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Nella Solforata di Pomezia

Scenari stranianti si aprono esplorando la Solforata di Pomezia, angolo dal sapore “fantasy” a pochi passi dai capannoni di una ben più prosaica zona industriale.


La Villa dei Quintili dall’Appia Antica

Costruita nella prima metà del II secolo d. C. da due nobili consoli, la grandiosa Villa dei Quintili si affaccia con i suoi ruderi su uno degli angoli più suggestivi della Via Appia Antica, a pochi chilometri a sud di Roma. Al fascino storico e paesaggistico si sommano in questo luogo svariate leggende popolari: per saperne di più si faccia riferimento alla nostra guida “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.


Il Casale di Malborghetto

Posto al diciannovesimo chilometro della Via Flaminia, sulle dolci colline alla destra orografica della Valle del Tevere, lo stupendo Casale di Malborghetto è il risultato di svariate sovrapposizioni storiche e architettoniche. Edificato nel Medioevo sui ruderi di un arco quadrifronte d’epoca tardo-romana, suggella un angolo incantato della campagna a nord di Roma. Passeggiando lungo i resti dell’antico basolato e ammirando il prezioso contesto paesaggistico, ci si può immergere in un’atmosfera che rievoca con decisione la memoria del passaggio di illustri personaggi come di più modesti pellegrini e viaggiatori. Si rivive così uno di quei deliziosi “quadretti” del Grand Tour che dipingevano un Lazio bucolico e allo stesso tempo romantico.


Rovine di Torre Raminga

Risalendo dall’Agro Romano orientale verso le pendici dei Monti Prenestini, a poca distanza da Gallicano e in direzione di Poli, si ergono solitarie le rovine di Torre Raminga, affiancate da un vecchio casale: dominano un paesaggio collinare di rara bellezza, simile a un giardino in cui si alternano prati, boschi e frutteti, punteggiato qua e là da ruderi e monumenti di svariate epoche. Tali amene alture celano invero selvaggi valloni, ancora per certi versi “segreti” – malgrado la stretta vicinanza con Roma -, tuttavia in tempi recenti divulgati dalle ottime guide escursionistiche dell’amico Luigi Plos (nella collana “Luoghi segreti a due passi da Roma”).


I Colli Albani dall’Agro Romano

Colli Albani-Veduta presso la Via Nettunense 1 RCRLB

In questa rassegna di panorami laziali estivi non potevano mancare i Colli Albani, una delle zone più amate dai romani. Qui uno scorcio assolutamente inedito ma bellissimo, ripreso dall’Agriturismo il Borgo di Ariccia, luogo situato nei pressi della trafficata Via Nettunense eppure sorprendentemente tranquillo, circondato dai vigneti. Oltre alla cittadina di Ariccia, nel verde dei boschi, si scorgono alcune caratteristiche colline coronate da pini che ospitano antichi casali e siti storici poco conosciuti.


Nel Latium Vetus

Agro Pontino-Paesaggio fra Aprilia e Cisterna 1 RCRLB

Fra Aprilia e Cisterna di Latina, all’estremo nord dell’Agro Pontino, vaste tenute storiche segnano un paesaggio rimasto indenne dall’urbanizzazione e dalle coltivazioni industriali. Questi larghi orizzonti, con lo sfondo immancabile dei Colli Albani, sono il vero e proprio “quid” del paesaggio dell’antico Latium Vetus.


Campagna fra Velletri ed Aprilia

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Un ameno quadretto agreste fra Velletri ed Aprilia, in località Cinque Archi, laddove la Campagna Romana sfuma nell’Agro Pontino. Terra un tempo di grano e oggi di grandi coltivazioni di kiwi, frutta ed ortaggi, non bisogna dimenticare la sua antica vocazione viticola che dà a vita ad ottimi vini e a scorci paesaggistici interessanti.


Castello di San Vittorino Romano

S. Vittorino-Castello 1 RCRLB

Uno scorcio del pittoresco castello di San Vittorino Romano: risalente al X secolo e costruito in blocchi di tufo, sorveglia un malandato borgo da troppo tempo in attesa di un giusto recupero. Siamo nell’estrema propaggine orientale del Comune di Roma, il cui centro dista una trentina di chilometri. Malgrado la vicinanza ad una delle aree più degradate della Capitale – la periferia est -, qui a San Vittorino si ormai in piena campagna, quasi isolati, in un paesaggio rurale che si sviluppa improvviso ed inaspettato appena oltrepassata la borgata di Giardini di Corcolle, procedendo sulla via di Poli. Davvero una chicca non soltanto storica ma anche ambientale e sociologica di Roma, che conferma la complessità e le contraddizioni della realtà romana, i suoi vizi e le sue virtù. San Vittorino fra l’altro è la “porta” del cuore del cosiddetto “Agro Romano Antico”, secondo una bella definizione di Italia Nostra, ed è nota agli escursionisti per la magnifica forra del Fosso di Ponte Terra, che si apre ai bordi del paese, caratterizzata da cascate e una vegetazione addirittura selvaggia.


Valle del Sorbo-Cascata dell’Inferno

Valle del Sorbo-Cascata dell'Inferno 1 RCRLB.JPG

L’amena e bucolica Valle del Sorbo, frequentatissima ed amata dai gitanti, oltre il Santuario della Madonna del Sorbo cambia aspetto. Si riveste infatti completamente di boschi e si stringe in un vallone selvaggio, custode di angoli suggestivi e “segreti”: uno di questi è la Cascata dell’Inferno, che scroscia nei pressi della confluenza di un torrente nel Cremera.


Laghetto nella Solforata di Pomezia

Solfatara di Pomezia, primo lago 1 RCRLB.JPG

Uno dei laghi della Solforata di Pomezia (detto erroneamente “solfatara”), ai margini meridionali della Riserva Naturale di Decima-Malafede, su Via dei Castelli Romani. Si tratta di un luogo unico nel suo genere, almeno nel Lazio: in tempi antichissimi risorgenze vulcaniche diedero vita ad alcuni specchi d’acqua che da sempre affascinano l’uomo. Il sito fu infatti noto già ai Romani, ai quali ispirò miti e leggende. In tempi recenti la zona venne utilizzata anche come cava. Oggi è uno scenario inquietante e misterioso, reso ancor più straniante per la stretta vicinanza con la città e con le aree industriali di cui costituisce una sorta di improvviso mondo “altro”.


Abbazia di Sant’Andrea in Flumine

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Situata poco a nord di Roma, su un terrazzo fluviale del Tevere in vista delle colline della Sabina, la bellissima Abbazia di Sant’Andrea in Flumine si nasconde discreta e defilata dallo sguardo distratto dei migliaia di automobilisti che percorrono l’A1 ogni giorno e resta incredibilmente fuori da ogni circuito turistico. Eppure è uno dei tanti tesori artistici ed architettonici del Lazio che non si può non conoscere: malgrado la vicinanza con l’autostrada, né il paesaggio né l’atmosfera sembrano risentirne più di tanto ed anzi il luogo emana una forte spiritualità. Edificata nel VIII secolo dai carolingi su un’antica chiesa del VI secolo, tuttora ammirabile, fu una delle grandi abbazie imperiali benedettine nei dintorni di Roma, come la vicina Farfa. Oggi la splendida location è utilizzata per i matrimoni e aperta alle visite.


Lago di Nazzano all’inizio dell’inverno

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Il meraviglioso paesaggio della Riserva Naturale Tevere-Farfa, poco a nord di Roma: si può ammirare dai deliziosi borghi di Nazzano e di Torrita Tiberina che come presepi si affacciano sul “Biondo Fiume” con le sue anse pittoresche e le sue dolci colline.


La “Giornata del Cammino Possibile” 2016

Domenica scorsa, 9 ottobre, abbiamo partecipato su invito dell’amico Luigi Plos alla manifestazione “Cammino Possibile”, organizzata dalla FederTrek con il patrocinio della Regione Lazio e del Comune di Roma. L’obiettivo di questa splendida iniziativa, che si ripete ogni anno con crescente successo, era quello di avvicinare alla natura il più ampio numero di persone (fra cui anche disabili, anziani e bambini) e allo stesso tempo quello di promuovere la “cultura del camminare”. Camminare è infatti un “gesto” tanto semplice e naturale quanto sempre più raro nelle nostre congestionate città e nella vita contemporanea che spinge sempre più a restare al chiuso (casa, ufficio, automobile, centro commerciale, ecc…).

E’ stato dunque proposto un facile anello nella Valle del Fosso dell’Acquaforte a poca distanza dalla periferia di Castelnuovo di Porto e dalla Flaminia, lungo i confini orientali del Parco Regionale di Veio. Si tratta di uno scenario dagli spazi sorprendentemente vasti e selvaggi, a tratti idilliaco, che preannuncia la Tuscia “classica” e che ricorda i dipinti dei vedutisti sette-ottocenteschi della Campagna Romana: un paesaggio ancora poco conosciuto nonostante l’estrema vicinanza con Roma, di cui, sui punti più panoramici del percorso, guardando verso sud, si intravedono già i primi palazzi all’orizzonte. Luigi Plos, nell’ambito del suo straordinario lavoro di ricerca e di riscoperta del territorio intorno alla Capitale (che ha dato alla luce l’imperdibile e-book “Luoghi segreti a due passi da Roma”), ha dedicato ampio spazio a questa zona in virtù del suo notevole valore archeologico ed ambientale (cascate, grotte, siti storici di epoca etrusca e medievale) e perciò, come membro della FederTrek, ha proposto tale meta per la “Giornata del Camminare 2016”

Riportiamo qui di seguito alcune immagini che da un lato testimoniano la grande partecipazione all’evento nonostante le previsioni meteo incerte, e dall’altro la bellezza dell’itinerario percorso, con l’invito ai nostri lettori ad informarsi delle prossime gite organizzate dalla FederTrek.

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Campagna di Giulianello a settembre

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L’incantevole campagna che circonda il Lago di Giulianello, a poca distanza dall’omonimo paesino, frazione di Cori. Siamo in una zona di transizione fra Monti Lepini, Colli Albani e Pianura Pontina, in cui il paesaggio alterna pascoli e seminativi creando uno scenario dai grandi spazi. 


I panorami dai Cappuccini di Albano

Albano Laziale, nel cuore dei Castelli Romani, è uno dei centri più interessanti della regione dal punto di vista storico-archeologico. Amatissima ai tempi del Grand Tour, oggi purtroppo la cittadina delude il visitatore per la cementificazione, il traffico e l’incuria generale. Albano tuttavia conserva inaspettatamente luoghi tranquilli e piacevolissimi nelle ville e nei molti monasteri che punteggiano soprattutto la parte alta dell’abitato. Percorrendo ad esempio la salita di Via San Francesco, si giunge al Convento dei Cappuccini, cui si accede per una suggestiva scalinata bordata da annosi lecci. Dalla croce si può ammirare un panorama straordinario: appaiono quasi per intero la costa e la campagna fra Pomezia e Roma, fino ai primi insediamenti urbani della capitale. E’ l’area più integra dell’Agro Romano meridionale e fa da sfondo agreste al campanile di San Gaspare e al pittoresco anfiteatro romano situato proprio di fronte alla suddetta gradinata, regalando un quadretto davvero grazioso. Si consiglia di passeggiare per quanto possibile lungo le mura del convento per godere di belle ed interessanti vedute, in cui l’ondulata pianura e la striscia azzurra del Mar Tirreno appaiono tra le fronde di pini e cipressi spesso secolari. Ricordiamo infine che a pochi passi dai Cappuccini inizia la splendida escursione a mezza costa sull’orlo del Lago di Albano (fino a Palazzolo): il sentiero si imbocca all’altezza di una piccola “fraschetta” che offre una vista grandiosa del bacino.

Albano-Via S. Francesco, targa RCRLB

Albano-Convento dei Cappuccini, statua di S. Francesco RCRLB

Albano-Convento dei Cappuccini, croce sulla scalinata RCRLB

Albano-Convento dei Cappuccini, panorama 1 RCRLB

Albano-Panorama con campanile di S. Gaspare RCRLB

Albano-Convento dei Cappuccini, panorama 2 RCRLB

Albano-Pini nei pressi dei Cappuccini 1 RCRLB

Albano-Pini nei pressi dei Cappuccini 2 RCRLB

Albano-Teatro Romano 1 RCRLB


La Torre delle Frattocchie

Agro Romano-Via Appia Antica, Torre Leonardo RCRLB

Semi nascosta dal disordine edilizio dell’omonimo sobborgo, sul tratto meno curato e visitato dell’Appia Antica, la Torre di Frattocchie costituisce uno dei tanti gioielli archeologici che si incontrano lungo questo magnifico percorso storico-paesaggistico. Ristrutturata nell’Ottocento come punto geodetico, la torre si innalza sui resti di un sepolcreto romano a dominio di un breve tratto di basolato, regalando un quadretto bellissimo ed inaspettato in una zona piuttosto degradata. Una curiosità: nei pressi del monumento, di fronte ad un punto informazioni del parco, si trova una fontanella, celebre e amatissima fra i locali, da cui sgorga un’ottima acqua minerale.


Villa Catena presso Poli

Villa Catena-Veduta 2 RCRLB

Uno scorcio dell’elegante, cinquecentesca Villa Catena, appena emergente dalla fitta vegetazione che ormai sta ricoprendo il sito. Si tratta di una delle ville abbandonate più misteriose del Lazio, risalente al Seicento e soggetto di alcuni dipinti all’epoca del Grand Tour che la resero celebre fra i vedutisti di tutta Europa. Siamo nell’Agro Polense, un territorio ricco di fascino storico, artistico e paesaggistico a pochi chilometri dalla Capitale.


Attraverso l’Agro di Vejo lungo la “Strada dei Parchi”

Dopo la strada fra Sant’Oreste e Ponzano Romano, torniamo sulle colline immediatamente a nord della Capitale per scoprire un altro itinerario di grande fascino. Tramite la Via Cassia Bis in pochi minuti si giunge a Campagnano Romano, uno dei paesi più sottovalutati della Provincia di Roma benché colmo di interesse architettonico. Da qui ci si inoltra lungo SP 14/a nella porzione più meridionale dell’Agro Falisco, tutelata dal Parco Regionale di Veio: siamo su una delle cosiddette “Strade dei Parchi” e dopo pochi chilometri il nastro d’asfalto inizia a correre solitario e tranquillo in aperta campagna, fra boschi e coltivi ed aperture panoramiche sempre più ampie. Arrivati a un bivio si può proseguire verso Morlupo e la Flaminia attraverso il “cuore” dell’area protetta; noi però continuiamo per Magliano Romano sulla SP 18/b fino a sbucare sulla strada che collega Calcata e Flaminia, ormai in Provincia di Viterbo. In ogni caso si può godere uno dei paesaggi più suggestivi del Lazio, che ha mantenute quasi inalterate le caratteristiche della Campagna Romana decantata dai viaggiatori del Grand Tour: vasti e ininterrotti spazi “orizzontali” la cui apparente “immobilità” è rotta soltanto da greggi di ovini e da bovini dalle grandi corna. Il fotografo o il semplice viaggiatore potrà quindi avvalersi di un ambiente assai poco trafficato in uno scenario “alla Corot”, davvero per intenditori, tanto bello quanto tuttora pressoché sconosciuto nonostante il prestigio artistico di cui godette fra Sette e Ottocento.

Campagnano Romano-Piazza, scorcio 1 RCRLB

Agro Vejentano-Paesaggio presso Magliano Romano 5B RCRLB

Agro Vejentano-Paesaggio presso Magliano Romano 11 RCRLB

Agro Vejentano-Paesaggio presso Magliano Romano 6 RCRLB

Agro Vejentano-Paesaggio presso Magliano Romano 10 RCRLB

Agro Vejentano-Paesaggio presso Magliano Romano 3 RCRLB

Agro Vejentano-Paesaggio presso Magliano Romano 1 RCRLB

Agro Veientano-Pascolo presso Magliano Romano RCRLB

Agro Vejentano-Paesaggio presso Magliano Romano 4 RCRLB

Agro Veientano-Campagna presso Magliano Romano 1 RCRLB

Agro Vejentano-Paesaggio presso Magliano Romano 8 RCRLB

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Calcata-Veduta 6 RCRLB


Archi gotici a Campagnano Romano

Campagnano di Roma-Palazzo Comunale, portale RCRLB

Le eleganti prospettive del neogotico Palazzo Comunale di Campagnano Romano. Questo paese, al margine dell’area metropolitana di Roma e fortemente estesosi negli ultimi decenni, conserva un centro storico di notevole valore. E’ una delle ultime tappe prima di Roma per i pellegrini che percorrono la Via Francigena.


Casale del Gericomio presso Tivoli

Mti Prenestini-Casale di Gericomio, veduta 1 RCRLB

Una veduta del Casale del Gericomio, situato grosso modo fra Tivoli e San Vittorino, ai piedi dei Monti Prenestini: si tratta di un’antica struttura rurale che insiste sul sito già occupato probabilmente da una fortificazione medievale e ancor prima da una villa romana di cui rimangono interessanti resti. La zona, resa misteriosa e suggestiva dalle continue presenze storiche, offre spettacolari panorami sulla porzione più integra dell’Agro Romano orientale.