tempo e dal mondo”, in un’atmosfera ovattata dove i gatti paiono essere gli unici abitanti. Una situazione esaltata fra l’altro da una buona illuminazione artificiale, che marca i tanti elementi architettonici antichi del borgo, come portali e finestre romanici, archi, archetti, sottopassaggi e voltoni. E in alto un cielo nero e stellato che fa sognare.

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Fianello: vedute d’autunno

A fine novembre il foliage sulle colline della Sabina Tiberina raggiunge il suo massimo. La campagna allora diventa di una bellezza struggente e fa da sfondo sublime a borghi spesso rimasti immutati nel tempo. Uno di questi è Fianello, villaggio ormai semi-spopolato che appare come una sorta di “fossile” del Medioevo. Si nasconde in una valle al confine con la Provincia di Terni e si raggiunge tramite una tranquilla stradina fra Calvi nell’Umbria e Montebuono, di cui è frazione. Al suo interno da alcuni anni sono in corso lavori di restauro: ci limitiamo per stavolta a fotografarlo da fuori, in diverse angolazioni, per sottolineare lo straordinario “dialogo” fra l’edificato storico e il paesaggio agrario e naturale.

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Panorama da Lugnola sulla Sabina umbro-laziale

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Panorama autunnale sullo splendido paesaggio sabino da Lugnola, piccolo borgo al confine con la Sabina Narnense.


Nella Valle Santa, ai piedi di San Pastore

Agro Reatino-Tenuta di S. Pastore, paesaggio RCRLB

Il magnifico paesaggio della Valle Santa reatina presso l’Abbazia di San Pastore, fra Greccio e Contigliano, scenario unico in cui arte, storia, natura e spiritualità si fondono in modo perfetto.


Scalette ad Orvinio

 

Orvinio-Vicolo con scalette 2 RCRLB

Uno degli angoli più caratteristici di Orvinio, solitario villaggio medievale sabino, nel cuore del Parco Regionale dei Monti Lucretili. Inserito nel club dei “Borghi più belli d’Italia”, è oggi punto-tappa del sempre più frequentato Cammino di San Benedetto e sta godendo di una sorta di rinascita, favorita anche dal paesaggio incontaminato che avvolge il paese.


Casette dei pastori sui Prati di Cottanello

Mti Sabini-Prati di Cottanello, Casette 3 RCRLB

Un’immagine senza tempo: il villaggio di pastori abbandonato delle “Casette” sui Prati di Cottanello nel settore nord dei Monti Sabini, a poca distanza dall’omonimo borgo della Sabina Tiberina.


Sguardo sui tetti di Rieti

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Uno splendido scorcio sui tetti di Rieti dai panoramici Giardini Vicentini, impreziositi dalla Loggia del Vignola. Questa elegante città, distesa placidamente sul limpido Velino, si presta benissimo alle passeggiate autunnali sia lungo il fiume sia nelle antiche vie del centro storico, senza dimenticare una visita a “Rieti Sotterranea”, guidati dall’amica Rita Giovannelli.


Scorcio di Magliano Sabina

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La cittadina di Magliano Sabina, ad una settantina di chilometri a nord dal centro di Roma, sorveglia l’autostrada col suo profilo al contempo elegante e rustico. Può essere considerata come la “seconda capitale” della Sabina Tiberina, dopo Poggio Mirteto, come importanza storica, artistica, demografica ed urbanistica, e di sicuro costituisce il punto di riferimento per il settore settentrionale di questo territorio, al confine con la Regione Umbria e quindi con la Sabina umbra.


Paesaggio presso Torri in Sabina

Mti Sabini-Panorama presso Torri in Sabina RCRLB

Il bellissimo ed armonioso paesaggio della Sabina Tiberina nei pressi di Torri. Sullo sfondo lo splendido borgo di Casperia. Il verde rigoglioso della vegetazione rende la zona particolarmente accogliente (e fotogenica) anche in un’estate particolarmente calda e siccitosa come questa.


Castello di Poggio Poponesco

Fiamignano-Castello di Poggio Poponesco 1 RCRLB.JPG

Il Cicolano, “terra di mezzo” fra Sabina ed Abruzzo, possiede uno dei “paesaggi medievali” più suggestivi e meglio conservati del Lazio. Innumerevoli piccoli borghi arroccati come presepi punteggiano le fitte foreste di querce, faggi e castagni, donando spesso panorami superbi sul Lago del Salto. Molti anche i castelli, quasi sempre in rovina, come quello di Poggio Poponesco, dall’aspetto epico, posto a dominio della Valle del Salto e del paese di Fiamignano: per saperne di più si faccia riferimento alla nostra guida “I castelli perduti del Lazio e i loro segreti”.


Paesaggio sabino nella Valle del Tevere

Valle del Tevere-Paesaggio con Mte Soratte presso Collevecchio 1 RCRLB.JPG

Il magnifico paesaggio rurale della Sabina Tiberina dalla splendida strada tra la Flaminia, il bivio per Collevecchio, Borgo Nuovo e Santa Maria in Vescovio. E’ dominato da vicino dalla mole inconfondibile del Monte Soratte, luogo di misteri e leggende


Veduta di Roccantica

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Una veduta dal basso di Roccantica, splendido borgo medievale nel cuore della Sabina Tiberina. Il villaggio, dominato dai ruderi di un castello, si staglia in modo spettacolare fra i boschi di lecci e querce incutendo al visitatore un senso di ammirazione e rispetto. L’ambiente circostante racchiude due tesori, uno storico e l’altro naturalistico: rispettivamente l’Eremo di San Leonardo e la gigantesca dolina nota come il “Revotano”, del diametro di circa 250 metri, cui sono legate leggende popolari (per saperne di più si consiglia la nostra guida “Lazio, i luoghi del mistero e dell’insolito”).


Casperia, the queen of Sabina Tiberina

When climbing the Sabine hills to Casperia, whether from Passo Corese or the motorway A1 Milan-Naples (exit: Ponzano-Soratte), there is a sense of amazement looking through the windows at the scenery that runs beside us. Olive groves, pastures, fields and farms litter the “small Umbria”, before uncovered, perhaps by negligence, perhaps because we never ventured there before.

Ponte Sfondato, paesaggio

You may have ended up there after visiting the Farfa Abbey and its quaint village (borgo in Italian), which was easily accessible from Rome and undoubtedly more popular. However, those who dare venture further north, within the so-called Sabina Tiberina, are rewarded, arriving at Casperia,  with the scenery of a small country village dense with houses in stone wall, olive and cypress trees, all perched on the top of the sweet hills.

Mti Sabini-Panorama presso Torri in Sabina RCRLB.JPG

Casperia-Veduta

Those who return are never disappointed; for the first-timers, it is a delightful surprise. The rustic and well-cared for look of the village immediately shows that you are in a special place, loved by residents and welcoming for those who come and visit it.

Casperia-Porta del borgo RCRLB

Casperia-Finestra rossa RCRLB

Casperia-Scalinata con gatta RCRLB

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Casperia does not have monuments of particular fame, but offers glimpses of rare environmental value. Do not miss Via Massari, one of the most characteristic streets of Casperia, where the Palazzo Forani is beautiful, unmistakable for the two bears carved on both sides of the portal – revealing it once belonged to the noble house of the Orsini.

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Just outside the city walls, worth mentioning is the elegant Church of the Annunciation, which houses The Annunciation by Giovanni Battista Salvi da Sassoferrato.

Casperia-Chiesa dell'Annunziata RCRLB

Houses and steps decorated with flower pots and climbers – often revealing the good taste of the owners – follow in a seemingly random, labyrinthic manner, but they seem to be structured in a spiral (or “onion bulb”). In the 1960s an analysis of the Lazio country villages revealed that each one had been organised in a precise geometric or structure-type shape: pyramid, cascade, spur, spike, spiral, etc.

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Casperia-Via Garibaldi, scorcio RCRLB

Casperia follows a picturesque cobbled road that goes back to the large secular holm-oak that marks its skyline from far away, along with the Romanesque bell tower of the Church of St. John the Baptist – featuring the nativity scene (in Italian: presepe or presepio) within a reproduction of the whole village, skillfully made by Giannicola Mariani, a distinguished blacksmith living in Casperia.

Casperia-Chiesa di S. Giovanni Battista, campanile RCRLB

The characteristic urban architecture probably comes from the high-medieval establishment of a castle (perhaps of Longobarde origins), which sought to adapt to the natural morphology of the hill (standing 397m above sea level) to strengthen its defenses. In 1189, Aspra (original name of Casperia, changed in 1946) became free, albeit under the influence of the Holy See: in 1461 it resisted the siege of Federico da Montefeltro. The origins of the first nucleus are however Sabino-Roman, as evidenced by the remains of rustic villas scattered throughout the territory and according to various literary sources. It is no coincidence that the country changed its name in 1946, in the wake of a “fashion” that had settled in the days of Fascism, and recaptured classical toponymes with the aim of ennobling the origins of cities and countries: “Casperia” was in fact the name of an ancient Sabine city quoted by Virgil in Book VII of the Eneide.

Casperia-Vicolo

We could say that Casperia, despite its nearly 1,200 inhabitants, is becoming a bit ‘the queen’ of Sabina Tiberina, since it is the country that has managed to develop further than the Sunday “hit and run” touristic tradition perpetrated by the neighbouring Romans (in Italian: scampagnata): it is evidenced by the fact that the village has its own small community of English speakers from all corners of Europe and beyond.

Casperia-Via Massari, scorcio 1 RCRLB

Casperia-Scorcio nel borgo RCRLB

Casperia-Via Massari, scorcio 2 RCRLB

This unexpectedly international and increasingly bohemian atmosphere contrasts with the collective imagination that the provincial village would like as a typical microcosm closed in itself. In fact, these are signs of a profound change not only in the way of vacation but also of contemporary society in itself. Many foreigners, mostly of a high cultural level, prefer to visit Rome or Florence while lodging in the surrounding countryside, in order to enjoy and get to know the locals as well as those who have decided to make of this great historical and artistic heritage their new home.

Casperia-Finestra diruta RCRLB

It is now known that the great art cities have become “fun shops” (think of the case-limit of Venice) where local culture, the genuine and authentic culture, is disappearing altogether: you admire the art, the monuments and the reliable architecture, but the locals have largely lost customs and traditions – not mentioning that an Italian cook in a restaurant or trattoria in these larger cities is now a rarity. In Casperia, on the other hand, the “stringozzi” (a pasta typical of Alto Lazio and Umbria) are still the home-made (and hand-made!) by the locals.

Casperia-Particolare di un vecchio portone RCRLB

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In short, destinations such as Casperia, blessed by their strategic position, are the way to combine the usability of the nearby and easily reachable “eternal city” with the enjoyment of a splendid and still unknown natural landscape, genuine gourmet cuisine, a healthy hospitality that really expresses the spirit of the people of what in the view of the stranger is the legendary “Campagna Romana”. Moreover, Casperia, for its proximity to the motorway A1 and to the Via Ternana (SS313, from Passo Corese to Terni), offers the possibility of easy trips to Tuscia and Bassa Umbria as well as of course in the rest of Sabina and Rieti territory: with a “bio-regional” approach you can create crossroads between Lazio and Umbria along the axis of the Tiber Valley, knowing a vast area of ​​homogeneous characters even in the precious local diversity.

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But is Casperia’s success all in the happy geographic location? Not just. The village preserves an intact historical center, not ruined by heavy modern maneuvers, and an unspoiled beauty that for a decade has fascinated Anglo-Saxon visitors, recalled by a handful of “discoverers” of this treasure that was lost among the green and endless expanses of holm-oaks and oaks of the Sabini Mountains. Other villages in the area have similar characteristics, of course, but in Casperia they take on more decisive and convincing lines to make it a sort of “manual” of the Sabino village.

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The landscape, at the same time gentle and mountainous, the pines and cypresses, the medieval churches (Madonna della Neve, Montefiolo, Santa Maria di Legarano, etc.) and the Roman ruins scattered throughout the countryside, the beautiful stone-walled houses and steps of the village have been able to break into the hearts of romantic travelers of the 21st century, who in the wake of the myth of the “Grand Tour” in Italy are finding in our village those landscapes that can only be found in books and museums, as painted by the great artists of the past.

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The so moving, flamboyant and multicolored sunset from the Casperia terraces; the softest profiles of the hills that go down to the Tiber, it flowing placidly down to a magnificent plain with its loops and its fields, all crowned by the mystical background of Mount Soratte, as immortalized by the lines of Horace. Literature, artistic memories, and visual poetry thus merge into a unicum of fine cultural value and very emotional impact for the visitor of scholastic studies.

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But what are the best times to go to Casperia? Theoretically the village offers much at any given moment of the year, but the milder seasons offer greater emotions thanks to the colours of the nature.

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If, at the end of October, olive harvesting begins and you can observe closely the ancient and rooted tradition of sabit olive cultivation in November, you will enjoy the intense smells of the pruning roaches and the fuzzy colors of the foliage; in April and May an explosion of colour glitters through the countryside, while in the village wisteria, roses and geraniums color the gray limestone steps. In June, the fields are dotted with daisies, poppies and other spontaneous blooms. At last, July is blessed with golden wheat, and sunflowers and cicadas entertain the senses and the spirit.

Translation by Pietre di Aspra

Recommended accommodation by Itinerari Laziali:

Holiday home “Le Pietre di Aspra”

Self-catering holiday home “pietre di ASPRA” , 2 brand new apartments, drawn from an independent stone building of the XVI century in the historical city center of Casperia. As a result of a complex and careful process of restoration and renovation, the building now offers all the comforts of the modern living without sacrificing the ancient rural nature of the original structure.

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Colline sabine da Collevecchio

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Siamo quasi giunti a maggio e questo è un periodo ideale per visitare la Sabina Tiberina. Il verde della vegetazione e dei campi regna ovunque e regala sensazioni di pura pace. Affacciandosi dalle mura di Collevecchio si può ammirare l’armonia con cui gli insediamenti umani – borghi, ville e casali – si inseriscono nel dolce paesaggio agreste di questa porzione di Sabina: un esempio tutto sommato di “buon governo” del territorio, da cui sarebbe d’uopo far partire un più ampio progetto di tutela e valorizzazione della zona, con l’istituzione di un Parco agricolo e culturale della Sabina.


Aprile nella Valle del Farfa

La Valle del Farfa è il lembo più meridionale della Sabina Tiberina, cerniera fra la Sabina Romana e quella Reatina, ed offre un esempio eloquente di “paesaggio-giardino”. Siliquastri e ciliegi competono nel chiazzare rispettivamente di fucsia e bianco le colline, mentre i campi iniziano a punteggiarsi di fioriture spontanee. L’insediamento sparso già di origine mezzadrile tipico della vallata è stato negli ultimi decenni intensificato da uno sviluppo edilizio moderno da parte di italiani e stranieri attratti dalla quiete e dalla bellezza della campagna sabina. Tranne rare eccezioni, per lo più nelle aree periferiche dei paesi, ciò non ha provocato danni enormi al paesaggio e la riconversione “residenziale” degli stessi casali, in molti casi trasformati sostanzialmente in ville, ha promosso una trasformazione tutto sommato interessante di questo paesaggio agrario-culturale, avvenuta tramite la sostituzione dei terreni a pascolo o a seminativo con frutteti ed uliveti o con più o meno vasti giardini privati. Non sono tuttavia scomparsi i prati e i campi di grano, verdissimi ad aprile, che variano ed equilibrano questo scenario per lo più arboreo. Tutt’intorno regnano le vaste leccete dei Monti Sabini, secondo uno schema “classico” nelle aree preappenniniche dell’Italia Centrale. Si consiglia di partire da Poggio Mirteto, toccando piccoli paesi di grande fascino come Bocchignano e Castelnuovo (che ospita un bel Museo dell’olio), oltre ovviamente all’antica e splendida Abbazia di Farfa, affiancata dal suo suggestivo borgo rurale. Altre “chicche” sono i panorami da Castel San Pietro (la cui veduta fu il soggetto dell’unico dipinto paesaggistico del Caravaggio), Montopoli, Mompeo e Salisano, nonché le gole del Farfa fra mulini, ponticelli e pievi, ed infine, in direzione della Salaria, i pittoreschi centri di Toffia e Frasso Sabino. Lungo tutto il tragitto sono numerosi agriturismi, ristoranti e trattorie di campagna. Un ringraziamento all’amico, grande fotografo della Sabina, Filippo Simonetti per avermi fatto da guida attraverso lo splendido paesaggio della Valle del Farfa.

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Valle del Farfa-Paesaggio fra Montopoli e Castel S. Pietro 1 RCRLB

Valle del Farfa-Paesaggio fra Montopoli e Castel S. Pietro 3 RCRLB

Valle del Farfa-Paesaggio fra Montopoli e Castel S. Pietro 2 RCRLB

Valle del Farfa-Paesaggio presso Castel S. Pietro 1 RCRLB

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Castelnuovo di Farfa-Veduta da lontano 1 RCRLB

Abbazia di Farfa-Veduta da lontano 1 RCRLB

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Bocchignano-Veduta 1 RCRLB

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Valle del Farfa-Casale con siliquastri 1 RCRLB

Valle del Farfa-Strada di Granica, paesaggio 2 RCRLB

Valle del Farfa-Strada di Granica, paesaggio 3 RCRLB

Valle del Farfa-Strada di Granica, paesaggio 1 RCRLB

Valle del Farfa-Strada presso Farfa 1 RCRLB

Valle del Farfa-Strada di Granica 1 RCRLB

Abbazia di Farfa-Veduta 1 RCRLB

Abbazia di Farfa-Veduta 2 RCRLB


Paesaggio-giardino nella Valle del Farfa

Valle del Farfa-Paesaggio presso Castel S. Pietro 1 RCRLB.JPG

Mai come in questo periodo, quando la primavera esplode in mille colori, la Valle del Farfa offre un esempio eloquente di “paesaggio-giardino”. Siliquastri e ciliegi competono nel chiazzare rispettivamente di fucsia e bianco le colline, mentre i campi iniziano a punteggiarsi di fioriture spontanee: uno spettacolo da non perdere. 


Colline sabine presso Poggio Mirteto

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Le dolci e variopinte colline della Sabina Tiberina dalla strada che sale dallo scalo di Poggio Mirteto all’omonimo paese. La primavera è ormai esplosa nelle valli sabine, punteggiate da borghi, ville e casali.


Paesaggio sabino a Colle Sala

Date le quote poco elevate, a dicembre le colline della Sabina Tiberina giungono all’apice per quanto riguarda le sfumature tardo-autunnali della vegetazione. Dopo tale malinconica esuberanza inizierà il lungo riposo dell’inverno. Una delle zone più belle e meno conosciute è quella di Magliano Sabina, al confine con la Provincia di Terni. Si consiglia una passeggiata lungo il crinale del Vocabolo Colle Sala: vi si si arriva dalla Via Flaminia prendendo le indicazioni per l’omonima contrada e passando prima per un’interessante “gelateria agricola”. Nella zona si trova una chiesetta rurale (moderna). Stupende le vedute sulle colline d’intorno e sui borghi di Cicignano e Chiorano.

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Rocca Guidonesca di Rocchettine

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L’imponente Rocca Guidonesca spicca fra le rovine del villaggio di Rocchettine e sorveglia – assieme al sottostante borgo di Rocchette – il corso del Torrente Aia, affluente del Tevere. Siamo in un angolo solitario e segreto della Sabina Tiberina ove eremi, castelli e paesi arroccati si susseguono dando al paesaggio un aspetto romantico.


Il presepe con le balle di fieno di Selci

Nel piccolo borgo sabino di Selci, perso in una valletta e invisibile dalle strade principali, letteralmente “si nasconde” una simpatica curiosità folkloristica. Nel periodo natalizio, nell’ambito della manifestazione “Balle di Natale”, fra le viuzze medievali vengono posizionate numerose rotoballe di fieno che ripropongono i personaggi tipici di un presepe. Se si va in mezzo alla settimana, l’atmosfera spopolata del paese può suscitare un’impressione fantastica, soprattutto nei bambini, poiché queste singolari sculture paiono esserne gli unici abitanti, osservando i visitatori con i loro grandi occhi. Si consiglia di contattare la Pro Loco di Selci per avere conferma dell’allestimento anche quest’anno. Qui di seguito alcune immagini tratte da un’edizione passata, assieme agli scorci del paese.

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