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Monte di Cambio a giugno

Qui di seguito alcune immagini dal Monte di Cambio, una delle cime maggiori del gruppo dei Monti Reatini, ben noti per la presenza preponderante del Terminillo. Il sentiero più battuto, che si consiglia di percorrere nel mese di giugno, parte dalla località Fontenuova, nei pressi di Leonessa, raggiungibile dalla magnifica strada Vallonina. Il sentiero presenta una prima parte nella faggeta per poi aprirsi completamente in uno splendido paesaggio carsico fino alla vetta della montagna (2081 m. s. l. m.). Notevoli i panorami su tutte le catene montuose dell’Appennino Centrale – con in primo piano ovviamente il Terminillo e le sue dirupate pareti-nord – e sul sottostante Piano di Leonessa, ben coltivato e punteggiato da minuscoli borghi medievali.

Mti Reatini-Mte di Cambio, paesaggio con Rifugio Maiolica 1 RCRLB.JPG

Mte di Cambio-Pascolo 2 RCRLB

Mte di Cambio-Pascolo 1 RCRLB

Mte di Cambio-Paesaggio carsico 3 RCRLB

Mte di Cambio-Paesaggio carsico 1 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama lungo il percorso 4 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama lungo il percorso 3 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama lungo il percorso 2 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama lungo il percorso 1 RCRLB

Mte di Cambio-Fioritura 1 RCRLB

Mte di Cambio-Fioritura 2 RCRLB

Mte di Cambio-Fioritura 4 RCRLB

Mte di Cambio-Fioritura 3 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, sentiero 1 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, scorcio lungo il sentiero 3 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, scorcio lungo il sentiero 2 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, scorcio lungo il sentiero 1 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, scorcio lungo il sentiero 4 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, scorcio lungo il sentiero 5 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama lungo il percorso 6 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama lungo il percorso 5 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, campo fiorito lungo il percorso 1 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, campo fiorito lungo il percorso 2 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, segnaletica 1 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, croce sulla vetta 1 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama dalla cima 2 RCRLB

Mti Reatini-Mte di Cambio, panorama dalla cima 1a RCRLB

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Valle dei Calanchi-Scorcio di primavera

Valle dei Calanchi-Valle Segreta, paesaggio 1 RCRLB

La primavera è il periodo più indicato per visitare la Valle dei Calanchi di Bagnoregio, tenendo conto però che occorre sempre evitare le giornate successive alle piogge. Qui siamo in una valle “segreta” nei pressi del borgo rurale (privato) di Sociano. Numerose vacche maremmane popolano questo suggestivo paesaggio.


La “Giornata del Cammino Possibile” 2016

Domenica scorsa, 9 ottobre, abbiamo partecipato su invito dell’amico Luigi Plos alla manifestazione “Cammino Possibile”, organizzata dalla FederTrek con il patrocinio della Regione Lazio e del Comune di Roma. L’obiettivo di questa splendida iniziativa, che si ripete ogni anno con crescente successo, era quello di avvicinare alla natura il più ampio numero di persone (fra cui anche disabili, anziani e bambini) e allo stesso tempo quello di promuovere la “cultura del camminare”. Camminare è infatti un “gesto” tanto semplice e naturale quanto sempre più raro nelle nostre congestionate città e nella vita contemporanea che spinge sempre più a restare al chiuso (casa, ufficio, automobile, centro commerciale, ecc…).

E’ stato dunque proposto un facile anello nella Valle del Fosso dell’Acquaforte a poca distanza dalla periferia di Castelnuovo di Porto e dalla Flaminia, lungo i confini orientali del Parco Regionale di Veio. Si tratta di uno scenario dagli spazi sorprendentemente vasti e selvaggi, a tratti idilliaco, che preannuncia la Tuscia “classica” e che ricorda i dipinti dei vedutisti sette-ottocenteschi della Campagna Romana: un paesaggio ancora poco conosciuto nonostante l’estrema vicinanza con Roma, di cui, sui punti più panoramici del percorso, guardando verso sud, si intravedono già i primi palazzi all’orizzonte. Luigi Plos, nell’ambito del suo straordinario lavoro di ricerca e di riscoperta del territorio intorno alla Capitale (che ha dato alla luce l’imperdibile e-book “Luoghi segreti a due passi da Roma”), ha dedicato ampio spazio a questa zona in virtù del suo notevole valore archeologico ed ambientale (cascate, grotte, siti storici di epoca etrusca e medievale) e perciò, come membro della FederTrek, ha proposto tale meta per la “Giornata del Camminare 2016”

Riportiamo qui di seguito alcune immagini che da un lato testimoniano la grande partecipazione all’evento nonostante le previsioni meteo incerte, e dall’altro la bellezza dell’itinerario percorso, con l’invito ai nostri lettori ad informarsi delle prossime gite organizzate dalla FederTrek.

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Camosci sul Monte La Meta

Mti della Meta-Camosci nella nebbia sulla Meta RCRLB.jpg

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise custodisce alcuni fra gli ambienti piú selvaggi della catena appenninica, dove non é affatto impossibile l’incontro con animali altrove rari od estinti, come il lupo o l’orso marsicano. Nella foto, i camosci che frequentano le pendici del Monte La Meta, una delle vette maggiori del versante ciociaro dell’area protetta, a poca distanza da Picinisco.


Nella Valle dei Calanchi ad aprile, sulla “Via delle Creste”

Simboleggiata dalla famosissima e stravisitata Civita, la “città che muore”, la Valle dei Calanchi di Bagnoregio costituisce con le sue imponenti erosioni uno dei “paesaggi fantastici” più suggestivi d’Italia, in procinto di essere riconosciuto quale “patrimonio dell’umanità” dall’Unesco. Aprile e maggio sono in assoluto i mesi migliori per escursioni nella vallata poiché spesso le crete sono secche e ben percorribili, le temperature ancora miti, la vegetazione e le fioriture al massimo. Quelle che seguono sono immagini tratte dallo spettacolare percorso ad anello sulla “Via delle Creste”, con partenza da Lubriano, sosta al Pianale e passaggio a Civita di Bagnoregio. Grazie ad Emilio di Lubriano e agli altri ragazzi del gruppo “Calanchi Sessantatre” per aver tracciato questo sentiero, rendendo fruibile un patrimonio unico al mondo.

Valle dei Calanchi-Via delle Creste, paesaggio 6 RCRLB

Valle dei Calanchi-Via delle Creste, paesaggio 5 RCRLB

Valle dei Calanchi-Via delle Creste, paesaggio 4 RCRLB

Valle dei Calanchi-Via delle Creste, paesaggio 3 RCRLB

Valle dei Calanchi-Via delle Creste, paesaggio 2 RCRLB

Valle dei Calanchi-Via delle Creste, paesaggio 1 RCRLB

Valle dei Calanchi-Via delle Creste, Montijone 1 RCRLB

Valle dei Calanchi-Sentiero per il Pianale, paesaggio 3 RCRLB

Valle dei Calanchi-Sentiero per il Pianale, paesaggio 2 RCRLB

Valle dei Calanchi-Sentiero per il Pianale, paesaggio 1 RCRLB

Valle dei Calanchi-Pianale, pinnacolo 1 RCRLB

Valle dei Calanchi-Pianale, panorama verso Civita 1 RCRLB

Valle dei Calanchi-Pianale, panorama 1 RCRLB

Valle dei Calanchi-Duomo visto dal Pianale 1 RCRLB

Valle dei Calanchi-Via delle Creste, ponticelli 1 RCRLB

Valle dei Calanchi-Via delle Creste, paesaggio agreste 1 RCRLB

Valle dei Calanchi-Pianale, bosco e torrente alle pendici RCRLB

Civita di Bagnoregio-Veduta nei pressi di Lubriano RCRLB

Lubriano-Veduta dalla Via delle Creste 1 RCRLB


Sulla cresta del Pizzo Deta

Mti Ernici-Cresta del Pizzo Deta RCRLB

Sulla selvaggia cresta del Pizzo Deta (2041 m.), la seconda cima più elevata dei Monti Ernici, spartiacque fra Abruzzo e Ciociaria, Val Roveto e Valle del Sacco. Pochi sanno che il Lazio è terra di grandi montagne, con numerose vette che superano i 2000 metri.


Panorama tardo autunnale dal Monte Tarino

Mti Simbruini-Mte  Tarino, panorama 1 RCRLB

Situata nel cuore dei Monti Simbruini, la vetta del Tarino è la più selvaggia del gruppo e dona un panorama magnifico su una vasta porzione dell’Appennino Centrale. Spiccano soprattutto le immense faggete che si diramano in ogni direzione, offrendo uno spettacolo grandioso.


Panorama dal Monte di Cambio verso il Terminillo

Panorama dal Monte di Cambio

Lo scenario selvaggio offerto dalla cima del Monte di Cambio (2081 m. s. l. m.), appartenente al gruppo dei Monti Reatini. Il Terminillo troneggia sullo sfondo di verdi pascoli ancora fioriti a fine giugno. Tutt’intorno soltanto monti, foreste e valli incontaminate, fra cui la grande Piana di Leonessa punteggiata da una miriade di minuscoli borghi medievali.  Un patrimonio ambientale immenso da conoscere e salvaguardare.


La “Cattedrale” nella Valle dei Calanchi

Valle dei Calanchi-Cattedrale da lontano 1 RCRLB

Le ardite guglie d’argilla della “Cattedrale” (o “Duomo di Milano”) svettano fra i bianchi calanchi di Bagnoregio: uno dei paesaggi più straordinari d’Italia, oggi candidato a “patrimonio dell’Umanità”. Maggio è il periodo perfetto per visitare la vallata, che – col suo ambiente estremo – non è percorribile per molti mesi dell’anno (in autunno-inverno a causa delle piogge e in estate per via del caldo torrido).  Numerose associazioni locali organizzano escursioni nella zona: fra le tante, consigliamo Ecomuseo della Tuscia (ecomuseotuscia@gmail.it – info@ecomuseodellatuscia.it). Per maggiori informazioni sulla Valle dei Calanchi e su Civita di Bagnoregio si faccia riferimento al nostro libro “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.